Si è concluso Telethon, la raccolta di fondi per la ricerca.
La ricerca a cui questi miliardi sono destinati, come tutti i miliardi versati, è quella che si esercita con la vivisezione.
Milioni di animali torturati nel modo più brutale. Animali annegati, soffocati, esposti a radiazioni; i loro occhi vengono bruciati, vengono lasciati morire di fame; i loro arti amputati e i loro organi distrutti; vengono loro procurati attacchi di cuore, ulcere, paralisi e attacchi epilettici; costretti a inalare fumo di tabacco, bere alcol, assumere sostanze stupefacenti; subiscono scosse elettriche, manipolazioni chirurgiche… per non parlare delle torture psichiche alienanti.
Non è favola ma realtà tenacemente nascosta; ecco alcuni siti esemplari:
www.huntingdonsucks.com/gallery.html
www.bairo.info/pag141.html
www.bairo.info/pag143.html
www.bairo.info/pag142.html
www.shac.net/MISC/exposed/exposed.html
www.laboratoricriminali2.cjb.net
www.tierversuche-abschaffen.de/downloads.shtml
www.bairo.info/info_HLS.html
www.bairo.info/follia_umana.html
www.factoryfarming.com/gallery/cow_downed1.htm
www.clip.gr.jp/~repulse/cat/cat.html
Ma, grazie alla capacità che alcuni persone hanno, di lottare per sostenere comportamenti etici, un’avanguardia culturale sta per iniziare il cambiamento. La rivista “Nature”, organo della scienza più accreditato nel mondo, che mai aveva accettato prima una critica al modello animale, il 10 novembre scorso ha pubblicato un lungo articolo in cui, tra l’altro, si afferma che “i test di tossicità sono bloccati su metodi da tempo superati che si basano in grande maggioranza sulla sperimentazione animale, dispendiosamente inutile e spesso ben poco predittiva…”.
Thomas Hartung (direttore dell’ ECVAM, Eurpean Centre for the Validation of Alternative Methods) afferma che “i test di tossicità che abbiamo utilizzato per decenni sono semplicemente cattiva scienza. Oggi abbiamo la possibilità di ripartire da zero e di sviluppare dei test basati su prove evidenti che forniscono un reale valore predittivo”. Sullo stesso tono sono anche le dichiarazioni di Alison Abbot, Horst Spielman e tanti altri tra cui studiosi italiani.
Il servizio di Nature è stato inoltre ripreso da un articolo di Franca Porciani su ben tre pagine del Corriere Salute del 4 dicembre scorso intitolato “Stop agli animali cavia”.
Anche in Italia il Ministero della Salute ha istituito l’IPAM Piattaforma italiana per i metodi alternativi e quindi ecco la domanda: perchè si raccoglie denaro a favore di una ricerca cruenta, obsoleta, dispendiosa, vergognosamente immorale e antiscientifica (che fino ad oggi, dopo decenni, non ha dato risultato) e non se ne raccoglie affatto per la ricerca dei metodi alternativi considerati scientificamente validi?
Ne esistono già molti.
Chiediamo all’informazione di cercare la risposta altrove negata e di mostrare tutta intera la verità.
Enrica Boiocchi vice presidente GRUPPO BAIRO Onlus




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