TANGENTOPOLI NON E’ MAI FINITA…E IL PESCE PUZZA ANCHE DALLA CODA
Ieri è successo quello che gli ambienti giudiziari e finanziari italiani ed internazionali si aspettavano da tempo e di cui non capivano il ritardo. Il banchiere Giampaolo Fiorani, tutta una carriera all’ombra del presidente della banca d’Italia Fazio, ha ricevuto la visita delle forza dell’ordine che gli hanno messo le manette. Insieme a lui sono stati arrestati altri quattro complici facenti parte la dirigenza della banca popolare. Si parla di 80 indagati ancora a piede libero.
Già da mesi si sapeva di scalate irregolari perché fatte in compagnia di soci occulti e senza dichiarare le intenzioni speculative delle cordate che rimanevano segrete; in questo intricato gioco di interessi e di operazioni incrociate Fiorani e le sue scalate non erano soli ma, complici nell’aggiottaggio ai danni dei piccoli azionisti e dell’insider trading ai danni di tutto il mercato azionistico incrociavano miliardi e favori coi protagonisti, legati ai DS e alle Cooperative Rosse, che in collaborazione con loro tentavano la scalata di BNL.
A un quadro già così degradato e degradante di pubblico mercato ridotto a scena per i raids di un piccolissimo gruppo di speculatori in cui brillava per assenza la mancanza di attività, o peggio la complicità, degli organi preposti alla sorveglianza (Banca d’Italia e CONSOB); si aggiungono ora notizie che hanno dell’incredibile e che sarebbero degne di un filmetto su una repubblica delle banane: insider trading permessi ai clienti migliori in cambio di una tangente del 40% sui profitti; finanziamenti corruttivi a pioggia su tutti i partiti politici (destra, centro e sinistra); veri e propri furti ai danni dei clienti della banca; incameramenti di capitali di clienti deceduti; addirittura raids nelle cassette di sicurezza.
Tangentopoli non è mai finita! Tangentopoli è stato lo strumento, politico-giudiziario con cui una nuova mafia legata agli interessi atlantici si è liberata di un sistema di potere di cui i padroni del mondo non si fidavano abbastanza. Per il resto nulla è cambiato: hanno continuato a rubare. Come prima, più di prima.
E questa mancanza di buoni esempi da parte di quella che dovrebbe essere la classe dirigente del paese ha inquinato profondamente le basi e le radici stesse del nostro popolo. Non si tratta più di un fenomeno di elites corrotte. No!
Ieri a Gela, le telecamere hanno mostrato impietosamente come TUTTI i dipendenti dell’autoparco dei bus cittadini si facessero il pieno alle auto succhiando la benzina dai bus fermi in deposito. Il paese intero è marcio. C’è bisogno di varechina e ramazza!
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