GERUSALEMME. «Il Likud ha imboccato la strada che porta alla guida del Paese», ha tuonato Benyamin Netanyahu davanti ai sostenitori in festa per la sua elezione a nuovo leader del partito abbandonato dal premier Ariel Sharon.
Il conteggio dei voti delle primarie, arrivato stamattina al 98% dei suffragi, ha confermato oggi la sua vittoria: Netanyahu è al 44,6%, seguito dal ministro degli Esteri Silvan Shalom con il 33%, dall’esponente della destra Moshe Feiglin con il 15 % e da Israel Katz con l’8,7%.

Il risultato ottenuto da Feiglin, assieme alla sconfitta del più moderato Shalom da parte di Netanyahu, è stato interpretato come una decisa sterzata a destra del partito.

Il ministro delle Finanze Ehud Olmert, passato al partito Kadima di Sharon, ha commentato oggi alla radio, che il Likud è diventato una formazione di estrema destra. L’analisi è condivisa dal quotidiano Hàaretz: «Il Likud non è mai sembrato così a destra e radicale come la scorsa notte.

Netanyahu potrà cercare di distanziarsi dall’abbraccio di Moshe Feiglin, che lo ha caldamente congratulato per la sua vittoria. Ma Feiglin non gli lascerà via d’uscita».Secondo Hàaretz, i risultati delle primarie del Likud «sono una buona notizia» per il Kadima di Sharon: con una simile «immagine Feiglin», il Likud si avvia a diventare un partito di grandezza media, non più uno dei primi del Paese. Netanyahu aveva detto prima del voto che in caso di vittoria avrebbe ritirato i ministri del Likud dal governo.

Fonti del partito hanno anche annunciato la sua intenzione di cercare di formare un blocco alternativo con il sostegno di 61 dei 120 deputati della Knesset per rinviare le elezioni, puntando così ad erodere l’immagine del Kadima. A quanto scrive Hàaretz, Bibi ha già inviato suoi emissari alla leadership laburista, ma il segretario del partito Amir Peretz non sembra interessato.

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