
Originariamente Scritto da
Mantide
Non era mai successo nella storia della Chiesa
Fischi a Roma per il Pontefice dalla Margherita di Rutelli,presente il compagno Prodi
di Gaetano Saglimbeni
Non era mai successo, nella storia della Chiesa cattolica, che un Papa fosse fischiato. Ed è successo per la prima volta (pensate un po’) a Roma, nella città di cui Benedetto XVI, com’è nella tradizione del Papato, è arcivescovo. Autori dello sconcertante ed assolutamente incivile episodio di intolleranza religiosa non sono stati i disubbidienti, i no-global, gli incappucciati, gli antagonisti o gli anarchici insurrezionalisti,
ma gli ex democristiani della Margherita di Rutelli che vorrebbero governare l’Italia con l’ex democristiano neo compagno Prodi ed i comunisti Bertinotti, Cossutta e Diliberto.
E’ accaduto all’hotel Radisson, durante un convegno organizzato dagli ulivisti della Margherita. Il Pontefice (bisogna chiarirlo subito) non era presente: dl papa Ratzinger scorrevano su un maxischermo le immagini di una delle sue visite pastorali, in attesa che ai microfoni si presentassero i relatori ufficiali (Prodi, Rutelli, Nicola Mancino, Franco Marini) e gli illustri ospiti (tra i quali il segretario dei Ds, Fassino).
Chi poteva mai aspettarsela, una reazione del genere, in un convegno di ex democristiani?
E’ stato il brusio di una parte della platea a dare l’avvio alla clamorosa quanto dissennata contestazione. Un brusio che sembrava dapprima circoscritto ad un gruppetto isolato. Finché non si è levata, dall’altra parte della sala, una prima voce critica, chiara ed inequivocabile:
“E’ un papa integralista, peggio degli islamici”, ha strillato un signore di mezza età. Ed a quella voce se n’è aggiunta subito un’altra, di un giovane sui vent’anni:
“Troppo conservatore, tutto l’opposto di Giovanni Paolo II, vorrebbe riportarci indietro al Medioevo”. Ed ancora una terza, questa volta di una donna sui quaranta:
“Inaccettabili le sue interferenze nelle attività e nei programmi dei partiti”.
Sembrava comunque che tutto finisse lì, mentre le immagini di papa Ratzinger continuavano a scorrere sullo schermo. Ed invece, quello che nessuno poteva mai ipotizzare, si è verificato.
Sono arrivati anche i fischi (non da stadio, ma fischi veri) all’indirizzo del Santo Padre che in quel momento benediva la folla acclamante durante la visita pastorale. Ed a bloccare i fischi, bisogna dire, non sono state le voci di
Prodi e
Rutelli (come molti in sala si aspettavano),
ma il tempestivo e provvidenziale intervento di un militante addetto all’impianto di amplificazione, il quale è riuscito a coprire la vergognosa protesta con la voce di un cantante famoso ed amatissimo, Eros Ramazzotti, ed è andato avanti per almeno un quarto d’ora con quelle canzoni e musiche ad altissimo volume, decisamente assordante.
“Non una protesta clamorosa, certo, né una salva di fischi, ma una reazione che comunque non ci aspetterebbe in un convegno della Margherita”, ha scritto Maria Teresa Meli sul “Corriere della Sera”. Una reazione che è certamente il frutto di una situazione di estremo imbarazzo tra
i cosiddetti moderati della Unione delle sinistre-Ulivo,
i cui militanti, pur continuando a proclamarsi cattolici, non tollerano gli interventi del cardinale Ruini in politica, su problemi che riguardano l’aborto, il diritto alla vita, e dovrebbero riguardare, a sentir loro, esclusivamente la religiose e la morale, non la politica. “La Chiesa ci farà perdere le elezioni, con queste sue ingerenze”, dicono stizziti i sostenitori di Prodi e Bertinotti, D’Alema e Diliberto, Fassino, Rutelli, Boselli, Pannella, Pecoraro Scanio.
E’ guerra aperta, da tempo, tra sinistre e Chiesa cattolica, e non soltanto su aborto e difesa della vita. C’è chi vorrebbe anche rivedere il Concordato e togliere al Vaticano l’8 per mille che i contribuenti italiani decidono di assegnare con la dichiarazione dei redditi (una sorta di minaccia- ricatto, insomma, per costringere la Chiesa al silenzio). E la domanda che gli italiani di buon senso rivolgono al leader candidato presidente Prodi è sempre la stessa:
come farà a conciliare l’intransigenza delle sinistre, dei radicali e dei movimenti di piazza con le posizioni dei cattolici di Margherita e Udeur? Una situazione che ha certamente del paradossale, dell’assurdo, se non proprio del grottesco; ed è assolutamente inconciliabile con i principi della libertà, della tolleranza, della democrazia.
Con l’aggravante che i dissensi sono adesso in seno alla stessa Margherita, esplosi clamorosamente e drammaticamente con i fischi a papa Ratzinger.
Amareggiato e imbarazzatissimo il “padrone di casa”, l’ex radicale Francesco Rutelli:
“Mai vista e sentita una cosa del genere: nessuno ha mai fischiato un Papa”.
“Impassibile Prodi, sgomento e gelo di Fassino”, ha raccontato la cronista del “Corriere della Sera”.
Il candidato premier delle sinistre-Ulivo non ha avuto una sola parola di condanna per la vergognosa cagnara. E gli italiani si domandano:
“Può restare impassibile, davanti ai fischi rivolti per la prima volta ad un Papa, il capo di una coalizione che mira a governare la cattolicissima Italia?”.
Non ha mosso ciglio, l’ex democristiano neo compagno Prodi (
“lo Zapatero d’Italia”, lo hanno battezzato i cattolici italiani, quelli veri), nemmeno quando il direttore del quotidiano “La Repubblica”, Ezio Mauro, ha coperto di insulti il cardinale Ruini e la Congregazione episcopale, sempre sulla questione morale dell’aborto e del diritto alla vita, applauditissimo dalla platea degli “illuminati” ex democristiani di sinistra.
Per il cattolico Prodi, chiaramente, più che l’antica amicizia con i vertici della Chiesa cattolica, interessa salvaguardare quella (recente) con il Bertinotti di Rifondazione comunista che nel 1998 lo cacciò da presidente del Consiglio a metà legislatura, senza i cui voti il professore (lo sa benissimo) non avrebbe oggi alcuna speranza di poter battere Berlusconi ed il centrodestra.
Nella speranza, dobbiamo ragionevolmente ipotizzare, che questa volta, se insieme riusciranno a vincere le elezioni del 2006, il leader dell’estrema sinistra (padrone assoluto della coalizione, visto che i suoi voti sono sempre più determinanti) sia meno drastico nei confronti del leader “specchietto per allodole” Romano Prodi e non gli sfili per la seconda volta la poltrona da sotto il sedere per consegnarla ancora al comunista “pentito” D’Alema (come sette anni fa) o al Fassino neo segretario Ds-Quercia ex Pci. O a se stesso.
Con buona pace degli “utili idioti” ex democristiani che, per la “illuminatissima” causa delle sinistre e dell’estrema sinistra al potere, non esitano adesso (e non provano vergogna) a fischiare pure il Santo Padre.
Gaetano Saglimbeni
...senza vergogna...