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    Predefinito Arrampicata sugli specchi...

    Bossi: vogliono dividerci e aiutare i democristiani

    Il Senatùr accusa: ma il vero obiettivo è Berlusconi Patrini: ho incontrato Brancher anche al ministero

    MILANO — La Lega sotto accusa fa quadrato. Dalle carte dei magistrati di Milano escono ormai tutti i giorni indiscrezioni che fanno pericolosamente vacillare l'asse di valutazione del rapporto privilegiato con Fiorani. Quello che era spiegato come un semplice sodalizio politico a favore della causa «padana» di una Banca del Nord, ammesso e rivendicato, rischia di rimanere impigliato in una rete meno limpida di affidamenti finanziari, contatti trasversali e favori dati e ricevuti. A tenere la barra dritta e a reggere l'urto della tempesta ci prova Umberto Bossi, che ieri ha telefonato ai suoi colonnelli sotto accusa, Giorgetti e Calderoli («non buttarti giù»), per esprimere la sua solidarietà. Al suo entourage e ai Giovani Padani, che ha incontrato in questi giorni, ha spiegato: «È chiaro quello che sta succedendo: attaccano noi perché vogliono dividerci. Ma il vero obiettivo dell'offensiva è Berlusconi».

    BOSSI — Il segretario federale segue con attenzione gli sviluppi dell'inchiesta. Liquidato Fazio ancor prima della dimissioni — «ormai non c'è più» —, difeso, ma non troppo, Fiorani — «Mi è simpatico, spero che sia innocente» —, assiste con preoccupazione all'inchiesta che si avvicina pericolosamente al fortino di via Bellerio. E dà un'interpretazione tutta sua degli eventi, che vede il ritorno di un suo incubo di sempre, «i democristianoni». Perché Bossi interpreta gli attacchi alla Lega e a Forza Italia come un modo per indebolire una parte del centrodestra che non è il centro. E nel contempo, fa notare anche gli attacchi alla sinistra e a D'Alema. Insomma, spiega ai suoi, è il progetto di sempre che fa leva sull'arma giudiziaria, il temutissimo ritorno del Grande Centro, con i democristiani delle due coalizioni a farla da padroni e a ripercorre le orme della vecchia Democrazia Cristiana.

    MARONI — Bossi teme che qualcuno provi a «dividere» la Lega. E qualcuno, in via Bellerio, ora reinterpreta la vecchia ruggine tra «ministeriali» e leghisti «di lotta» alla luce delle (presunte) rivelazioni di Fiorani e company. Ma i piani alti del partito sono decisi a reagire compatti e Roberto Maroni esprime la sua solidarietà a Calderoli: «L'ho sentito stamattina, era molto avvilito. So quanto è rigoroso». Secondo il ministro del Welfare «Calderoli ha avuto rapporti finanziari con la Popolare di Lodi come tutti, ma non c'entra la sua attività di governo». E quando dice «tutti» il ministro dice proprio tutti: «So che anche D'Alema ne ha avuti e anch'io, con altra banca, ho avuto modo di fare operazioni finanziarie per acquisti che nulla hanno a che vedere con l'attività politica e istituzionale». Anche il segretario piemontese Roberto Cota fa muro: «È un attacco politico, Calderoli viene attaccato perché è il più esposto, avendo portato avanti le riforme a difesa della nostra identità. Siamo tutti compatti e solidali. È incredibile come delle normalissime operazioni bancarie vengano strumentalizzate».

    BRANCHER — Tra gli accusati c'è anche Aldo Brancher, esponente di Forza Italia ma comunemente definito come «ufficiale di collegamento» con la Lega. Per intendersi, quando Bossi è andato a Roma per assistere al varo della devolution, ha dormito a casa di Brancher. Molto intimo del deputato e sottosegretario alle Riforme «azzurro» pare fosse anche Donato Patrini, l'uomo che per Fiorani gestiva i rapporti con i politici. Ai magistrati Patrini ha spiegato: «Ho incontrato almeno una quindicina volte Brancher, presso il suo ufficio in via Paleocapa e al ministero delle Riforme. Una volta anche nella sede della Lega, in via Bellerio». Patrini spiega che all'inizio dell'anno gli affidamenti a favore di Brancher e della moglie sono aumentati, «arrivando fino a 2,5 milioni di euro».

    Al. T.
    22 dicembre 2005
    Corriere.it

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  2. #2
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    CALDEROLI
    «Trappolone con un vecchio sms. Chiedevo una casa in affitto»

    MILANO — Ministro Calderoli, Maroni dice che lei è avvilito.

    «Avvilito... guardi, io di ricchezza ho solo la mia faccia e mi fa male quello che sta accadendo. È uno schifo».

    Si sente a posto con la coscienza?

    «Io sì, qualcun altro dovrebbe sentirsi meno a posto».

    L'accusano di aver chiesto favori a Fiorani e alla Popolare di Lodi. Favori e contanti.

    «Lo dice Repubblica, con un titolo che non corrisponde al testo. Nell'articolo c'è un signore che, in un rapporto per interposta persona, dice che io non avrei gradito un fido e lui ne avrebbe dedotto che preferivo i contanti, ma poi non sa com'è finita. Le pare un'accusa?».

    E l'sms a Patrini della Bpl? Quello in cui dice: «Quando avevate bisogno di me io vi ho sempre aiutato e ora che vi ho chiesto un piccolo favore vi siete defilati». Lo conferma?

    «Altroché se lo confermo».

    A cosa si riferisce?

    «Al fatto che cercavo una casa in affitto per la mia allora moglie, a Lodi».

    Perché ha contattato proprio Donato Patrini?

    «Perché l'ho conosciuto nel '99, come Banca popolare di Lodi. C'è un rapporto, ultranormale, tra la Lega e la Bpl. Abbiamo un mutuo sull'immobile di via Bellerio e sul terreno di Pontida, che stiamo onorando. Patrini era l'interlocutore più naturale: io sono di Bergamo, lui di Lodi».

    E i favori?

    «Avevo chiesto anche un prospetto per un mutuo, perché volevo comprarmi una casa. Mi è stato dato con interessi superiori a quello di altre banche. E poi non ho avuto risposta neanche per l'affitto. A Natale, non ricordo se l'anno scorso, mi manda un messaggio di auguri. Mi è sembrata una presa in giro. Una cosa da maleducati. E l'ho mandato a quel paese».

    La casa l'ha comprata?

    «Sì. Con un mutuo di 25 anni da 400 mila euro. In un'altra banca. Quanto al mio conto alla Bpl, non ci sono stati movimenti, altro che fido».

    E gli «aiuti»?

    «È chiaro che se dovevamo parlare bene di una banca, era della Popolare di Lodi. Perché noi della Lega siamo sempre stati a favore delle Popolari».

    Anche di Fiorani.

    «Sì, ma il nodo è un altro. Perché al di là di eventuali illeciti che pagherà, quello che faceva Fiorani lecitamente lo facevano anche gli altri, rubando ai cittadini. E' il sistema bancario che deve essere messo sul banco degli imputati».

    E la politica no?

    «Si deve fare un discorso complessivo. Se vogliamo parlare di commistioni, parliamo anche di quelle con i quotidiani. E poi ha senso un sistema nel quale la fondazione della Banca del Monte dei Paschi ha 13 consiglieri su 16 di nomina politica?».

    Torniamo alle accuse. L'affido di 800 mila euro a favore dell'azienda della sua «nuova compagna in difficoltà con Unicredit».

    «Ma no, non c'entra nulla. Chiedevo solo un consiglio su come sbloccare una somma a garanzia di un mutuo di cui era già stato pagato il valore».

    Non è la versione di Patrini.

    «Gli fa difficoltà la memoria».

    Teme un complotto?

    «È curioso che si conservino ancora sms vecchi di due anni. È evidente che sapeva come usarli. Stanno cercando di costruire un trappolone. Forse c'è una manina dietro, di certo c'è puzza di bruciato. Qui si cerca di sputtanarmi, di infangarmi».

    Perché?

    «Siamo a tre mesi dalle elezioni. E poi vogliono dividerci. Me lo ha detto anche Bossi: "Non buttarti giù, è solo un tentativo di attacco per dividere la Lega. È chiaro che ti attaccano perché rappresenti un nodo importante nel rapporto con Berlusconi"».

    E attaccano Brancher, un vostro grande amico, con qualche guaio alle spalle. Metterebbe una mano sul fuoco per lui?

    «L'ho sempre visto occuparsi di politica e non di altro. È chiaro che se si vuole colpire la Cdl, se ne colpiscono prima i perni. Poi, che se la prendano anche con D'Alema, mi fa male allo stesso modo. Anche se lui i giornali lo trattano meglio».

    Non vi pentite di aver difeso Fiorani e Fazio?

    «Difendevamo un progetto non le persone. Era scesa in campo la nazionale del Nord e noi la sostenevamo».

    Si parla di lei come «interlocutore stabile» di Fiorani, sostituito poi da Giorgetti.

    «Fiorani l'ho visto due volte. Una in via Bellerio nel '99 o 2000. L'altra nel 2005 alla presentazione del candidato sindaco a Lodi».

    Fiorani stava intervenendo per salvare dal crac la vostra banca. Ma ora è slittato tutto.

    «Mai seguito da vicino la Credieuronord. Ma credo che il rinvio sia positivo. Figurarsi se avessero deciso ora, con le pressioni che ci sono».

    La Lega ha avuto altri guai nel passato: il bingo, il casinò, il villaggio turistico. Affari sbagliati.

    «Errori di persone, non del partito».

    Ma nel Bingo c'era, per esempio, Maurizio Balocchi, attuale tesoriere della Lega.

    «Affari fatti da singole persone, ripeto».

    Ora c'è chi parla di una nuova Tangentopoli.

    «Mani Pulite non c'entra. E' una cosa limitata, non di sistema, l'ha detto anche D'Ambrosio. E come è lecito per D'Alema fare un leasing, lo è anche avere normali rapporti con una banca al di là delle appartenenze politiche».

    Corriere.it
    Alessandro Trocino
    22 dicembre 2005

  3. #3
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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  4. #4
    Valsesia=Lega al 50%
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    non ci vedo nulla di strano..singoli esponenti sicuramente hanno sbagliato..a destra,sinistra e centro...nessuno è perfetto!tanto meo i nostri..quindi..

    basta espellere chi ha sbagliato e basta
    VALSESIA libera.. Paolo Tiramani

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da pablito el drit
    non ci vedo nulla di strano..singoli esponenti sicuramente hanno sbagliato..a destra,sinistra e centro...nessuno è perfetto!tanto meo i nostri..quindi..

    basta espellere chi ha sbagliato e basta
    Parli così perchè c'è di mezzo la Lega.
    Mi immagino cosa facevi 10 anni fa ai tempi di tangentopoli.
    In prima linea a manifestare e giustizionalista integralista.
    Oltretutto nel tuo discorso non consideri il fatto che in questa storia ci sono dentro tutti, da destra a sinistra, senza l'eccezione della lega. Un enorme inciucio trasversale di cui tutti sapevano, dirigenza della lega compresa. Allora, seguendo il tuo "ragionamento" dovrebbe dimettersi Bossi e con lui tutti i colonnelli? E chi li dovrebbe espellere? Siamo seri, credi veramente che questo possa accadere?
    Chi difende sempre e comunque la lega di oggi come fai tu o non è lucido o ha degli interessi personali.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da pablito el drit
    non ci vedo nulla di strano..singoli esponenti sicuramente hanno sbagliato..a destra,sinistra e centro...nessuno è perfetto!tanto meo i nostri..quindi..

    basta espellere chi ha sbagliato e basta
    E dove sono i provvedimenti d'espulsione? Io, per il momento, nei confronti di chi ha sbagliato vedo solo nomine e incarichi....

    La mia impressione è che, a fianco dell'azione di singoli esponenti, il movimento stesso si sia invischiato in "faccende" più grandi di lui...

    Bossi cerca di tenere la barra a dritta, ma la vicenda BPL dimosta che la Lega è dentro un gioco che, di POPOLARE, ha solo il nome.

    Per credere che Fiorani potesse creare una banca del Nord quando le spese fittizie addebitate ai correntisti erano già realtà, come realtà era la devastazione delle banche acquisite e realmente legate al territorio, (porto il mio esempio: il Banco di Chiavari), bisognava essere o idioti o in malafede. Quali delle due si presta a definire la Lega?

    Se si voleva riformare il sistema bancario nel suo insieme si incominciava a difendere la rigorosità delle OPA, non a giustificare i mezzi in rapporto a un fine, l'italianità delle banche, che tutto garantisce fuorchè una reale etica del credito e del risparmio.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da pablito el drit
    non ci vedo nulla di strano..singoli esponenti sicuramente hanno sbagliato..a destra,sinistra e centro...nessuno è perfetto!tanto meo i nostri..quindi..

    basta espellere chi ha sbagliato e basta
    E dove sono i provvedimenti d'espulsione? Io, per il momento, nei confronti di chi ha sbagliato vedo solo nomine e incarichi....

    La mia impressione è che, a fianco dell'azione di singoli esponenti, il movimento stesso si sia invischiato in "faccende" più grandi di lui...

    Bossi cerca di tenere la barra a dritta, ma la vicenda BPL dimosta che la Lega è dentro un gioco che, di POPOLARE, ha solo il nome.

    Per credere che Fiorani potesse creare una banca del Nord quando le spese fittizie addebitate ai correntisti erano già realtà, come realtà era la devastazione delle banche acquisite e realmente legate al territorio, (porto il mio esempio: il Banco di Chiavari), bisognava essere o idioti o in malafede. Quali delle due si presta a definire la Lega?

    Se si voleva riformare il sistema bancario nel suo insieme si incominciava a difendere la rigorosità delle OPA, non a giustificare i mezzi in rapporto a un fine, l'italianità delle banche, che tutto garantisce fuorchè una reale etica del credito e del risparmio.

  8. #8
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Il ministro Castelli difende D'Alema: "Anche io ho un conto
    alla Banca Popolare Italiana. Bisogna finirla con questo gioco"
    Castelli: "Basta con il massacro
    solo fango con mezzi illegali"
    di LIANA MILELLA

    ROMA - Che un leghista difenda un altro leghista non fa notizia. E il Guardasigilli Castelli sta dalla parte di Calderoli ("Aveva un fido alla Bpi, ma non ha toccato una lira"). Non fa notizia neppure che il ministro si comporti allo stesso modo con il suo vice Valentino di An, indicato da Fiorani come la "spia" che avvisò Ricucci delle intercettazioni. Per adesso, gli basta la smentita. Ma è la presunta rivelazione sul leasing per la barca di D'Alema a colpirlo. A sorpresa dichiara a "Repubblica": "Potrei godere del sospetto, ma sono scandalizzato". Quella notizia, per lui, è una non notizia.

    Questa sì che è una notizia. Proprio lei difende il presidente Ds?
    "La logica è sempre la stessa, per Calderoli, Valentino o D'Alema. Sbattere il mostro in prima pagina sulla base di indiscrezioni incontrollate e incontrollabili, come per i primi due, o sulla base di una vicenda del tutto paradossale, come per il terzo".

    Perché la definisce così? D'Alema, il conto di Lodi ce l'aveva no?
    "D'Alema, com'è noto, non è un politico particolarmente simpatico alla gente, e non lo è neppure a me. Anche lui, in questi anni, non ha resistito alla tentazione di coprirmi d'insulti. Stavolta potrei malignamente godere del fatto che viene centrato dal sospetto e dalla maldicenza. Invece, proprio per l'oggettività dei fatti, mi sento di difenderlo, perché qui si sta passando ogni limite".

    Scusi, ma che limite si sta valicando? I giornali hanno pubblicato una notizia. Punto, e basta.
    "Dobbiamo domandarci tutti se un uomo politico può vivere una vita come gli altri cittadini e, qualora agisca in piena legittimità, abbia il diritto di farsi i fatti suoi e vedersi anche tutelato nel farli. Il paradosso è che siccome Fiorani è diventato il mostro del momento, allora chi lo ha anche solo sfiorato è passibile di sospetto".

    Qui si sta parlando di un conto in banca. Dov'è lo scandalo?
    "Ma davvero è una notizia da prima pagina il fatto che D'Alema si sia comprato una barca in leasing? E che è andato da una banca che fino a qualche mese fa era rispettabile?".

    Un politico non dovrebbe occuparsi, più di un cittadino qualunque, dei soldi che maneggia e degli interlocutori finanziari?
    "E allora racconto la mia vicenda: avevo un conto di 3.200 euro alla Credieuronord, poi passato alla Bpi. Forse devo essere guardato con sospetto per questo? Come non bastasse, visto che sono un senatore, ho un conto anche alla Bnl, perché è la banca del Senato. Sono potenzialmente reo per entrambi i conti? Ma io, allora, i miei risparmi dove li metto? Questa caccia alle streghe è una pura follia".

    Sarebbe perverso indagare su operazioni bancarie sospette e su elargizioni ai politici?
    "Qui c'è un dato politico preoccupante: è ricominciato lo sport di colpire nel mucchio. Tangentopoli ha meritoriamente individuato molti ladri, ma ha coinvolto anche molti innocenti che hanno dovuto patire per anni prima di poterlo dimostrare. Al gioco al massacro io non ci sto. Stigmatizzo la corsa alle indiscrezioni incontrollate, alle notizie che si reggono solo sui "sarebbe". Chi mi dice che quello che leggo è vero? Tutta i politici devono riflettere, perché sta tornando la mentalità che se fai politica, allora significa che sei un individuo indegno e anche un po' losco".

    Lei è il Guardasigilli, e così difende la classe cui appartiene e attacca le toghe che dovrebbe tutelare. Non è scorretto?
    "Vedo con preoccupazione che si sta sollevando una marea di fango che rischia di colpire tutto e tutti. E tutto avviene con i soliti metodi che sono illegali".

    Ma di che metodi parla?
    "Leggo indiscrezioni basate sulla violazione del segreto istruttorio. Chi viola il segreto compie un reato. L'ho denunciato anche durante il dibattito sul ddl per le intercettazioni, ma mi sono sentito isolato. Ai magistrati dico: dovete trovare i colpevoli di un fatto insopportabile e rinviarli a giudizio, perché è troppo comodo colpire colpevoli e innocenti sulla base di notizie incontrollate".

    Non sarà che sta proteggendo Calderoli?
    "Ma è una calunnia. A Calderoli è stato acceso un fido di 130mila euro che lui non ha mai utilizzato".

    E l'sms per dire che ai conti preferiva i contanti?
    "Solo un'indiscrezione giornalistica".

    È troppo comodo reagire così.
    "E come si fa allora a difendersi? Nessuno può certificare che queste indiscrezioni siano vere".

    I fatti contano, e dicono che voi leghisti avete sempre protetto Fazio, Fiorani e la Popolare anche perché di mezzo c'era il salvataggio della Credieuronord. È un fatto.
    "Io racconto un'altra storia, e dico come l'ho vissuta io. Ci sono stati dei sottoscrittori per costituire il capitale sociale, c'è stato l'ok di Bankitalia, ma la banca è stata gestita male e mi auguro che i colpevoli di una conduzione folle siano individuati e rispondano delle operazioni sbagliate. Però Credieuronord non è stata salvata né da Fazio né da Fiorani, ma da una sottoscrizione tra i cittadini, e tra questi ci sono pure io che ho messo mano al portafogli. Tirar dentro Giorgetti e Stefani, arrivati a cose fatte, è veramente ingeneroso".

    E Valentino che avrebbe avvertito Ricucci delle intercettazioni?
    "Lui ha smentito e ha minacciato querele. Fino a prova contraria io gli credo. Insisto, è il metodo che va condannato. Spero che dopo il caso di D'Alema anche a sinistra si rifletta che usare la magistratura per fare politica è come rischiare con gli apprendisti stregoni".

    Lei chiede un salvacondotto per i politici.
    "Non è affatto così. La magistratura faccia le indagini, rinvii a giudizio, commini pene esemplari, chi viene condannato sconti davvero la pena. Mi oppongo però al metodo vigliacco di violare il segreto. È un reato odioso, ma tollerato. Anch'io voglio comprare una barchetta in leasing, più piccola di quella di D'Alema perché così grande non me la posso permettere, e voglio sapere se sto per commettere un delitto".

    La stampa deve informare la gente.
    "Chi viola il segreto è un delinquente".

    È colpa dei magistrati?
    "Non so di chi è, ma è dovere dei giudici individuare chi commette un crimine".

    La Lega ha cambiato pelle dai tempi di Tangentopoli quando Bossi plaudeva alle indagini contro Roma ladrona?
    "Siamo sempre il partito degli onesti, non vogliamo i delinquenti nelle banche e nella pubblica amministrazione, ma neppure nei giornali e negli uffici giudiziari".

    (22 dicembre 2005)

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Liutprando
    Parli così perchè c'è di mezzo la Lega.
    Mi immagino cosa facevi 10 anni fa ai tempi di tangentopoli.
    In prima linea a manifestare e giustizionalista integralista.
    Oltretutto nel tuo discorso non consideri il fatto che in questa storia ci sono dentro tutti, da destra a sinistra, senza l'eccezione della lega. Un enorme inciucio trasversale di cui tutti sapevano, dirigenza della lega compresa. Allora, seguendo il tuo "ragionamento" dovrebbe dimettersi Bossi e con lui tutti i colonnelli? E chi li dovrebbe espellere? Siamo seri, credi veramente che questo possa accadere?
    Chi difende sempre e comunque la lega di oggi come fai tu o non è lucido o ha degli interessi personali.

    dieci anni fa scambiavo le figurine dell'nba al parco giochi
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  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da pablito el drit
    dieci anni fa scambiavo le figurine dell'nba al parco giochi
    Allora non sai cos'era una volta la Lega.

 

 
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