FOIBE: GINO PAOLI RACCONTA, PARTE DELLA FAMIGLIA DI MIA MADRE MORI' INFOIBATA
SINISTRA RESPONSABILE CULTURALMENTE, COPRI' CONNIVENZE TRA TITINI E PARTIGIANI
''Parte della famiglia di mia madre mori' infoibata. I miei parenti non erano militanti fascisti, erano persone perbene, pacifiche. Ma la caccia all'italiano faceva parte della strategia di Tito, che voleva annettersi Trieste e Monfalcone''.
Lo racconta al 'Corriere della Sera' il cantautore Gino Paoli, nato nel 1934 a Monfalcone, in una lunga intervista in cui accusa la sinistra di essere stata ''responsabile culturalmente'' perche' copri' ''le connivenze tra titini e partigiani'' e sottolinea: ''resto comunista ma non amo le bande''.
Parlando dei suoi parenti, Paoli dice che ''i partigiani titini, appoggiati dai partigiani comunisti italiani, vennero a prenderli di notte: un colpo alla nuca e poi giu' nelle foibe. Mia madre e mia zia -aggiunge il cantautore genovese- non hanno mai perdonato. Mi ricordavano spesso i nomi dei loro cari spariti in quel modo, senza lasciare dietro di se' un corpo, una tomba una memoria. Peggio -dice Paoli- una memoria negata. Per questo mia zia odiava gli jugoslavi -aggiunge- e per me e' stata una bella sorpresa, da adulto, andare per la prima volta in Jugoslavia e scoprire che non erano affatto tutti cosi'''.




Rispondi Citando