| Lunedi 19 Dicembre 2005 - 146 | Paolo Emiliani |

di Paolo Emiliani

Il progetto atlantico di conquista planetaria, nel quale l’Italia ricopre soltanto il ruolo di milizia coloniale, continua a grandi passi.
Se la resistenza patriottica irachena non desse tanto filo da torcere agli invasori probabilmente gli americani avrebbero già attaccato l’obiettivo seguente. In cima alla lista di Washington ci sono sicuramente Siria e Iran e soprattutto l’Iran sembra ora essere diventato il nuovo Male Assoluto per la cricca di Bush.
Le recenti dichiarazioni del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad sulla legittimità dell’esistenza di Israele hanno scatenato reazioni veementi dell’Occidente, ma Washington non è ancora riuscito a stabilire una strategia precisa sul da farsi.
Ciò è in parte collegato, come dicevamo, con la precaria situazione bellica in Iraq, dove gli invasori controllano nemmeno la metà del territorio (non bisogna farsi fuorviare dalle trionfalistiche dichiarazioni su queste elezioni farsa): una nuova guerra di invasione in una nazione molto più ampia e molto più popolata dell’Iraq sarebbe lunga e difficile da sostenere anche per la macchina da guerra americana. Le prudenze atlantiche sono però in gran parte giustificate dall’atteggiamento di Teheran, che non intende ripetere gli errori iracheni, rifacendosi molto di più all’esperienza della Corea del Nord.
L’Iraq, dopo la prima guerra del 1991 e l’infame embargo, tentò a lungo una mediazione, accettando una ingiusta riduzione del suo potenziale militare, ma era proprio quello che desideravano gli atlantici: indebolire il nemico prima di attaccarlo, avendo già deciso per la guerra in ogni caso.
Se l’Iran accedesse alle richieste di disarmo, soprattutto nucleare, finirebbe per fare la stessa sorte del suo vicino.
La Corea del Nord, invece, a lungo minacciata, ha mantenuto un atteggiamento fermo, avvisando anzi i suoi nemici che in caso di aggressione avrebbe risposto lanciando i suoi missili sulle coste orientali americane. E la Corea del Nord, come tutti sanno, non è stata attaccata.
Teheran non vuole certo attaccare nessuno, ma vuole avvertire gli atlantici che in caso di guerra questa non sarebbe certo indolore per l’aggressore.
Il quotidiano tedesco Bild ha reso noto due giorni fa che i servizi segreti federali (BND), hanno scoperto che l’Iran avrebbe comprato dalla Corea del Nord 18 componenti di lanciarazzi BM-25 (con una gittata di 2500 chilometri). Teheran potrebbe riarmarli con i razzi balistici intercontinentali di fabbricazione russa SS-N-6, che hanno una gittata di 3.500 chilometri, cioè la distanza tra Teheran e Berlino.
Finora si sapeva che l’Iran disponeva di razzi Shehab-3 con una gittata massima di 1300 km. Il suo potenziale sembra notevolmente aumentato.
I servizi segreti tedeschi sarebbero poi venuti a conoscenza di un’accelerazione dei lavori, da parte degli esperti iraniani, nel potenziamento delle testate missilistiche nucleari. Una base di arricchimento dell’uranio per i missili a lunga gittata sarebbe dislocata a Taebriz, a 600km a nordest di Teheran, e a 2.900 km da Berlino.
Gli americani sarebbero in fondo poco interessati alla cosa, ma neppure gli Stati Uniti possono più stare troppo tranquilli. La BND avrebbe scoperto anche una fornitura a Teheran di una lega di alluminio dalla Cina. Questo tipo di materiale sarebbe la componente principale per la costruzione di un velivolo con una potenziale gittata fino a 10mila chilometri, in grado quindi di attraversare l’oceano e arrivare fino a Nuova York e tutta la costa occidentale Usa.
Ovviamente non siamo in grado né di smentire né di confermare queste notizie, sappiamo solo che, se fossero vere, potrebbero garantire la pace all’Iran.
Gli americani infatti scatenano solo guerre che sono sicuri di vincere senza subire danni in casa propria. Poi la storia ci insegna che le cose non vanno come Washington progetta, come nell’impresa vietnamita, ma questo è un altro discorso. Bush ha inventato le prove che dimostravano il possesso di armi terrificanti nelle mani di Saddam Hussein per scatenare la guerra, ma se il cow boy della Casa Bianca avesse saputo che quelle armi esistevano veramente ed erano puntate sull’America certo non avrebbe premuto con tanta tranquillità il pulsante della guerra.
Gli atlantici giustificano le loro guerre imperialiste con il pretesto che queste sono indispensabili per portare nel mondo “la democrazia”. In pratica considerano il modello occidentale superiore a quello dei loro nemici.
In verità non è così.
La società occidentale è probabilmente la peggiore forma di società oggi presente sul pianeta, fondata sul predominio del denaro, sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sulla prevaricazione, sull’egoismo ed è assolutamente priva di valori positivi.
In questo senso è interessante una ricerca fatta in Italia dalla Fondazione Silvano Andolfi per il Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro).
L’indagine dal titolo “Adolescenti stranieri e il mondo del lavoro: studio transculturale dei valori inerenti il lavoro”, è durata più di un anno e ha interessato 545 ragazzi, provenienti da 53 paesi diversi non appartenenti alla Comunità Europea.
I ragazzi intervistati, quasi tutti (89,5%) nati all’estero, studenti delle scuole superiori e prossimi al diploma, non pensano ad una carriera nel mondo dello spettacolo, non sognano di fare la velina, ma più concretamente mettono il lavoro al centro del loro futuro.
Circa la metà (il 48%) intende poi proseguire gli studi e conseguire una laurea (molto ambita la professione medica), anche se solo il 23,4% di loro è convinto che la propria famiglia resterà nella nostra penisola definitivamente e il 13% vorrebbe tornare nel suo Paese d’origine.
Insomma questi ragazzi, che appartengono culturalmente ancora al loro paese di origine, sembrano essere portatori di valori che purtroppo i nostri ragazzi hanno dimenticato, ormai corrotti dal mito del successo facile, del denaro facile, della notorietà televisiva.
Molto diversi sarebbero però i risultati se questa stessa indagine venisse fatta tra gli alunni della scuola primaria, dove la presenza di studenti immigrati si sta avvicinando al 3,5 per cento, con la presenza di 182 etnie, 78 lingue diverse, e 18 diverse religioni, dove in molti casi i bambini sono nati in Italia e comunque sono molto più integrati nel modello occidentale.
In questo caso emergerebbero le stesse insane fantasie dei bambini italiani.
Insomma questa non solo è una società negativa, ma anche capace di corrompere.
Forse per questo il Nuovo Ordine Mondiale si preoccupa tanto per facilitare flussi selvaggi di immigrazione: oltre che per destabilizzare il mercato del lavoro europeio, anche per far diffondere più facilmente il credo consumista, vera nuova religione di questi tempi.
Popoli deboli significano conquiste facili.
Gli Usa hanno attaccato Saddam Hussein, come prima fecero con Milsoevic e prima ancora quando invasero l’Europa a metà del secolo scorso, perché dovevano al più presto estirpare pericolosi esempi: nazioni socialiste dove i giovani venivano educati nei più alti valori morali.
E la grande finanza apolide che aspira al governo del pianeta desidera combattere veline, non patrioti.