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    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Exclamation Minaccia alla Libertà della Chiesa di esprimere il proprio mandato

    -Un pastore evangelico Reverendo Stephen Boissoin è l'ennesimo ministro di
    culto cristiano denunciato davanti alla commissione dei diritti umani di
    Alberta (Canada) per essersi espresso contro lo stile di vita omosessuale.

    Boissoin, ha pubblicato una lettera in Red Deer Advocate nella quale
    denunciava l'omosessualismo come immorale e pericoloso, tenendo conto che da
    quando è stato approvato il cosiddetto "matrimonio omosessuale", questi
    cosiddetti nuovi diritti sono stati inclusi nei programmi educativi e
    scolastici, abbracciando ogni insegnamento, attraverso i quali la scuola insegnerà che i rapporti omosessuali non sono differenti da quelli etero
    . "I bambini di 5-6 anni
    soffriranno un danno psicologico e fisiologico forse irreparabile per le
    letture e le immagini che dovranno vedere a causa di questi nuovi diritti",
    ha affermato il pastore nella lettera.

    Boissoin, sposato e con 2 figli piccoli, si difende da solo perchè non ha
    soldi per pagare un avvocato. Gli attivisti omosessuali esigono una
    ritrattazione nello stesso organo di informazione
    . ll pastore non è disposto
    alla ritrattazione e rischia di essere condannato al carcere. Tra le altre
    cose, quello che gli attivisti gay non perdonano al pastore è che per causa
    sua vari adolescenti abbiano abbandonato l'omosessualità e la bisessualità dal momento che questo pastore è impegnatissimo non solo alle condanne ma al recupero vero e proprio di queste persone e spesso ottenendo ottimi risultati
    .

    Il tribunale, che non ha ancora ascoltato la sua difesa, ha già condannato
    il pastore a pagare 5000 dollari a un omosessuale che si "è sentito ferito
    dalla sua lettera" e altri 2000 dollari al gruppo pro gay EGALE Canada.

    Boisson, perseguitato per difendere la verità, ha dichiarato alla stampa
    "confido in Dio, sicuramente sarò condannato, ma nonostante ciò sono molto
    felice per quello che sta succedendo"- ( da Stranocristiano ).

    In Svezia, il 29 giugno del 2004, è stato condannato ad un mese di carcere
    un pastore protestante per aver osato criticare, con citazioni tratte dalla
    Bibbia, il matrimonio gay ( CFR Kyrkans Tidning 11 gennaio 2004). Si tratta
    della prima sentenza, in Svezia, che considera il dissenso verso il
    matrimonio gay come un incitamento all'odio razziale.

    Tale progetto contro la libertà di pensiero e di religione
    viene portata avanti anche in altri stati europei.

    In Francia, 26 organizzazioni di sinistra hanno
    firmato un Manifesto per dare vita ad una "strategia repressiva e
    preventiva" contro il cosiddetto razzismo omofobico: per razzista omofobico
    si intenderebbe chi privilegia la famiglia tradizionale ed esprime il suo
    dissenso verso la pratica e la teoria omosessuale e chi non considera tale rapporto alla stessa parità dell'unione etero
    .

    Il primo razzista omofobico, secondo tale concetto, sarebbe, ovviamente, il Papa e il primo testo tacciato di razzismo omofobico sarebbe il Catechismo della Chiesa Cattolica, questo emerge dalle ripetute affermazioni dai giornali e riviste omosessualiste.

    In Italia se il Pontefice, e con lui i fedeli cattolici, non vengono oggi incriminati è perché, con la caduta del Governo D'Alema, è stato accantonato
    il progetto di legge n. 6582, presentato il 23 novembre 1999, primo
    firmatario proprio l'allora Presidente del Consiglio Massimo D'Alema insieme
    al Ministro per le Pari Opportunità Laura Balbo, affiancato dal testo
    unificato del 1 luglio 1999 riguardante le "Disposizioni per la prevenzione
    e la repressione delle discriminazioni motivate dall'orientamento sessuale".


    Questi disegni di legge prevedevano sanzioni penali non solo per chiunque
    esprimesse pubblicamente critiche su una qualunque perversione sessuale, ma
    anche per chi partecipasse ad "associazioni, movimenti o gruppi, o presta
    assistenza alle loro attività" ritenute "incitamento alla discriminazione
    per motivi di orientamento sessuale", che deve essere punito "per il solo
    fatto della partecipazione all'assistenza, con la reclusione da sei mesi a
    quattro anni"
    (art. 2 del Testo Unico).

    Grazie alla decisione dei cittadini alle elezioni
    politiche del 2001, il progetto di legge è stato momentaneamente
    accantonato
    , domani non si sà.

    Non, invece, il relativismo morale, filosofia di vita ormai ufficiale
    della Nuova Sinistra Internazionale, che inizia, come in Canada e in Svezia,
    a mostrare apertamente il suo volto totalitario e radicalmente
    anticristiano.

    CONTRO QUESTA PERSECUZIONE CRESCENTE BISOGNA REAGIRE:

    In nome del diritto 1) alla libertà della ricerca scientifica 2) alla
    libertà di pensiero, alla libertà di educazione da parte dei genitori e alla
    libertà religiosa

    LIBERTA' DELLA RICERCA SCIENTIFICA

    In merito alla libertà della ricerca scientifica, bisogna precisare
    quanto segue:

    A) la voce «omosessualità» è scomparsa dai manuali di psichiatria.
    Questo cambiamento non è nato da nessun tipo di ricerca psicologica,
    che potesse spiegarlo e giustificarlo.
    La psichiatria ha cancellato l'omosessualità dai suoi manuali sotto la
    spinta intimidatoria di due fattori politici: l'ideologia della Rivoluzione
    Sessuale e i movimenti per i diritti delle minoranze.
    Oltre alle pressioni politiche, la psichiatria ha cancellato
    l'omosessualità dai suoi manuali
    per altri due motivi: per eliminare fattori di discriminazione
    sociale nei confronti delle persone omosessuali.

    B) Questa situazione ha crea*to una discriminazione inversa nei
    confronti de*gli omosessuali non gay , i quali sentono che il loro progresso
    personale è continuamente intralciato dall'attrazione di tipo omosessuale
    che provano.
    Gli omosessuali non gay vengono emarginati e sono persino
    scoraggiati dagli stessi specialisti ai quali si rivolgono per aiuto.

    Se l'omosessuale gay è libero di vivere la sua identità socio-
    politica, l'omosessuale non gay ha il diritto di esser
    aiutato a intraprendere un cammino di crescita
    oltre l'omosessualità
    e gli psicologi hanno il diritto di continuare a
    studiare le cause della tendenza omosessuale e di studiare le terapie
    cognitivo-comportamentali più idonee per
    favorire la crescita di un'identità sessuale psicologica conforme
    a quella genetica e biologica per coloro che "liberamente"
    vogliono cambiare il proprio orientamento sessuale

    Questo itinerario di liberazione dalla tendenza omosessuale trova
    conferma in fenomeni sociali come la crescita del movimento internazionale
    "ex gay": si tratta di veri movimenti di base dove omosessuali ed ex
    omosessuali si aiutano per promuovere una crescita in senso eterosessuale.

    C) Se l'OMS ( che, per esempio, considera l'aborto un diritto), dietro
    le pressioni politiche, non considera più l'omosessualità come un
    disturbo dell'orientamento sessuale questo significa anche che, secondo
    l'OMS, l'omosessualità sarebbe solo un comportamento frutto di una
    libera scelta :
    infatti nella specie umana non esiste il terzo sesso in grado
    di riprodursi autonomamente.

    POICHE' NELLA NATURA UMANA NON ESISTE IL TERZO SESSO IN GRADO
    DI RIPRODURSI AUTONOMAMENTE GLI PSICOLOGI DEVONO ESSERE LIBERI
    DI POTER PROPORRE, OVVIAMENTE SENZA IMPORRE,
    UN ITINERARIO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE
    DIVERSO SE LO RITENGONO, IN COSCIENZA, PIU' CONSONO AL LORO
    CONCETTO DI REALIZZAZIONE E DI FELICITA'.

    LIBERTA' DI PENSIERO, LIBERTA' DI EDUCAZIONE DA PARTE DEI GENITORI
    E LIBERTA' RELIGIOSA

    1)I genitori devono essere liberi di poter scegliere i valori educativi che
    vogliono trasmettere ai propri figli. Se la "tolleranza" è il rispetto di
    tutte le diversità, bisogna rispettare anche il diritto dei genitori che
    vogliono per i propri figli un'educazione sessuale rispettosa dell'ordine e
    delle finalità della natura, secondo la propria visione del mondo e la
    propria coscienza, e conforme ai propri modelli familiari. I genitori hanno
    il diritto di educare i loro figli in conformità con le loro convinzioni
    morali e religiose,tenendo conto delle tradizioni culturali della famiglia. I figli hanno il diritto ad avere una madre.

    2)Se la scuola pubblica vuole proporre, in tema di educazione sessuale, un
    comportamento come quello omosessuale, i genitori hanno il diritto di
    richiedere, per rispetto di un pluralismo educativo che non può essere
    negato, o l'esonero da un tale percorso educativo oppure un informazione, in
    tema di costumi sessuali, conforme alle proprie convinzioni e ai propri
    modelli familiari.

    3) Non può essere negata ad alcuno la libertà di proporre alle persone con
    tendenza omosessuale - o con altre tendenze sessuali- l'itinerario di un
    comportamento sessuale diverso e conforme alla legge di natura e al progetto
    di Dio interpretato secondo il proprio credo religioso

    La libertà religiosa è un diritto che compete sia alle singole
    persone che alle persone quando agiscono in forma comunitaria.

    4) Di fronte a future legislazioni favorevoli al matrimonio e all'adozione
    gay bisogna rivendicare il DIRITTO alla LIBERTA' DI PENSIERO E DI CRITICA E
    ANCHE, dove POSSIBILE, all'OBIEZIONE DI COSCIENZA , in modo del tutto
    ANALOGO A QUANTO E' AVVENUTO , per esempio, con l'ABORTO.

    La libertà di pensiero e di critica del matrimonio Gay e dell'adozione gay,
    in modo analogo alla libertà di pensiero e di critica dell'aborto,
    dell'eutanasia,
    del divorzio, fa parte :

    1) DELLA LIBERTA' DI PENSIERO

    2) del diritto democratico di associarsi in base ad un pensiero condiviso,
    in base ad una particolare proposta culturale da manifestare e propagandare,

    3) del diritto democratico di proporre iniziative legislative o di proporre
    abrogazione delle leggi esistenti da sottoporre alla volontà sovrana della
    maggioranza

    NON SI PUO' IMPEDIRE LA LIBERTA' DI PENSIERO IN NOME DELLA LIBERTA' DI
    PENSIERO.

    La LIBERTA' DI PENSIERO E DI CRITICA NEI CONFRONTI DELLE TENDENZE SESSUALI
    E DELLA LORO EVENTUALE ISTITUZIONALIZZAZIONE DEVE SEMPRE AVVENIRE,
    OVVIAMENTE, NEL PIENO RISPETTO DELLE PERSONE.


    SCUOLA: genitori catalani fanno sospendere un corso di autoerotismo

    Guía para chicas (Guida per ragazze), è un corso di educazione sessuale in 4 libri, rivolto alle studentesse dagli 11 ai 18 anni, curato dalla prof.ssa Maria Urruzola Zabalza, una sessuologa spagnola premiata da un concorso promosso dal Ministero della Educazione. Era stato distribuito in 14.000 esemplari nelle scuole delle regioni spagnole della Catalogna e della Mancha, con l'autorizzazione del governo locale e del Ministero dell'Educazione.

    Secondo l'Istituto della Donna, organizzazione promossa dalla Giunta dei Comuni Catalani, questo corso fa parte di un progetto culturale molto impegnativo, col quale la Regione intende addirittura "modificare le coscienze fino a creare un nuovo modello di donna, modificando la sessualità volta all'erotismo e all'omosessualità" mediante l'educazione sessuale nelle scuole.
    Nello scorso ottobre, però, dopo appena un mese di sperimentazione didattica, gli scandalizzati genitori degli studenti hanno chiesto e ottenuto il ritiro del corso in quanto, col pretesto di promuovere nelle ragazze "una relazione positiva col proprio corpo", esso punta in realtà a giustificare e propagandare l'autoerotismo e l'omosessualità fra i minori.

    Partendo dal presupposto che "la normalità è scambiare amore e relazioni sessuali con una qualunque persona, dell'altro sesso o del proprio", il corso sostiene però che, per una ragazza, avere una relazione con un ragazzo è cosa faticosa, impegnativa e rischiosa; come soluzione, pertanto, suggerisce alla studentessa di trovare la propria autorealizzazione psicologica e soddisfazione sessuale in una relazione lesbica o, meglio ancora, nella pratica dell'autoerotismo, in quanto esso permette di "far sesso con la persona che tu conosci e stimi di più: se farai così, sarai più a tuo agio con te stessa, ti sentirai meglio, sarai più soddisfatta e sicura di te, ti aiuterà a non avere più complessi".

    I comportamenti sessuali attengono alla sfera privata ed essi possono e devono essere tollerati se attuati in privato fra adulti consensienti -
    purché non costituiscano forme di violenza sulle persone- la quale può esserecitata anche attraverso l'imposizione di un silenzio contro chi ha tutto il dovere e il diritto di denunciarne, al di là di ogni tolleranza, la depravazione, in difesa della Famiglia naturalmente concepita.
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  2. #2
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    BENEDETTO XVI: il Papa evoca il giudizio di Dio sulla Chiesa e sul mondo

    Nell'omelia tenuta il 2 ottobre per l'apertura del Sinodo dei Vescovi, Benedetto XVI ha sviluppato tre importanti concetti, tratti da una lettura del profeta Isaia e dalla parabola evangelica dei vignaioli che uccidono i messaggeri e il Figlio stesso del padrone.

    Afferma dunque il Papa:
    1) Dio non può essere "bandito dalla vita pubblica, così da perdere ogni si-gnificato. La tolleranza, che ammette per così dire Dio come opinione privata, gli rifiuta il dominio pubbli-co, non è tolleranza, ma ipocrisia";
    2) Quando l'uomo rifiuta Dio e "si fa unico padrone del mondo e pro-prietario di sé stesso", crea una società senza giustizia, dominata "dall'arbitrio del potere e degli interessi: la vigna ben presto si trasforma in un terreno incolto calpestato dai cinghiali";
    3) In conseguenza del rifiuto di Dio, la minaccia del giudizio divino incombe sulla "Chiesa in Europa, sull'Europa e sull'Occidente in generale", come avvenne per la distruzione di Gerusalemme.

    Il Signore grida oggi nelle nostre orecchie le parole che nell'Apocalisse rivolse alla Chiesa di Efeso: "Se non ti ravvederai verrò da te e rimuoverò il candelabro dal suo posto". "Anche a noi - continua il Pontefice - può essere tolta la luce e facciamo bene se lasciamo risuonare questo monito in tutta la sua serietà nella nostra anima, gridando allo stesso tempo al Signore: 'Aiutaci a convertirci! (…) Non permettere che la tua luce in mezzo a noi si spenga!'".

    Si tratta di tre idee forti, logicamente concatenate l'una all'altra, che ci danno un'importante chiave di lettura del nostro tempo. Il Papa ribadisce in primo luogo la condanna di quel principio di separazione che, nel corso degli ultimi secoli, ha voluto ridurre la religione alla sfera privata e individuale.

    Oggi si vorrebbe ridurre la Chiesa al silenzio, impedendole, ad esempio, di ribadire la sua condanna dell'aborto, dell'omosessualità e delle manipolazioni genetiche. Ma se l'uomo rifiuta ogni legge divina e morale, ergendosi a supremo giudice di ciò che è vero e ciò che è falso, di ciò che buono e ciò che è cattivo, l'unica regola rimane la volontà di potenza dell'individuo e la società cade preda della violenza, dell'arbitrio e dell'anarchia.

    La religione, dunque, non solo non può essere separata dalla sfera pubblica della società, ma di essa costituisce, per così dire, l'anima e la radice. Quando la religione viene espulsa dai costumi, dalle leggi e dalle istituzioni, come sta accadendo nell'Europa un tempo cristiana, la società perde la sua luce e il suo principio vitale ed è condannata alla de-composizione e alla morte.

    L'uomo, allontanandosi da Dio, è punito dalle conseguenze stesse della sua colpa, come già accadde con Adamo ed Eva all'alba della storia umana. Per l'intima solidarietà che lega tra loro gli uomini e le genera-zioni, il male ha infatti, come il bene, una profonda ripercussione sulla società.

    Sul piano individuale, la conseguenza del peccato è la morte dell'anima; sul piano pubblico, la conse-guenza è la disgregazione dei legami sociali, che equivale alla morte dei popoli e delle nazioni. Le nazioni in-fatti, come ricorda sant'Agostino, a differenza degli uomini, non hanno una vita ultraterrena. La loro esistenza si consuma nel tempo e nel tempo esse sono premiate per la loro fedeltà o punite per i loro peccati.

    La gravità del castigo è in proporzione alla gravità del peccato e il peccato della società, nel suo complesso, è più grave del peccato dei singoli uomini che la compongono. Oggi non si vuol sentir parlare di peccato, e meno che mai di peccati collettivi, ma la storia è ricca di esempi di questo genere, come quello ricordato dal Papa: la distru-zione di Gerusalemme, nel 70 d. C., annunziata da Gesù, quale prefigurazione della fine del mondo e delle catastrofi conseguenti al peccato sociale degli uomini.

    La prospettiva di un grande castigo per l'umanità, se non si fosse convertita, costituisce il nucleo del "segreto" di Fatima del 1917. Nelle parole di Benedetto XVI risuona l'eco di quel messaggio che proprio l'allora cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Fede, presentò e commentò il 26 giugno del 2000. La parola chiave del terzo segreto, egli disse, è il forte appello alla penitenza rivolto al mondo e alla Chiesa.

    Vent'anni fa, nel suo celebre Rapporto sulla fede, lo stesso cardinale Ratzinger, aveva affermato che da Fatima "è stato lanciato un segnale severo che va contro la faciloneria imperante, un richiamo alla se-rietà della vita e della storia, ai pericoli che incombono sull'umanità. È quanto Gesù stesso ricorda assai spesso non temendo di dire: 'Se non vi convertite tutti perirete'". Dio infatti e misericordioso, ma il suo per-dono è condizionato al ravvedimento, e se manca il pentimento e la penitenza, il castigo è logico e necessario.

    Nella sua omelia, il Papa ci ha invitato a rivolgere questa pressante preghiera al Signore: "Aiutaci a convertirci! (…) Non permettere che la tua luce in mezzo a noi si spenga!" La serietà della vita, l'importanza dei fini ultimi, la necessità per l'uomo, se vuole essere felice, di fare il bene e di evitare il male, la riscoperta dei valori religiosi per restituire significato alla propria esistenza, la conversione della mente e del cuore come condizione necessaria per la riconciliazione con il Signore.

    Sono questi gli stimoli di riflessione che il Santo Padre propone ad ognuno di noi in un'ora storica gravida di rischi per la Chiesa, per l'Europa, per l'Occidente. Le sue parole però, come quelle del messaggio di Fatima, contengono una forte nota di speranza. Nel versetto di Giovanni, "Io sono la vite, voi i tralci Colui che rimane in me, ed io in lui, porta molto frut-to", Benedetto XVI ci indica il vero esito della storia evangelica della vigna: "Dio non fallisce. Alla fine Egli vince, vince l'amore".

    Una nuova vigna scaturisce dalla morte del Figlio; una nuova società può scaturire dalla tragedia che grava sull'Occidente
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
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    .....

  4. #4
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Non ne dubitavo......... è comunque piacevole sapere che "questa volta".....ergo le altre volte qualcosa di giusto scrivevo..questo è consolante.....



    Buon Natale ragazzo semplice.....
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  5. #5
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    Buon Natale anche a te!

 

 

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