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  1. #1
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    Predefinito Gli ulivisti della Margherita fischiano il Papa

    Al convegno organizzato dagli ulivisti della Margherita l' immagine di Papa Ratzinger scorre sugli schermi e una parte della platea fischia. L' imbarazzo del presidente della Margherita con i suoi collaboratori. Prodi, impassibile, fa finta di niente…




    ROMA - Brusio in sala, qualche commento («è troppo conservatore») e un paio di fischi: al convegno organizzato dagli ulivisti della Margherita l' immagine di papa Ratzinger scorre sugli schermi e una parte della platea reagisce in modo inaspettato. Non sembrerebbe quello il consesso adatto per una protesta di questo genere, eppure è proprio quello che sta accadendo. Certo, non una protesta clamorosa, né una salva di fischi, ma una reazione che comunque non ci si aspetterebbe a un convegno della Margherita. Francesco Rutelli si fa scuro in viso: «Ma come è mai è possibile una cosa del genere!» sbotta con un collaboratore. Romano Prodi, impassibile, fa finta di niente o non se ne accorge proprio. Per fortuna l' incidente avviene in un momento di distrazione dei giornalisti perché gli altoparlanti sparano a palla la musica e le parole di Eros Ramazzotti. E comunque la platea che dimostra di non gradire eccessivamente Ratzinger è posizionata avanti, nella sala, mentre i posti riservati alla stampa sono in fondo. Scampato pericolo per gli organizzatori del convegno che cercano di assicurarsi del fatto che la notizia non filtri fuori, che qualche agenzia non la rilanci perché si rischierebbe l' incidente diplomatico. Gli organizzatori negano che tutto ciò sia accaduto: nemmeno un mormorio e quel commento - «è troppo conservatore» - sarà stato pronunciato da un estraneo, non certo da un esponente della Margherita, la colpa - sostengono - è dei rutelliani che hanno voluto dare enfasi alla cosa. Per la verità una parte della platea applaudirà, qualche ora più tardi, il direttore di Repubblica Ezio Mauro che lancia una frecciata alquanto velenosa contro la Cei. Ma è indubbio che anche se il significato è lo stesso (una certa allergia di una parte della platea alla Chiesa) l' applauso fa meno impressione (e notizia) del fischio. Per amor di verità e di cronaca occorre però precisare che la tipologia del convegnista che si aggira per l'hotel Radisson è un po' particolare. Sicuramente non c' è niente di strano se gli ulivisti della Margherita applaudono più intensamente Piero Fassino di Francesco Rutelli. Fin qui tutto regolare, visto che tra loro e il presidente della Margherita c'è stato qualche problemino in passato. Più curioso, invece, il fatto che il segretario dei Ds nella gara dell' applausometro batta anche il candidato premier del centrosinistra Romano Prodi. Ma tant'è. Quei mormorii di protesta nei confronti di Ratzinger, però, imbarazzano ancora di più. Rutelli, naturalmente, evita commenti ma si vede lontano un miglio che è arrabbiato. Peppe Fioroni, che non era presente alla manifestazione, è sbalordito. Gli hanno riferito la notizia ma lui non ci vuole assolutamente credere. Il responsabile Enti locali della Margherita ha notoriamente ottimi rapporti con Oltretevere e fatica a commentare l' accaduto. «Non ci voglio credere, non ci posso credere - ripete - in nessun Paese civile del mondo la figura del santo padre potrebbe mai essere soggetta a fischi. Sarebbe una completa scissione tra la lingua e il cervello di chi ha fatto una cosa del genere. Se fosse vero sarebbe un grave danno». Fioroni continua a scuotere la testa e gli organizzatori del convegno continuano a minimizzare. Ma se nella Margherita ora si ha una divergenza di vedute anche su questo forse significa che la guerra interna non è ancora del tutto sopita.

    Maria Teresa Meli - Corriere della Sera, 18 dicembre 05

  2. #2
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    Predefinito

    ......ma non sarà per la "scomunica" che S.E. card. Bertone ha dato proprio alla Margherita di qualche giorno fa??

    Il card. Bertone contro la RU486

    --------------------------------------------------------------------------------

    La «scomunica» di Bertone falcia la Margherita

    Spacca i cattolici impegnati in politica la «scomunica» pronunciata dal pulpito, il giorno dell'Immacolata, dal cardinale Tarcisio Bertone…


    Spacca i cattolici impegnati in politica la «scomunica» pronunciata dal pulpito, il giorno dell'Immacolata, dal cardinale Tarcisio Bertone nei confronti di quanti, ai vari livelli di responsabilità, si sono trovati a dover decidere di autorizzare anche in Liguria la somministrazione, senza bisogno di sperimentazione, della pillola abortiva Ru486.

    Gli strali dell'arcivescovo di Genova hanno colpito in particolare consiglieri e assessori regionali che hanno votato a favore, o si sono astenuti, o «non si sono fatti trovare» al momento del voto. Tutti, guarda caso, nel campo del centrosinistra. Le posizioni espresse nella Sala verde sono note: solo l'assessore Rosario Monteleone (Margherita) si è dichiarato ufficialmente contrario e ha mantenuto la posizione quando si è trattato di votare, Roberta Gasco (Udeur) e Giovanni Paladini (Margherita) hanno mantenuto una posizione riflessiva ma anti-abortista, e Luigi Patrone (Gente della Liguria) si è astenuto.

    Ha fatto a dir poco «rumore», invece, la scelta del medico Claudio Gustavino e di Michele Boffa, entrambi della Margherita, che si sono espressi a favore, allineandosi al resto della maggioranza. Più «complesso» il caso-Pittaluga - che molti giurano aver visto bere il caffè, e comunque fuori dall'aula, durante le operazioni di voto - e, soprattutto, il caso-Massimiliano Costa, anch'egli esponente di spicco del partito di Rutelli e vicepresidente della giunta Burlando.

    A tutti quanti, infatti, ma in particolare a Costa si è riferito indirettamente il cardinale quando ha affermato, fra l'altro, di avere «ben presente chi ha votato contro, chi si è astenuto e chi era assente», e quando ha fatto riferimento alla «diaspora dei cattolici che addolora la Chiesa».

    Ma chi si attendeva ieri la replica del principale «imputato», è rimasto deluso: annunciato come protagonista di un'intervista esclusiva sugli schermi di Primocanale, il vicepresidente della giunta regionale ha parlato volentieri del suo passato di guida scout, dell'auspicio di vittoria di Prodi alle prossime elezioni politiche e della sua collocazione-condizione di post democristiano piuttosto che di ex Dc.

    Sulla questione-pillola abortiva e sui commenti di Bertone, solo una sfumatura alta: «Ho scelto di non commentare» ha esordito testualmente Costa. Proseguendo poi con un coraggio ai limiti della temerarietà: «Non voglio enfatizzare, né creare incomprensioni, preferisco collocare il problema nella sua giusta dimensione». Poi, di fronte ai tentativi del direttore Mario Paternostro di ottenere una qualsiasi presa di posizione, l'esponente della Margherita si è lasciato definitivamente andare: «Se la fede è motivo di scontro, si rischia il fondamentalismo, mentre dev'essere motivo di incontro, e sviluppo, così è utile anche alla politica». Più chiaro di così. Peccato che l'abbiamo capito in pochi. «Come al solito - sbotta il sottosegretario Alberto Gagliardi, Forza Italia -. I politici della Margherita sono cattolici nel giorno delle elezioni, e di sinistra nei giorni del governo».

    Il capogruppo degli azzurri in consiglio comunale, Giuseppe Costa, ribadisce il concetto: È l'equivoco dei cattolici che militano nei partiti di sinistra.

    di Ferruccio Repetti
    Il Giornale n. 293 del 10-12-2005

    ***********
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Così con la Lettera Enciclica "Quod Apostolici muneris", sfolgorammo i mostruosi errori dei Socialisti e Comunisti: con l'altra "Arcanum" prendemmo a spiegare e difendere il vero e genuino concetto della famiglia, che ha l'origine e sorgente sua nel matrimonio: con quella che incomincia "Diuturnum" ritraemmo l'idea del potere politico, esemplata ai principi dell'Evangelo, e mirabilmente consentanea alla natura delle cose e al bene dei popoli e dei sovrani.


    --------------------------------------------------------------------------------



    Secondo voi chi ha scritto queste parole? Niente meno che Leone XIII nella Enciclica HUMANUM GENUS http://www.vatican.va/holy_father/le...-genus_it.html

    possiamo dargli torto?
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Caterina63
    Così con la Lettera Enciclica "Quod Apostolici muneris", sfolgorammo i mostruosi errori dei Socialisti e Comunisti: con l'altra "Arcanum" prendemmo a spiegare e difendere il vero e genuino concetto della famiglia, che ha l'origine e sorgente sua nel matrimonio: con quella che incomincia "Diuturnum" ritraemmo l'idea del potere politico, esemplata ai principi dell'Evangelo, e mirabilmente consentanea alla natura delle cose e al bene dei popoli e dei sovrani.


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    Secondo voi chi ha scritto queste parole? Niente meno che Leone XIII nella Enciclica HUMANUM GENUS http://www.vatican.va/holy_father/le...-genus_it.html

    possiamo dargli torto?
    Vabbè senza bisogno di andare a pescare cose molto antiche(anche se Leone XIII fu un ottimo pontefice) io dico che il punto è un altro: come fa un partito che sostiene di richiamarsi alla tradizione cattolico-popolare ad essere alleato di no global vari e adesso perfino di Pannella&company che vorrebbero abolire il concordato? I moderati dovrebbero essere alternativi alla sinistra,accade in tutta Europa così,solo in Italia vige quest'anomalia! E' anche interessante osservare come coloro che han fischiato siano i più vicini a Prodi, come dire...ecco che gente si nasconde dietro la faccia da sacrestano del buon mortadellone.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da BOY74
    Vabbè senza bisogno di andare a pescare cose molto antiche(anche se Leone XIII fu un ottimo pontefice) io dico che il punto è un altro: come fa un partito che sostiene di richiamarsi alla tradizione cattolico-popolare ad essere alleato di no global vari e adesso perfino di Pannella&company che vorrebbero abolire il concordato? I moderati dovrebbero essere alternativi alla sinistra,accade in tutta Europa così,solo in Italia vige quest'anomalia! E' anche interessante osservare come coloro che han fischiato siano i più vicini a Prodi, come dire...ecco che gente si nasconde dietro la faccia da sacrestano del buon mortadellone.
    certo non c'è bisogno di scomodare Papa Leone XIII basterebbe citare infatti Giovanni Paolo II CHE LO CITA ABBONDANTEMENTE Certe condanne SONO IERI, OGGI E SEMPRE, COME IL CRISTO, COME LA CHIESA

    Interessanti le tue domande......e molto scomode le risposte che si dovrebbero dare Il Fassino che si dice CATTOLICO PRIVATO....un Romano Prodi che si dice CATTOLICO-ADULTO e dunque non sente più la necessità di avere la Chiesa come Maestra.......Castagnetti manco lo cito tanto mi fa pena quell'uomo che non è ne carne, ne pesce.....ad un Rutelli scopertosi cattolico da pochi anni e il cui cammino è tutto in salita......cosa c'era da aspettarsi?
    l'imbarazzo è il minimo....ed era prevedibile come prevedibile era la reazione PERCHE' E' INIZIATA LA CAMPAGNA ELETTORALE E SARA' TUTTA VOLTA A PRESENTARE UNA CHIESA CASTRANTE, INTOLLERANTE E DA ELIMINARE.......l'altro rappresentante della Margherita (Boselli?) l'ha detto chiaro e tondo: IL NOSTRO INTENTO E' DI ELIMINARE IL CONCORDATO CON LA CHIESA.......lo ha detto alla tribuna politica delle ore 13,30 su Rai Uno con i giornalisti qualche settimana fa.......con slogan come questi che emanano adrenalina anticattolica, antipapista, anti-quel che vi pare.......che tipo di reazione ci si può attendere da chi non vuole definirsi PECORA, MA ALLA FINE E' PECORA NEL MODO PEGGIORE?

    Il buon mortadellone, professor Prodi dovrebbe ancora spiegare qualcosa sul suo passato quando era democristiano di sacrestia, presidente dell'IRI con ancora alcuni scandali e FALLIMENTI fra le carte della magistratura.....colui che Presidente di turno all'Unione Europea c'ha fatto fare una delle peggiori figure in tutta Europa e dove tutti i parlamentari europei disertavano i suoi incontri lasciando i banchi completamente VUOTI........ma al di la di tutto questo che sono peccati veniali....il problema di Prodi e seguaci non ci hanno ancora spiegato il loro programma....... Per ora tutto sembra ruotare attorno al cercare cavilli CONTRO L'INGERENZA DELLA CHIESA.......non sembra che interessi altro....L'Arcigay di Milano scrive di Prodi:
    "UN CATTOLICO ONESTO, CHE HA AVUTO IL CORAGGIO DI STACCARSI DALLE SOTTANE DEI PRETI, MIGLIAIA DI CATTOLICI LO SEGUIRANNO PERCHè LA SUA TRASPERENZA PERMETTE A TUTTI GLI UOMINI DI VIVERE LA PROPRIA VITA COME MEGLIO CREDONO SENZA IL PESO DEI DIVIETI....."

    Indubbiamente un programma molto ECCITANTE......

    Infine Benedetto XVI........
    Basta aprirsi i giornali dei giorni della sua elezione.....un discreto entusiasmo animò le penne anche della sinistra..fino a quando Benedetto XVI commise un errore...e sì.....si azzardò a dire al card. Ruini sulla questione del Referndum: "IL PAPA VI SOSTIENE".......allora le penne della sx iniziarono a fare paragoni con il SILENZIO DI WOYTJLA.....dimenticandosi dell'Evangelium Vitae da allora Benedetto XVI ha perso certi consensi.... per riaverli non gli resta una cosa da fare: TACERE........per far parlare Prodi.......il paladino e la speranza degli omosessualisti, degli anticattolici, dei nuovi anticlericali.... ...

    ai posteri la sentenza.......loro protranno vincere una battaglia.....NOI ABBIAMO VINTO LA GUERRA.......
    Fraternamente Caterina
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  6. #6
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    [quote=Caterina63]......ma non sarà per la "scomunica" che S.E. card. Bertone ha dato proprio alla Margherita di qualche giorno fa??

    Il card. Bertone contro la RU486


    Il card.Bertone sicuramente interverra' sulla scarsa capacita' politica dell'ala formigoniana che al comune di Milano e' andata a bere il caffe' mentre si votava per la sperimentazione negli ospedali meneghini della RU486.


    Abbiamo scoperto che i mali del mondo vengono dalla MARGHERITA!
    Evviva adesso cambieremo il mondo...

    ...Il cuore a destra...e il portafoglio dove capita...ed il Berchet okkupato senza traccia del passato...
    Se il card. di Genova ripone le speranze nei nipoti dei 68ttini, figli degli yuppies, pronipoti di mobilieri prestati alle multinazionali...stiam freschi.

    PS. Boselli non e' della Margherita.

  7. #7
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    Stefano ROSSI
    Un comunista in sacrestia (la predica di Berlinguer ai cattolici)
    tratto da Il Sabato, 8.1.1983, n. 2

    Gramsci chiuse tutte le porte. Togliatti riaprì uno spiraglio. L'attuale segretario cerca il dialogo. Ma è sempre una questione di potere. Una rassegna di tutti i precedenti.



    Il Pci rilancia la sua proposta politica verso i cattolici, per bocca dell'autorevole Enrico Berlinguer: «Parliamo di quello che ci unisce». Ma le parole -canta l'anonimo poeta cinese- passano come il vento tra le canne e sull'acqua; poco dopo tutto torna come prima.

    Basta parlare di pace e di corsa agli armamenti per rilanciare il dialogo con il mondo cattolico? Basta accorgersi (o meglio «credere di avvertire», il che non è la stessa cosa) del desiderio di un mondo «diverso» e più «pulito» presente nelle numerose e varie associazioni cristiane per affrontare in modo nuovo la questione del mondo cattolico?

    Certo, il bisogno di pace è una base comune: ma per quanti non lo è? L'interesse del «cattolico» per la causa della pace non è di oggi e quando il segretario del Pci dice, come recentemente ha detto, che «non può ignorare una simile realtà» non si può certo sostenere che egli compia un tempestivo sforzo di analisi. Ma Berlinguer non dice solo questo; e qualche nuovo elemento per un rinnovato dialogo non manca. «Rinnovato»: il dialogo di cui parla l'autorevole esponente comunista non è una novità; esso è in piedi da tempo e le principali «tappe» di questo cammino sono, come ricorda lo stesso Berlinguer, sotto gli occhi di tutti; o forse, più precisamente, sotto gli occhi degli addetti ai lavori. Meglio, perciò, riassumerle brevemente.

    La primissima fase, «gramsciana», quella della «questione vaticana», registra l'impossibilità di un incontro tra comunisti e cattolici. Togliatti toglie di mezzo però l'impossibilità per far posto all'ineluttabilità dell'incontro. Fin dai discorsi di Togliatti il mezzo, meglio «il fine», è la pace e quanto serve per garantirla.

    Berlinguer inizia un discorso sul piano strettamente politico (dal '73 al '76) con la proposta del compromesso storico; poi il discorso si centra particolarmente sul piano culturale. E' del luglio '76 la lettera di monsignor Bettazzi a Berlinguer: un momento importante del complesso tema.

    La risposta di Berlinguer è dell'anno successivo (ottobre '77) e i termini sottolineano la necessaria collaborazione. A distanza di 10 giorni giunge dall'Osservatore Romano, all'interno dell'articolo «Partito comunista e cattolici in Italia» parziali assensi ma anche diverse perplessità. Cosa farà il Pci dell'art. 5 del suo statuto? Che garanzie saprà dare sul piano del riconoscimento delle religioni? Come è conciliabile l'intero quadro con l'ideologia marxista leninista? Dopo la Conferenza episcopale italiana del 23 ottobre e dopo la risposta dell'Unità all'Osservatore Romano del 13 novembre, Berlinguer, nel febbraio del '78, afferma che la filosofia del Pci non è una filosofia atea. Il XV congresso comunista interviene sullo statuto del partito modificandone l'art.5 e presentando rilevanti novità con le due oramai famose tesi, la n. 16 e la n. 68: i militanti del Pci non sono obbligati a riconoscere ed applicare il marxismo-leninismo. Il programma politico del partito è, in pratica, compatibile con la singola fede religiosa del militante. Non c'è che dire, è uno strappo. Più nella forma comunque che nella realtà; più per estremo bisogno che, a dir il vero, per convinzione. La base comunista ha infatti, oramai, vistosi esempi sotto gli occhi e comunque -sul «privato»- si comporta come crede.

    I problemi della pace e della distensione tornano a far «capolino» tra cattolici e comunisti nell'82 durante il seminario che il Pci tiene a Frattocchie. Sempre quest'anno nel documento che sarà la base del XVI congresso del Pci la questione cattolica è presente, cosi come il tema della pace. La recente intervista del segretario comunista all'agenzia Adista poi, torna nuovamente sui temi, ma viene ignorata dall'Osservatore Romano, dati anche i tempi «bulgari». Ma, insomma, cosa c'è di nuovo nell'intervista di Berlinguer? Cosa che già non sia stato detto e ridetto?

    Nella intervista di Berlinguer traspare, ma sarebbe meglio dire viene chiaramente affermato, l'interesse di un Pci, partito di massa, che punta decisamente la sua attenzione verso il mondo cattolico, anch'esso, chiaramente, a forte carattere popolare. Tutti i partiti di governo -dice Berlinguer- sono accomunati in un unico fronte contro il quale il mondo cattolico dovrebbe, per rispondere alle vere esigenze del Paese, fare blocco comune con l'opposizione. E' questa una analisi talmente assurda che è impensabile sia stata riletta dal segretario del Pci prima di dare alla stampa l'intervista. Cosa Significa infatti il dire che la DC è incapace di interpretare le masse popolari cattoliche se a questo dato di fatto si aggiunge che c'è il Pci pronto ad «interpretare» per tutti? E se, inoltre, si chiarisce che dal punto di vista strettamente politico si vuole passare dal «compromesso» all'alternativa? Come può il movimento cattolico interpretare l'alternativa nei termini comunisti?

    «Oggi soprattutto ci si accorge -dice Berlinguer- di come nell'area cristiana e cattolica si siano formate e si facciano sentire e valere forze pronte ad agire per il risanamento e il rinnovamento della società, delle istituzioni, del costume, dei modi stessi di vita. Certo vi sono poi altre forze -prosegue il segretario del Pci- più incerte e torpide, più restie a scendere in campo per una rigorosa opera di moralizzazione, di innovazione, di sviluppo; e ve ne sono altre -conclude- apertamente contrarie al nuovo».

    Non vorremmo però che queste ultime fossero, per Berlinguer, quelle che da anni gli pongono questa domanda, così come gliene pongono altre: «Fino a che punto nell'intervenire nel 'pubblico' i comunisti sono intenzionati a lasciar spazi al sociale?».

    All'interno dell'assistenza sanitaria, delle Scuole, dei tradizionali «campi» cattolici, i comunisti lasceranno libera di esprimersi la base oppure per il solo fatto che lo Stato «sovvenziona» quei servizi essi dovranno annullarsi?
    Data inserimento: 2003-06-10
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  8. #8
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    [QUOTE=SibriumCenobita]
    Citazione Originariamente Scritto da Caterina63
    ......ma non sarà per la "scomunica" che S.E. card. Bertone ha dato proprio alla Margherita di qualche giorno fa??

    Il card. Bertone contro la RU486


    Il card.Bertone sicuramente interverra' sulla scarsa capacita' politica dell'ala formigoniana che al comune di Milano e' andata a bere il caffe' mentre si votava per la sperimentazione negli ospedali meneghini della RU486.


    Abbiamo scoperto che i mali del mondo vengono dalla MARGHERITA!
    Evviva adesso cambieremo il mondo...

    ...Il cuore a destra...e il portafoglio dove capita...ed il Berchet okkupato senza traccia del passato...
    Se il card. di Genova ripone le speranze nei nipoti dei 68ttini, figli degli yuppies, pronipoti di mobilieri prestati alle multinazionali...stiam freschi.

    PS. Boselli non e' della Margherita.
    ops...si Boselli è socialista

    però il resto del tuo intervento non l'ho capito
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  9. #9
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    Gianni Baget Bozzo

    L'intreccio. Cattolici e comunisti 1945 - 2004
    recensione di Fabrizio Gualco - 27 novembre 2004

    L'ideologia è una forma mentis che si fonda sulla parzialità e si sviluppa sul piano dell'immanenza. La fede cristiana - il cristianesimo non è un'ideologia - si fonda su di una istanza universale dove è la trascendenza a dar senso all'immanenza. Le intenzioni etiche che dirigono le scelte pratiche non sono disgiunte, ma al contrario fondate, da una vocazione spirituale vissuta non tanto come "liberazione", quanto come libertà. In questo senso, cristiano può essere detto lo stile di vita che prende forma visibile sulla sostanza di ciò che è invisibile: un modo di fare che rispecchia un modo di essere.

    Noi che viviamo l'inizio del Terzo millennio, questo XXI Secolo in cui è sancita la fine del razionalismo moderno e l'inizio, attraverso il fatto del terrorismo neototalitario, di nuovi problemi teologici e politici, siamo nella posizione migliore per vedere quanto (e come) cattolicesimo e comunismo si siano nel tempo vicendevolmente intrecciati, dando luogo ad interazioni e contaminazioni. Il mondo cattolico ha posto a quello comunista un problema di ordine spirituale e concreto al contempo: quello del suo legame con la religione. Il mondo comunista, a sua volta, ha posto a quello cattolico domande che interessano principalmente la pratica politica, relativa ai rapporti cristiani con le istituzioni e la loro trasformazione.

    In tal senso, nelle pagine de L'intreccio. Cattolici e comunisti 1945-2004 (Milano, Mondadori 2004), Gianni Baget Bozzo espone la storia del rapporto fra cattolicesimo e comunismo attraverso una prospettiva che unisce la sintesi all'analisi, il particolare all'universale, l'ideale al reale. Don Gianni mostra che il legame fra cattolicesimo e comunismo non possiede solamente tratti politici, ma anche valenze metapolitiche e culturali.

    Il cattolicesimo ha influito sul comunismo ed il comunismo ha fatto altrettanto nei confronti del cattolicesimo. La liason tra cristianesimo e comunismo rappresenta, insomma, una questione al contempo complessa, delicata ed affascinante: una relazione coltivata in diversi modi, condotta su più livelli, sviluppata in diversi gradi di intensità, essa si compone di radici invisibili che si infiggono nel passato e di frutti che, in varie forme, ancora abitano il presente.

    Gli antecedenti cristiani del comunismo si possono ritrovare nell'idea di una perfezione ecclesiale e spirituale immanente alla storia sviluppata da Gioacchino da Fiore, nel pauperismo del movimento francescano che assolutizza la scelta di povertà operata da Francesco d'Assisi, nell'Utopia di Tommaso Moro letta ed interpretata a prescindere dalle reali intenzioni del filosofo.

    Caduto il comunismo e svaporata nel nulla l'idea di rivoluzione, l'influenza del comunismo nel mondo cattolico si rivela attraverso alcuni aspetti fondamentali, il primo dei quali consiste nella tentazione acritica di attribuire al Concilio Vaticano II un'aura "rivoluzionaria": mentre, a ben vedere, il Vaticano II è un Concilio ma non il Concilio. Il secondo è fornito dal potere attribuito agli intellettuali: nel caso specifico ad alcuni teologi, considerati come i possessori unici delle chiavi immateriali adatte a leggere "i segni dei tempi". Il terzo aspetto si rivela nella predisposizione che don Gianni chiama «alienazione di sé nell'altro», che opera nelle forme di ecumenismo superficiale vocate a togliere alla fede cristiana la sua irrinunciabile specificità. Un quarto aspetto è la cosiddetta "opzione per i poveri", tematizzata compiutamente dalla cosiddetta teologia della liberazione (tesa a leggere la realtà ecclesiale all'interno delle categorie marxiste, con il risultato di elevare l'ortoprassi a misura dell'ortodossia), che conduce l'identità cattolica a sminuire l'aspetto personale (centrale, nella fede cristiana) ed a risolverlo in quello comunitario, con il risultato di ridurre la fede a militanza sociale.

    Del resto, come conclude don Gianni, «In qualunque epoca storica la fede dei cristiani è stata messa alla prova dal comportamento di altri cristiani (...) ma con tutto ciò la fede congiunta nel Mistero e nell'Istituzione ha preservato l'identità della Chiesa cattolica e ne ha fatto sorgere la vittoria nel cuore della sconfitta. Così è accaduto con il comunismo istituzionale, così accadrà con la secolarizzazione della chiesa causata, nel Novecento, dall'inculturazione nel comunismo» .

    Fabrizio Gualco
    gualco@ragionpolitica.it
    Fraternamente Caterina
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  10. #10
    14/05/48 Schiavi di Sion
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    [QUOTE=Caterina63]
    Citazione Originariamente Scritto da SibriumCenobita

    ops...si Boselli è socialista

    però il resto del tuo intervento non l'ho capito
    ...socialista come Baget Bozzo, stessa casa comune!

    I migliori, quelli come Bondi, Ferrara, Brandirali, i "rossi" di Trento, Lorenzo Cherubini, Liguori-Mughini (Epifani e Bersani sono in lista di attesa) adesso sono tutti pii difensori della Chiesa!
    Il piu' di questi prega quotidianamente S.Riccardo Pampuri e porta fiori al monumentale di Milano.

    Caterina se ti fidi tu, allora

 

 
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