Qualche anno fa posi questa questione alla quale non ho mai trovato risposta (cioè non me ne è stata fornita).
E cioè la necessità per ogni formazione politica di porre dei paletti di delimitazione andando oltre i quali si perde l'anima e la stessa necessità di identificarsi in un modo o in un altro.
La questione me la posi dopo l'ingresso di Mastella nel Centro sinistra.
Già di traumi ce n'erano stati parecchi. Ritrovarsi l'esponente che più detestavo a capo di un governo di che avevo votato mi sembrò una fregatura intollerabile. Ricordo ancora con entusiasmo il governo Prodi. Di Pietro ai lavori pubblici ed il segno di un cambiamento che allora vedevo già nell'Ulivo: una coalizione che includeva le migliori rapprasentanze politiche di una sinistra in cui mi riconoscevo, e non che escludeva.
In fondo, davvero, quanta ingenuità, allora! All'ENEL ci immaginavamo che, emarginati i boiardi, dovesse venire aria nuova. Ci ritrovammo il segno dell'unica rivoluzione "comunista" riuscita, nel senso solo dell'esautorazione brutale, con ogni mezzo, di chi dava fastidio e non si allineava "al nuovo corso". Tanto che giustamente dal loro punto di vista, si inneggiò alle capacità di Bersani di aver ottenuto una perfetta "osmosi" (all'emiliana si direbbe) tra governo, vertice, sindacato e partito. Esperienza traumatica e davvero "indimenticabile".
Così tutte le batoste successive. Il "pragmatismo" eletto a sistema dove non si percepivano più le differenze ideali, di progetto, di prospettiva possibili.
La mancata legge sul conflitto di interessi. I colpi alla magistratura che andava ridimensionata, le leggi sulla flessibilità del lavoro e la precarietà. le cartolarizzazioni, le contestazioni degli studenti a Berlinguer ministro dell'istruzione. In fondo, davvero, si fa una enorme fatica a ravvisare una legge, allora, che potesse fregiarsi della qualifica "di sinistra".
E allora continuo a chiedermi perché una persona di sinistradovrebbe votare una coalizione che dei "paletti di delimitazione" non si vuol dotare.
Dove sono ravvisabili i VERI confini di una azione di un governo che si dice "anche" di sinistra, rispetto ad un altro che si dice di destra?
Io le differenze SOSTANZIALI non le vedo, e votare una coalizione rispetto ad un altra solo per evitare il peggio (cosa che peraltro, anche quella, è tutta da dimostrare) non mi pare motivazione sufficiente per farmi andare ad aprile ad un seggio elettorale.
Ma so che per il buon lavoro fatto (tanti favori distribuiti a pioggia tra i propri) questo sforzo lo compiranno in parecchi.
E allora comincerà il peggio dati gli appetiti debordanti dopo anni di parziale astinenza.
Anche perché di leaders capaci di prendere in mano la situazione sul serio non ce ne sono.


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