La Stampa
Prodi lancia la sua sfida con le figurine di Altan
24-12-2005
ROMA Da quando si sono perse le sue tracce, pare che il vecchio pullman di Romano Prodi abbia scarrozzato la gente più diversa: un complesso rock, migliaia di pellegrini devoti a Santa Romana Chiesa, comuni viandanti. Che il pullman sia ancora vivo ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa, eppure dieci anni dopo l’autobus dell’Ulivo potrebbe essere richiamato in servizio (anche uno nuovo andrebbe bene) per trasportare il Professore nel viaggio elettorale che inizierà a gennaio. Un’avventura che per tutto il resto si preannuncia diversa da quella del 1995-96. Dopo mesi di chiacchierate, Prodi e il suo staff hanno deciso: «Non abbiamo i mezzi economici di Berlusconi - ha constatato il Professore - e dobbiamo immaginare una campagna elettorale capovolta rispetto alla sua, puntando tutto sulla penetrazione nel territorio e sulla scommessa di saper suscitare una partecipazione attiva di tantissimi volontari». Certo, territorio e partecipazione sono parole alate, concetti consumati ma nelle intenzioni dello staff prodiano dovrebbero tradursi in una campagna elettorale molto “fisica” e comunque diversa da tutte le precedenti del fronte progressista. Una campagna, quella personale di Romano Prodi, che è stata decisa dopo uno studio delle primarie americane e che scommette quasi tutto su un volano: la “scesa in campo” di una quantità mai vista di volontari senza tessera: centomila. Ma non i “soliti” volontari, quelli che si limitano a distribuire volantini o attaccare manifesti, ma gente che sia capace anche di creare centinaia di migliaia di micro-eventi, che nelle speranze del Professore dovrebbero rappresentare la novità della campagna 2006. Spiega Giulio Santagata, coordinatore della campagna di Prodi: «Partendo dalle diecimila persone che già hanno dato la disponibilità attraverso la “Fabbrica”, stiamo allargando la platea per portarle a centomila. Persone alle quali non si chiede di aderire ma di fare, fare da soli. Attraverso il “marketing virale” della rete Internet potranno darci idee, monitorare l’informazione locale, farsi propri volantini, ma soprattutto organizzare un’infinità di incontri sul territorio», sul modello “Meet Ups” che fece esplodere il fenomeno Howard Dean nelle primarie democratiche. E dunque, incontri tra persone che condividono un problema: gli insegnanti di una certa scuola, i genitori che portano i figli al basket, «tantissimi incontri tra 20-30 persone non di più, durante i quali, senza preavviso, potrebbe arrivare il personaggio noto, una presenza tanto più significativa perché si dedica a poche decine di persone». Dunque, una campagna nella quale gli elettori parlino e sentano parlare soprattutto di cose che si toccano e in questa logica al modenese Santagata, che da ragazzo ha lavorato per le Edizioni Panini, è venuta un’idea originale: «Presto distribuiremo, attraverso alcuni magazine, centinaia di migliaia di album di figurine che conterranno, in pillole, il programma del centrosinistra. Un album che sarà illustrato da decine di disegni di Altan, una parte dei quali si potranno acquistare e attaccare come delle figurine». Certo, un’idea originale ma che sembra destinata a suscitare qualche ironia dall’altra parte della barricata. Dice il capo della campagna prodiana: «Ma no, questo è un modo per autofinanziarci, per far parlare del programma e quanto alla ironie ci andrei piano: le vignette di Altan sono molto belle, corrosive. Anche verso di noi, ma soprattutto verso di loro». E Prodi? Anche il Professore si conformerà ai dettami di una campagna giocata sulla dimensione della fisicità. E dunque, quasi certamente riecco il pullman, capace di spostamenti rapidi in realtà medie e piccole, privilegiate rispetto a quelle grandi. Per dirla con gli uomini dello staff: «Siamo disposti a pagare in termini di quantità di persone a favore della qualità. Piuttosto che fare un comizio, Prodi potrebbe ritrovarsi a prendere un caffè a casa di qualcuno, un Prodi molto avvicinabile, disposto ad interagire, che si alimenta di un rapporto reale». E si concretizzerà l’idea di comizi a piedi, con la riscoperta - passeggiando in campagna - delle vecchie strade medievali che scendevano verso Roma. In compenso non va in pensione il Tir, «perché - sostiene Santagata - è un bel messaggio viaggiante, è una robina che si fa vedere, sia quando passa in autostrada, sia quando lo parcheggi in una piazza del paese». Una campagna che costerà 4-5 milioni di euro, («l’equivalente di un mese di affissioni berlusconiane»), che non si avvarrà come nel 2001 per Rutelli della consulenza di guru americani («in Italia c’è gente molto brava e che conosce lo “spirito” nazionale») e che, per essere efficace, dovrà naturalmente giovarsi di un azzeccato messaggio di fondo, più o meno subliminale. Nel 1996 l’Ulivo di Prodi la spuntò perché fece capire che non si sarebbe smantellato lo Stato sociale e che l’Italia poteva essere un Paese europeo, stavolta il Professore ha già deciso di puntare tutto su due messaggi: «L’Italia è un Paese che può stare con serenità nei percorsi della globalizzazione e che può recuperare capacità competitiva perché il declino non è un destino obbligato». Il disegnatoreChi, meglio di un veterano delle figurine come Umberto Panini, può dare un parere da esperto sull’iniziativa elettorale di Romano Prodi? Umberto ha lavorato per trent’anni nell’azienda di famiglia, un impero fondato sulle foto dei calciatori che hanno riempito gli album di intere generazioni di ragazzi italiani. «Può essere una buona idea una distribuzione di figurine di questo tipo - commenta Umberto Panini -, però bisogna tener conto del fatto che, per avere successo, deve anche avere un buon contenitore: voglio dire che i calciatori sono stati un successo perché in quel caso c’erano molte squadre con undici giocatori più riserve e allenatore ciascuna, dunque le figurine da collezionare erano molte. Qui invece, con un politico solo, può essere più difficile» L’organizzatoreFrancesco Tullio-Altan è nato a Treviso nel 1942, ha fatto i primi studi a Bologna e poi a Venezia. Nel 1970 si trasferisce a Rio de Janeiro e lavora nel cinema brasiliano. Nel 1975 torna in patria con moglie e figlia brasiliane e crea per il «Corriere dei Piccoli» Pimpa, il cagnolino a pois entrato nei cuori dei bambini di tutta Italia. Le sue vignette di satira politica sono poi state pubblicate su «Panorama», «L'Espresso» e «La Repubblica». Modenese, 56 anni, coordinatore della campagna elettorale di Prodi, Giulio Santagata è uno dei personaggi emergenti dell’universo prodiano. Già iscritto al Pci-Pds, nel 1995 entra nello staff del Professore e organizza il tour del pullman. Con Prodi a palazzo Chigi e poi a Bruxelles, dal 2001 deputato della Margherita, Santagata è organizzatore dalla vena creativa: sua è l’idea della «Fabbrica del Programma», del Tir ed è anche sua l’invenzione dell’album delle figurine del programma.




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