Maurizio Blondet
24/12/2005

Ma i Talebani, costretti a disperdersi davanti alle forze americane nel 2001, si sono trovati a corto di armamento.
I loro depositi di armi pesanti, che avevano nascosto in varie zone dell'Afghanistan, non hanno potuto essere raggiunti a causa della presenza USA, e diversi sono stati scoperti dal nemico.
La perdita peggiore pare sia stato l'arsenale missilistico, probabilmente i resti degli Stinger anti-aerei forniti dagli stessi americani ai mujaheddin anti-sovietici: richiedevano un impossibile speciale immagazzinamento contro le condizioni climatiche estreme.
La armi sono state trovate danneggiata e inservibili.
Le armi di fabbricazione locale nella zona tribale del Waziristan, repliche e copie di armi americane, si sono rivelate ovviamente non all'altezza.
Tutto questo sta per finire.
Lo dice Syed Salim Shahzad, redattore capo in Pakistan di Asia Times, che ha notori rapporti con i servizi pakistani (1).
Ora i Talebani ricevono armi nuove da improbabili alleati: le Tigri Tamil Eelam (LTTE), i guerriglieri tamil dello Sri Lanka.
A mettere in contatto le due lontane organizzazioni sarebbero stati elementi sauditi («Al Qaeda» propriamente detta).



I Tamil, che hanno sbocco al mare, non hanno difficoltà a rifornirsi: specie in Thailandia, in cui scambiano armi con l'oppio fornito dai Talebani.
La droga afgana viene inviata dalle Tigri anche nei Paesi scandinavi, fornendo la liquidità necessaria per ulteriori acquisti.
Arrivano armamenti anche da Libano e dal Sudafrica.
Il materiale viene inviato ai Tamil su navi, e poi raggiunge i guerriglieri afgani attraverso canali clandestini.
Le due organizzazioni sono in qualche senso complementari, e tutto funziona a meraviglia.
L'oppio paga tutte le spese.
I Talebani ricevono ora rifornimenti regolari e abbastanza abbondanti da deviarne una parte sul «fronte» iracheno.
Si sono per ora limitati ad attacchi ai convogli e a qualche rapido scontro.
Ma, secondo i servizi pakistani, stanno accumulando missili terra-aria a spalla, che contano di usare quando ne avranno a sufficienza per un uso non solamente occasionale e tattico.
In un conflitto a bassa intensità, rendere insicure le vie aeree su cui confidano gli americani, pensano, può avere risultati decisivi.
Del resto è quanto gli ha insegnato la resistenza contro i sovietici: allora gli Stinger fecero la differenza.



I servizi pakistani hanno selezionato e addestrato i Talebani e li conoscono bene.
E più che probabile che li lascino fare con distaccato interesse.
Perché sanno che gli USA considereranno il Pakistan un alleato necessario, finché ne avranno bisogno.
E ne avranno tanto più bisogno quanto più aumenteranno i loro problemi in Afghanistan.
Islamabad non ha interesse a che questi problemi diminuiscano.

Maurizio Blondet




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Note
1) Syed Salim Shahzad, «Armed and dangerous: Taliban gear up», 22 dicembre 2005.




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