Il Giornale di Napoli
27/11/2005 - Davanti al carcere esaltati i
delitti di Biagi e D’Antona
Manifestazione non autorizzata dei Carc
Campania davanti al carcere di Secondigliano I manifestanti hanno
gridato la loro solidarietà a Mezzasalma, brigatista accusato dell’
omicidio D’Antona: «D’Antona e Biagi erano nemici dei lavoratori».
(Dal Giornale di Napoli del 27 novembre 2005)

8-12-05
Alla redazione
de Il Giornale di Napoli
Messa in questo modo, dal vostro giornale, la
notizia sulla manifestazione indetta contro il 41 bis, con conferenza
stampa, il 27 novembre scorso dall'Associazione Solidarietà Proletaria
(ASP), ci costringe a chiedere una doverosa rettifica da parte vostra.
La rettifica è: la manifestazione era indetta contro l'isolamento
carcerario (41 bis) che lede i diritti umani. perché l'isolamento è una
tortura sottile psicologica e fisica che contrasta con i diritti umani
e con i principi costituzionali. Il 41 bis mira ad annientare
l'identità ideologica e politica dei prigionieri politici. L'ASP e le
altre organizzazioni presenti: il sindacato SLL, i corsisti sll di
ponticelli, i CARC, e lo SLAI-cobas del Monaldi, nonché altre forze
singole democratiche, non erano alla manifestazione (peraltro
autorizzata e con tanto di permesso, se è lecito manifestare
liberamente e democraticamente le proprie idee) per esaltare i delitti
D'Antona e Biagi ma per sottolineare l'accanimento barbaro contro il
prigioniero politico (di questo si tratta) Marco Mezzasalma e i suoi
coimputati, da parte dello stato che si definisce democratico e giusto
nell'applicare la legge. Per sottolineare che gli ergastoli comminati
ai presunti brigatisti (i processi non sono ancora finiti fino alla
cassazione) non sono tanto legati al reato dell'assassinio in se
stesso, quanto al fatto che sono stati commessi per una causa politica
(opinabile quanto si vuole, ma pur sempre una causa politica).
Affermare questo non significa essere d'accordo con chi ha commesso le
azioni armate. Inoltre è stato detto che lo Stato mentre condanna alla
tortura i pp non condanna e non mette in carcere personaggi dell'alta
finanza e della politica che commettono atti criminosi ai danni delle
masse popolari come è il caso Previti, Tanzi, Andreotti, Berlusconi,
Romiti, De Benedetti e tutti i restanti da voi portati alla ribalta
della cronaca giudiziaria negli anni della Repubblica italiana che voi
ben conoscete. Una giustizia con due pesi e due misure. Una giustizia
classista come noi affermiamo e che si conferma con la legge ex
Cirielli di recente varata dal governo di centro destra. Una legge che
salva bancarottieri, corruttori e tangentisti di tutte le risme, mentre
triplica le condanne a chi delinque perché a fame e senza lavoro.
A.
Massimo
presidente dell'ASP
aspilbollettino@virgilio.it