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Discussione: razzismo in italia !

  1. #31
    Gaeta resiste ancora!
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    zena con l'unificazione si unirrono anke i debiti pubblcii e guarda caso il piemonte era pieno di debiti e il RDS era ricco !!!
    il RDS aveva poke tasse, il piemonte tantissime ed era vicino alla bancarotta, il sistema tributario piem. stronc il Sd, nn mi credi

    DOCUMENTATI !

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  2. #32
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    Predefinito quoto citeriore

    zena con l'unificazione si unirrono anke i debiti pubblcii e guarda caso il piemonte era pieno di debiti e il RDS era ricco !!!
    il RDS aveva poke tasse, il piemonte tantissime ed era vicino alla bancarotta, il sistema tributario piem. stronc il Sd, nn mi credi

    DOCUMENTATI !
    è assolutamente vero. il regno di sardegna si è impossessato di tutti gli averi del regno delle due sicilie.
    siamo stati tutti fregati dai savoia.

  3. #33
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    Ricco è una parola impegnativa: perfino in un testo meridionalista, "La storia proibita", gli autori non parlano mai di ricchezza.
    Quanto il Piemonte savoiardo fosse miope e malridotto è noto, e lo sappiamo bene anche noi liguri che subimmo, almeno fino a Cavour, il subibile.
    Certo, il sud fu spogliato di alcune sue importanti risorse, ma il fatto che il Regno borbonico fosse un paese ricco e felice assomiglia più al mito che alla storia, come al mito appartiene la credenza del fatto che le mafie siano nate in seguito all'annessione.
    Ciò non toglie che era d'uopo rispettare la sovranità del Regno borbonico, come quella dello Stato della Chiesa, come quella (perchè tutto il Risorgimento iniziò da li) della Repubblica di Genova.

  4. #34
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    Predefinito leggetevi questo articolo riassuntivo

    Bianchi, Rossi e Verdi i condòmini della bandiera

    La storia di una difficile convivenza non alla pari tra lavoratori, indifferenti e ricconi dell’ideologia.
    Di Gilberto Oneto

    I Verdi vivevano nelle loro case, lavoravano sodo, stavano bene ma avrebbero potuto stare meglio se non avessero dovuto pagare i dazi e le gabelle che imponevano loro i vicini Bruni che si erano organizzati in strutture più efficienti. I Verdi non vedevano l’ora di liberarsi di queste tutele per godersi in libertà il frutto del loro lavoro.
    I Bianchi stavano poco più in là nei loro villaggi, erano rilassati, si godevano la vita con calma e facevano il minimo indispensabile per vivere bene. Si davano meno da fare dei Verdi ma si contentavano di poco e mettevano da parte tutti i loro guadagni : nel tempo sotto le mattonelle dei pavimenti avevano accumulato dei discreti gruzzoli.
    I Rossi erano dei furbacchioni che non avevano voglia di lavorare, però avevano girato il mondo e imparato tutte le più abili tecniche per fregare il prossimo. Inoltre erano abilissimi nel raccontare balle e nel convincere la gente che il bianco è nero e viceversa. Arrivati in zona si erano subito accorti che i Verdi sgomitavano per diventare più ricchi e liberi dei loro vicini Bruni, e che i Bianchi avevano dei bei mucchietti di monete nascosti da qualche parte. Hanno subito capito che avrebbero potuto trarre grossi vantaggi dalla situazione e si sono inventati una bella storiella secondo la quale tutti tre i gruppi familiari , i Bianchi, i Rossi e i Verdi, discendevano da antenati comuni, che costituivano una grande famiglia che – unita – sarebbe stata più grande, forte e ricca non solo dei Bruni, ma anche di tutti i Grigi, Viola, Celesti, eccetera della terra.
    I Verdi, che sono più ingordi ma anche molto più ingenui (nel loro slang famigliare si definiscono dei pirla) ci hanno creduto e, accecati dalla voglia di rivalsa sui Bruni, hanno subito bevuto la panzana e si sono messi al servizio dei Rossi per costruire una nuova casa comune per la ritrovata famiglia. I Bianchi però se ne stavano benone come erano e non ne volevano sapere. Così i Rossi hanno convinto gli energici e creduloni Verdi ad andare a casa dei Bianchi e convincerli – con le buone o con le cattive – a traslocare nella nuova dimora.
    Per tenere tutti assieme si è dovuto infatti costruire un palazzone, orribile, squadrato e scomodo. : i Verdi ci hanno messo la mano d’opera, i Bianchi i quattrini che avevano accantonato e che i Rossi hanno sequestrato per la causa comune. Tutti hanno dovuto lasciare le loro casette per trasferirsi in appartamenti : nessuno è stato contento di farlo ma tutti si sono convinti (o sono stati costretti a credere) che da allora sarebbero vissuti meglio e che il futuro avrebbe riservato loro chissà quali meraviglie. Ad amministrare il condominio ci hanno ovviamente pensato i Rossi, che sapevano leggere e scrivere, che avevano redatto il progetto di falansterio, che ne hanno scritto (a loro vantaggio) il regolamento e che conoscevano tutti i trucchi per tenere buoni i condomini e – all’occorrenza – farli litigare tra loro per poi presentarsi come i solutori di tutti i problemi. I Rossi si erano accomodati in alcuni superattici ai piani alti, con piscina e vista.
    Per i primi tempi tutti hanno vissuto dissipando i risparmi dei Bianchi e investendone una piccola parte per comperare macchinari e utensili per i Verdi, che si sono messi a lavorare a testa bassa per far vedere ai Bruni (che li prendevano in giro per la loro nuova collocazione) che sarebbero riusciti a diventare più ricchi di loro. Finiti i risparmi, anche i Bianchi avrebbero dovuto mettersi a lavorare: molti di loro – non sopportando la sgradita coabitazione – erano però scappati e si erano trasferiti in villaggi lontani, mentre alcuni si sono adattati alle tristi condizioni di lavoro dei Verdi e li hanno seguiti nelle loro fatiche. Ma tutti gli altri – giustamente risentiti per essere stati costretti a rinunciare al loro modo di vita tranquilla e per essere stati rapinati – hanno deciso di farsi mantenere dai Verdi (e dai loro famigliari che si sono adattati alla vita dei Verdi) e hanno stipulato coi Rossi un patto di alleanza : li avrebbero sostenuti e appoggiati nell’opera di sfruttamento dei Verdi in cambio del ritorno alla vita tranquilla di prima , a spese dei Verdi, considerati (a torto e per convenienza) causa del loro trasferimento nel condominio.
    Per un po’ la cosa andò avanti così : i Verdi lavoravano sodo per far vedere ai Bruni e a tutti gli altri di essere più bravi di loro e perché qualcosa restava comunque nelle loro tasche. Col tempo però i Bianchi sono diventati sempre più numerosi ed esigenti, i Rossi sempre più costosi e prepotenti e le condizioni generali di mercato hanno cominciato ad immiserire i Verdi, che hanno preso a rimpiangere sia i tempi dei Bruni che la mancata occasione di restarsene liberi nel loro villaggio.
    Per un po’ si sono limitati a mugugnare, poi hanno pestato i piedi e hanno cominciato a spintonare.
    All’inizio sono bastati i Bianchi a trattenerli ma quando qualcuno di loro è arrivato fino al superattico a lanciare liquame, i Rossi hanno dovuto prendere provvedimenti più radicali per difendere le proprie posizioni di privilegio. Si sono rivolti ai Neri, una famiglia poverissima e senza casa, che è stata invitata a condividere gli appartamenti dei Verdi, nella speranza che la preoccupazione per questa nuova presenza avrebbe indotto i Verdi (e anche taluni dei Bianchi) a più miti consigli e a convincersi della impraticabilità di ogni alternativa alla vita di condominio e alla tutela dei Rossi. La cosa però non ha funzionato : i Neri hanno esagerato in prepotenze, rumore e maleducazione, hanno rotto gli infissi, imbrattato i muri, urinato sulle scale, rubato la biancheria e a un certo punto si sono messi a taglieggiare e a malmenare i coinquilini.
    I Verdi hanno reagito male : invece di “stringersi a coorte” attorno a Bianchi e Rossi, hanno smesso di lavorare e di fare figli, alcuni di loro sono emigrati, altri se ne sono tornati al loro villaggio e rifiutano ogni contatto con l’esterno.
    L’intero condominio è precipitato nel caos e nella più profonda miseria.
    Vista la mala parata, i Rossi si sono trasferiti alle Bahamas a godersi le ricchezze che hanno accumulato. Tutti gli altri sono alla fame e sopravvivono discretamente solo i Neri che ci erano abituati da sempre.

  5. #35
    Gaeta resiste ancora!
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    zena il RDS era "ricco", rispetto al piemonte strapieno di debiti, cmq un dato è oggettiv, ke con l'unità il livello di vita dei meridionali, scese e di MOLTO, salì solo quello dei "liberali" , x intenderci ieri Librorio Romano, oggi Clemnete Mastella !
    Ferdinando II STAVA AVVIANDO una discreto sistema industriale e delle ottime opere pubblike, ke i successori (st. italiano) si sono guardati bene dal proseguiere, ecco xkè staimo così inguaiati, o ha ragione lombroso ?

    Le mafie già c'erano, ma i "Liberatori" si servirono di essere x soggiogare il sud, bd garibalto ke entrò a Napoli con il "capoboss" Tore 'e Crescenzo, o i piciotti (ovvero mafiosi) ke aèppoggairono il nizzardo, lo saio ke in un processo Riina si è vantato coi giudici xkè i suoi antenati contrbuirono a fare l'unità d'Italia !!!
    Con questo background è facile capire ciò ke sono le mafie, ovvero lo strumento con il quale lo stato italiano tiene soggiogato il Sud !!!

  6. #36
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    Ciò non toglie che era d'uopo rispettare la sovranità del Regno borbonico, come quella dello Stato della Chiesa, come quella (perchè tutto il Risorgimento iniziò da li) della Repubblica di Genova.
    CONCORDO AL 1000x100 !!!

 

 
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