CHIESE.
Voglio parlare di chiese.
Ponendo la fatidica domanda: certe strutture consacrate sono ancora delle chiese, sono davvero delle chiese?
Qui non è in discussione la qualità architettonica.
Alcune di queste chiese sono pezzi d'architettura notevolissimi, finanche capolavori.
Il punto è che, come temono molti, non sono chiese.
Sarebbero degli splendidi auditorii, delle ottime sale concerti, forse anche dei cinema.
Ma non delle chiese.
Prendiamo ad esempio la più importante, e forse la più bella per alcuni , delle chiese del nuovo corso, la Chiesa Giubilare di Roma, a Tor Tre Teste, di Richard Meier.
Vi riporto una critica secondo me degna di attenzione:
" Finalmente tutti potranno ammirare questo capolavoro supermoderno, che è un esempio eloquentissimo di come sia andata perduta ogni nozione di architettura sacra.
Questa nuova chiesa, voluta come “chiesa giubilare”, e quindi come simbolo della Chiesa del nuovo millennio, si distingue subito per la mancanza di chiari simboli cattolici e per la sua voluta asimmetricità.
Il progettista, l’architetto Meier, già nel 1997 spiegava al Santo Padre che "quelle vele bianche ci condurranno verso un mondo nuovo", un mondo, evidentemente, che guarda piú al New Age che alla Religione Cattolica.
Mons. Ernesto Mandara, responsabile del Vicariato per le nuove chiese, tiene a precisare che questa nuova chiesa "ha un respiro ecumenico e una predisposizione ad accogliere fratelli di altre religioni"; essa ha il suo tratto caratteristico "in queste tre vele dall'accentuata curvatura che danno alla struttura un senso di continuo movimento", vale a dire l’idea che la stessa Chiesa Cattolica Romana non ha piú niente di stabile e di certo, ma segue l’incessante cambiamento del mondo e la sua corsa verso il nulla.
Non è azzardato sostenere che questa nuova architettura sacra (senza piú niente di sacro) pretende di marcare una rottura totale con la tradizione della Chiesa. Tutto lo squallore architettonico degli ultimi quarant’anni viene cosí ad essere sottoscritto e sostenuto dalla approvazione che questo incredibile prodotto dell’ignoranza religiosa ha riscosso presso il Vicariato di Roma e presso lo stesso Pontefice. "
Qui una volta si trovava l'abside, adesso vi è un buco, un banco per la mescita e una interminabile sequela di pareti bianche e disadorne.
L'ingresso ad Est, con la piccola croce che quasi scompare soffocata dalle"vele" che sembra stiano per caderle addosso
Una eloquente panoramica che sottolinea l'idea di "groviglio" che intende sostituire la tradizionale idea di ordine e di armonia che
emana dalle nostre chiese millenarie.
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enzo Tange. Materiale:Cemento armato ricoperto d'acciaio.Base romboidale, unita alla croce sommitale dai piani che costituiscono le pareti. Presenta, in alto,una copertura interamente di vetro,disposta a croce orizzontale.Mancano muri,colonne,archi e cupole.



