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    Thumbs down Consorte, 5 milioni dall'estero con la legge sullo scudo fiscale e tanto altro ancora

    Consorte, 5 milioni dall'estero con la legge sullo scudo fiscale
    Il presidente dell'Unipol ha utilizzato la norma per il rientro dei capitali Il braccio destro di Fiorani conferma le accuse dell'uomo del Canaletto
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    MILANO — «Scudo fiscale» per il presidente di Unipol, Giovanni Consorte. Il manager a capo della compagnia assicurativa delle cooperative rosse ha usufruito della legge, varata nel settembre 2001 dal governo Berlusconi e poi prorogata nel 2003, che ha permesso alle persone fisiche di regolarizzare la posizione fiscale e riportare in Italia i capitali o in beni illegittimamente detenuti all'estero a una certa data, scongiurando futuri timori di sanzioni e possibili conseguenze penali in cambio del versamento all'Erario (tramite dichiarazione riservata alla banca intermediaria) del 2,5% del valore delle somme o delle attività rimpatriate o regolarizzate. Il ricorso (del tutto legittimo) a questa opportunità da parte di Consorte è circostanza certa, mentre l'entità delle somme regolarizzate dovrebbe attestarsi attorno ai 5 milioni di euro. Quel che invece non è nota è l'origine di questo patrimonio personale «rimpatriato» dal presidente di Unipol, che oggi pomeriggio sarà interrogato (anche sui flussi di denaro con il finanziere bresciano Emilio Gnutti a partire dall'uscita nel 2001 a peso d'oro da Olivetti di Gnutti e degli altri scalatori del 1999) dalla Procura di Milano, dove è indagato per concorso in aggiotaggio nella scalata occulta della Bpi di Fiorani all'Antonveneta. Unipol nei giorni scorsi ha più volte difeso le compravendite di Consorte e del suo vice Ivano Sacchetti, «tutte realizzate a condizioni di mercato, non solo assolutamente lecite ma anche del tutto normali per investitori finanziari qualificati».
    AMICI — Una variazione sul tema, però, su un altro fronte è parsa arrivare dall'interrogatorio-fiume di venerdì sera di Bruno Bertagnoli, ex agente di Borsa e cliente privilegiato della Bpi, spontaneamente presentatosi in Procura per rivendicare la proprietà di un dipinto del Canaletto, giovedì sera attribuito invece a botta calda dalla nuova gestione della Banca Popolare Italiana di Lodi ad alcune cassette di sicurezza «orfane», alle quali (secondo un dipendente) avrebbero avuto accesso Fiorani e il suo ex braccio destro e direttore generale Gianfranco Boni. Bertagnoli, indagato per le ipotesi di ricettazione e riciclaggio in quanto individuato dalla nuova ispezione di Bankitalia come percettore (ignaro, sostiene Bertagnoli) di 80 mila dei 130 mila euro di giacenze che la vecchia PopLodi nascose agli eredi di un correntista morto, racconta la propria amicizia con Boni, mutatasi poi anche in investimenti comuni attraverso lo strumento di un fondo di diritto lussemburghese in Svizzera, insieme ad altri soggetti sia italiani e svizzeri, e con un banchiere svizzero come interfaccia.
    GENERALI — Bertagnoli aggiunge di aver supportato Boni (cioè la PopLodi) nelle scalate occulte alla Banca Popolare di Crema e alla stessa Antonveneta, nonché in operazioni lecite ma delicate per la Bpl: svela, ad esempio, che, quando nel 2003 la banca di Fiorani non trovava le azioni Generali che cercava disperatamente per presentarsi in assemblea a spalleggiare Capitalia con la benedizione di Fazio in chiave anti-Mediobanca, alla fine a trovarle in prestito un pacchetto dello 0,54% (da 115 milioni) fu proprio Bertagnoli. Su tutte le speculazioni finanziarie con Boni, riassume Bertagnoli, si spartivano sempre a metà le plusvalenze. Tranne una volta.
    2,4 MILIONI A MONTECARLO — Accade che Bertagnoli e Boni guadagnino 2,8 milioni di euro in una operazione su titoli Unipol. All'esito, Boni chiede a Bertagnoli la cortesia di effettuare dal suo conto svizzero due bonifici a un conto cifrato di Montecarlo, ciascuno da 1,2 milioni di euro, e Bertagnoli esegue, collocando l'evento tra il 2002 e il 2003. Nelle scorse settimane, però, leggendo l'evolversi dell'inchiesta, comincia a preoccuparsi. Incontra Boni in dicembre, un giorno prima che Boni sia arrestato insieme a Fiorani.
    IN PASTICCERIA — Si vedono al «Sant'Ambroeus», una pasticceria di lusso di Milano, ufficialmente perché Bertagnoli (che spiega di fare beneficenza in Brasile, dove ha aiutato una suora a costruire un piccolo stadio e 80 alloggi per strappare dalla strada i bambini e avviarli al calcio) vuole consegnare a Boni i certificati delle tre «adozioni a distanza» che ha fatto sottoscrivere al suo amico ora in difficoltà (giudiziarie e anche economiche). Così amico che Bertagnoli aggiunge di avergli, nella stessa occasione, spontaneamente consegnato 10mila euro in contanti. E' in questa cornice che Bertagnoli domanda a Boni: scusa, ma l'unica volta che mi hai fatto fare quei due bonifici su conto cifrato di Montecarlo dell'Unione banche svizzere (Ubs), a chi me li hai fatti mandare? A Consorte (presidente di Unipol) e Sacchetti (suo vice), gli risponde Boni. Accidenti, è l'esclamazione (per l'esattezza in termini meno eleganti) che scappa a Bertagnoli.
    BONI CONFERMA — E l'ex direttore generale di Fiorani, subito reinterrogato alla vigilia di Natale alla pari del banchiere, in effetti conferma la versione di Bertagnoli: sì, quei soldi guadagnati su titoli Unipol erano davvero destinati al duo di vertice dell'Unipol. E Bertagnoli? Dalle Maldive, dov'è intanto volato per le vacanze natalizie, promette di andare in Svizzera a prendere i relativi documenti bancari per metterli a disposizione, tramite il suo avvocato Augimeri, dei magistrati.
    Luigi Ferrarella

  2. #2
    MazingaZ
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    ecco...motivo in piu' per non fare lo scudo fiscale.
    aveva ragione chi si opponeva allo scudo fiscale e torto chi lo ha promosso.

    Per esempio Dalema?

    Impar condicio alla D'Alema
    di Ragionpolitica - 24 dicembre 2005

    A quale imprenditore non piacerebbe versare all'erario un aliquota del 12,5% anziché del 34%? A nessuno. E' ovvio che sarebbe cosa ben gradita a qualsiasi imprenditore. Ed è quanto accaduto nei tre anni successivi all'approvazione della legge 23 dicembre 1998, n. 461, sotto i governi D'Alema e Amato. Il fatto scabroso di questo provvedimento sta nei beneficiari di tali vantaggi: le banche.

    Secondo la legge in questione, le banche che avessero effettuato operazioni di ristrutturazione aziendale, come ad esempio fusioni o concentrazioni, avrebbero goduto dell'aliquota al 12,5%. Nei tre anni successivi, dunque, le operazioni che hanno mirato a sfruttare la legge 461 sono state numerosissime. Se ne contano settantasei di concentrazione.

    Finalmente la Corte di Giustizia europea ha considerato questa legge, risultata costosissima allo Stato italiano ed ai suoi cittadini, come illegittima e lesiva dei principii di libera concorrenza. Effettivamente non rispettava né le pari condizioni di pressione fiscale che sarebbero dovute esistere tra gli imprenditori italiani (bancari o di qualsivoglia altro settore); né - cosa ancor più grave per chi si dichiara europeista ma lo è solo a parole, come i leaders del centrosinistra - rispettava le pari condizioni che sarebbero dovute intercorrere tra le banche italiane e le altre banche europee.

    Ecco che è arrivata la condanna della Corte di Giustizia europea: alcune banche dovranno rimborsare allo Stato, e quindi ai cittadini italiani, una somma totale pari a 2,76 miliardi di euro. La situazione è paradossale. Lo Stato viene rimborsato di una somma persa in conseguenza ad una legge approvata dallo Stato stesso. E poi c'è da dire che i 2,76 miliardi di euro al tempo corrispondevano a circa 5.350 miliardi di lire, e la lira di allora aveva un valore ben differente dall'euro di adesso.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    lo scudo fiscale e' roba vostra, di tvemonti, voi ne portate la vergogna.
    non chi si e' opposto.
    Guarda che per me non c'è alcuna vergogna, visto che quei soldi non sarebbero mai rientrati in Italia e che ce lo hanno copiato anche all'estero.
    La vera vergogna è l'ipocrisia della sinistra, ormai spudorata, su tutti i temi che riguardano la legalità, e questo mi preoccupa ancor più della mafia, visto che fra un anno gestiranno la quasi totalità delle amministrazioni pubbliche a tutti i livelli, cosa in Italia mai accaduta nemmeno ai tempi della dc.

  4. #4
    MazingaZ
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    Citazione Originariamente Scritto da MazingaZ
    Per esempio Dalema?

    Impar condicio alla D'Alema
    di Ragionpolitica - 24 dicembre 2005

    A quale imprenditore non piacerebbe versare all'erario un aliquota del 12,5% anziché del 34%? A nessuno. E' ovvio che sarebbe cosa ben gradita a qualsiasi imprenditore. Ed è quanto accaduto nei tre anni successivi all'approvazione della legge 23 dicembre 1998, n. 461, sotto i governi D'Alema e Amato. Il fatto scabroso di questo provvedimento sta nei beneficiari di tali vantaggi: le banche.

    Secondo la legge in questione, le banche che avessero effettuato operazioni di ristrutturazione aziendale, come ad esempio fusioni o concentrazioni, avrebbero goduto dell'aliquota al 12,5%. Nei tre anni successivi, dunque, le operazioni che hanno mirato a sfruttare la legge 461 sono state numerosissime. Se ne contano settantasei di concentrazione.

    Finalmente la Corte di Giustizia europea ha considerato questa legge, risultata costosissima allo Stato italiano ed ai suoi cittadini, come illegittima e lesiva dei principii di libera concorrenza. Effettivamente non rispettava né le pari condizioni di pressione fiscale che sarebbero dovute esistere tra gli imprenditori italiani (bancari o di qualsivoglia altro settore); né - cosa ancor più grave per chi si dichiara europeista ma lo è solo a parole, come i leaders del centrosinistra - rispettava le pari condizioni che sarebbero dovute intercorrere tra le banche italiane e le altre banche europee.

    Ecco che è arrivata la condanna della Corte di Giustizia europea: alcune banche dovranno rimborsare allo Stato, e quindi ai cittadini italiani, una somma totale pari a 2,76 miliardi di euro. La situazione è paradossale. Lo Stato viene rimborsato di una somma persa in conseguenza ad una legge approvata dallo Stato stesso. E poi c'è da dire che i 2,76 miliardi di euro al tempo corrispondevano a circa 5.350 miliardi di lire, e la lira di allora aveva un valore ben differente dall'euro di adesso.
    sai leggere?

  5. #5
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    Mi fanno morire.

    Prima fanno una legge sullo scudo fiscale.

    Noi diciamo che è vergognosa.

    Loro dicono di no, che serve a tutti, che salverà i conti dello Stato, ecc.

    Poi si scopre che la usano solo gli speculatori.

    Uno degli speculatori è "di sinistra".

    E loro dicono: "Che vergogna, ha usato lo scudo fiscale..."

    Da morir dal ridere...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da chessmate
    Mi fanno morire.

    Prima fanno una legge sullo scudo fiscale.

    Noi diciamo che è vergognosa.

    Loro dicono di no, che serve a tutti, che salverà i conti dello Stato, ecc.

    Poi si scopre che la usano solo gli speculatori.

    Uno degli speculatori è "di sinistra".

    E loro dicono: "Che vergogna, ha usato lo scudo fiscale..."

    Da morir dal ridere...
    Ho semplicemente detto: che ipocriti, su tutto!
    Ovviamente l'ipocrisia è un concetto troppo complicato per voi, visto che vi viene molto naturale...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da bianconero
    Ho semplicemente detto: che ipocriti, su tutto!
    Ovviamente l'ipocrisia è un concetto troppo complicato per voi, visto che vi viene molto naturale...

    L'ipocrisia è tutta vostra.

    Se ritenete che lo scudo fiscale è giusto, dovreste DIFENDERE Consorte che lo usa, come qualunque altro cittadino.

    Invece è chiaro lo sapevate pure voi che era una porcata, eppure l'avete giustificato lo stesso. E questa, come si chiama?

    Per quanto mi riguarda, non lo uso io (non ho capitali all'estero, ahimé) e l'ho sempre combattuto. Ma non posso contestare Consorte perché lo usa. Caso mai gli chiederò dove li ha pescati tutti quei quattrini...

    A proposito, Bianconero, ti sei mai chiesto perché la stragrande maggioranza degli italiani in emilia, toscana, Marche e Umbria non si fida dal cdx, al punto da non votarlo ma da 60 anni? Non sarà per la vostra ipocrisia?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da chessmate
    L'ipocrisia è tutta vostra.

    Se ritenete che lo scudo fiscale è giusto, dovreste DIFENDERE Consorte che lo usa, come qualunque altro cittadino.

    Invece è chiaro lo sapevate pure voi che era una porcata, eppure l'avete giustificato lo stesso. E questa, come si chiama?

    Per quanto mi riguarda, non lo uso io (non ho capitali all'estero, ahimé) e l'ho sempre combattuto. Ma non posso contestare Consorte perché lo usa. Caso mai gli chiederò dove li ha pescati tutti quei quattrini...

    A proposito, Bianconero, ti sei mai chiesto perché la stragrande maggioranza degli italiani in emilia, toscana, Marche e Umbria non si fida dal cdx, al punto da non votarlo ma da 60 anni? Non sarà per la vostra ipocrisia?
    Innanzi tutto puntualizzo come nelle Marche la sinistra è sempre stata all'opposizione finchè non è arrivato il maggioritario e la ex diccì si è alleata con il csx, per cui le regioni veramente rosse si riducono a tre.
    Poi ci sono motivi storici per cui toscana emilia e umbria hanno sempre votato a sx (leggasi linea gotica), fra l'altro erano state tutte e tre regioni fascistissime.

    Per quanto riguarda Consorte, io non condanno l'uso dello scudo fiscale, ma l'ipocrisia della sx, ma evidentemente ancora non riesci a cogliere la differenza.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da bianconero
    Innanzi tutto puntualizzo come nelle Marche la sinistra è sempre stata all'opposizione finchè non è arrivato il maggioritario e la ex diccì si è alleata con il csx, per cui le regioni veramente rosse si riducono a tre.
    Poi ci sono motivi storici per cui toscana emilia e umbria hanno sempre votato a sx (leggasi linea gotica), fra l'altro erano state tutte e tre regioni fascistissime.

    Per quanto riguarda Consorte, io non condanno l'uso dello scudo fiscale, ma l'ipocrisia della sx, ma evidentemente ancora non riesci a cogliere la differenza.

    Io la differenza la colgo, sei tu che hai problemi logici, perché se è vero che A=A non è altrettanto vero che Sinistra=Consorte.

    Quindi al massimo tu puoi condannare l'ipocrisia di Consorte, dato e non concesso che sia mai pronunciato contro lo scudo fiscale.

    io invece conndanno la TUA ipocrisia, visto che, se tu ritieni giusto lo scudo fiscale, non vedo perché mai dovresti rimproverare chi lo usa. Al contrario, se non lo ritenevi giusto (come mi sembra di capire), non vedo perché difendi il governo che l'ha varato

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    dunque:
    la dx promuove lo scudo fiscale
    la sinistra vota contro
    consorte usa lo scudo fiscale
    i bananas vanno contro la sinistra perche' consorte avrebbe usato una legge voluta dalle destra e contro cui aveva votato la sinistra?
    siete proprio fuori di brutto.
    chi e' l'ipocrita?
    la legge e' vostra...vostro il favore a consorte.

    Credo che bianconero voglia spiegarVI che sto Consorte ne ha fatto del "grano". Che poi i Ds hanno votato contro è risaputo. Successo pure per i condoni. Poi ne hanno persino abusato.

 

 
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