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Discussione: “D-evolution”.

  1. #1
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito “D-evolution”.

    Per l’importanza che assume l’argomento, giocando un pò sul termine, mi sembra doveroso aprire una discussione in proposito.
    Quando l’iter parlamentare della riforma in senso “federale” della Costituzione italiana era ancora in corso, nell’intervento preparato per il 29°Congresso di Arborea, da cui ho poi “estratto” quello inviato alla pagina “lettere & opinioni” dell’Unione Sarda, pubblicato nell’aprile del 2005, esprimevo le mie perplessità in proposito.

    Riporto una sintesi di quel documento per farne conoscere il contenuto, benché lo abbia già “postato” nei forum di iRS e SNI.

    Riconoscimento della nazionalità sarda nella Costituzione italiana.

    Io credo che l’equivoco di fondo, nel rapporto istituzionale fra lo Stato e la Sardegna non si esaurisca con l’adozione di un nuovo “Statuto di Autonomia”.
    Tralasciando il fatto che ciò debba avvenire attraverso la Costituente, così come il Partito ha proposto e che la maggioranza al governo della Regione ha respinto, sono fermamente convinto che la revisione dello Statuto non sia l’unico strumento che può far modificare il rapporto di sudditanza e dipendenza dallo Stato italiano.
    Il dispositivo, che precede e sovrintende lo Statuto che per noi rappresenta la Carta fondamentale per l’autogoverno della Sardegna e l’autodeterminazione del Popolo sardo, si trova in realtà nella Costituzione della Repubblica italiana e consiste nel riconoscimento della “nazionalità” sarda come soggetto giuridico istituzionale.
    La discussione in Parlamento sulla riforma in senso “federale” della Costituzione, ancora una volta è stata una occasione perduta se non altro per far sentire la voce di quella parte della società sarda che si riconosce nell’area sardista, indipendentista, nazionalitaria.
    Nella lettura del testo approvato dalla Camera dei Deputati il 15 ottobre 2004, credo che anche altri si siano cimentati nell’esercizio di verificare, sia prima che dopo le modifiche alla Costituzione, quante volte ed in quali contesti è presente il termine “Nazione” e l’attributo “nazionale”.
    E’ noto che nella Carta costituzionale il termine “Nazione” è sinonimo di Stato, pertanto non si trova una esplicita definizione di “Nazione italiana”, e questo compare solo 4 volte.
    La prima è tra i principi fondamentali, all’ Art. 9, che così recita:
    La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
    Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
    Con il Ddl della Camera 28.10.2004 è stato aggiunto il seguente comma:
    " Tutela l’ambiente e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.
    Protegge le biodiversità e promuove il rispetto degli animali ".
    Poi, all’Art. 67.
    Ogni deputato e ogni senatore rappresenta la Nazione e la Repubblica ed esercita le proprie funzioni senza vincolo di mandato".
    Quindi, la modifica abbastanza significativa, all’Art. 87
    Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato, rappresenta la Nazione ed è garante della Costituzione e dell’unità federale della Repubblica.(…)
    Infine, all’Art. 98.
    I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione. (…)
    Per quanto riguarda l’attributo “nazionale”, questo è presente 15 volte.
    Vi risparmio la citazione degli articoli e dico soltanto che viene associato per 5 volte col sostantivo “territorio”, ad indicare i confini geografici dello Stato.
    Degni di attenzione sono gli Art. 118 e 127, dove si introduce il concetto di “sicurezza nazionale” precedentemente assente.
    In particolare l'Art.127, relativo alla questione di legittimità delle Leggi regionali con l’interesse nazionale della Repubblica, con il quale l’esercizio delle competenze regionali dovrà fare i conti, passando al vaglio del Governo, della Corte costituzionale, del Parlamento, del Presidente della Repubblica.
    Ciò detto, è evidente come nella Costituzione sia del tutto assente il concetto di “nazionalità” sotto qualsiasi accezione.
    A questo proposito l’Art. 114. definisce i soggetti istituzionali e amministrativi della articolazione dello Stato:
    “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni
    e dallo Stato che esercitano le loro funzioni secondo i princìpi di leale collaborazione e di sussidiarietà".
    I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione”.
    In sostanza, io penso che sarebbe ora di cancellare dal vocabolario politico-istituzionale la terminologia di “Regione Autonoma della Sardegna”, introducendo quella di Nazionalità sarda, anche per non confliggere sul piano lessicale con la Nazione – Stato italiana.
    Credo che tale passaggio si renda indispensabile per agevolare il cammino verso l’autogoverno della Sardegna ed eliminare alla radice le inevitabili conflittualità con lo Stato e spianare la strada ad un vero Statuto della nazionalità sarda.
    Pertanto, se quanto ho esposto possiede un senso ed è condiviso, consiglierei al Partito di trovare le forme e i modi affinché nella prosecuzione dell’iter parlamentare della riforma costituzionale, tali concetti siano presentati ed abbiano una loro collocazione.
    E questo potrebbe essere un ulteriore banco di prova per saggiare l’effettivo sentimento nazionalitario che a parole le altre formazioni politiche che si richiamano ai valori “identitari” della Sardegna declamano.
    A meno che non si voglia superare anche l’ostacolo del Parlamento italiano e della Costituzione, con la pressione nell’Unione Europea dei Partiti e movimenti dell’Alleanza Libera Europea (ALE). Ma le due azioni possono convergere.
    Un’ultima nota sulla Costituzione:
    A chi abbia letto le recenti modifiche alla Costituzione non sarà certo sfuggito il fatto che tra le cinque Regioni a Statuto speciale la Valle d’Aosta ed il Trentino Alto Adige, ogni qualvolta sono citate, possiedono la dicitura bilingue: Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste e Trentino Alto Adige/Südtirol.
    Certo la lingua francese e quella tedesca hanno ben altro peso rispetto alla lingua sarda ma, mi piacerebbe sapere dove erano i parlamentari eletti in Sardegna o se abbiano avuto qualche sussulto approvando quella doppia espressione o ancora se qualcuno abbia chiesto anche per la Sardegna la definizione bilingue.
    Chissà, forse non si è trovato l’accordo sulla variante ortografica: Sardigna, Saldigna, Sardinnia o Sardinna?

  2. #2
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Documento dell’ALE sulla “devolution”

    Successivamente all’approvazione definitiva in Parlamento della Riforma costituzionale, il buon Pippotto, di SNI, ha riportato nel suo forum il documento dell’ALE che ripropongo.

    Andando a leggere questa riforma costituzionale denominata "Devolution" (che nulla ha che vedere con quella vera in vigore in Scozia) su come sarà l’art.117 comma 2 che parla delle competenze esclusive dello stato emergono diversi dati interessanti che fanno luce sulla natura centralista di quanto approvato dal parlamento con il voto di Lega, Fi, An, Udc. Competenze che vengono centralizzate e passano dalle Regioni allo Stato: ( avete letto bene competenze che passano allo stato centrale!): «promozione internazionale del sistema economico e produttivo nazionale»; «politica monetaria ….e del credito …e organizzazioni comuni di mercato «m-bis) norme generali sulla tutela della salute; sicurezza e qualità alimentari» «s-bis) grandi reti strategiche di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza; s-ter) ordinamento della comunicazione; s-quater) ordinamento delle professioni intellettuali; ordinamento sportivo nazionale; s-quinquies) produzione strategica, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia».” Competenze che erano in capo allo stato e che rimangono allo stato centrale: n) norme generali sull’istruzione; h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa «regionale e» locale; s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali. p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città VIENE INTRODOTTO IL PRINCIPIO DI PREMINENTE INTERESSE NAZIONALE. Con questo “trucco” ogni competenza regionale può essere revocata e trasferita allo stato in qualsiasi momento. Questa non è devolution, ma centralismo. Alle regioni viene dato (art.117 comma 4): a) assistenza e organizzazione sanitaria;(cioè lo stato fa le leggi la regione ci mette il lavoro organizzativo e le risorse, proprio come adesso!) b) organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche; (anche qua lo stato fa i programmi, le leggi e la regione ci mette il lavoro per l’organizzazione e i soldi) c) definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione; (tutto qua?) d) polizia amministrativa (ma i vigili urbani sono già comunali e ordinati da leggi regionali!) Non c’è federalismo fiscale! , nonostante le sentenze della Corte Costituzionale. Anche sulle (poche) competenze esclusive delle regioni il governo centrale può bloccare le leggi regionali con il princio di "Interesse Nazionale" non previsto da nessun stato federale (vero) al Mondo. Quindi in realtà non esiste alcun potere 'esclusivo' delle Regioni. Questo non è un passo avanti per il federalismo, ma tre passi indietro che porteranno un nuovo centralismo. Cordiali Saluti, ALLEANZA LIBERA EUROPEA http://www.europeanfreealliance.org Sono parte della partito politico europeo (7 eurodeputati eletti a Bruxelles) i seguenti partiti compresi nello stato italiano: Partito Sardo d'Azione, Union fur Sud Tirol, Liga Fronte Veneto, Slovenska Skupnost-Unione Slovena Siti: PARTITO SARDO D'AZIONE www.psdaz-ichnos.com LIGA FRONTE VENETO www.ligafronteveneto.org UNION FUR SUD TIROL www.unionfs.com ALLEANZA LIBERA EMILIANA utenti.lycos.it/libertaemiliana.


    Nello stesso forum, ho rilanciato così:

    Quali i possibili sviluppi?

    Già al momento dell’approvazione della riforma Costituzionale, il centro sinistra ha annunciato il referendum per l’abrogazione, con il sostegno delle Confederazioni sindacali.
    Anche nel centro destra (UDC, esponenti di AN) si sono manifestate perplessità, così come la Confindustria e la CEI hanno espresso pareri molto critici.
    Pertanto, si può ragionevolmente affermare che il referendum annullerà tali riforme.
    Appare inoltre quasi scontata la vittoria del centro sinistra alle politiche del 2006, ed a quel punto si ricomincerà daccapo.
    Quali potrebbero essere le iniziative dei partiti nazionalitari, indipendentisti, federalisti sardi, per inserirsi in questo dibattito, considerato che ci riguarda molto da vicino?
    Quali obiettivi e quale ruolo dovrebbero assumere per fare in modo che il centro sinistra riconosca la presenza nello Stato di una realtà come la Sardegna, che non può essere assimilata ad una qualsiasi altra “regione” più o meno “autonoma”?
    Solo attraverso l’aggregazione in un polo nazionalitario delle sigle che si richiamano ai valori dell’identità e dell’indipendentismo sarà possibile sensibilizzare, attraverso opportune iniziative politiche, la società sarda sull’opportunità che alla Sardegna venga riconosciuto lo status giuridico-istituzionale di “nazionalità”.
    Questo non significa l’indipendenza, ma sicuramente porre le basi per un passaggio graduale verso l’autodeterminazione, e soprattutto un fortissimo segnale verso tutti i Sardi per la crescita della coscienza e consapevolezza della appartenenza ad una identità nazionalitaria, distinta da quella italiana.

  3. #3
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    Quando anche al Partito Sardo d' Azione si capirà che l'assenza di una lingua sarda unificata è uno degli ostacoli principali al riconoscimento della stessa, allora forse anche tra SNI,IRS ed altri si capirà che senza questo presupposto non se ne esce.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da repubricanu
    Quando anche al Partito Sardo d' Azione si capirà che l'assenza di una lingua sarda unificata è uno degli ostacoli principali al riconoscimento della stessa, allora forse anche tra SNI,IRS ed altri si capirà che senza questo presupposto non se ne esce.
    che palle questa storia della lingua unificata, si vede che non ne sapete un cazzo di politica linguistica e siete così ingenui da pensare che con la lingua sarda unificata tutto cambierà!
    e infatti con la LSU abbiamo avuto il bilinguismo perfetto.....
    ladinia e norvegia....dicono niente??

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da repubricanu
    Quando anche al Partito Sardo d' Azione si capirà che l'assenza di una lingua sarda unificata è uno degli ostacoli principali al riconoscimento della stessa, allora forse anche tra SNI,IRS ed altri si capirà che senza questo presupposto non se ne esce.

    Sbagli quando dici che tra i movimenti di ispirazione nazionalitaria e indipendendentista non si sia capito l'importanza di avere una lingua comune.

    Gli ostacoli a questo progetto si annidano in modo subdolo in quegli stratti della società sarda che non hanno niente a che vedere con il nostro desiderio di liberazione nazionale.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da sergiogabrcossu
    Sbagli quando dici che tra i movimenti di ispirazione nazionalitaria e indipendendentista non si sia capito l'importanza di avere una lingua comune.
    scusa ma parla per te, perchè la maggior parte degli indipendentisti che conosco io sia di irs che di sni sono contro questa fantomatica lingua comune di cui molti parlano ma nessuno sa cosa sia e nessuno fa proposte, come al solito, armiamoci e partite!
    per fare politica linguistica bisogna essere preparati e non dei dilettanti allo sbaraglio....

  7. #7
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    Una proposta c'è e sarà ripetuta in un portale indipendentista in apertura a gennaio.
    E' anche vero che molti indipendentisti riconoscono l'importanza di una lingua unificata, che non deve interessare la maggioranza di cittadini sardi, ma si deve costituire per la parte sardista della natzione, in una sintesi scritta nel forum di Irs:
    "La verità è che una lingua sarda unificata si può creare,assimilando una grammatica dei lemmi più diffusi nell'ambito territoriale ed ascrivendo tutte le variabili a "dialetti della lingua sarda"
    Signori, quando la scienza non trova riscontri, la si scrive.
    Quello che è certo è che non si può riconoscere formalmente una lingua unitaria inesistente e dargli eventuale integrazione in un sistema scolastico.
    Ma questo è un lavoro che dovrebbe essere apportato da una costituente di forze sardiste.
    Anche queste sono manovre politiche che l'indipendentismo non ha saputo costituire, i dibattiti sono e rimangono aria decantata, solo i fatti innescano dei processi."

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da repubricanu
    Quando anche al Partito Sardo d' Azione si capirà che l'assenza di una lingua sarda unificata è uno degli ostacoli principali al riconoscimento della stessa, allora forse anche tra SNI,IRS ed altri si capirà che senza questo presupposto non se ne esce.
    Ancora una volta si è abboccato alla “provocazione” relativa alla variante ortografica del nome della Sardegna in lingua sarda.
    Anche sulle stesse pagine dell’Unione”, successivamente a quell'intervento, si è sviluppato un confronto ad alto livello, emblematico delle problematiche sulla “Limba/Lingua”.

    Eccolo

    MERCOLEDÌ 13 APRILE 2005

    Grafie diverse per la festa del popolo sardo
    Sardigna o Sardinia? Il mistero della “Die”

    Qual è, oggi, il vero nome sardo della Sardegna? Nella cronaca anonima del XIII secolo comunemente nota come “Libellus Judicum Turritanorum”, scritta in logudorese, troviamo "Sardinia", "Sardina", "Sardinna" ma, per quanto posso leggere ed udire, la forma da tutti usata attualmente è "Sardigna". E "Sardigna" scriveva, del resto, già nel XIV secolo la "Carta de Logu” del Giudicato di Arborea. Per venire a tempi più recenti, "America e Sardigna" è il titolo della poesiola inedita di Grazia Deledda, scritta nella variante nuorese, da poco resa nota dal professo Massimo Piattau in "Lingua e civiltà di Sardegna", (Edizioni Della Torre 2004, pagina, 126). Tanto più si è affermata nell’uso la forma "Sardigna" da quando l'autorità regionale ha istituito una festività da tutti chiamata, appunto, "Sa die de sa Sardigna". Ma il fatto è che la Legge regionale del 14 settembre 1993, numero 44, è intitolata: «Istituzione della giornata del popolo sardo "Sa Die de sa Sardinia"». Né si può pensare ad un refuso: anche il testo della legge stabilisce espressamente, all'articolo 1: «Il 28 aprile è dichiarata giornata del popolo sardo “ Sa Die de sa Sardinia”». E’ dunque questa ancor oggi la forma corretta, o si tratta di un ritorno voluto dal nostro legislatore all'antico, addirittura al latino?

    VINCENZO SANNA RANDACCIO
    Cagliari


    Sardinia o Sardigna? Non conosco la risposta neanche i consiglieri regionali che, oltre* dieci anni orsono, si fecero promotori della legge. «Conosco il "made in Sardinia" ' ma non ”Sa die de sa Sardinia “», obietta il cantautore Piero Marras: «Quando parlo dico Sardigna, e mi aspetto di vedere la parola scritta così». Nel 1991 sedeva in Consiglio regionale e fu il primo firmatario della Proposta di legge 215 per la Celebrazione del bi-centenario dei moti antifeudali in Sardegna e istituzione della festa nazionale del Popolo sardo ”Sa Díe” il 28 aprile. Seguivano le firme degli altri sette consiglieri sardisti, allora all’opposizione. Passarono due anni, durante i quali il Consiglio discusse e approvò la normativa sulla Lingua e la cultura sarda. E subito dopo la proposta di legge numero 392 “Istituzione della giornata del popolo Sa Die de sa Sardinia” un nuovo testo unitario, concordato fra maggioranza e opposizione nella commissione Cultura. Primo firmatario Luca Deiana, docente alla Facoltà di Medicina di Sassari: «Ricordo un'epoca meravigliosa, di grande fermento e lavoro comune. Ma non sono un linguista, non so perché scrivemmo Sardinia». Analoghe risposte da altri ex consiglieri. Comunque, la dizione “Sardinia” appare in tutti i documenti ufficiali nei quali si richiama la legge. E anche nel sito web della Camera, dove sono raccolte le normative regionali. Ma nelle delibere e nei comunicati stampa la Regione (e chiunque altro, per quanto ho potuto vedere) usa la forma “Sardigna”. A questo punto, aggiungo i miei dubbi ai suoi, gentile lettore. E spero che si faccia avanti qualcuno che possa chiarirli.
    DANIELA PINNA



    VENERDÌ 22 APRILE 2005

    “Sardigna” è una variante pisana
    Isola, il tuo nome è “Sardinna

    In custa matessi pagina su 13 de aprile Vincenzo Sanna Randaccio e Daniela Pinna an istèrriu sa chistione e dian cherrer un azudu pro ischire cale est o diat deper esser a dies d'oje su nùmene sardu de cust' isula. A bi pessare b'at de rider e de prangher pro sa sorte nostra. Ma mezus provamus a resonare. E deo, ca est chistione de limba sarda, so acconcandelia in sardu e totu, mancari treme-treme e dimandande iscusa.
    “Sardinia” fit su nùmene latinu chi sos romanos an torrau a sos sardos anticos cando si sun fattos meres de sa terra issoro. Ma dònnia limba tenet sos jocos e sos portellos suos apertos e serraos pro rezire sonos novos o pro no e gai sos sardos de tando, chi faveddaban un'àtera limba (“vezza” o “paleo”) in sa limba nova ("neosardo", non "neolatino") no an imparau mai "Sardinia", ca non podian, e an dèpiu narrer “Sardingia-inza”, a sa matessi manera de "vingia" dae su latinu
    “vinia”, e "castangiia" e “luchinzu" e "tinza" e "Gabinzu/Bainzu" e ateras allegas chi andaban bene gai.
    Pro custu naro chi "Sardinia" est paragula latina e no sarda.
    Pero, m'azis a narrer: custa Sardingia tua non b'est in locu. Ube si torrat?
    Sos urtimos chi appo connotu deo mantenende "Sardingia" (finas a s'isconzada 'e sa gherra) sun sos fonnesos. Ma vos ammento puru chi pustis de su latimi anticu nos est intrau, parte in bonas, vendende e comprande, e parte in malas, armande casteddos, nos est intrau su populu pisanu medievale nande "Sardigna", a modu issoro, e sos sardos - corimoddes e semper incantaos da s'istranzu - lestros a che lassare “Sardingia” po imparare Sardigna. Ma non podian, ca naban e nainus, “mannu” e “rennu” e ”punnare”e “linna”, e pro cussu an imparau “Sardinna”. Como si Piero Marras (ma li cherjo bene su matessi) e àteros medas cheren torrare a su toscanu anticu depen puru narrer “magnu” e “ligna”.
    Ego in sardu naro semper Sardinna e si cherjio faveddo italianu e naro ”Sardegna”. Tantu dae s'italianu e dae s'inglesu no fughimus.

    MICHELE COLUMBU

    Riassunto delle puntate precedenti: sa richiesta di un lettore, stiamo cercando di scoprire perché la Legge 44 che ha istituito la festa del popolo sardo, parli di "Die de Sa Sardinia ", mentre la stessa Regione usa sempre la formula “Sardigna”. Naturalmente, siamo consapevoli che la Sardegna ha ben altri problemi. Questo non è che un gioco, una curiosità innocua. Grazie al professor Columbu per avervi preso parte con il suo erudito, e arguto, intervento. (d.p.)



    SABATO 30 APRILE 2005

    Su numene de s’Isula nostra
    Sardigna, sa forma prus connotta

    di Massimo Pittau

    Quandoque bonus dormitat Homerus: “talvolta il bravo Omero sonnecchia”.
    Micheli Columbu est un'amicu meu corale, chi m'at peri fattu paritzas bortas de mastru in chistiones sardas e peri de limba sarda. Peroe in s'urtimu interventu suo supra su numene de s'Isula nostra, est istau pacu attentu.
    Issu at resone a narrer chi Sardinia est unu latinismu, chi si deppet lassare perdere e puru chi sa forma Sardigna est unu toscanismu mediuvale (l'at peri usau Dante in sa Divina Cummedia), ma at tortu a si ghettare a sa forma Sardinna, pro su motivu chi tottus sos Sardos namus linna, mannu, rennu, dae su latinu ligna, magnu(s), regnu(m).
    Sa chistione peroe est chi in latinu si nabat Sardinia (-nia) e non Sardigna (-gna) e su riferimentu a sas paragulas latinas dae Micheli ammentadas est irballau.

    ***
    Dae sa forma latina Sardinia in sa limba nostra amus appiu chin reguralidade Sardingia (in Fonne) e Sardinza (chi dego appo intesu in su Marghine), ma poden essere solu adattamentos rechentes, propriu comente su latinu vinea, vinia at dau bingia in campidanesu e binza in logudoresu.

    ***
    Ma sicomente non est possibbile chi nois Sardos appemus duos numenes de sa terra nostra, Sardingia a sa manera campidanesa e Sardinza a sa manera logudoresa, dego pesso chi sa solussione prus curretta siat de torrare a sa forma mediuvale Sardigna, chi est sa prus connotta e usada e chi at usau peri Grassia Deledda.
    Sardinna non m'andat puru ca b'at unu periculu mannu: sicomente b'at sardos chi sun iscrivende, a sa macculatzina, macu, note, sete, oto, tapu imbetzes de maccu, notte, sette, otto, tappu, si calicunos cumintzan a iscrivere Sardina, a iscummittìes chi su ministru Tremonti si ghettat derettu a facher bèndere, paris chin sas costas marinas, tottu sa sardina chi b'at in sos mares nostros a chie at dinare bastante pro si la comporare!



    MERCOLEDI 4 MAGGIO 2005


    A Michele Columbu
    Salvare su sardu torrèndelu a unu


    di Matteo Porru

    Chi onzi iscrittu de Micheli Columbu babbai mannu. de nos sardos e litteradu de primore siat erudito e arguto, comente narat Daniela Pinna, non b’at duda, antzis est cosa tzerta. Po comente apprètzio totu su chi Micheli at iscrittu de s'istòria e de sa paristòria de sas làcanas nostras, dae cando sa vocatzione sua fiat forsis sa de fagher menzus su mastru de iscola che su politicu, penso chi s'iscola italiana pagu sarda de sa Sardinna diat deper fagher connoscher a sos dischentes pitzinnos e mannos s'isfortzu chi totus -in sas iscolas de eris- amus fattu po apprender s'italianu e sas àteras disciplinas de istùdiu.
    Pagos ebbia, comente Micheli, ant contadu chi non totus sos mastros de iscola fiant campiones de didattica e chi sos discìpulos tardaìant a curnprender sa letzione subra su pronome: «Il pronome fa le veci del nome. Avete capito?».
    Ma bi fiat semper calicunu Pierino chi naraìat a su mastru:«Signor mae', Barore non ha capito!». E, tando, totus a rier e, subra calicuna conca de pitzinnu, falaiat pasta de castanza sicca zai bene mastigada.
    O sa letzione de zeografia: «La terra è rotonda. Avete capito?».
    -Signor mae’ io non ho capito!,
    -Ah, non hai capito, testa di ricotta! Perché, la luna non è tonda? E il sole non è tondo?
    - Sì, ma la luna e il sole li vedo. La terra la vedo, ma non è tonda!
    - E allora, per domani, scrivi centoventicinque volte: «La luna è rotonda!.
    E tando, solamente tando, totus cumprendaiamus chi sa terra est tunda!
    Pro torrare a, Sardinna, bene at fattu Micheli a ammentare chi Sardinna est prus zustu de Sardigna, comente rennu-regnu e mannu-magnu. Ma in Sardinna b'est puru Sardìnnia in campidanesu, parente de rènniu e de carapìnnia.
    Micheli, in fines, - biadu a issu!- nudda narat de s'opportunidade o de sa netzessidade - a su nessi po sarvare su sardu torrèndelu a unu - de iscrier totus Sardinna po sarvare finas Sardinnia in campidanesu. Ca, si nono, si che sunt morende ambarduos nùmenes: Sardinna e Sardinnia.
    Medas campidanesos non sunt de accordu e tando non solamente non fughimus dae s'italianu e dae s'ingresu, ma naramus puru chi, dae oe, paret prus zustu su ditzu "Chentu concas e dughentos berrittas!".



    Ricapitolando:

    1. Sardigna
    2. Saldigna
    3. Sardina
    4. Sardinia
    5. Sardinna
    6. Sardingia
    7. Sardinza
    8. Sardinnia
    9. Sardinnya
    10. Sardinja


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  9. #9
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    Non esiste minoranza linguistica se non esiste una lingua unitaria.
    Non può esistere un valido riconoscimento di centomila variabili.
    Quando si presentano di queste problematiche la manovra più saggia sarebbe porre in essere una costituente di forze sardiste che creino un "libro comune" della lingua, seppure sulla carta, per dargli una connotazione unitaria.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da repubricanu
    Non esiste minoranza linguistica se non esiste una lingua unitaria.
    Non può esistere un valido riconoscimento di centomila variabili.
    Quando si presentano di queste problematiche la manovra più saggia sarebbe porre in essere una costituente di forze sardiste che creino un "libro comune" della lingua, seppure sulla carta, per dargli una connotazione unitaria.


    ma perchè prima di scrivere queste frasi perentorie non ti informi sulla politica linguistica, non dico mondiale, ma almeno dell'europa oppure delle altre minoranze dello stato italiano?
    tipo della ladinia.....
    che palle questi chiaccheratori......

 

 
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