Tutto da leggere l'articolo di oggi di Eugenio Scalfari su Repubblica dal titolo L'attualità di Berlinguer.
Come non essere d'accordo con le sue critiche al vertice dei diesse (Fassino, Bersani e D'Alema) al quale imputa (bontà sua) insesperienza sulle regole dell'economia ed un grave errore di valutazione. Primo perché la politica non deve schierarsi e con ciò orientare il mercato, secondo perché appoggiando qualla operazione (che già in sé era discutibile) non hanno tenuto conto della sua sostanziale irregolarità anche perché prima di lanciare l'OPA erano state rastrellate azioni che consentivano un certo riultato (e questa non è procedura trasparente) e soprattutto l'hanno appoggiata in un momento in cui la magistratura aveva già ampiamente messo gli occhi sugli agganci con gli altri che vedevano inequivocabilmente coinvolto anche Consorte.
Nota Scalfaroùi, l'afasia del gruppo dirigente in queste ore che ha completamente delegato a Vannino Chiti di rappresentarli (i noti quor di leone...). Deride l'ipotesi del complotto che è quella preferita da Berlusconi (e non solo da lui) ogniqualvolta viene beccato con le mani nella marmellata (tanto che deve averne fatta indigestione a quest'ora).
Che la ltta politica implichi particolare aggressività in questi momenti è peraltro scontato ma questo col complotto non ha nulla a che vedere.
Peraltro si stupisce Scalfari del silenzio di D'Alema rispetto alle calunnie rivoltegli dal Foglio di Ferrara rispetto alla famosa consulenza di consorte di 50 milioni di euro. Perché tace D'Alema si chiede Scalfari? E perché hanno taciuto i vertici diesse anche rispetto al pieno coinvolgimento di uomini del Polo in questa vicenda, si chiedeva Rinaldi?
Poi arriva la rivalutazione piena della questione morale posta da Berlinguer che gli ultimi eventi hanno riproposto alla piena atualità.
Come noncondividere tutto l'articolo?
E come non ritenere opportuno un passo indietro di questa dirigenza che tanto ha sbagliato e che continua a tacere aspettando solo che "passi la bufera"?