Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Stabilimento di Broni
    Data Registrazione
    12 Sep 2004
    Località
    Unknown Pleasures by Joy Division
    Messaggi
    28,447
     Likes dati
    8,006
     Like avuti
    13,596
    Mentioned
    364 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Post L'era delle grandi opere digitali. - Marco Travaglio -

    L'era delle grandi opere digitali

    Marco Travaglio parla del rapporto tra politica e Internet. Un giudizio impietoso.



    [ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-12-2005]



    L'Internet si sta imponendo come mezzo principe di comunicazione orizzontale. Non può e non vuole sostituirsi ai media tradizionali, ma permette di scavalcarli quando la censura cerca di filtrare arbitrariamente le informazioni.

    È uno dei concetti chiave dell'intervista al giornalista e scrittore Marco Travaglio, pubblicata questa settimana su"Scarichiamoli"!.

    "Fenomeni come Porto Alegre, come i girotondi, come i movimenti anti-TAV," sostiene Travaglio, "viaggiano tutti attraverso modalità di interazione direttae, quindi, bypassano boicottaggi e censure che ci possono essere in altri mezzi: questo è molto importante".

    Certo, per molti versi siamo ancora indietro, rispetto ai paesi più civili:"Ci sono molti italiani che non hanno il computer, molti altri che hanno problemi di sopravvivenza," continua Travaglio, "ma la colpa è soprattutto dei politici.
    In questi anni tuttii movimenti della società civile sono stati presi a calci dai partiti, di destra e di sinistra, quindi, è difficile che a un italiano venga in mente di partecipare alla politica col suo computer"
    .

    Ma la Rete è soprattutto condivisione del patrimonio culturale, e oggi anche questa potenzialità è ostacolata:"Se non c'è lesione di diritti d'autore, tutto deve essere gratuitamente e liberamente fruibile,"sostiene lo scrittore.
    "Chi ha composto una musica non credo l'abbia fatto per arricchire qualche casa di produzione, qualche corporation, anche dopo la scadenza dei suoi legittimi diritti".

    Proprio per questo motivo, il governo ha stanziato 37,3 milioni di euro, per promuovere il portale Internet Culturale.
    Come sappiamo, i risultati sono modesti."Se si sono limitati a linkare musica già reperibile in rete,"incalza Travaglio, "è evidente che si tratta dell'ennesimo spreco di denaro pubblico."

    Eppure questa operazione doveva essere il fiore all'occhiello del ministro Stanca:"Ricordo che fu presentato a Porta a Porta come una specie di genio fino ad allora incompreso. Se dopo cinque anni questo è il bilancio, allora èun bilancio imbarazzante", è l'amara conclusione di Travaglio.


    Michele Bottari - Quelli di Zeus .


    Fonte : Zeus News

  2. #2
    Stabilimento di Broni
    Data Registrazione
    12 Sep 2004
    Località
    Unknown Pleasures by Joy Division
    Messaggi
    28,447
     Likes dati
    8,006
     Like avuti
    13,596
    Mentioned
    364 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Intervista Integrale tratta da "Scarichiamoli!"

    L'era delle grandi opere digitali.

    Intervista al giornalista Marco Travaglio.


    Lei che rapporto ha con Internet e l'infornazione spontanea della rete (quella, ad esempio, dei blogs): li vede come strumenti integrativi dell'informazione professionale?

    Nelle edicole c'è un numero di giornali tale da soddisfare le esigenze di pluralismo, ci sono poi dei blogs interessantissimi, ma non sono un grande frequentatore di Internet perché per le cose di cui mi occupo c'è bisogno di andare a prendere delle carte oppure di appurare i fatti con le persone: non faccio un grande uso della navigazione Internet perché a me non serve molto; mi interessa di più andare a prendere le sentenze: faccio soprattutto cronaca giudiziaria, quindi, vado nei Tribunali, lavoro ancora molto sul cartaceo. Credo che la ricerca su Internet sia più utile all'utente dell'informazione che al protagonista dell'informazione; poi, naturalmente, anche io attivo qualche motore di ricerca per trovare qualche articolo, ma difficilmente mi capita di andare a cercare cose in rete per trovare spunti. Se, ad esempio, vai sul blog di Grillo, trovi ogni giorno un post, ma non puoi leggerlo in sostituzione di quello che ti danno i giornali: i giornali sono ancora lo strumento principale con il quale, secondo me, ci si deve informare correttamente. Poi, certamente, si possono aggiungere dati ed integrare la propria conoscenza attraverso la lettura dei blogs.



    Secondo lei, Internet può essere uno strumento di democrazia partecipativa?

    Certamente, non so se sia uno strumento in grado di rappresentare la volontà di tutta la collettività, ma mette in contatto le persone: fenomeni come Porto Alegre, come i girotondi, come i movimenti anti-TAV... viaggiano tutti su scambi di e-mail, attraverso modalità di interazione diretta e, quindi, secondo me, bypassano gli eventuali boicottaggi e le eventuali censure che ci possono essere in certi mezzi (come la televisione): questo è molto importante.



    Anche la Casa delle libertà ha aperto unBlog(titolo: Diventa legislatore anche tu!; sottotitolo: Disegni di legge all'esame del Senato ai quali è possibile proporre degli emendamenti) per la democrazia diretta attraverso Internet, tuttavia, nessuno vi ha ancora inserito commenti.

    Ci sono molti italiani che non hanno il computer, molti altri che hanno problemi di sopravvivenza, quindi, è difficile poterli accusare di disinteressarsi. Si tratta di una nuova forma di comunicazione alla quale bisogna abituarsi: è difficile che a qualcuno venga in mente di partecipare alle attività del Parlamento e del Governo tramite Internet, anche perché dovrebbero essere i rappresentati eletti ad invitare la gente a partecipare; io non li ho mai sentiti invitare le persone, anzi, noto che hanno un'idiosincrasia per i loro elettori: in questi anni tutti i movimenti della società civile sono stati presi a calci dai partiti, di destra e di sinistra, quindi, è difficile che a un italiano venga in mente di partecipare col suo computer alla stesura di un emendamento, anche perché, purtroppo, sappiamo che attualmente gli emendamenti alle leggi li fanno gli avvocati di Berlusconi per gli affaracci suoi. Non credo che ci sia ancora qualche pollo che manderebbe un'e-mail dicendo: "Proporrei di triplicare le pene sul falso in bilancio.". Ci vorrebbe un contesto più favorevole: se quelli che verranno dopo avranno l'elasticità mentale per cambiare il loro modo di fare politica, il rapporto con i loro elettori, allora il blog per la democrazia diretta potrebbe essere una buona idea... ma non li vedo molto attivi su questo.




    Cosa ne pensa del mettere a disposizione attraverso Internet le opere in pubblico dominio e le opere rilasciate con licenze open?

    Se non c'è lesione di diritti d'autore, tutto deve essere gratuitamente e liberamente fruibile: chi, ad esempio, ha composto una musica non credo che l'abbia fatto per arricchire qualche casa di produzione, qualche corporation, l'ha fatto perché la sentisse la maggior quantità di pubblico possibile. In caso di lesione di diritti, invece, bisogna perseguire coloro che piratano. L'importante è non confondere i due aspetti.



    Ci sono, secondo lei, interessi economici che ostano alla messa in rete, ad esempio, della musica classica?

    Credo di sì, ci sono le grandi multinazionali che vivono non solo con la musica leggera, ma anche con la musica classica, e se perdessero questo business, si vedrebbero tagliare una bella fetta dei loro introiti: e sono loro che contano al momento di fare le leggi.



    Internet Culturale è nato anche per mettere a disposizione di tutti la musica classica: ma, in realtà, si sono limitati a linkare, mediante un motore di ricerca, musica già reperibile in rete. E i 37,3 milioni di euro con i quali quel portale è stato finanziato a che sono serviti?

    Se si sono limitati a linkare musica già reperibile in rete, è evidente che si tratta dell'ennesimo spreco di denaro pubblico. E' un bel biglietto da visita puntare su Internet, ma molto spesso si tratta soltanto di operazioni di facciata per dire che si è dato impulso alla modernizzazione.



    Un'autostrada o un edificio non completi sono chiaramente visibili, le grandi opere digitali, invece, sebbene molto costose, sfuggono allo sguardo dell'informazione: sembra che l'informazione non sia ancora in grado di mettere a fuoco il reale valore del virtuale... non è il caso di cambiare rotta?

    Penso proprio di sì; ricordo l'ultima campagna elettorale, quando fu tirato fuori dal cilindro quel personaggio incredibile... il cosiddetto Ministro Stanca; visto che venne presentato a Porta a Porta come una specie di genio fino ad allora incompreso, mi chiedo quali saranno mai i mirabolanti risultati che ha ottenuto in cinque anni, che diavolo avrà mai fatto... se dopo cinque anni questo è il bilancio, allora è un bilancio imbarazzante.




    Poi, come per magia, dei privati e un piccolo gruppo di ricercatori universitari(COCOA Compilation) riescono a fare, con poche migliaia di euro, quello che lo Stato, con molti milioni di euro, non è riuscito a fare.

    E' assolutamente paradossale.



    Fonte :Scarichiamoli!

  3. #3
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    9,779
     Likes dati
    1
     Like avuti
    0
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Cosa dovrebbe fare uno stato (in ordine di importanza):

    1) IMPORRE standards APERTI per tutti i documenti/protocolli accessibili dai siti dell'amministrazione centrale/locale. Nonche' per le pagine web che devono aderire rigorosamente allo STANDARD html.

    2) Distribuire i programmi televisivi e radiofonici di natura culturale/educativa/informativa utilizzando standards aperti (ovviamente) e senza limite di accesso ( = P2P). Questo permetterebbe di utilizzare il pc ANCHE per seguire programmi televisivi e radiofonoci, il che' creerebbe un forte incentivo per avvicinarsi alle nuove tecnologie.

    3) Sponsorizzare iniziative come il laptop da $100 ad ogni studente (http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=207176)

    4) Ufficializzare l'uso di wikipedia e wikibook, riconoscendo i contributi da parte degli insegnanti.

    5) Permettere la nascita di wifi gratuito a livello comunale. Questo favorirebbe l'utilizzo di internet e, date le ovvie economie di scala, comporterebbe un notevole risparmio per i cittadini (e minori utili per le societa' di telecomunicazione...).

    6) Permettere l'accesso al maggior numero possibile di funzioni amministrative via interfaccia web (html STANDARD)

    7) Promuovere l'uso di software educativo (tipo edubuntu) nelle scuole, nonche' di portali (CMS) di natura didattica.

    8) Diffondere il codice dei programmi scritti o commissionati dalle amministrazioni pubbliche. Una simile iniziativa permetterebbe di ridurre il costo di produzione del software necessario alla gestione dell'amministrazione pubblica, migliorandone la qualita' e promuovendo usi alternativi delle componenti dello stesso software nonche' stimolando la comunita' di programmatori opensource a livello nazionale.

    Da notare che a parte il punto 3, non sono affatto richiesti ingenti investimenti. Ed anche per quanto riguarda il 3o punto, bisogna considerare il risparmio in termini di minori finanziamenti alle case editrici... I sovvenzionamenti per i libri scolastici per la durata degli studi di un ragazzo ammontano a piu' o meno di $100? Domanda ovviamente retorica. Inoltre quanto al punto 2, si fa notare che la diffusione di contenuto multimediale tramite P2P sarebbe molto piu' efficiente ed economica dell'ormai obsoleto digitale terrestre...

  4. #4
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    9,779
     Likes dati
    1
     Like avuti
    0
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ipse dixit, punto 3

    http://www.repubblica.it/2005/k/sezi...riascuola.html

    In alcuni istituti i numerosi e pesanti libri scolastici vengono sostituiti da piccoli computer interattivi che, dicono gli esperti, aiutano anche l'apprendimento

    Palmari al posto dei libri
    Usa, rivoluzione nelle scuole
    di AGNESE ANANASSO


    Un bambino di nove anni studia su un computer palmare
    Le favole di Esopo si leggono su internet. È la scuola del futuro, un futuro che è già qui. Sembra infatti che i libri siano passati di moda, specialmente negli Stati Uniti, dove in molti distretti scolastici sono già stati rimpiazzati da laptop di ultima generazione, Pda (Personal Digital Assistant), lettori Dvd. L'ultima novità, pubblicata sulla rivista tecnologica Wired, viene dalla Ridgeview Elementary School di Olathe (Kansas), dove bambini di 12 anni utilizzano il Palm, un minicomputer da tasca, per leggere, scrivere, studiare la matematica e persino i geroglifici egiziani. I contenuti? Si scaricano da un sito "linkato" nella home page della scuola stessa.

    Gli strumenti che una volta erano destinati ai top manager diventano i mezzi di studio e apprendimento dei più piccoli, un trend che sta conquistando tutti gli Stati, tant'è che lo scorso anno un'indagine della Quality Education Data ha rilevato che il 28 per cento dei distretti scolastici americani mettono i palmari a disposizione di studenti e insegnanti e che un quarto dei computer presenti nella scuola è un portatile.

    Una delle prime scuole ad adottare il Palm è stata, nel 2001, la Yankton High School del South Dakota, seguita da un istituto dell'Arizona che addirittura quest'anno è diventato "textbook-free", si è sbarazzata cioè dei libri di testo, rimpiazzati dai laptop, uno per ogni alunno. Il distretto della Ridgeview ha speso quasi due milioni di dollari per acquistare tutto l'apparato tecnologico: lettori Dvd-Vhs, computer palmari, schermi ad alta risoluzione, pc di ultima generazione, mouse e tastiere wireless, tutti connessi al computer dell'insegnante. La scuola ha scelto i Palm Z71 e 72 per le classi quarta e sesta (9 e 11 anni), due modelli dotati di schermo a colori, lettore Mp3, fotocamera digitale e di connessione a internet.

    La prima insegnante a utilizzare questo nuovo metodo di insegnamento in Kansas è stata Regan Veach della Ridgeview Elementary School. Tramite dei software appositi si riesce ad attualizzare anche i classici come Esopo: lo studente può scaricare gratuitamente da un sito dedicato le favole di Esopo, con un programma chiamato ebookstudio le formatta in modo da renderle leggibili dal Palm e poi le può animare con un altro software, il TealPaint.

    Anche i compiti vengono svolti più velocemente, le lezioni risultano più piacevoli e veloci da assimilare, anche per coloro che hanno maggiori difficoltà coi metodi tradizionali.

    Le preoccupazioni per quelle che vengono definite le generazioni "digital natives" non sono poche però. Innanzitutto il metodo tradizionale è quello che consente una memorizzazione più lenta ma più duratura, perché i ragazzi hanno bisogno anche di leggere un libro dall'inizio alla fine, capire, rileggere e sfogliare le pagine per riuscire a riflettere e analizzare determinati concetti, che possono sfuggire guardando velocemente una pagina su internet.

    "E poi c'è il problema economico - spiega la preside della scuola Kelly Ralston -. Abbiamo speso 63 mila dollari quest'anno, un terzo del budget annuale, e il distretto 952 mila dollari negli ultimi quattro anni per dare un palmare a ognuno dei 4.000 studenti. Dobbiamo stare attenti a non creare dei problemi economici alle famiglie, visto che la maggior parte appartiene a un ceto sociale basso".

    Intanto Palm, ma anche Microsoft, Hp, Dell, si stanno dando da fare per non perdere l'opportunità di conquistare questo nuovo tipo di clienti con prodotti ad hoc. Stesso discorso per i produttori di software. La corsa tecnologica continua e stavolta si prepara una vera rivoluzione che vede scendere ulteriormente la fascia d'età in cui i giovani si avvicinano all'informatica.

    (3 gennaio 2006)

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 119
    Ultimo Messaggio: 19-11-12, 12:53
  2. a proposito delle grandi opere
    Di sinistra_polliana nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 18-02-08, 13:33
  3. Una delle grandi opere di berlusconi
    Di ossoduro nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 102
    Ultimo Messaggio: 30-08-06, 21:41
  4. La bufala delle Grandi Opere
    Di ossoduro nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 80
    Ultimo Messaggio: 11-08-06, 21:22
  5. Le bugie delle Grandi Opere
    Di Dario nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 47
    Ultimo Messaggio: 26-06-06, 12:15

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito