
Originariamente Scritto da
bainzu
...il mercato talvolta sancisce delle regole appunto quelle legate al consumo di massa...oggi è trend in genere seguire la tecnologia in nome della modernità ma mi chiedo fino a quando è giusto pensare che da oggi in poi esiste solo quella??
Circa il campo della fotografia, il digitale non riuscirà mai ha soppiantare il manuale e credo questo nel momento in cui la vera fotografia vive di natura nella nostra 'camera di ripresa mentale', poi lo strumento che acchiappa la luce e appunto quella che tutti noi conosciamo come la macchina fotografica nei suoi svariati formati.
Imparare la nozionistica della rifrazione della luce su un vetrino o specchietto a tendina, posto interiormente alla macchina fotograsfica subito dopo una serie di lenti,in relazione con tempi e quantità di luce, per poi la stessa luce rimanere impressa in una pellicola prima e sulla carta in secondo momento, credo sia sostanziale per comprendere come rapportarsi con la fantasia rispetto a ciò che ci appare interessante osservare e poi conservare per magari condividere all'interpretazione con uno scatto fotografico...il mondo digitale tutto questo non lo prevede, acqusti un cellulare o una nikon da 2000 € poi sei pronto a scattare e dunque scatti, così l'immagine è li, pronta ... pronta al suo immediato consumo e alla stampa con un'assai semplice e anche banale stampante a getto d'inchiostro!!!
E' evidente che va fatto un discorso diverso per evvidenziare il perchè e ancora il manuale anche parallelamnete alla technica soppragiunta del digitale... si potrebbe parlare della necessità della conoscenza dell'arte di base della fotografia magari per più agilmente rapportarsi con il nuovo mondo della fotografia digitale, insomma anche come funzione di stimolo..., oppure parlare di ricerca della qualità pura ma relativa e sperimentale allo stesso tempo e dunque dei contrasti dell'immagine, ossia il risalto e lo spessore dei colori in percezione all'occhio umano che determina l'anima dell'immagine. Al contrario il digitale non di rado l'immagino e dissolvente, quanto assai pratica nell'utilizzo, ma appiatisce troppo l'immagine e questo dipende dalla tecnica secondo la quale con il digitale l'informazione luminosa viene elaborata da un processore CCD, e stampata con normali stampanti che hanno il potere di spalmare colori su un piano cartaceo...ricordiamo che la carta fotografica è particolare nella sua superfice di alogenuri d'argento che reagente alla luce. Succede che nella fase di stampa questi alogenuri vengono colpiti dalla luce, cominciano a dividersi per la superfice cartacea in particelle finissime d'argento nero. Il processo dunque di stampa è un processo come quello dello sviluppo del film o pellicola,anche diverso, un processo chimico e sopratutto manuale, in questo caso...il trattamento poi continua con l'eliminazione dell'emulsione degli alogenuri d'argento non anneriti in modo da lasciare per contrasto un immagine permante...insomma appare dalla carta la magia...ecc.ecc.
Questa è la tecnica in pochissime e troppo poche righe della fotografia successivamente agli anni '40, diventava un mestiere artistico e professionale nel momento in cui consentiva all'uomo di sperimentare con precisa tecnica di ripresa l'ambiente sociale di riferimento...
Grazie a queste conoscenze penso ci si possa completare con più consapevolezza anche al nuovo mondo della fotografia con il digitale e chi è appassionato alla fotografia, e all'amore per la visione del suo mondo di apparteneza non prescinde dall'arte del manuale così per non perdere la sensibilità anche se con l'utilizzo del digitale...
Oggi se si parla di costi e tempo diventa difficile rinunciare ad un coprpo macchina digitale, ma se si prescinde dalla tecnica e dal desiderio alla sperimentazione per lo studio e la comprensione del dettaglio tecnico della fotografia potrebbe capitare pure di perdere l'amore per l'arte della fotografia ...
saludu
bainzufabian
