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La fonte accreditata e' Il Mattino - novembre 2005
SARDEGNA: VIA I SOMMERGIBILI NUCLEARI USA
Soru: «Notizia meravigliosa»
La guerra fredda è finita anche in Sardegna. La buona notizia, agli increduli abitanti de La Maddalena, è stata resa nota proprio dove iniziò un incubo durato sinora 33 anni, cioé negli Stati Uniti: i sommergibili nucleari americani vanno via, lasciano questo angolo di Mediterraneo per riposizionarsi altrove, contro i nuovi nemici dell'amministrazione Bush. Intere generazioni nate e vissute con la morte atomica fuori la porta di casa conquistano la normalità. L'annuncio è stato dato dal ministro della Difesa Antonio Martino nel corso dell'incontro con Donald Rumsfeld: la partenza avverrà «secondo tempi e modi che dovranno essere definiti più avanti. L'operazione - ha spiegato il ministero - si inserisce nel quadro di ridislocazione delle forze Usa in Europa e conferma che le notizie relative al potenziamento della presenza di sommergibili nucleari alla Maddalena e di un ampliamento della Base erano prive di fondamento e che non è prevista alcuna cessione di parte o di tutto l'Arsenale alla Us Navy». A Rumsfeld, Martino ha espresso la propria condivisione e l'apprezzamento per la decisione presa, evidenziandone la coincidenza alle istanze regionali e ha anche voluto esprimere «tutta la riconoscenza italiana agli Stati Uniti per l'importante presidio di sicurezza che la Base ha rappresentato per oltre un trentennio». Sottomarini nucleari sui cui effetti è aperta una dura polemica scaturita dalle accuse degli ambientalisti. Agli inizi del 2004 un istituto di ricerca francese, il Criirad, diffonde i dati di una campionatura fatta sulle alghe tra La Maddalena e Bonifacio, segnalando valori di radioattività 400 volte superiori alla norma. Mercoledì 28 gennaio, però, il Consiglio regionale della Sardegna approva un ordine del giorno di centrosinistra e sardisti che prevede un monitoraggio nell'arcipelago della Maddalena, affidando a istituti di ricerca indipendenti il rilevamento dell'effettivo livello di inquinamento radioattivo nell'aria e nell'acqua. Viene anche chiesto lo smantellamento «entro un periodo di tempo ragionevole e prestabilito». Fin dalla sua elezione, ma già in campagna elettorale, Renato Soru indicava nella riduzione delle servitù militari una delle priorità del governo regionale. «È una cosa meravigliosa - ha commentato Soru, non appena ha appreso del lancio di agenzia - per la quale si dovrebbero, condizionale dettato dalla tipica prudenza sarda fare salti di gioia». Anche il sindaco ha espresso la sua soddisfazione.




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