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Risultati da 91 a 100 di 185
  1. #91
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da Alberich
    purtroppo non ho tempo di risponderti come si deve. Comunque non è una interpretazione mia ma una interpretazione di autorevolissimi studiosi di Hobbes.
    Peraltro il rischio di decontestualizzare frasi scelte a caso escludo che sia il rischio di Skinner, il quale, al contrario, ha scritto importanti saggi di metodologia della ricerca storica in cui propone, in soldoni, di ricercare il significato che parole e concetti avevano nel momento in cui venivano usati, ossia propone una contestualizzazione "totale": nel testo e nel periodo.

    Per il resto confermo la mia idea: da una parte vi è una concezione che vede l'uomo sicuro nello stato e la libertà come una variabile dipendente da quanto lo stato gli permette di fare; dall'altra parte vi è una concezione di libertà "più esigente" e considera l'uomo libero se e in quanto inserito in uno stato libero, all'esterno dal dominio di una potenza straniera, all'interno perchè i cittadini posso partecipare al governo dello stesso.
    Ho tagliato con l'accetta, ma purtroppo non ho tempo.
    Non mi permetterei mai di svalutare Skinner, per carità (anche questo autore lè'avevo compeltamente obliato). Il punto è che la concezione della libertà citata da quella frase nasce soprattutto dalle concenzioni ontologiche di Hobbes (materialistiche), più che da quelle spiccatamente politiche.

    Era abituale nella critica tradizionale far derivare le idee politiche di Hobbes direttamente da quelle materialistico-scientifiche. Successivamente si è puntato di più sull'autonomia del "politico". Questo può spiegare la differenza di interpretazione. Il concetto di libertà "fisiologica" probabilmente non si applica, o si applica solo parzialmente alla sua teoria politica.

    Però ha ragione Enrico, meglio evitare di annoiare ulteriormente gli altri. E' che l'autore è affascinante, ed è di una ricchezza teorica sorprendente, tant'è che si si espone alle intepretazioni più svariate. Il Leviatano (come la Democrazia in America) è probabilmente il libro che mi ha insegnato di più.

  2. #92
    decolonizzare l'immaginario
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    Ho votato "altri", perchè si dimentica sempre l'oriente e voglio citarne alcuni:
    Nishida Kitaro,
    Tanabe Hajime,
    Keiji Nishitani,
    Masao Abe,
    mentre per le origini:
    Siddharta Gotama (il Buddha),
    Nagarjuna (14° patriarca buddhista),
    Eihei Dogen (fondatore della Scuola Zen Soto).

    In ambito indiano ce ne sarebbero tanti altri come pure in Cina.

  3. #93
    in silenzio
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico1987
    Kant
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    Freud
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    Leibniz
    Platone
    Aristotele
    San Tommaso
    Sant'Agostino
    Altri

    Non ne ho messi di novecenteschi xke esclusi De Sassure,Sapir,Whorf e Quine non li ho ancora trattati
    autore : Lucio Anneo Seneca

    opera : "De beneficiis"
    di necessità virtù

  4. #94
    Dov'è finito il PCI di Berlinguer?
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    MARX e SOCRATE.
    Dio è l'unico essere che per regnare non ha neanche bisogno di esistere... (Baudelaire)

  5. #95
    Vittima del proporzionale
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    Curioso il fatto, ma è Talete.
    Difendo dalle critiche i sofisti, sopratutto Protagora.
    Livio

  6. #96
    in silenzio
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    Citazione Originariamente Scritto da Livio
    Curioso il fatto, ma è Talete.
    Difendo dalle critiche i sofisti, sopratutto Protagora.
    E' tipico della Sinistra migliore amare Talete; l'importante è non sottovalutare l'importanza degli argini del fiume ... come scriveva Guareschi "il grande fiume ha sempre ragione, sia su chi ne vuole coltivare le sponde, sia su chi vuole costruire case popolari sulle sue rive"

    Caro Livio, sapendo che studi con serietà, ti auguro di superare i sofisti presto, e un sereno 2006 di scoperte "romane" !
    di necessità virtù

  7. #97
    Vittima del proporzionale
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    Citazione Originariamente Scritto da MariaVittoria C
    E' tipico della Sinistra migliore amare Talete; l'importante è non sottovalutare l'importanza degli argini del fiume ... come scriveva Guareschi "il grande fiume ha sempre ragione, sia su chi ne vuole coltivare le sponde, sia su chi vuole costruire case popolari sulle sue rive"

    Caro Livio, sapendo che studi con serietà, ti auguro di superare i sofisti presto, e un sereno 2006 di scoperte "romane" !
    La filosofia mi appassiona molto.
    Quest'anno è il primo anno che ho la fortuna di studiarla, ma sin da piccolo provavo grande interesse per essa. Basti pensare che da circa 7 anni ho in camera mia il poster della "Scuola di Atene" di Raffaello Sanzio (mio pittore preferito).
    Hai ragione, le mie conoscenze sono ancora modeste e magari in futuro "incontrerò" gente ben più vicina alle mie tesi.
    Ma Talete, da sempre, mi è stato molto simpatico anche per il semplice fatto che è ritenuto il primo filosofo della storia (dispute occidente-oriente a parte).
    Per quanto riguardo l'acqua, definendola al contrario di Eraclito e del fuoco, l'origine del tutto esprime, a mio parere, una serenità tipica della "meglio" sinistra, mentre le avveristà del fuoco di Eraclito e da me ritenuto un preludio della destra (per non parlare del primo massione, Pitagora, che inventò l'elogio del conflitto!).
    Per quanto riguarda Protagora, lo difendo solo perchè è il primo, nel bene o nel male, ha cogliere minimamente che il più grande quesito che l'uomo può porsi e se esiste un Dio.
    Almeno così la vedo io.
    Livio

  8. #98
    in silenzio
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    ...

    Citazione Originariamente Scritto da Livio
    La filosofia mi appassiona molto.
    Quest'anno è il primo anno che ho la fortuna di studiarla, ma sin da piccolo provavo grande interesse per essa. Basti pensare che da circa 7 anni ho in camera mia il poster della "Scuola di Atene" di Raffaello Sanzio (mio pittore preferito).
    Hai ragione, le mie conoscenze sono ancora modeste e magari in futuro "incontrerò" gente ben più vicina alle mie tesi.
    Ma Talete, da sempre, mi è stato molto simpatico anche per il semplice fatto che è ritenuto il primo filosofo della storia (dispute occidente-oriente a parte).
    Per quanto riguardo l'acqua, definendola al contrario di Eraclito e del fuoco, l'origine del tutto esprime, a mio parere, una serenità tipica della "meglio" sinistra, mentre le avveristà del fuoco di Eraclito e da me ritenuto un preludio della destra (per non parlare del primo massione, Pitagora, che inventò l'elogio del conflitto!).
    Per quanto riguarda Protagora, lo difendo solo perchè è il primo, nel bene o nel male, ha cogliere minimamente che il più grande quesito che l'uomo può porsi e se esiste un Dio.
    Almeno così la vedo io.
    Ero sicura ti piacesse lo studio delle opere filosofiche.

    Io però non mi sono mai chiesta se esiste Dio: come ogni argomento di fede, o ci credi, o non ci credi ... inutile ragionarci sopra.

    Invece penso sia importante accettare l'idea che il fuoco sia utile e pericoloso quanto l'acqua, la terra e l'aria. E che noi umani possiamo cercare di dominare gli elementi naturali per migliorare la realtà nel suo complesso, senza illuderci di poter fare il bene di una sola parte a scapito di un'altra.

    di necessità virtù

  9. #99
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    Citazione Originariamente Scritto da MariaVittoria C
    Ero sicura ti piacesse lo studio delle opere filosofiche.

    Io però non mi sono mai chiesta se esiste Dio: come ogni argomento di fede, o ci credi, o non ci credi ... inutile ragionarci sopra.

    Invece penso sia importante accettare l'idea che il fuoco sia utile e pericoloso quanto l'acqua, la terra e l'aria. E che noi umani possiamo cercare di dominare gli elementi naturali per migliorare la realtà nel suo complesso, senza illuderci di poter fare il bene di una sola parte a scapito di un'altra.

    Se mettiamo i quattro elementi insieme ne esce la teoria di Empedocle. Ma tornando a Talete, vorrei ricordare che l'acqua spegne il fuoco ma, almeno così è opinione diffusa, è meno "arrgogante" oserei dire. Amo immagginare il fuoco come colui che ha i muscoli e l'acqua come colei che ha il cervello e quindi abbatte il fuoco.
    Per quanto riguarda l'esistenza di Dio: la religiosità è condizionata da soli due singoli fattori: o uno crede in Dio perchè gli pare illogico che un indefinito "caso" abbia creato l'universo, o uno non ci crede perchè non può accettare l'esistenza di un essere, diciamolo, sopranaturale. Il fatto è che mentre è facile passare dalla seconda categoria alla prima, basterebbe un miracolo , è alquanto difficile passare dalla prima alla seconda.
    Protagora, almeno, dichiarava che è inutile cheidersi se Dio esiste o no, perchè nemmeno una vita basterebbe per rivelare questo dubbio. Ed io spesso, sin da bambino, mi sono sempre fatto questa domanda.
    Livio

  10. #100
    in silenzio
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    Citazione Originariamente Scritto da Livio
    Se mettiamo i quattro elementi insieme ne esce la teoria di Empedocle. Ma tornando a Talete, vorrei ricordare che l'acqua spegne il fuoco ma, almeno così è opinione diffusa, è meno "arrgogante" oserei dire. Amo immagginare il fuoco come colui che ha i muscoli e l'acqua come colei che ha il cervello e quindi abbatte il fuoco.
    Per quanto riguarda l'esistenza di Dio: la religiosità è condizionata da soli due singoli fattori: o uno crede in Dio perchè gli pare illogico che un indefinito "caso" abbia creato l'universo, o uno non ci crede perchè non può accettare l'esistenza di un essere, diciamolo, sopranaturale. Il fatto è che mentre è facile passare dalla seconda categoria alla prima, basterebbe un miracolo , è alquanto difficile passare dalla prima alla seconda.
    Protagora, almeno, dichiarava che è inutile cheidersi se Dio esiste o no, perchè nemmeno una vita basterebbe per rivelare questo dubbio. Ed io spesso, sin da bambino, mi sono sempre fatto questa domanda.
    Odio fazioso e Amore unificante...forze emtrambe al servizio dell'Armonia?

    Penso che la religiosità sia insita nel desiderio di conservare tradizioni scritte ed orali: la fede personale dipende invece dalla capacità interiore di dare fiducia.

    La domanda che mi sono posta, e che ti rivolgo, non riguarda l'esistenza di Dio, ma il nostro individuale atteggiamentonei confronti Suoi (o della realtà oggettiva):

    "Quanto so essere fiducioso/a?"
    di necessità virtù

 

 
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