Dal sito di Continuità Ideale di Vicenza Combattenti della RSI:
MA QUALE PARIFICAZIONE
In riferimento al disegno di legge del sen. Collino (AN) circa il "riconoscimento" dello "status" di belligeranti nei confronti degli appartenenti alle Forze armate della RSI, il RNCR - RSI e il Movimento Continuità Ideale – confermano la propria piena e totale opposizione a questa proposta alleanzina.
In particolare per due precisi fattori: il primo, e principale, di ordine etico, che ci impedisce di accettare qualsiasi tipo di "riconoscimento" da parte di uno Stato che fa propria, quale elemento fondante dell'attuale Repubblica, la cosiddetta "lotta di liberazione" e le conseguenti stragi del 1945, coperte in fatto e in diritto dall'etichetta di "legittime azioni di guerra". E questo senza mai addivenire – in oltre mezzo secolo – alla loro sia pur parziale condanna ufficiale.
Il secondo fattore di opposizione – anche se in assoluto subordine al primo – lo ravvisiamo nello stesso dettato del disegno di legge che recita testualmente nel suo articolo 1:
"I soldati, i sottufficiali e gli ufficiali che prestarono servizio nella Repubblica Sociale Italiana (RSI) sono considerati a tutti gli effetti militari belligeranti, equiparati a quanti prestarono servizio nei diversi eserciti dei Paesi tra loro in conflitto durante la Seconda guerra mondiale".
Da quanto sopra, emerge chiaramente che non si è di fronte a un "riconoscimento" dello "status" di "combattenti" per i reduci della RSI ma al riconoscimento della qualifica di "BELLIGERANTI". Uno "status", questo, che già nel 1944 è stato riconosciuto dal diritto internazionale (vedi Alleati), dal Governo del Sud dell'epoca e da una sentenza del 1954 del Tribunale supremo militare italiano.
Insomma, la differenza tra i due termini è sostanziale e non nominalistica, poiché ne discende che la semplice "belligeranza" non si traduce affatto nel "riconoscimento" – da parte dello Stato – delle Associazioni combattentistiche e d'Arma dei reduci della RSI, né il ripristino di gradi e decorazioni ottenuti sotto la sua Bandiera. E allora appare conclamato che ci troviamo di fronte - vista anche la
provenienza del disegno di legge - a un escamotage di ordine politico-elettorale irricevibile, la cui natura viene del resto eloquentemente dimostrata dal fatto che dall'originale disegno di legge è stato soppresso l'art. 2 che così recitava " i distretti militari provvedano, ai sensi della presente legge, ad annotare sui fogli matricolari dei soggetti di cui all'art. 1 il relativo servizio prestato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge". Di conseguenza, sui fogli matricolari degli ex combattenti della RSI continuerà a rimanere l'odiosa dizione " Depennato il servizio prestato con la pseudo repubblica".
Da quanto esposto appare con assoluta chiarezza l'impossibilità di accettare un riconoscimento di tal fatta perché sotto ogni aspetto non rende giustizia (quella vera) ai superstiti della RSI e ai suoi Caduti, i quali sono ancora ritenuti tutt'ora dalla Repubblica Italiana di serie B.
Ragruppamento Nazionale Combattenti Reduci della RSI
Movimento Politico Culturale Continuità Ideale della RSI
Email: continuita.ideale@libero.it


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