Sul Corriere della Sera di ieri John Whittaker, executive managing director della Stanley International Betting Ltd. ha fatto stampare a pagamento una propria lettera aperta al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, per denunciare l’ennesimo atto illiberale della cosiddetta Casa delle Libertà. Nelle pieghe della legge finanziaria c’è infatti una norma che è insieme ridicola e pericolosa: si fa divieto agli operatori delle telecomunicazioni e ai provider di accesso a Internet, sotto pena di pesanti sanzioni, di consentire l’utilizzo delle loro reti ai fornitori di servizi di gioco e scommessa che non siano concessionari ufficiali italiani. La norma è ridicola perché, come ricorda Whittaker che chiede in proposito un appuntamento a Ciampi, è ovvio che non si può vietare ai bookmakers comunitari di operare in Italia e qualsiasi legge che ne limitasse l’attività verrebbe impugnata davanti alle corti europee come turbativa della libera concorrenza e del libero mercato. La norma è anche pericolosa perché rappresenterebbe il primo caso di oscuramento di siti web per decisione dello Stato nella storia di Internet nelle società occidentali.
Come in Corea, Cina e Iran?
Il divieto di accesso ai siti dei bookmakers europei in Italia somiglierebbe troppo al divieto di accesso ai siti pornografici che esiste ad esempio in Iran e in Arabia Saudita, o al divieto di accesso a fonti occidentali di informazione che viene operato sul web in Corea del Nord, Cina e a Cuba. Nessun paese occidentale ha mai pensato di poter davvero oscurare parte di ciò che gira sul web, anche se probabilmente spesso si tratterebbe di una censura persino sensata. Ma la Rete è sinonimo di libertà e sarebbe paradossale che un governo che inneggia alla libertà persino nelle sue insegne si segnali al mondo intero come il primo governo occidentale a tentare una limitazione della libertà d’accesso ai siti Internet...![]()


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