Politica
Il fenomeno Rita Borsellino scuote la Sicilia

27 dic 2005 - "La Sicilia, l'isola afflitta dalla mafia e dal sottosviluppo endemico, potrebbe vivere la prossima primavera un cambiamento storico", scrive il corrispondente di El País Enric González.

"La ragione di questa svolta si chiama Rita Borsellino, che si è candidata per il centrosinistra alla presidenza della regione. Borsellino, 60 anni, ha deciso di dedicare la sua vita alla lotta contro la mafia da quando, il 19 luglio 1992, la potente organizzazione criminale uccise suo fratello, il giudice Paolo Borsellino, e cinque poliziotti della scorta".

Ma la maggior parte dei quotidiani si occupa dell'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio. "Le sue dimissioni hanno provocato un terremoto nel mondo finanziario italiano", sostiene Manel Pérez su La Vanguardia. "Il governatore si era trasformato nell'amministratore degli interessi di un nucleo ristretto di azionisti e operatori bancari. Con Fazio nel ruolo di supervisore del sistema, Bankitalia si sentiva al riparo dalla violenta crisi che ha colpito altri settori importanti dell'economia del paese, a cominciare dall'industria automobilistica della Fiat".

Dello scandalo finanziario italiano si occupa anche El Mundo: "Mario Monti, ex commissario europeo alla concorrenza, ha chiesto al presidente del co nsiglio Silvio Berlusconi di escluderlo dalla rosa dei possibili candidati alla successione di Antonio Fazio".

Come sottolinea il francese Le Nouvel Observateur, i guai per il governo italiano sembrano non finire mai: "L'autorità antitrust ha aperto un'inchiesta su Silvio Berlusconi. L'indagine servirà a verificare se
si è in presenza di un caso di conflitto d'interessi sulle norme che favoriscono l'acquisto di decoder per la televisione digitale terrestre (tnt). Dal 2004 il governo ha stanziato circa duecento milioni di euro per
incentivare la diffusione di decoder tnt nel paese. Una misura che favorirebbe Mediaset, il gruppo controllato dallo stesso Berlusconi".

Il Chicago Tribune parla dell'ordine di cattura emesso da un tribunale di Milano contro 22 agenti della Cia: «L'accusa è di aver sequestrato in Italia e poi trasferito in Egitto, il 17 febbraio 2003, l'ex imam Abu Omar. Il giudice Enrico Manzi ha accusato gli agenti statunitensi di agire illegalmente, di interferire nell''inchiesta delle autorità italiane sulla militanza di Abu Omar in organizzazioni armate islamiche e di violare le norme del diritto internazionale". Primo piano

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