Amici dell'Unione, di fronte alla vicende Unipol io dico niente ipocrisia!
Io mi stupisco di chi si stupisce di quanto accade. Il mondo della cooperazione è storicamente animato da ideali condivisibili di solidarietà e mutuo soccorso. E' logico che in un mercato libero e globale anche le cooperative vogliano dire la loro. Altrettanto inevitabile che così facendo esse perdano gran parte del loro primitivo nucleo di ideali. Il problema è restare fedele agli ideali d'origine, condannandosi ad un ruolo marginale oppure "scalare" il mercato pagandone i prezzi in termini di mancato rispetto della propria mission tradizionale. Ditemi voi che differenza fa per il ragazzo precario essere assunto con contratto a tempo determinato da una cooperativa piuttosto che una s.p.a.
Nessuna.
Se una cooperativa fa la sua banca non è certo per spirito filantropico ma per lucrarci come ogni altra banca. Stop. E' normale. Non facciamo i finti moralisti. Né gli ideali cooperativi danno il potere di infrangere la legge.
La legge vale per tutti. Vale per Berlusconi quando si fa le leggi ad personam per pararsi il c. dai processi, vale per le cooperative.
Mi domando se non sia il caso di fare una vera riforma della cooperazione non ideologica che partendo dalla salvaguardia di questo tipo di impresa elimini però alcuni privilegi che non hanno ragion d'essere in un mercato libero. Ormai tante grandi cooperative sono società per azioni. Nulla di più, nulla di meno.
E trovo veramente sgradevole l'atteggiamento diessino che ricorda sotto certi punti di vista il Craxi anni '90 che gridava al complotto.




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