Il presidente ucraino: «Necessaria indipendenza economica da Mosca» Russia riduce pressione gasdotti per Ucraina Respinta da Yushchenko la proposta di Putin per un congelamento del prezzo fino. Secondo Gazprom forniture garantite all'Europa STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
KIEV - La Russia ha cominciato a ridurre la pressione nei gasdotti che portano metano all'Ucraina. E' fallito l'ultimo tentativo di mediazione da parte di Putin nella notte. Il presidente ucraino, Viktor Yushchenko, ha respinto l'offerta di un congelamento del prezzo fino ad aprile.
Lo ha riferito Gazprom, la società russa di proprietà pubblica che eroga il gas. «Siamo stati costretti ad avviare l'operazione di riduzione della pressione nel sistema di distribuzione verso l'Ucraina», ha detto Serghei Kupriyanov, di Gazprom. «Le esportazioni di gas proseguiranno nella loro totalità», che però precisato che le erogazioni verso i Paesi dell'Unione europea -e, quindi, anche verso l'Italia- dove forti sono le preoccupazioni di ripercussioni sulle importazioni di gas russo che transita dall'Ucraina. «Eravamo pronti a un accordo con gli ucraini... ma la nostra offerta è stata respinta», ha detto la fonte.
INDIPENDENZA ECONOMICA - L'Ucraina dipende dalle forniture di gas russo per un terzo del fabbisogno, con 25 miliardi di metri cubi l'anno. Nel discorso di fine anno il presidente Yushchenko, leader della cosiddetta «Rivoluzione arancione» che l'anno scorso decretò la fine del regime filorusso, ha spiegato al Paese l'importanza di questa sua battaglia per l'indipendenza economica da Mosca. «L'anno scorso abbiamo battuto la dittatura e conseguito una vittoria reale. Oggi tutti insieme dobbiamo compiere un passo ulteriore per assicurare l'indipendenza economica all'Ucraina», ha detto.
01 gennaio 2006
Le notizie del Corriere
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Inizia male il nuovo anno e forse si preannuncia molto freddo. Come si sa siamo un Paese il cui fabbisogno energetico viene soddisfatto in massima parte dall'estero. Ora è possibile che, causa i rapporti tra Russia ed Ucraina, ci sia precluso il gas russo, che arriva a noi via Ucraina. Una conferma della sciagurata scelta del no al nucleare.




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