Gli alti commissari della UE cercano di secretare un documento congiunto dei ministeri degli esteri europei

La presidenza britannica del Consiglio Europeo e Javier Solana, l’alto rappresentante della UE per la politica estera, hanno deciso di non pubblicare un rapporto che diplomatici dei Venticinque paesi, presenti a Gerusalemme e Ramallah hanno rimesso ai rispettivi ministri degli esteri.

Questo documento critica la politica di colonizzazione condotta da Israele a Gerusalemme-est, una strategia che minaccia, secondo gli osservatori, qualsiasi risoluzione negoziata per il futuro statuto della città.

Il documento, del quale il quotidiano Le Monde aveva reso pubbliche, il 26 novembre, le grandi linee, comporta delle considerazioni e delle raccomandazioni che dovevano essere rese pubbliche. Invita in particolare la UE ad affermare che Gerusalemme, destinata a divenire la capitale dello stato palestinese, resta oggetto di negoziato fra israeliani e palestinesi. Richiede la riapertura delle istituzioni palestinesi nella città e suggerisce l’avvio di pubblici incontri con l’autorità palestinese a Gerusalemme-est.

L’Humanité il 28 dicembre ha pubblicato alcuni dettagli del documento che se la prende con la “politica deliberata degli israeliani” destinata dad annettere Gerusalemme-est. I diplomatici affermano che “ciò riduce le prospettive di raggiungere un accordo sullo statuto finale di Gerusalemme accettabile dai palestinesi”: Sottolineano inoltre che “le iniziative d’Israele radicalizzano una popolazione palestinese che, a Gerusalemme, è stata finora piuttosto pacifica”.

Il 12 dicembre, Jack Straw, il ministro britannico degli esteri, presidente in esercizio del Consiglio, ha giudicato “appropriato” non sostenere il documento, al fine di “non interferire nel processo elettorale israeliano”. Secondo l’Humanité Solana avrebbe manifestato la preoccupazione che una presa di posizione della UE in chiave critica degli israeliani, benché oggettiva e obiettiva, possa causare una perdita d’influenza della UE.

Ovvero: questa cecità e sordità di fronte a un popolo sottomesso, violato, violentato, macerato e massacrato è comune SOLO nelle oligarchie più ristrette. Chi va in Palestina vede, capisce e denuncia. Invano, Per sempre?