Ebrei, negri e omosessuali nelle Brigate Internazionali
Pietro Ramella
http://www.romacivica.net/anpiroma/a...raspagna17.htm


Ebrei, negri e omosessuali nelle Brigate Internazionali
Pietro Ramella
http://www.romacivica.net/anpiroma/a...raspagna17.htm
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.


Ebrei, negri e omosessuali nelle Brigate Internaziona
che bella accozzaglia di merda!


Niente battaglie in campo aperto eh?Originariamente Scritto da heidric
Giusto le infamate. "Deragliamento di un treno carico d'italiani".....


Certo, perchè invece scaricare tonnellate di bombe su poveri innocenti in compagnia degli alleati germanici era prova di coraggio ed eroismoOriginariamente Scritto da Iron81
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Î Viva la vida muera la Muerte !


Originariamente Scritto da heidric
come no, anzi sono stati gli alieni in combutta con babbo natale(sporco comunista anche lui, non ha caso veste di rosso e ha la barba come marx) e cappuccetto rosso.
http://it.wikipedia.org/wiki/Bombard...to_di_Guernica
http://www.presentepassato.it/Dossie..._guernica2.htm
Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO


bell'avatar il resto è noiaOriginariamente Scritto da thematrix
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Arrivi sempre in ritardo sulle cose...Originariamente Scritto da thematrix
La fabula di Guernica è stata alcuni anni fa al centro di un dibattito tra storiografi spagnoli, una cosa sul genere di quello che è accaduto in Italia con Pansa e i suoi libri sui crimini partigiani.
Fatti una ricerca in rete se vuoi saperne di più che a me non va, se poi invece preferisci continuare a credere a babbo natale, allora continua pure così.
Salute.


Originariamente Scritto da Orazio Coclite
lha ricerca in rete lho fatta infatti ho postato dei link...se vuoi ne ho anche altri
Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO


guernica - la versione di un pilota della luttwaffe
Il bombardamento di Guernica secondo la versione di un pilota della Luftwaffe
Adolf Galland, Il primo e l’ultimo, l’ora del trionfo della Luftwaffe, Longanesi, Milano 1972, pag. 54-55.
La legione Condor, che era allora comandata da Sperle, era sostanzialmente composta di un gruppo di bombardieri, un gruppo di caccia e una squadriglia, rinforzata, di ricognitori K 88, 188 e A 88. Vi erano, in più, tre reggimenti d'artiglieria contraerea ed alcune unità di collegamento aeronautico, oltre a distaccamenti di istruzione e di specialisti dell'esercito e della marina militare. Noi indossavamo un'uniforme molto simile a quella spagnola, di stoffa marrone‑olivastra, con i distintivi di grado spagnoli consistenti in galloni e stelle sulla giubba e sul berretto.
I volontari tedeschi furono incorporati nella legione con un grado in più. Come tenente tedesco, io portavo le tre stelle di capitano spagnolo.
Il gruppo di caccia al quale venni assegnato si trovava allora a Vitoria, sul fronte settentrionale. Aveva il compito di appoggiare l'offensiva franchista di primavera contro le zone litoranee basche che erano nelle mani dei rossi, tra San Sebastiàn e Gijón. Il possesso di quella regione nella quale si trovano le sole miniere di carbone e di minerale di ferro di cui disponga la Spagna avrebbe avuto importanza decisiva per l'esito della guerra civile., Si combatteva accanitamente da ambo le parti.
Nei primi mesi del loro impiego i bombardieri della Condor avevano avuto l'incarico di distruggere un ponte stradale attraverso cui i rossi avviavano le loro truppe, insieme con forti quantità di materiale bellico, nella città marittima e industriale di Bilbao, tenacemente difesa. Gli equipaggi avevano ancora poca esperienza e gli attrezzi di puntamento erano primitivi. Quando si dileguò il fumo delle esplosioni delle bombe sganciate da alcune squadriglie, si vide che il ponte era rimasto intatto, mentre l’abitato vicino ad esso aveva subìto gravissimi danni. In quell'abitato, tenuto dai rossi, era anche stato distrutto del materiale da guerra, ma, nel suo complesso, l'operazione doveva esser considerata negativa; tanto più, poi, che il criterio fondamentale della condotta della guerra era di annientare senza riguardo il nemico, risparmiando tuttavia, per quanto fosse possibile, la popolazione civile. Sul ponte di Guernica si era invece fatto il contrario. Proprio al tempo del mio arrivo in Spagna regnava, in tutta la legione, a motivo di questo episodio, una certa depressione.
Di Guernica non si parlava volentieri. Dall'altra parte, invece, se ne parlava, per la stessa ragione, parecchio. 1 rossi traevano da quell'avvenimento occasione per una propaganda violenta. Furono condotti a Guernica dei corrispondenti di giornali di tutte le potenze democratiche amiche, e tosto si poterono leggere, nella stampa mondiale, da New York a Parigi, titoli vistosi come questi: «Infame attacco di pirati dell'aria tedeschi contro una pacifica città spagnola». «La città aperta di Guernica distrutta da aviatori boches» «Il grido d'indignazione del mondo civile: Guernica! » E Guernica che non era una città aperta, e neppure era stata obiettivo d'attacco, ma semplicemente un deplorevole errore, come se ne ripeterono poi, nella seconda guerra mondiale, dall'una e dall'altra parte, divenne il simbolo della ferocia e della barbarie tedesche. Oggi ancora, dopo Rotterdam e Varsavia, dopo Amburgo, Kassel, Rothenburg e Berlino, dopo lo stesso scempio di Dresda, Guernica aleggia sempre in fondo al rancore antitedesco.
http://www.presentepassato.it/Dossie..._guernica1.htm
Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO


non si può paragonare Guernica, piccola città e caso isolato nella guerra, alla distruzione sistematica, pianificata e genocida di grandi e popolose città tedesche come Amburgo o Dresda.
La barbarie che si ricorda è quella degli angloamericani nel 1943-45, che si resero colpevoli dell'inutile strage di un milione di civili, senza contare gli enormi danni al patrimonio culturale dell'umanità.