Niente accordo Russia-Ucraina
e Mosca taglia il gas a Kiev
Timori per le ripercussioni in Europa. Si muove la Ue
In Ungheria forniture in calo del 25%: "Passate al petrolio"
Il momento della riduzione della pressione del gas nel gasdotto MOsca-Kiev
MOSCA - L'accordo tra Russia e Ucraina sul prezzo del gas è saltato ieri a tarda sera, e questa mattina intorno alle 8 l'ente energetico russo Gazprom ha annunciato di aver dato avvio al processo per il blocco delle forniture di gas a Kiev, assicurando che tale iniziativa non comprometterà il servizio fornito ai clienti europei attraverso l'Ucraina. Ma Naftogaz, l'ente energetico ucraino, avverte che le forniture europee potrebbero subire disagi. E da Budapest arriva l'allarme della società di gas naturale ungherese Mol: le forniture attraverso l'Ucraina sono in calo del 25% e i principali consumatori dovrebbero, ove possibile, passare da domani al petrolio.
Nel pomeriggio di ieri, l'ultima proposta di Putin sembrava aver fatto breccia nella "resistenza" del leader ucraino Viktor Yushenko e del suo governo filo occidentale. Il Cremlino proponeva altri tre mesi di prezzo di favore (50 dollari per ogni mille metri cubi) poi, da aprile, prezzo di mercato (230 dollari), previa trattativa per definirlo nei particolari. In un primo momento, si diceva, pareva che da Kiev ci fosse una certa disponibilità. Ma, intorno alle 22 è arrivato il "no" dell'Ucraina: troppo caro, non ci stiamo. Immediato l'annuncio di Gazprom: "Domani mattina tagliamo l'erogazione".
Yushenko ha spiegato che il suo Paese è pronto a pagare il prezzo di mercato fin dal primo gennaio ma non quello "virtuale" di 230 dollari per 1000 metri cubi.
Kiev, ha detto il presidente, "considera quel prezzo inammissibile per una semplice ragione: è una pretesa economicamente infondata. Sottolineo che quel prezzo è virtuale. Fino ad oggi l'Ucraina non ha ricevuto spiegazioni economicamente fondate per quelle tariffe. Quel prezzo non è utilizzabile come base delle trattative".
Ma stamattina, puntualmente, il monopolista russo del gas ha cominciato a ridurre la pressione nei tubi che portano il prezioso combustibile a Kiev e attraverso l'Ucraina fanno arrivare in Europa l'80 per cento del gas che i paesi Ue comprano dalla Russia.
"Fin dall'inizio - ha detto il portavoce di Gazprom Serghei Kuprianov in un duro intervento trasmesso dalle televisioni - le autorità ucraine erano decise al conflitto e avevano intenzione di effettuare prelievi abusivi. Per dirla chiaramente, avevano intenzione di rubare il gas destinato ai consumatori europei". "Il gas per l'Europa è monitorato alla frontiera russo-ucraina e poi al suo passaggio in Slovacchia - hanno sottolineato i funzionari - già dal pomeriggio sarà evidente se ci sono stati prelievi abusivi".
Quanto alle rassicurazioni all'Europa, non sembrano facili da mantenere. Ovvio che l'Ucraina metterà in campo tutte le forme di pressione possibili su Mosca e la prima a sua disposizione è mettere in difficoltà l'approvvigionamento europeo e garantirsi così una forte iniziativa europea su Mosca. Le trattative tra i due paesi, comunque, non sono definitivamente interrotte. Per i prossimi giorni sono previsti altri incontri.
Già ieri, quattro membri dell'Unione, Austria, Francia, Germania e Italia, avevano chiesto a Kiev e a Mosca di non fa ricadere sull'Europa il peso delle loro divergenze. Oggi, dopo la decisione di Gazprom, l'appello è stato rinnvato con maggior vigore dal ministro delle Attività produttive italiano Claudio Scajola e da diversi suoi colleghi europei in una lettera al ministro dell'Energia ucraino. Il responsabile dell'Energia romeno, Cordut Seres, ha scritto invece al governo russo per chiedere che vengano assicurate le consegne di gas nonostante la crisi con l'Ucraina.
(1 gennaio 2006




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