Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    Totila
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    Predefinito Consorte massone? Berluska azionista di Unipol...

    Curiosa questa storia: Consorte respinge l'accusa di essere massone e Berluska è azionista (5,25% delle azioni) di Unipol...
    Nell'empireo degli affari sx e dx vanno a braccetto. Poi, davanti ai poveri allocchi che votano fingono di scannarsi.
    Dobbiamo ancora aspettare molto ad aprire gli occhi e a capire che, come diceva una volta un Grande, Romapolo e Romaulivo sono la stessa pappa?

  2. #2
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    Predefinito silenzio assordante

    su roma-polo e roma-ulivo.
    ancora una volta tocchrà intrupparci da una parte ... speriamo che sia l'ultima volta. elezioni di aprile ed esito del referendum a giugno faranno aprire gli occhi ai belleriani. (si spera)

  3. #3
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da dime can
    su roma-polo e roma-ulivo.
    ancora una volta tocchrà intrupparci da una parte ... speriamo che sia l'ultima volta. elezioni di aprile ed esito del referendum a giugno faranno aprire gli occhi ai belleriani. (si spera)

    Io credo di no. Berluska sta salendo nei sondaggi. Potrebbe esserci un bis di altri cinque anni di CdL, con la Lega a fare da ruota di scorta.
    L'unica cosa da fare sarebbe quella di mettere, prima delle elezioni, una serie di paletti invalicabili: Turchia in primis..

  4. #4
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    Predefinito io conosco bene la turchia

    LA TURCHIA CHE HO CONOSCIUTO TRA IL 1983 E IL 1995
    OVVERO BISOGNA PENSARCI BENE : ANCHE DA PARTE DELLA LEGA

    Ecco la Turchia : è per la maggior parte un grande paese agricolo dove il coltivatore vende sul campo la sua produzione (e non paga tasse) , i motocarri trasportano frutta e verdura (e non pagano tasse) ai venditori dei mercatini stanziali o ambulanti che anch’essi non pagano tasse e, in genere, sono gli stessi trasportatori. Ogni mano su cui passa la merce si tiene il 20% che, confrontato con l’Italia, è onesto. (e le mani sono molte di meno) Non si creda che l’agricoltura turca sia primitiva, tutt’altro : è tutto un proliferare di serre, favorito dalla copiosa presenza d’acqua in tutto il paese. Chi alleva le pecore se le macella in casa in tutta tranquillità e vende la carne ai vicini e naturalmente nessuno si sogna di pagare le tasse. Chi paga le tasse allora in Turchia? Solo i dipendenti dello Stato (che sono davvero tanti, anche se meno che in Italia) e gli operai delle non tante zone industriali (come quella nei dintorni di Smirne) che vengono tassati alla fonte. Questo modo di operare i Turchi lo hanno copiato dall’Italia un quarto di secolo fa. L’Italia è da tempo (ma guarda un po’) il modello, tant’è vero che il loro Codice Penale è il nostro Codice Rocco (fascista) che autorizza tutti gli arbitrii che Polizia ed Esercito si consentono verso oppositori di ogni genere. Ho personalmente assistito negli ultimi trenta anni a due colpi di stato compiuti dall’Esercito. Quando le cose non vanno per il verso giusto, interviene l’Esercito a rimettere la situazione a posto : l’ultima volta la Costituzione (che poggia la propria autorità sull’Esercito) ha colpito il Refah Partïsï (Partito del Benessere) che era il padre dell’attuale partito del leader Erdoğan (dei religiosi), sciogliendolo. Ora il partito è rinato cambiando nome e non cerca più di limitare l’ onnipotenza dell’Esercito (per esempio riducendo le spese militari) come aveva tentato di fare il Refah Partisi. Il patto stipulato fra Erdoğan e i Militari può essere considerato l’equivalente del Compromesso Storico da noi. Non che il vecchio Refah fosse stato quella tragedia che l’Europa faceva finta di paventare dal momento che era una specie di Democrazia Cristiana (me lo ha spiegato un medico laureato a Padova e che parlava in perfetto veneto) solo un po’ più bigotta e codina. Più che Andreotti e Moro, Gedda e Fanfani . Per esempio, una delle proposte del Refah alla metà degli anni novanta era di mantenere obbligatoria solo la scuola elementare di cinque anni, tornando indietro rispetto all’obbligo di otto anni di scuola.
    Ci sono altre cose interessanti che intendo raccontare. Chi avesse visitato un qualunque liceo statale e avesse visto i tabelloni riassuntivi dell’andamento scolastico degli alunni , avrebbe potuto notare pochissimi promossi ma nessun bocciato. Tutti rimandati in una o più materie (anche sei o sette) per dar modo agli insegnanti di farsi quei soldi che i bassi stipendi non avrebbero consentito.
    Per quanto riguarda l’accesso all’Università, le prove sono durissime : mi sono preso la briga di leggere i problemi di Fisica che venivano posti ai candidati che volevano accedere alla facoltà di Medicina. Erano davvero difficili.Uno degli effetti secondari di ciò è l’affidabilità e la bravura dei medici turchi che in genere parlano tutti più o meno bene l’inglese.
    I Turchi sono patrioti ? Vi descrivo un qualunque giorno di scuola alle elementari.
    Alle otto, puntuali, bambini e insegnanti stanno radunati in cortile e sull’attenti assistono all’alza bandiera. Alle otto e un quarto entrano in classe, zitti e ordinati, e stanno cinque minuti in piedi, sempre sull’attenti, a compiere il giuramento . In turco “lo giuro” si dice “ant içerim”. Ant vuol dire patto (di sangue) e içerim è l’aoristo (una specie di presente atemporale) del verbo içmek che vuol dire bere, ingoiare, mandare giù qualcosa di liquido e anche fumare (sigara içmek). Per dire mangio la minestra loro dicono bevo la minestra. Il giuramento pressappoco dice così : giuro di onorare i vecchi e proteggere i bambini, tutte le mie sostanze sono disposto a dare per il bene superiore della Turchia e si conclude con la frase “come sono felice di essere turco” . Dopo di che le lezioni hanno inizio. Non so se avete mai visto un sussidiario per le elementari di Turchia… assomiglia dannatamente ai sussidiari del regime fascista. Per di più il Sussidiario è lo stesso per tutta la Turchia. Fare opera di contrizione per il massacro degli Armeni durante il primo conflitto mondiale non è possibile per uno Stato siffatto e per una opinione pubblica così educata. (mi sono dilungato apposta nella descrizione del loro sistema educativo) Pare che ci siano anche delle leggi che puniscono severamente il solo accennarvi.
    Per quanto riguarda la religione musulmana, lo studio della medesima viene svolto in moschea, durante le vacanze estive alla fine della quinta elementare, dove l’Imam Hatip (oratore, predicatore) tiene il corso che contiene anche elementi di arabo (pochi) per riuscire a leggere (senza troppo capire) le parole arabe del Corano che intervengono nelle giaculatorie più comuni. Per personale curiosità mi sono comprato e letto il libretto dalla copertina verde che contiene le nozioni che gli alunni di quinta imparano. Faccio incidentalmente notare che tutti gli Imam delle moschee sono stipendiati dallo Stato, anche gli Imam delle moschee turche all’estero.
    Bene, la componente laica (per così dire, qualcuno direbbe massonica) è garantita dalla presenza dell’Esercito e anche la Costituzione si appoggia ad esso. Stranamente l’Europa non vede di buon occhio lo strapotere dell’Esercito ma, se l’Esercito non dovesse comandare più, cadrebbe con esso anche la laicità della Repubblica Turca. Però alle ultime elezioni hanno vinto gli Islamici che , come si è detto, per ora non si sognano di toccare le prerogative dell’Esercito ed è per questo che possono governare.
    Per quanto riguarda i rapporti tra Stati Uniti e Turchia , è già dalla guerra in Corea che i Turchi sono alleati degli americani (e di Israele), badando il fronte orientale dell’Unione Sovietica prima e il fronte contro Siria, Iraq e Iran dopo il 1989. Sono stati rapporti eccellenti che hanno consentito all’esercito turco di essere uno dei più efficienti come armamenti moderni e disciplina . Per di più è numericamente molto consistente (quasi un milione i militari di carriera e qualche milione quelli di leva) e tenuto in esercizio dalla lotta di eliminazione dei Curdi. Ho avuto occasione di vedere una esercitazione di un battaglione di fanteria (di leva) all’isola di Bozcada (Imroz) nel 1983 e ho avuto la netta impressione che se a quella esercitazione avessero partecipato i militari italiani, una buona parte di questi ultimi sarebbero morti per lo sforzo.
    Certo, l’Europa avrebbe l’esercito pronto (senza neanche spendere) ma potrebbe essere piuttosto pericoloso per questa Europa dal culo grasso e dall’animo trepido.
    A questo punto però voglio inserire un mio dubbio personale. Nell’ultima guerra d’Iraq gli americani non hanno potuto invadere l’Iraq da nord, passando per la Turchia, per l’opposizione del partito di Erdogan e del parlamento turco. Gli Stati Uniti sono rimasti molto delusi da questa prima infedeltà da parte turca e non è detto che questo atteggiamento dell’ex fedele alleato non possa continuare in futuro. Se l’amministrazione Bush dovesse premiare i Curdi Iracheni favorendo un federalismo spinto nella formazione della nuova repubblica irachena, la Turchia avrebbe molto da eccepire. E la suddivisione in tre zone dell’Iraq per una minima possibilità di governarlo è imprescindibile. In caso contrario la componente Sci’ita che è maggioritaria nel paese vincerebbe le prossime elezioni trasformando il paese un poco alla volta per non destare sospetti in una teocrazia di tipo iraniano. Spaccando però il paese in tre zone di influenza, la parte curda vincerebbe (e governerebbe) al nord, la parte sunnita vincerebbe (e governerebbe al centro) e la componente sci’ita farebbe lo stesso al sud con percentuali quasi plebiscitarie. Ho l’impressione che l’amministrazione Bush non si fidi più completamente del vecchio alleato e si stia guardando in giro per trovare altre basi da cui partire con sicurezza. So di sicuro che gli Stati Uniti stanno investendo molto denaro nella piccola repubblica d’Armenia, sferrando così un bel colpo sulle reni turche. Se così fosse, ci sarebbe una specie di inversione delle alleanze e l’Europa potrebbe giovarsene ; però, se vuole inglobare la Turchia, dovrebbe rinunciare completamente a pretendere le scuse sul genocidio d’Armenia e dovrebbe anche rinunciare a parlare dei Curdi, cose che l’Europa non farebbe nessuna fatica a concedere. Per la questione di Cipro Nord, invasa trent’anni fa dall’esercito turco (trentamila uomini) l’opinione pubblica occidentale non è ben informata e questo è dire poco.
    Non mi fanno paura i Turchi come Islamici perché non sono fanatici, anzi come credenti sono piuttosto tiepidi. La percentuale di atei è notevole, specie tra i pubblici impiegati che vengono scelti con cura. Per esempio i maestri che vengono inviati nelle regioni orientali dove ci sono i Curdi provengono da collegi statali gratuiti che fanno studiare dalle medie fino al diploma o alla laurea i bambini poveri e meritevoli. Ne ho conosciuto personalmente qualcuno. Si tratta di persone grate allo Stato e fedelissime.
    I musulmani turchi, come si diceva, sono tiepidi. Una volta stavo guardando le scritte in arabo in una moschea di campagna, i soliti bismillah. Mi si avvicina l’Imam di campagna e mi domanda : in Europa i luoghi di culto sono vuoti come qui ? Al che rispondo di sì che è proprio uguale. Questo non vuol dire che in Turchia non ci siano dei ferventi musulmani, ma sono minoranza e se il partito islamico ha vinto le ultime elezioni, ciò è potuto succedere perché tutti gli altri partiti rubavano a man salva e la gente ha premiato il partito islamico come è successo nei primi anni novanta in Italia con la Lega. Ricordo che leggendo il quotidiano Cumhuriyet (Repubblica) una volta (era la fine degli anni ottanta) ho trovato una curiosa notizia : sull’autostrada Istambul Ankara c’era stato un incidente e i viaggiatori della vettura di lusso schiacciata da un camion erano tutti morti. Ebbene i morti erano due famosi mafiosi e due alti papaveri ministeriali . Inoltre nelle zone più povere del paese i religiosi distribuivano minestre e consigli per il voto alle popolazioni sofferenti. Un mix di indignazione popolare e di beneficenza pelosa ha portato alla vittoria un partito le cui idee non hanno un gran seguito nelle masse. Anche la lingua turca, piuttosto analitica (e mancante oltretutto di differenza tra genere maschile e femminile), non è congeniale a derive di fanatismo religioso. Lasciamo per il momento da parte la Turchia e veniamo all’ambiguo rapporto degli Stati Uniti con l’Europa. Il totale gradimento che l’Europa libera esprimeva fino al 1989 nei riguardi del Grande Alleato era di una logica assoluta : gli europei si arricchivano giorno dopo giorno, non avevano spese militari e preoccupazioni di nessun genere. L’Italia nel contesto europeo poteva svalutare la sua moneta per compensare le proprie disfunzioni e vendere qualunque cosa dovunque. Il debito pubblico non era tenuto in considerazione da nessuna società di rating internazionale perché il Comunismo doveva essere in qualunque modo contenuto. I tedeschi non svalutavano sia perché non ne avevano bisogno sia per i loro timori di una moneta debole , ricordi della repubblica di Weimar e dell’ultimo dopoguerra . Poi sono cominciati i guai. I tedeschi hanno assorbito le loro zone ex-comuniste, incapaci di lavorare secondo gli standard occidentali. Gli italiani sono caduti dal fico perché i soldi del giro nord-sud che prima restavano all’interno del sistema hanno cominciato ad uscire e il mondo economico internazionale si è accorto del debito pubblico perché bot e cct che prima circolavano solo entro l’Italia, visto il loro rendimento, hanno cominciato ad essere appetibili anche all’estero.
    Allora si faccia un’Europa solida con un bel patto di stabilità, magari con una moneta unica che possa competere col dollaro nell’acquisto di petrolio e di altre materie prime. Se Saddam accetterà euro in pagamento del petrolio iracheno, la cosa non sarà ben vista né dall’Arabia Saudita né dagli Stati Uniti e un’alleanza tra stati laici mediorientali e l’Europa sarà un cuneo infernale fra interessi di tanta (troppa) gente. Un’Europa cosiffatta non può piacere agli Stati Uniti perché come competitore assume sempre più peso più stati congloba al suo interno. Se il numero di consumatori europei sarà molto maggiore di quello degli Stati Uniti, potrebbe cominciare la fase del declino americano. Gli Stati Uniti allora iniziano l’offensiva contro questa Europa che sta per alzare la cresta. Illudono Saddam che pensa di poter occupare il Kuwait per aumentare le proprie potenzialità. La vice console americana, rimasta da sola in Iraq, lascia intendere - forse (?) tenuta all’oscuro dal Pentagono - a Saddam che gli viene data via libera per l’invasione del Kuwait. Poi lo stoppano con la prima guerra del Golfo coinvolgendo tutto il mondo islamico “moderato” nella partecipazione alla guerra. Non vanno però fino in fondo perché sanno cosa succederebbe del paese se a governare non sarà Saddam, sia pure indebolito. (e lo sapeva anche Bush figlio !!!)
    La seconda mossa è la guerra “umanitaria” del Kossovo contro il mondo jugoslavo ortodosso che avrebbe potuto chiedere l’annessione all’Europa. Con questa seconda mossa si mette in difficoltà anche la Russia che in una fase ancora successiva avrebbe potuto far parte di una terrificante (per gli USA) Europa estesa dall’Atlantico agli Urali con tecnologia, danaro, materie prime e tanti consumatori.. Contemporaneamente il cuneo islamico destabilizzatore nel cuore dell’Europa orientale si estende dalla Turchia, passando per il Kossovo e lambendo la Macedonia, alla Bosnia e all’Albania.. Ma l’America subisce uno scacco : l’undici settembre con Ben Laden in bella vista. La reazione obbligata è l’occupazione dell’Afganistan. Ma ormai i rapporti con l’Arabia Saudita si sono incrinati in maniera irreversibile e l’alleato di sempre non è più affidabile. Che altro petrolio c’è in giro ? Quello dell’Iraq e quello dell’Asia Centrale fino ad allora controllato dalla Russia. Bene. L’Iraq viene invaso e l’Afganistan, che confina con l’Uzbekistan (dove c’è il petrolio e ci sono anche le basi americane) tramite il fiume Amu Darya, viene “democratizzato”.
    A questo punto non si capisce la fregola della Commissione Europea di allargarsi varando quella orribile Costituzione così lunga e prolissa e di aderire all’assorbimento della Turchia. La Turchia è in rotta di collisione coi paesi arabi moderati perché ha da sempre contenziosi con la Siria e coi paesi della ex fertile mezzaluna per il controllo sfrenato che i Turchi fanno delle acque del Tigri e dell’Eufrate nel piano di eliminare i Curdi e di fare della agricoltura estensiva nel territorio . Anzi gli arabi considerano la Turchia un paese europeo, degna di esecrazione quasi alla stessa maniera. Con l’assorbimento della Turchia nell’Unione ci saremo inimicati i paesi arabi (cosiddetti) moderati che verrebbero lasciati a se stessi, destinati a cadere nelle mani dei Fratelli Musulmani secondo il piano di Ben Laden e degli Integralisti Islamici. Almeno questo è quel che teme Gheddafi e lo ha manifestato a chiare lettere. I cosiddetti paesi arabi moderati non sono per nulla democratici e i loro presidenti a vita difendono il proprio potere con controlli polizieschi capillari su tutti i territori (si tratta di centinaia di migliaia di spie e delatori stipendiati dal governo). In Algeria aveva vinto le elezioni il FIS (islamista) contro il Front National laico e socialista col tempo divenuto ladro ( anche se aveva liberato il paese al tempo di De Gaulle) i cui appartenenti dalle loro antiche posizioni di potere erano in preda a una corruzione impressionante, intollerabile per gli stessi arabi… e la guerra civile continua. C’è una sensazione di profonda insicurezza nell’Europa . Non sanno che pesci pigliare e fanno delle mosse inconcludenti e avventate . Ostacolano e agevolano contemporaneamente gli Stati Uniti. Ma gli ostacoli sono bassi e le agevolazioni invece sono sostanziose. Ancora un’ultima cosa sulla Turchia : la costituzione laica di Ataturk (Ana Yasa) prevede il conferimento del passaporto turco a tutti i turcofoni del Caucaso e dell’Asia Centrale (Ceceni, Azerbaigiani, Tatari, eccetera) che assommano alla bellezza di duecento milioni.
    Ma il peggio è che gli europei ancora non si rendono conto di quanto verrebbe a costare loro l’allargamento dell’Unione alla Turchia, a parte ogni considerazione politica o di altra natura, e a pagare sarà proprio il superprotetto mondo agricolo di Francia, Germania, Olanda , Danimarca e Belgio per trovare i soldi necessari all’ammodernamento turco, oltre al colpo mortale che riceveranno le agricolture di tipo mediterraneo.
    Ci sono naturalmente anche grossi affari come il rifacimento e l’ampliamento della rete ferroviaria turca che al momento va solo da Istambul ad Ancara e fino al confine con l’Iran. Che la Fiat non si lecchi i baffi però, perché non prenderà neanche le briciole. Chi invece potrebbe avere la mano facile nella organizzazione delle telecomunicazioni turche, potrebbe ben essere Berlusconi che tanto incoraggia l’entrata della Turchia in Europa..
    Le mie informazioni di prima mano finiscono alla metà degli anni novanta. Da allora chi ci va mi riferisce che le cose stanno peggiorando a vista d’occhio sotto il profilo della cosiddetta laicità dello Stato, anche se è vero che il fenomeno dell’inflazione della lira turca, con la conseguente svalutazione rispetto alle altre monete, anno dopo anno sta diminuendo dal 100% del 1994 al 15% dell’anno 2004. Negli anni appena passati molte banche sono fallite travolgendo milioni di piccoli azionisti , correntisti e semplici depositanti. Ricordo che queste banche (pericolose per il risparmiatore) davano interessi notevoli (sul 10% per giacenze in valuta forte). Quello che da noi hanno fatto Parmalat, Cirio e compagnia bella, lo hanno potuto fare in Turchia altrettanto impunemente le banche. Si noti bene che non è lo Stato Turco ad aver fatto bancarotta (come l’Argentina e i suoi bond) ma solo quelle banche che sono state lasciate fallire. Anche questo è uno dei motivi che ha fatto vincere il partito dei religiosi islamici.

  5. #5
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    Predefinito

    ottima analisi; sono evidenti tutti i buoni motivi per lasciare turchi, arabi, sceicchi, iman, sultani, etc. la dove sono.......
    L'Europa deve trovare al più presto una stabile alleanza politica ed economica con la Russia.

  6. #6
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    Predefinito a proposito di afganistan

    nel tradurre il babur nama mi sono imbattuto nelle vicende del protagonista in afganistan, prima dell'invasione dell'india del nord, nel primo quarto del XVI secolo.
    nel 1962 quando ci sono stato (regnava ancora zahir shah) non era affatto un paese pericoloso per i turisti. ma traducendo le avventure di babur shah in quei luoghi, li ho ritovati nella mia memoria come lui li descriveva nella sua autobiografia.
    adesso comunisti, russi, americani e talebani hanno distrutto tutto quel bel mondo arcaico e duro ma leale e generoso.

  7. #7
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da dime can
    LA TURCHIA CHE HO CONOSCIUTO TRA IL 1983 E IL 1995
    OVVERO BISOGNA PENSARCI BENE : ANCHE DA PARTE DELLA LEGA

    stanno investendo molto denaro nella piccola repubblica d’Armenia, .
    davvero? a me risulta che l' armenia sia strettamente filorussa ( e filoiraniana) .Le basi amerikane stanno in georgia e arzebajan che essendo questultimo mussulmano e tukofono ,appunto dell' armenia e' nemico mortale .

    proprio per la questione dei suoi terribili vicini turchesci che se la sono mangiata quasi tutta , la vicinanza dell' armenia alla russia e alla persia e' storica

    Quindi se cio' che dici e' vero, quello usa sarebbe veramente un quadruplo gioco magistrale .. allearsi con tutti affinche' si scannino tra loro ... nemmeno " albione " raggiunse mai un simile livello di doppiezza..
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

 

 

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