Banditi armati a bordo di barche veloci hanno attaccato
la banca all'interno di una struttura a Port Harcourt
Nigeria, attacco a impianto Agip
almeno 9 morti, nessuno straniero
LAGOS (Nigeria) - Banditi armati a bordo di barche veloci hanno attaccato un'installazione dell'Agip nel delta del Niger a Port Harcourt, in Nigeria. Il console generale italiano a Port Harcourt, Maurizio Bungaro, ha parlato di nove morti e ha smentito la notizia secondo cui tra le vittime c'era uno straniero. Diverso il bilancio fornito da una fonte del governo nigeriano: 11 persone uccise, nove agenti e due operai.
"Gli assalitori hanno ucciso in totale nove persone, di cui otto poliziotti e un impiegato civile nigeriano", ha detto il diplomatico italiano. La Farnesina aveva già precisato che nessun italiano è rimasto coinvolto.
Il console Bungaro ha detto all'Afp che a essere attaccata è stata la banca che si trova all'interno del complesso dell'Agip. "L'attacco è stato condotto molto bene. Hanno potuto prendere il bottino e allontanarsi", ha precisato, aggiungendo che non ci sono state vittime fra i malviventi.
"L'installazione è stata attaccata verso le 14-14.30 (locali e italiane). Gli assalitori sono arrivati dall'acqua e hanno attaccato il lato della base che ospita la banca", ha aggiunto, precisando di aver ottenuto le informazioni dall'Agip. "In quel luogo ci sono solo nigeriani, quindi nessuno straniero è stato ucciso", ha precisato ancora il console italiano a Port Harcourt.
Una donna che abita nella zona, Damka Pueba, ha dichiarato di aver udito colpi di arma da fuoco provenienti da un luogo conosciuto come l'area industriale dell'Agip e di aver visto i dipendenti fuggire dalla struttura. La fonte ha aggiunto di aver appreso da testimoni oculari che alcuni agenti e almeno un dipendente dell'impianto sono stati uccisi da giovani in tute mimetiche e berretti.
''Una delle impiegate è uscita gridando. La donna ha riferito che alcuni ragazzi sono arrivati su barche veloci e sono entrati negli uffici, cominciando a sparare'', ha affermato la testimone, dipendente di un'agenzia per lo sviluppo.
E' il secondo attacco nelle ultime 24 ore a un impianto dell'Agip. Non è dato sapere se i responsabili facciano parte dello stesso gruppo ribelle che tiene in ostaggio quattro stranieri e che da un mese ha lanciato una campagna contro le compagnie petrolifere straniere.
Da circa un mese nella regione del Delta del Niger, ricca di petrolio, si sono intensificate le azioni di guerriglia dei ribelli dell'etnia Ijaw, con attacchi a strutture petrolifere e rapimenti di personale straniero delle compagnie.
(24 gennaio 2006)
La certezza della disponibilità di energia è una conditio sine qua non per la sopravvivenza di un Paese moderno. Ritengo gravissimo per la ns sicurezza l'attacco subito dagli impianti Agip in Nigeria. Altri Paesi, vedi la Francia, avrebbero già inviato la Legione per difendere i loro interessi nazionali. In Italia invece, queste notizie vengono relegate nelle pagine interne dei giornali. Eppure un esercito lo abbiamo anche noi.




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