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    Predefinito Piccola guerra civile europea 1

    L’Ucraina si rifà ad occidente del blocco russo alle sue forniture

    L'Eni sta riscontrando in questo momento un ''sensibile calo'' della pressione del gas in arrivo dalla Russia verso l'Italia in seguito alla crisi con l'Ucraina. Secondo quanto risulta all'ANSA, l'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni ha parlato con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, il ministro degli Esteri Gianfranco Fini e il ministro delle Attivita' Produttive Claudio Scajola per spiegare la situazione che si sta creando. Per il momento non ci sono indicazioni ufficiali da parte dell'Eni sull'evolvere della situazione.
    POCA PRESSIONE DEL GAS IN AUSTRIA E UNGHERIA
    Le societa' che gestiscono la distribuzione del gas in Ungheria e Austria hanno notato un notevole calo nella pressione con cui arriva il gas proveniente dall'Ucraina. Si tratta di un calo del 25 per cento in Ungheria e di circa un terzo in Austria.
    Il fenomeno e' considerato la conseguenza della disputa tra Mosca e Kiev sul prezzo del gas venduto dalla Russia all'Ucraina.
    Secondo il gruppo austriaco Omv durante la notte tra domenica e lunedi' il volume del gas importato dalla Russia si e' ridotto sensibilmente. ''Circa un terzo del volume e' stato tagliato'', si legge in un comunicato. La Omv ha poi precisato che assicurera' le forniture ai clienti austriaci facendo ricorso alle scorte.
    In Ungheria e' la societa' Mol che ha constatato una diminuzione della pressione - e quindi del volume - del gas arrivato alla frontiera con l'Ucraina del 25 per cento. ''Per noi e' impossibile sapere se questa diminuzione sia causata dagli ucraini o dai russi, ma si tratta di una questione che preoccupa non solo l'Ungheria, ma anche l'Austria, l'Italia, la repubblica ceca. Per questo speriamo che venga risolta entro pochi giorni'', ha detto un portavoce della societa'.
    La Mol ha fatto sapere che i consumatori locali non si accorgeranno di alcuna differenza, ma ha chiesto ai clienti maggiori di tentare di usare il petrolio al posto del gas.

  2. #2
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    Piccola guerra civile europea 2
    La Russia denuncia l’Ucraina alla Ue

    Il colosso russo del gas Gazprom ha accusato oggi l'Ucraina di aver sottratto circa 100 milioni di metri cubi di gas russo destinato ai consumatori di altri paesi europei, ha riferito l'agenzia stampa Interfax.

  3. #3
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    Piccola guerra civile europea 3?
    Cade un aereo in viaggio da Mosca in Ucraina

    Un piccolo aereo partito da Mosca e' precipitato oggi in Ucraina presso l'aeroporto di Khariv. Lo ha reso noto il ministero russo per le Emergenze, citato dall'agenzia stampa Interfax. Non si conosce il numero delle persone che erano a bordo del velivolo, un Bae-125.

  4. #4
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    Piccola guerra civile europea
    Cosa è in gioco nel braccio di ferro fra Russia e Ucraina

    La Russia sta riprendendosi dopo aver subito per mesi attacchi di ogni genere che le sono stati mossi da parte americana e della finanza apolide. Fra queste aggressioni rientrano il terrorismo separatista, in particolare quello ceceno e le “rivoluzioni colorate” di marca Soros. Il culmine dell’offensiva atlantica si è toccato allorché i presidenti dell’Uzbekistan e della Kirghizia, violando i patti tra le ex repubbliche sovietiche, hanno concesso agli Usa l’utilizzazione del loro territorio ed accogliendone le truppe. Da allora, però, i Russi hanno recuperato terreno. Innanzitutto in Asia Centrale ove il riavvicinamento delle ex repubbliche sovietiche è stato notevole ed è scaturito nella fusione dell’organizzazione di cooperazione centro asiatica che raccoglie quattro repubbliche della regione nell’Eurasec (comunità economica eurasiatica) cui si accompagna la decisione di costituire una forza militare centro asiatica che include anche Russia, Bielorussia e Armenia.

    Non è dato di poco conto visto e considerato che, fedeli alla “dottrina Brzezinski” gli americani stimano che per dominare il mondo dovrebbero conquistare proprio l’Asia Centrale…

    Mosca, inoltre, ha apparentemente messo sotto scacco alcune mosse dei polacchi che – su istigazione angloamericana – intendevano costituire un “cordone sanitario” al confine nord-ovest della Russia.

    Ora, visto che l’Ucraina si è fatta alfiere della politica antirussa, al momento del suo rinnovo, Mosca ha modificato, così come prevedeva il contratto, i prezzi del gas (fino a ieri favorevolissimi per un paese “alleato”). In sostanza il Cremlino ha iniziato un braccio di ferro con Kiev. “Se siete nostri alleati vi diamo il gas a prezzi stracciati, ma se siete nostri contendenti, o addirittura nostri avversari dichiarati, lo pagate come tutti gli altri!” Di una logica stringente e difficilmente contestabile.

    Kiev risponde rivalendosi sul gas destinato ad occidente e transitante sui suoi territori.

    Cosa avverrà? Molto dipende dall’amministrazione americana (con la quale però la Russia ha compiuto avvicinamenti “sostanziali” cointeressandola a una parte delle sue ricchezze) e da Israele con il quale i rapporti sono assai contraddittori. Ci sono di mezzo anche due progetti vitali: l’apertura delle pipelines attraverso il Baltico, che lancerebbero la Russia ad un ruolo di prestigio o quelle attraverso la Turchia che le inferirebbero un colpo pressoché mortale. Quale dei due progetti prevarrà sull’altro? Qui si gioca molta della posta russa ed anche di quella europea.

    La situazione che si è venuta a creare fornirebbe un’ottima occasione all’Europa (o a qualche diplomazia di punta) per intervenire positivamente sulla situazione; se un soggetto autonomo e capace esistesse realmente in Europa.

    La questione russo-ucraina è infatti complicata.

    La “rivoluzione arancione” – che a pochi mesi dalla sua proclamazione già scontenta il popolo – è stata foraggiata dagli americani e dai finanzieri che la manovrano con la massima facilità. Se si è imposta, però, questo lo si deve al naturale sentimento antirusso degli ucraini (non si resta sotto un tallone zarista prima e sovietico poi maturando un sentimento amichevole) ed anche al fatto che Putin è stato costretto ad appoggiare in quella repubblica i residui della detestabile burocrazia aguzzina del Pcus.

    Gli americani sono intervenuti con sagacia e hanno quindi posto in atto un’altra crisi europea. Dalla quale si potrebbe uscire solo se intervenisse un mediatore gradito all’Ucraina che facesse sì che Kiev non andasse incontro al suicidio apportando una serie di danni all’Europa tutta.

    Il mediatore, secondo logica, si troverebbe in Germania. Forse solo i tedeschi potrebbero ricucire i rapporti russo-ucraini senza che si giunga alle conseguenze estreme. Ma oggi in Germania c’è Lady Merkel che, fino a che non provi il contrario, passa come fedele esecutrice delle direttive americane e questo di certo non aiuta.

    Morale della favola: ogni giorno che passa è sempre più tardi e forse la missione diventa disperata, ma è fondamentale operare per l’Europa, aiutandola a superare i riflessi condizionati di sei decenni di schiavitù.

  5. #5
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    RUSSIA-UCRAINA: KIEV, MOSCA CERCA DI DESTABILIZZARCI
    KIEV - Il ministero degli Esteri di Kiev ha accusato la Russia di cercare di destabilizzare l'economia ucraina con la cessazione, da ieri delle forniture di gas naturale. Secondo Kiev, la decisione della Russia, ''irresponsabile e destabilizzatrice'', e' stata presa nonostante i suoi obblighi, il compromesso proposto venerdi' scorso dal presidente ucraino Viktor Yushenko e il pericolo di vedere compromesse le relazioni bilaterali. Il ministero degli Esteri ucraino propone infine a Mosca di ''applicare una moratoria sui metodi di soluzione delle dispute''.



    © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 02/01/2006 11:11

  6. #6
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    RUSSIA-UCRAINA: E' GUERRA DEL GAS, UE PREOCCUPATA
    BRUXELLES - Mosca ha tagliato i rifornimenti di gas russo all'Ucraina, lasciando nei tubi destinati al fabbisogno di Kiev solo quella minima quantita' prevista dai diritti di passaggio che il gigante monopolista Gazprom e' disposto a riconoscere. Diversa situazione dovrebbero avere i flussi destinati all'Europa occidentale, che dipende per il 25% del suo fabbisogno da Mosca, con punte fino all'80% per paesi come Slovacchia e Repubblica ceca: pur transitando per lo stesso gasdotto, quei rifornimenti passano per condotte a parte, che Mosca assicura di continuare a rifornire regolarmente. Ma ieri sera uno duro scambio di comunicati fra Gazprom e la controparte Neftagaz-Ukraine ha messo in allarme i mercati europei: la cellula di crisi di Kiev, guidata dal premier Iuri Iekhanurov, ha affermato che Mosca starebbe decurtando i volumi destinati all'Ue; il gigante energetico russo ha smentito, e attraverso il suo portavoce Serghei Kuprianov ha apertamente accusato l'Ucraina di furto.



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    Il gasdotto passa attraverso l'Ucraina, Paese in contrasto con Mosca
    Gas: calo di pressione anche in Italia
    Lo avrebbe rilevato l'Eni.
    Giro di telefonate tra Scaroni, Berlusconi Fini e Scajola.
    In Austria e Ungheria flessione tra il 33% e il 40% VIENNA (AUSTRIA) - E ora è allarme anche in Italia. La paventata possibilità di un calo delle forniture di gas dalla Russia potrebbe diventare realtà entro breve tempo. L'Eni sta riscontrando in questo momento un «sensibile calo» della pressione del gas in arrivo dalla Russia verso l'Italia in seguito alla crisi con l'Ucraina. L'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni ha parlato con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, il ministro degli Esteri Gianfranco Fini e il ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola per spiegare la situazione che si sta creando. Per il momento non ci sono indicazioni ufficiali da parte dell'Eni sull'evolvere della situazione.
    RIUNIONE ANTICIPATA - ll ministro delle Attività produttive ha comunque anticipato a domani mattina la riunione del Comitato di emergenza e monitoraggio del sistema del gas naturale, originariamente fissata per il 9 gennaio. Secondo quanto si apprende, il ministero è informato del calo di afflusso di gas dalla Russia, ma considera comunque la situazione sotto controllo. Tuttavia, per monitorare da vicino l'evolversi dei fatti, il ministro ha deciso di anticipare la riunione.
    FLESSIONE IN AUSTRIA E UNGHERIA - Anche le società che gestiscono la distribuzione del gas in Ungheria e Austria hanno notato un notevole calo nella pressione con cui arriva il gas proveniente dall'Ucraina. Si tratta di un calo del 40 per cento in Ungheria e di circa un terzo in Austria. Il fenomeno è anche in questo caso da considerare la conseguenza della disputa tra Mosca e Kiev sul prezzo del gas venduto dalla Russia all'Ucraina.

    Il quartier generale della Gazprom, la società russa che fornisce il gas all'Europa, a Mosca (Reuters)
    Per la compagnia energetica austriaca Omv, nel corso della notte «il volume delle riduzioni di gas russo sono incrementate ed sono scese circa di un terzo». Domenica l'Omv aveva fatto sapere che le forniture di gas russo erano calate del 18% e che la società era in grado di far fronte per diversi mesi a un calo più contenuto intorno al 15%. Il 59% del gas naturale utilizzato in Austria proviene dalla Russia. I rifornimenti di gas russo all'Ungheria sono calati del 40%. Lo rivela la compagnia energetica ungherese Mo, la quale fa sapere che taglierà di un importo analogo i rifornimenti a Serbia e Bosnia. «I rifornimenti di gas dalla Russia - dice il portavoce di Mol - sono scesi del 40%, soprattutto a causa del calo di pressione nell'oleodotto al confine tra Ungheria ed Austria». «Di conseguenza - aggiunge - siamo costretti a tagliare del 40% le forniture di gas a Bosnia e Serbia».
    GAZPROM ACCUSA - Il calo nelle forniture all'Unione Europea sarebbe dipeso, secondo la Russia, dai furti di combustibile operati da domenica dal governo ucraino. L’Ucraina ha prelevato illegamente 100 milioni di metri cubi di gas russo diretto verso l’Europa ha dichiarato il colosso energetico russo Gazprom, al’indomani del taglio delle forniture di gas destinate all’Ucraina.
    LA REPLICA UCRAINA - Il ministro ucraino dell'Energia ha replicato successivamente alla compagnia russa Gazprom e assicura che il suo paese non si è appropriato delle forniture di gas dirette verso l'Europa, ma è pronto a farlo se le temperature scenderanno sotto zero. «Se le temperature - dice il ministro dell'Energia Ivan Plachkov - scenderanno a meno tre o a meno cinque, consumeremo il gas russo in cambio dei diritti di transito, così come è previsto dagli attuali termini contrattuali».

    02 gennaio 2006

  8. #8
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    Paesi europei che dipendono dal gas russo
    Gazprom fornisce il 25% del gas all'Europa occidentale, l'80% del quale passa attraverso l'Ucraina. La maggior parte è destinato alla Germania, ma anche l'Italia è un cliente importante. I maggiori paesi importatori sono la Germania, la Francia, l'Italia, l'Austria, la Polonia, la Repubblica Ceca e l'Ungheria.

    Germania: più di un terzo del gas tedesco proviene dalla Russia; le riserve della Germania sono sufficienti per coprire più di 75 giorni, ma in caso di difficoltà Berlino potrebbe anche rivolgersi alla Norvegia.
    Italia: la Russia fornisce circa il 29% del totale delle forniture di gas di Eni (circa 77 miliardi di metri cubi nel 2004). L'Italia ha riserve per 15 giorni

    Francia: è un importatore di rilievo e Gaz de France, che sta seguendo la situazione molto attentamente, si è detta pronta ad adottare misure precauzionali.
    Polonia : la Polonia ha riserve per una settimana e ha dichiarato che le forniture già risentono della decisione russa.
    Repubblica Ceca: RWE Transgas si dice in grado di assicurare le forniture domestiche per diverse settimane
    Ungheria: ha già accusato dei problemi nella pressione del gasdotto, ma la società MOL ha garantito che non vi saranno conseguenze per gli utenti.
    Romania: le riserve sono tali da rispondere ai consumi delle famiglie fino alla fine di febbraio.
    Bulgaria: La società bulgara Bulgargaz, infine, ha dichiarato di essere al riparo da qualsiasi rischio perchè ha un contratto a lungo termine con Gazprom con scadenza al 2010.

  9. #9
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    Rischio forniture in occidente: scambi di accuse tra Kiev e Mosca
    Russia riduce pressione gasdotti per Ucraina
    Respinta la proposta di Putin per un congelamento del prezzo.
    Gazprom rassicura l'Europa. Ma la Polonia registra calo del flusso

    Il quatrier generale della Gazprom a Mosca (Ap)
    KIEV - La Russia ha cominciato a ridurre la pressione nei gasdotti che portano metano all'Ucraina. E' fallito l'ultimo tentativo di mediazione da parte di Putin nella notte. Il presidente ucraino, Viktor Yushchenko, ha respinto l'offerta di un congelamento del prezzo fino ad aprile.
    Lo ha riferito Gazprom, la società russa di proprietà pubblica che eroga il gas. «Siamo stati costretti ad avviare l'operazione di riduzione della pressione nel sistema di distribuzione verso l'Ucraina», ha detto Serghei Kupriyanov, di Gazprom. «Le esportazioni di gas proseguiranno nella loro totalità», che però precisato che le erogazioni verso i Paesi dell'Unione europea -e, quindi, anche verso l'Italia- dove forti sono le preoccupazioni di ripercussioni sulle importazioni di gas russo che transita dall'Ucraina. «Eravamo pronti a un accordo con gli ucraini... ma la nostra offerta è stata respinta», ha detto la fonte.
    PREOCCUPAZIONI PER L'EUROPA - Nonostante le rassicurazioni di Gazprom, però, la compagnia ucraina Naftogaz, ha fatto sapere che le forniture per l'Europa potrebbero subire delle limitazioni a causa della decisione presa da Mosca. Il ministero degli Esteri russo ha però emesso una nota per confermare «la volontà di ripettare senza variazione alcuna gli impegni per le forniture di gas ai partner europei». E le agenzie di stampa russe riferiscono che - in base ai primi rilevamenti sui contatori collegati al gasdotto che dalla Russia procede verso l’Europa occidentale via Ucraina - la quantità di gas che in queste ore varca le frontiere ucraine non rivela diminuzioni delle forniture destinate all’Ue. Tramite l’abbassamento della pressione nelle condutture, il flussio verso l’Ucraina è stato ridotto di 120 milioni di metri cubi al giorno, ha precisato il portavoce di Gazprom, Sergey Kuprianov. «Questo significa che i volumi di gas per l’esportazione vengono incanalati in direzione dell’Ucraina senza alcuna limitazione. E ci aspettiamo che le dichiarazioni della parte ucraina circa le garanzie per il transito vengano rispettate».
    POLONIA REGISTRA CALO FLUSSO GAS - Ma le rassicurazioni russe sembrano venire smentite dalla Direzione nazionale del gas (KDG) polacco, che avrebbe registrato stamattina un abbassamento di tensione al punto di raccordo alla frontiera polacco-ucraina di Drozdowicze. «Questo significa un calo delle forniture in arrivo dall’Ucraina» riferisce un comunicato del gruppo polacco del gas. «Si tratta di una conseguenza della decisione del gruppo russo Gazprom di limitare le forniture di gas russo verso l’Ucraina. Tale restrizione concerne il 14% del volume del gas utilizzato dalla Polonia».
    SCAMBI DI ACCUSE - La comunicazione polacca arriva dopo che aa cellula di crisi messa in piedi dall'Ucraina per fare fronte alla crisi del gas provocata dalla chiusura dei rubinetti russi aveva accusato il gigante energetico Gazprom di aver ridotto anche i flussi destinati all'Europa occidentale. Gazprom, invece, aveva avvertito che eventuali variazioni nelle quantità di gas indirizzato ai mercati dell'Ue sarebbero state imputabili a «furti» da parte di Kiev.
    INDIPENDENZA ECONOMICA - L'Ucraina dipende dalle forniture di gas russo per un terzo del fabbisogno, con 25 miliardi di metri cubi l'anno. Nel discorso di fine anno il presidente Yushchenko, leader della cosiddetta «Rivoluzione arancione» che l'anno scorso decretò la fine del regime filorusso, ha spiegato al Paese l'importanza di questa sua battaglia per l'indipendenza economica da Mosca. «L'anno scorso abbiamo battuto la dittatura e conseguito una vittoria reale. Oggi tutti insieme dobbiamo compiere un passo ulteriore per assicurare l'indipendenza economica all'Ucraina», ha detto.
    01 gennaio 2006

  10. #10
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