OMNIA SUNT COMMUNIA
Notiziario del Campo Antimperialista ... 14 gennaio 2006 ... http://www.antiimperialista.org
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EGITTO: Cairo 20-22 aprile: Congresso fondativo dell’Alleanza Popolare Araba di Resistenza
http://www.antiimperialista.org/inde...091&Itemid=136
COLOMBIA: Solidarieta’ col dirigente ELN Donairo Manuel Acevedo Pérez
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NORVEGIA: campagna di boicottaggio dei prodotti israeliani
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DANIMARCA: solidarieta’ con gli antimperiaiisti accusati di “sostenere il terrorismo”
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U.S.A: saluti al Freedom Socialist Party
http://www.antiimperialista.org/inde...4086&Itemid=55
VENEZUELA: Campo Internazionale Bolivariano
Dal 23 al 30 gennaio prossimi (in concomitanza con il Forum Sociale delle Americhe), organizzazioni bolivariane del Venezuela, assieme a forze rivoluzionarie di altri paesi, anzitutto latinoamericani, ti invitano a partecipare al CAMPO INTERNAZIONALE BOLIVARIANO nella capitale Caracas e nell’ambito del quale, oltrea a vari forum sulla situazione in Venezuela, si svolgera’ un INCONTRO internazionale degli antimperialisti. Successivamente, dal 31 gennaio al 4 febbraio una Brigata di Solidarieta’ visitera’ alcune zone rurali del paese, quelle in cui piu’ avanzate sono le esperienze di potere popolare. Il Campo bolivariano si svolgera’ nel Barro 23 de Enero, storico quartiere popolare di Caracas. Il Campo e’ uno spazio organizzato dal Frente Nacional Campesino Ezequiel Zamora (FNCEZ), dal Colectivo Alexis Vive e dal Movimiento Sin Tierra (MST) brasiliano allo scopo di scambiarsi esperienze e educare militanti e lottatori popolari. La partecipazione e’ aperta a tutte le forze e le persone antimperialisti, democratici e rivoluzionari.
Programma, promotori, scopi e costi clicca qui: http://www.antiimperialista.org/inde...112&Itemid=144
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Questo Notiziario contiene:
1. EROI O MERCENARI? Parliamone a Quattrocchi
2. UNA BRUTTA PIEGA. Che carattere avra’ la manifestazione del 18 marzo?
3. IRAN: NO TU NO. Le prove generali del fronte rosso-bruno
4. FRANCIA: GLI ISRAELIANI A PARIGI PER AIUTARE IL GOVERNO CONTRO LA <RACAILLE>
5. LETTERA DELLA FEDERAZIONE MONDIALE DEI SINDACATI (FSM)) AL CAMPO
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1.EROI O MERCENARI?
Parliamone a Quattrocchi
Venerdi 1 luglio 2005. Indagando su Quattrocchi e gli altri tre mercenari sequestrati in Iraq, la Procura di Genova si imbatte nella Dssa, un’organizzazione segreta di estrema destra che espletava funzioni di supporto agli apparati antiterrosimo, non solo italiani ma pure americani e israealiani. Viene arrestato il capo, Gaetano Saya, ex poliziotto e ex-agente del SISMI. Nella suo studio, alle spalle della scrivania, tre bandiere: quella italiana, quella americana e quella israeliana. La Dssa lavorava per conti terzi, anzitutto per i servizi americani. Come? Non solo svolgeva indagagini illegali sia su militanti islamici che su quelli antimperialisti ma, appunto, reclutava mercenari da inviare in Iraq a combattere la Resistenza a fianco degli occupanti (assicurando le necessraie coperture). Dopo tre giorni cala un inquietante velo di silenzio. Tutta la stampa, ubbidendo a Pisanu, si adegua. La ragione dell’insabbiamento aveva quattro ragioni essenziali: (1) coprire il fatto che esiste in Italia un <Partito americano> bipartizan che ammorba le istituzioni; (2) che esso dispone di bracci armati e servizi paralleli; (3) che tutti e quattro i mercenari sequestrati in Iraq erano stati reclutati dalla Dssa; (3) che Fabrizio Quattrocchi era addirittura membro della medesima struttura coordinata dal Saya. Degno di nota che la notizia che il lanzichenecco genovese appartenesse alla <polizia parallela> era stata diffusa un mese e mezzo prima dal settimanale guerrafondaio News.
Occorreva questo fulimineo occultamento della verita’ (e insabbiamento delle indagini) affinche’ l’operazione mediatica del direttore del TG2 Clemente Mimun (diffusione in prima serata di un pezzo del video probabilmente manipolato in cui i rapitori stanno per uccidere il Quattrocchi) avesse successo: presentare Quattrocchi come un eroe. Tutti sanno che esponenti dell’opposizine antimperialista irachena, si impegnarono, dopo l’uccisione di Quattrocchi, affinche’ i suoi compari superstiti fossero liberati. Tutti sanno che noi condividemmo questo tentativo. Tuttavia i quattro erano e restano dei mercenari. Eroe e’ un sostantivo che significa un guerriero che combatte per degli ideali, quindi mosso da straordinarie virtu’ morali. Mercenario è invece un soldato professionista ingaggiato con lauti compensi, che quindi combatte per la pecunia. Ogni persona intelligente si faccia la sua idea al riguardo. Cio’ che e’ davvero inaccettabile e’ che coloro i quali sostengono che le truppe italiane sono in Iraq in <missione umanitaria> (e non per fare la guerra alla Resistenza) parlino di <eroe italiano>, ovvero di uno che e’ andato in guerra e non a fare la crocerossina. In verita’ Quattrocchi e i suoi compari non solo erano stati arruolati come mercenari lautamente pagati, essi erano a tutti gli effetti mercenari al servizio degli Stati Uniti; guerrieri non per serivire presunti interessi italiani, ma quelli dell’impero a stelle e striscie che oltre a insaguinare l’Iraq tiene soggiogato il nostro stesso paese. Non patrioti italiani quindi, nn erori, ma servi del Golia americano. Infatti i quattro non operavano a Nassirya sotto il comando tricolore, bensi’ svolgevano il loro lavoro sporco antiguerriglia nei pressi della citta’ martire di Falluja, e quindi obbedivano ai comandi yankee. Ci verrebbe da dire che erano mercenari ascari, se questo non fosse un’offesa per quei giovani etiopi e somali che (per un tozzo di pane) combattevano scalzi sotto le insegne fascio-imperialiste italiane.
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2. UNA BRUTTA PIEGA
Che carattere avra’ la manifestazione del 18 marzo?
Il prossimo 18 marzo ricorrera’ il terzo anniversraio dell’aggressione anglo-americana all’Iraq, e alla quale successivamente hanno dato man forte una serie di paesi tra cui l’Italia. Da tre anni, in condizioni difficilisissime, un’accanita RESISTENZA combatte per cacciare gli occupanti. Questa Resistenza e’ un fenomeno di portata storica e dal quale non si puo’ prescindere poiche’ essa e’ oggi il principale freno alle ambizioni imperiali secolari degli Stati Unii. Tuttavia, mentre tutto il mondo osserva la lotta in corso in Iraq, mentre ogni giorno la Resistenza fa parlare di se’ infliggendo colpi letali agli occupanti e alle forze a loro asservite, gli unici che non ne ne vogliono parlare, gli unici che si rifiutano di fare i conti con la realta’, sono proprio i cosiddetti portavoce del Social Forum europeo. Riuniti a Vienna la settimana scorsa essi hanno emesso, pretendendo di parlare a nome del movimento contro la guerra, un appello per il prossimo 18 marzo che non e’ solo penosamente reticente, e’ una pugnalata alle spalle alla parte piu’ avanzata del movimento stesso. Non solo non si chiede (come si dovrebbe) l’appoggio alla Resistenza, neanche si dice che essa sia legittima. Colmo dei colmi: non ne parla affatto. E’ un gravissimo passo indietro rispetto aile pur timide posizioni dell’anno passato. E’ un cedimento vistoso, se non all’imperialismo americano occupante, alle consorterie socialdemocratiche europee che pare siano dunque riuscite a mettere sotto la loro tutela cio’ che resta del movimento antiguerra. In queste condizioni la manifestazione del 18 marzo non soltanto perde ogni serio significato. Cadendo in piena campagna elettorale essa si presta, col pretesto dell’ostentazione di una stantia retorica pacifista e di salvare l’unita’ ad ogni costo, a diventare una sfilata pro-centro-sinistra. Questo svuotamento <unitario> (non ci risulta che a Vienna qualcuno abbia respinto quest’appello penoso) e’ nell’interesse di quelle componenti che per non disturbare l’autista-del-futuro-governo-di-centro-sinistra, vogliono celebrare in piazza i funerali del movimentoe della sua autonomia. Guai a coloro che accetteranno il ruolo di becchini. I tanti che non vogliono stare a questo macabro gioco politicantesco faranno sentire la loro voce. Qui sotto l’appello viennese in questione.
<Nel terzo anniversario dell'inizio della guerra in Iraq, appello europeo per il 18 marzo
18-19 MARZO 2006
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA GUERRA E LE OCCUPAZIONI
MAI PIU' GUERRA LA PACE E' L'UNICA SICUREZZA
Tre anni fa, una coalizione guidata dal Governo USA diede avvio alla guerra contro l'Iraq.
Oggi, le ragioni per mobilitarsi contro la guerra sono sempre piùevidenti.
Il 18 e il 19 marzo 2006 manifesteremo in tutta Europa, insieme ai movimenti statunitensi e globali
- per l'immediato e incondizionato ritiro di tutte le truppe straniere dall'Iraq
- contro la guerra preventiva, la sua estensione alla Siria, all'Iran e al Medio Oriente, per una soluzione pacifica della questione kurda
-per la fine dell'occupazione israeliana dei territori palestinesi e di Gerusalemme Est, per l'attuazione di tutte le risoluzioni internazionali, per una pace giusta fra Israele e Palestina, per la creazione di uno stato palestinese indipendente
- per il disarmo, la riduzione delle spese militari, l'eliminazione delle basi militari straniere e delle armi di distruzione di massa
- per politiche estere alternative, che rifiutino le logiche neoliberiste e costruiscano relazioni eque fra i popoli
-per il rispetto dei diritti umani, la difesa delle libertà democratiche e civili contro la repressione, la fine delle torture, delle detenzioni illegali, delle prigioni segrete.>
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3. IRAN: NO TU NO
Le prove generali del fronte rosso-bruno
L’italiano FRBS (Fronte Rosso Bruno Sionista —ovvero l’eteroclita ed eteronoma alleanza filosionista che va dal PRC ai fascisti e postfascisti di vario ordine e grado) e’ fulmineamente scattato sull’attenti non appena giunto l’ordine perentorio da Washington. Che ordine? Abbindolare l’opinione pubblica affinche’ si schieri contro l’Iran e accetti l’idea che esso debba essere punito, se necessario anche con l’estrema ratio dell’aggressione militare. E’ piu’ o meno la stessa litania che gli angloamericani suonarono per preparare le condizioni della guerra all’Iraq. Anche stavolta ci sono di mezzo le armi di distruzione di massa, non biologiche ma nucleari. L’Iran e’ colpevole perche’ vuole essere in grado di arricchire l’uranio, processo senza il quale, vale la pena ricordarlo, nessun uso a scopi civili dell’energia atomica e’ possibile. Per Bush e il suo sterminato esercito di lustrascarpe, il rifiuto di Tehran di obbedire ai suoi diktat e’ la prova che questo paese, gia’ definito a prescindere <stato canaglia> e <baluardo dell’asse del male>, ha ambizioni di potenza che destabilizzano la regione. Senti chi parla! Un paese, gli USA, prima potenza nucleare, che segue la dottrina della guerra permanente e preventiva, che si arroga il diritto di colpire chiunque e ovunque, che ha messo sotto sopra il Medio oriente, che ha accerchiato l’Iran con truppe e basi da ogni lato (Turchia. Kurdistan, Iraq, Kuwait, Qatar, Pakistan, Afganistan, Uzbekistan, Azerbajdzan); che viola come vuole il diritto internazionale; che ha consentito al fido Israele (in barba al trattato di non proliferazione) di dotarsi di centinaia di tesate atomiche (in buona parte puntate sull’Iran); adesso strilla perche’ questo paese correrebbe ai ripari per difendersi. In realta’, come alcuni giornali statunitensi hanno scritto, i piani americani per abbattere la Repubblica Islamica dell’Iran sono gia’ molto avanti: decine di satelliti sono da tempo all’opera, aerei spia d’alta quota sorvolano senza soata il paese, portaerei e sommergibili hanno gia’ i loro missili di distruzione di massa puntati su obbiettivi iraniani, dulcis in fundo, unita’ speciali SAS operererebbero gia’ in Iran, da una folta schiera di spie e informatori (monche’ dai loro sguatteri curdi Barzani e Talabani). Avremo tempo per tornare sulla questione, delicata ma certamente ineludibile. Intanto ci preme denunciare come ipocrita, perche’ guerrafondaia, la campagna del FRBS. Avevamo gia’ detto, in occasione dell’adunata sediziosa promossa da Ferrara sotto l’ambasciata iraniana, che la frase del presidente iraniano Ahmadinejad contro Israele era solo un pretesto per suonare le campane di un’altra guerra imperiale. Quelle furono le prove generali del reale fronte rosso-bruno, ovvero della eteroclita ed eteronoma alleanza che va dal PRC ai fascisti e postfascisti di vario ordine e grado. Esageriamo? Nient’affatto. Se Giordano (capogruppo alla camera del PRC) fu costretto a ritirare la sua adesione all’adunata sediziosa dei sionisti a Roma, i vari esponenti dell’Unione non lo fecero. il giorno dopo, il 3 novembre, a Milano, sotto il consolato iraniano, sfilarono bandiere di Rifondazione, dei Verdi, dei DS e di AN e Forza Italia (oltre a quelle USA e israeliane). Parliamo del PRC di Milano non di Roccacannuccia! federazione guidata dal brutto ceffo Saverio Ferrari. Cosi’, mentre il Corriere della Sera chiede (per bocca di Panebianco e del solito Magdi Allam) che l’Iran sia espulso dall’ONU, mentre Fini minaccia ritorsioni anche militari, una squinternata dirigente del PRC chiede che questo paese venga escluso dalla prossime olmpiadi. Signori scansatevi! S’avanzano, sferragliando, le truppe corazzate del Fronte Rosso Bruno Sionista.
NB. Il partito americano- sionista non controlla solo giornali e televisioni. Esso dispone di una piccola centrale di mestatori del web che lavora a tempo pieno. Questi professionisti della calunnia, ricevute le dritte da parte delle centrali di intelligence americane e israeliane, provvede a contaminare la rete di notizie ritenute estremamente piccanti. In questi ultimi giorni i mestatori hanno lanciato l’allarme perche’ la Radio iraniana ha dato conto dei messaggi di solidarieta’ giunti al loro paese dall’Italia. Di tutti coloro che hanno protestato contro la campagna antiraniana, quello che da questi signori viene indicato come il piu’ emblematico e’ proprio quello che noi spedimmo il 1 novembre all’ambasciata iraniana in Italia e che affermava che «L’indomita Resistenza irachena mostra la via che ogni popolo libero deve seguire per far fronte alle minaccie imperialiste». Vedere per credere:
http://groups.google.it/group/it.pol...5223416915363f
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4. FRANCIA: GLI ISRAELIANI A PARIGI PER AIUTARE IL GOVERNO CONTRO LA <RACAILLE>
Domenica 11 dicembre il Ministro dell’Interno israeliano Gideon Ezra assieme al capo della polizia Moshe Karadi si sono incontrati a Parigi coi loro omologhi francesi. Perche’? Ce lo dice il quotidiano israeliano Jerusalem Post, il solo che ne abbia parlato (mentre i media francesi hanno tenuta segreta la notizia): <per uno scambio di informazioni e di esperienze concernenti le violenze urbane del novembre scoso in Francia>. Verificate cliccando sul sito dei sionisti di Francia: http://www.liguededefensejuive.com/a...id_article=379.
Da notare che l’incontro e’ stato chiesto dalle autorita’ francesi allo scopo di verificare in che modo importare e modulare in Francia i metodi antiguerriglia usati contro i palestinesi dalle forze di sicurezza israeliane. Questa notizia fa riflettere. Essa mette in luce quale sia la reale politica strategica del governo francese (altro che baluardo contro l’americanizzazione dell’Europa!!), ma svela anche quanto da mesi si dice in Francia: che gli apparati strategici della sicurezza abbiano gia’ pronti dei piani di contrattacco e di repressione su larga scala nell’eventualita’ di una guerriglia diffusa stile Intifada nlle periferie urbane del loro paese. E chi piu’ dei sionisti puo’ dare allao Stato francese delle lezioni?
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5. LETTERA DELLA FEDERAZIONE MONDIALE DEI SINDACATI (FSM) AL CAMPO
La piu’ importante centrale sindacale mondiale (quella, per capirci, di cui ha fatto parte la CGIL fino a pochi anni fa) ha celebrato a Cuba, nei primi di dicembre, il suo 15. Congresso mondiale. Una commissione del Congresso si e’ occupata della guerra in Iraq e ha stigmatizzato le pressioni USA contro i movimenti antimperialisti in Occidente (tra cui la vicenda dei 44 Membri del Congresso USA contro la Conferenza di Chianciano e il Campo). Poco dopo il Segretariato ci ha inviato il seguente significativo messaggio di solidarieta’:
FMS
40, ZAN MOREAS STREET
117 45 ATENE GRECIA GREECE
Cari militanti del Campo Antimperialista
La Federazione Mondiale dei Sindacati ha una ferma posizione di condanna dell’aggressione perpetrata dal governo USA contro l’Iraq.
Una risoluzione in questo senso e’ stata adottata recentemente dal nostro 15. Congresso mondiale,
Noi appoggiamo tutti coloro che come noi respingono l’invasione dell’Iraq e la politica aggressiva perpetrata dal governo Bush.
Apprezziamo particolarmente le lotte delle forze che negli USA si oppongono al comportamento violento del loro governo.
Siamo con voi nella lotta che organizzate per sostenere la resistenza alle guerre imperialiste.
Chiediamo che la vostra azione non venga fermata dal governo degli Stati Uniti e chiediamo anche sia fermata l’aggressivita’ imperialista ai danni di chi, come voi, non si sottomette alla politica dell’amministrazione Bush.
Il Segretariato della Federazione Mondiale dei Sindacati
TUTTO E' DI TUTTI




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