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Risultati da 1 a 10 di 23
  1. #1
    Guido Keller
    Ospite

    Predefinito Basi della Repubblica Socialista Italiana - da Pensiero Nazionale di Stanis Ruinas

    Sul numero 10-11 di Pensiero Nazionale viene riportato il manifesto programmatico Idee e principi dei Gruppi di “Pensiero Nazionale”, che occupa le prime tre pagine e reca in calce le seguenti firme(precedute dalla dicitura “Per i Gruppi del pensiero nazionale”): Stanis Ruinas, Luigi Bartolini, Antonio Zucca, Alvise Gigante, Ezio Daquanno, Massimo Uffreduzzi, Silvio Galli, Federico Baistrocchi, Giulio Romano, Lando Dell’Amico, Piero Ferroglio, Giampaolo Testa, C.A. Guida, Franco Cicchella, Spartaco Cilento, Niccodemo Angi, Alda Chiaffrino, Federico Oliviero, Alberto Franci, Renzo Papi, Enrico Landolfi, Piero Staiti, Camillo Benevento, Iginio Ricci.
    Nel manifesto si legge:

    “Il Fascismo e l’antifascismo sono stati battuti all’interno ed all’esterno dal capitalismo; e così pure i loro conati: la RSI e la resistenza. Riaffermiamo la necessità inderogabile che i vinti e i traditi delle due parti uniscano le loro volontà per combattere il vero ed unico vincitore: il capitalismo all’interno ed all’esterno. Perciò noi, quali uomini prevalentemente di provenienza repubblicana e fascista, riaffermiamo la continuità ideale, sul piano storico, della lotta combattuta, e rivendichiamo lo spirito del Manifesto di Verona: eliminazione dei secolari intrighi britannici dal nostro continente; abolizione del sistema capitalistico all’interno e lotta contro le plutocrazie mondiali.”

    Lo scritto, oltre a ribadire idee, concetti e proposte quali la necessità della pacificazione e dell’abrogazione delle leggi eccezionali, la lotta senza quartiere al capitalismo, la continuità con le correnti democratiche del Risorgimento, una politica estera che inserisca l’Italia in una Europa equidistante dagli Usa e dall’Urss, espone quelle che definisce le ”Basi della Repubblica Socialista Italiana” (significatamene indicata come RSI).

    Basi della Repubblica Socialista Italiana

    - Basi della RSI sono la libertà, la giustizia sociale, la sovranità nazionale: suo oggetto primario è il lavoro manuale, tecnico, intellettuale in ogni sua manifestazione, come unica fonte di diritti e doveri fra i cittadini, come unico elemento distintivo fra gli uomini.
    La Repubblica è unitaria. Avversa tutti i regionalismi e quindi le autonomie regionali, elementi dissolvitori di quel minimo di unità raggiunta attraverso secoli di lotte e sofferenze nazionali.
    Di fronte alla Repubblica tutte le regioni sono uguali; non si dovrà più continuare nella sperequazione fra Nord e Sud. Le industrie non debbono essere prerogativa del Nord, ma devono sorgere là dove è necessario nell’interesse superiore della Nazione.

    - La RSI garantisce unità sindacale, arma, presidio e difesa delle forze del lavoro, che va usata in funzione sociale ed economica, e non politica. Garantisce parimenti la libertà a tutti i partiti; proibisce l’intervento, diretto od indiretto, della polizia nella loro vita. Garantisce altresì tutte le libertà, di culto e di insegnamento. E’ punito esemplarmente il delitto di tradimento, di asservimento e spionaggio a favore di potenze straniere.

    - Ogni cittadino ha diritto al lavoro, e deve concorrere al progresso morale e materiale della collettività. Il lavoro è quindi anche un dovere sociale e come dovere è anche un diritto di sovranità. La RSI non riconosce le benemerenze conseguite in guerra e nella lotta politica come titoli sufficienti e necessari a rappresentarla nei suoi istituti. Sono però titoli preferenziali a parità di meriti.

    - Basi economiche della RSI sono la proprietà privata dei beni di consumo, quali elementi integrativi della personalità umana, e frutto del lavoro e del risparmio individuale; e al proprietà statale e socializzata dei mezzi di produzione.
    I mezzi di produzione appartengono allo stato che li dà in gestione alle aziende socializzate.
    Quello alla casa non è soltanto un diritto di proprietà bensì un diritto alla proprietà.
    nota mia: mi ricorda qualcosa……

    - Gli obiettivi del complesso produttivo sono unitari e si riassumono nel benessere dei singoli e nello sviluppo dell’economia nazionale, che sarà regolata dallo Stato attraverso piani di produzione in attuazione presso le aziende socializzate.

    - I lavoratori facenti parte delle aziende socializzate le dirigeranno attraverso i consigli di gestione entro i piani e le direttive di produzione nazionale.
    Il capo dell’azienda ed i consigli di gestione sono giuridicamente e politicamente responsabili della produzione nei confronti dello Stato. Gli utili netti delle aziende saranno distribuiti fra i lavoratori entro i limiti prestabiliti; ed a tutti i lavoratori della nazione tramite versamento dell’eccedenza a un fondo destinato a fini sociali.

    - La terra è proprietà dello Stato che la dà in gestione ad un sistema aziendale socializzato di tipo cooperativistico e consortile, attuando il passaggio da una concezione individualistica di conduzione ad una collettivistica.
    Gli istituti di credito sono dello Stato.
    Il commercio è organizzato secondo il principio del passaggio diretto dei beni dalla produzione al consumo mediante il sistema cooperativistico.

    - Fine della politica estera della RSI è quello di ottenere per l’Italia l’indipendenza effettiva, economica e politica, concorrendo su piede di parità con qualsiasi popolo allo sfruttamento delle fonti di materie prime e di ogni altra risorsa economica potenziale del mondo entro il quadro di una Confederazione Socialista Europea.
    Condanniamo ogni forma di nazionalismo e imperialismo e così tutte le guerre fatte a fini nazionalistici e imperialistici. Ma fin tanto che le altre nazioni, e principalmente l’Inghilterra, non restituiscono il maltolto, noi esigiamo le colonie e il mandato nell’A.O.
    Il socialismo non può fare la politica dei due pesi e delle due misure; non può considerare legittime le guerre di aggressione e imperialistiche delle nazioni ricche ed illegittime quelle fatte, per ragioni di stomaco, dalle nazioni povere. Il socialismo che si ponga su questa strada, tradisce se stesso e perciò non può avere che l’esecrazione dei veri socialisti.

  2. #2
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Guido Keller
    - Fine della politica estera della RSI è quello di ottenere per l’Italia l’indipendenza effettiva, economica e politica, concorrendo su piede di parità con qualsiasi popolo allo sfruttamento delle fonti di materie prime e di ogni altra risorsa economica potenziale del mondo entro il quadro di una Confederazione Socialista Europea.
    Condanniamo ogni forma di nazionalismo e imperialismo e così tutte le guerre fatte a fini nazionalistici e imperialistici. Ma fin tanto che le altre nazioni, e principalmente l’Inghilterra, non restituiscono il maltolto, noi esigiamo le colonie e il mandato nell’A.O.
    Il socialismo non può fare la politica dei due pesi e delle due misure; non può considerare legittime le guerre di aggressione e imperialistiche delle nazioni ricche ed illegittime quelle fatte, per ragioni di stomaco, dalle nazioni povere. Il socialismo che si ponga su questa strada, tradisce se stesso e perciò non può avere che l’esecrazione dei veri socialisti.
    Questo punto in particolare dovrebbe far riflettere. Molto.

  3. #3
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis
    Che dire di più?
    Che giustamente il messaggio non ha ricevuto altre risposte, perchè non tratta ne' di surfisti australiani ne' di Di Canio.

  5. #5
    ennerre
    Ospite

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    Perciò noi, quali uomini prevalentemente di provenienza repubblicana e fascista, riaffermiamo la continuità ideale, sul piano storico, della lotta combattuta, e rivendichiamo lo spirito del Manifesto di Verona
    Riaffermare la continuità ideale non significa continuare a dichiararsi fascisti e sventolare aquile e fasci littori. Se leggi gli articoli di Ruinas durante la IIa guerra Mondiale noti già un distacco dalla simbologia e dalla terminologia classica del fascismo. Ruinas non è fascista, rivendica il fascismo quale tentativo di coronare l'ultimo Risorgimento d'Italia, a cui le forze borghesi e clericali si sono sempre opposte. Sostenere il contrario è falsità.

  6. #6
    ennerre
    Ospite

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    Condanniamo ogni forma di nazionalismo e imperialismo e così tutte le guerre fatte a fini nazionalistici e imperialistici.
    Potresti gentilmente commentare questa affermazione?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Guido Keller
    Sul numero 10-11 di Pensiero Nazionale viene riportato il manifesto programmatico Idee e principi dei Gruppi di “Pensiero Nazionale”, che occupa le prime tre pagine e reca in calce le seguenti firme(precedute dalla dicitura “Per i Gruppi del pensiero nazionale”): Stanis Ruinas, Luigi Bartolini, Antonio Zucca, Alvise Gigante, Ezio Daquanno, Massimo Uffreduzzi, Silvio Galli, Federico Baistrocchi, Giulio Romano, Lando Dell’Amico, Piero Ferroglio, Giampaolo Testa, C.A. Guida, Franco Cicchella, Spartaco Cilento, Niccodemo Angi, Alda Chiaffrino, Federico Oliviero, Alberto Franci, Renzo Papi, Enrico Landolfi, Piero Staiti, Camillo Benevento, Iginio Ricci.
    Nel manifesto si legge:

    “Il Fascismo e l’antifascismo sono stati battuti all’interno ed all’esterno dal capitalismo; e così pure i loro conati: la RSI e la resistenza. Riaffermiamo la necessità inderogabile che i vinti e i traditi delle due parti uniscano le loro volontà per combattere il vero ed unico vincitore: il capitalismo all’interno ed all’esterno. Perciò noi, quali uomini prevalentemente di provenienza repubblicana e fascista, riaffermiamo la continuità ideale, sul piano storico, della lotta combattuta, e rivendichiamo lo spirito del Manifesto di Verona: eliminazione dei secolari intrighi britannici dal nostro continente; abolizione del sistema capitalistico all’interno e lotta contro le plutocrazie mondiali.”

    Lo scritto, oltre a ribadire idee, concetti e proposte quali la necessità della pacificazione e dell’abrogazione delle leggi eccezionali, la lotta senza quartiere al capitalismo, la continuità con le correnti democratiche del Risorgimento, una politica estera che inserisca l’Italia in una Europa equidistante dagli Usa e dall’Urss, espone quelle che definisce le ”Basi della Repubblica Socialista Italiana” (significatamene indicata come RSI).

    Basi della Repubblica Socialista Italiana

    - Basi della RSI sono la libertà, la giustizia sociale, la sovranità nazionale: suo oggetto primario è il lavoro manuale, tecnico, intellettuale in ogni sua manifestazione, come unica fonte di diritti e doveri fra i cittadini, come unico elemento distintivo fra gli uomini.
    La Repubblica è unitaria. Avversa tutti i regionalismi e quindi le autonomie regionali, elementi dissolvitori di quel minimo di unità raggiunta attraverso secoli di lotte e sofferenze nazionali.
    Di fronte alla Repubblica tutte le regioni sono uguali; non si dovrà più continuare nella sperequazione fra Nord e Sud. Le industrie non debbono essere prerogativa del Nord, ma devono sorgere là dove è necessario nell’interesse superiore della Nazione.

    - La RSI garantisce unità sindacale, arma, presidio e difesa delle forze del lavoro, che va usata in funzione sociale ed economica, e non politica. Garantisce parimenti la libertà a tutti i partiti; proibisce l’intervento, diretto od indiretto, della polizia nella loro vita. Garantisce altresì tutte le libertà, di culto e di insegnamento. E’ punito esemplarmente il delitto di tradimento, di asservimento e spionaggio a favore di potenze straniere.

    - Ogni cittadino ha diritto al lavoro, e deve concorrere al progresso morale e materiale della collettività. Il lavoro è quindi anche un dovere sociale e come dovere è anche un diritto di sovranità. La RSI non riconosce le benemerenze conseguite in guerra e nella lotta politica come titoli sufficienti e necessari a rappresentarla nei suoi istituti. Sono però titoli preferenziali a parità di meriti.

    - Basi economiche della RSI sono la proprietà privata dei beni di consumo, quali elementi integrativi della personalità umana, e frutto del lavoro e del risparmio individuale; e al proprietà statale e socializzata dei mezzi di produzione.
    I mezzi di produzione appartengono allo stato che li dà in gestione alle aziende socializzate.
    Quello alla casa non è soltanto un diritto di proprietà bensì un diritto alla proprietà.
    nota mia: mi ricorda qualcosa……

    - Gli obiettivi del complesso produttivo sono unitari e si riassumono nel benessere dei singoli e nello sviluppo dell’economia nazionale, che sarà regolata dallo Stato attraverso piani di produzione in attuazione presso le aziende socializzate.

    - I lavoratori facenti parte delle aziende socializzate le dirigeranno attraverso i consigli di gestione entro i piani e le direttive di produzione nazionale.
    Il capo dell’azienda ed i consigli di gestione sono giuridicamente e politicamente responsabili della produzione nei confronti dello Stato. Gli utili netti delle aziende saranno distribuiti fra i lavoratori entro i limiti prestabiliti; ed a tutti i lavoratori della nazione tramite versamento dell’eccedenza a un fondo destinato a fini sociali.

    - La terra è proprietà dello Stato che la dà in gestione ad un sistema aziendale socializzato di tipo cooperativistico e consortile, attuando il passaggio da una concezione individualistica di conduzione ad una collettivistica.
    Gli istituti di credito sono dello Stato.
    Il commercio è organizzato secondo il principio del passaggio diretto dei beni dalla produzione al consumo mediante il sistema cooperativistico.

    - Fine della politica estera della RSI è quello di ottenere per l’Italia l’indipendenza effettiva, economica e politica, concorrendo su piede di parità con qualsiasi popolo allo sfruttamento delle fonti di materie prime e di ogni altra risorsa economica potenziale del mondo entro il quadro di una Confederazione Socialista Europea.
    Condanniamo ogni forma di nazionalismo e imperialismo e così tutte le guerre fatte a fini nazionalistici e imperialistici. Ma fin tanto che le altre nazioni, e principalmente l’Inghilterra, non restituiscono il maltolto, noi esigiamo le colonie e il mandato nell’A.O.
    Il socialismo non può fare la politica dei due pesi e delle due misure; non può considerare legittime le guerre di aggressione e imperialistiche delle nazioni ricche ed illegittime quelle fatte, per ragioni di stomaco, dalle nazioni povere. Il socialismo che si ponga su questa strada, tradisce se stesso e perciò non può avere che l’esecrazione dei veri socialisti.



    Perchè non utilizzare questo manifesto programmatico come elemento unificante invece del braccetto teso di Di Canio? (che pare sia molto corteggiato da AN per le prossime politiche)

  8. #8
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    Ripeto: non potete usare il Fascismo senza essere Fascisti...

    Siete veramente insistenti... e fate sto salto! Riconoscetevi e dichiaratevi fieramente FASCISTI e mettetevi a disposizione per diffondere questa FEDE.

    Saluti Romani

  9. #9
    ennerre
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Nolan
    Ripeto: non potete usare il Fascismo senza essere Fascisti...

    Siete veramente insistenti... e fate sto salto! Riconoscetevi e dichiaratevi fieramente FASCISTI e mettetevi a disposizione per diffondere questa FEDE.

    Saluti Romani
    Lo spirito di un'epoca è qualcosa a cui non possiamo tornare. Esso tende a dissolversi, perchè si sta approssimando la fine del mondo.
    Non può in effetti, essere sempre primavera o estate, e ugualmente non può essere sempre giorno; quindi, se anche desiderassimo riportare il mondo allo spirito del secolo trascorso, ciò non sarebbe possibile. E' importante trarre il meglio da ogni generazione.
    L'errore di chi ha nostalgia del passato sta nel fatto che non afferra questo principio.
    Ma coloro che mostrano considerazione solo per la realtà attuale, ostentando disprezzo per il passato, appaiono molto superficiali


    Hagakure - Yamamoto Tsunemoto

    Io non ho alcuna intenzione di usare il fascismo, quasi fosse tesoro custodito da pochi iniziati. Non posso dichiararmi tale perchè ritengo impossibile riproporre l'immagine (e l'inevitabile ombra della reazione) divenuta celebre nella prima metà del '9oo.
    Senza voler toccare questioni di natura ideologica o filosofica, ti ricordo che Modena non è Roma. Io vivo in una realtà dove l'esperienza della Repubblica Sociale Italiana è stata cancellata da anni di furore partigiano-bolscevico. Dove non esistono Partiti d'Area, dove l'MSI non era proprio quel movimento auspicato da Beppe Niccolai...
    Qui non esistono adolescenti esaltati dall'immagine del fascio littorio, ma solo consumatori di merci. Per cui presentarsi fascisti in tale contesto non è eroismo o tener alto il vessillo di Roma, ma autoghettizzarsi e spegnersi lentamente.

  10. #10
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ennerre
    Lo spirito di un'epoca è qualcosa a cui non possiamo tornare. Esso tende a dissolversi, perchè si sta approssimando la fine del mondo.
    Non può in effetti, essere sempre primavera o estate, e ugualmente non può essere sempre giorno; quindi, se anche desiderassimo riportare il mondo allo spirito del secolo trascorso, ciò non sarebbe possibile. E' importante trarre il meglio da ogni generazione.
    L'errore di chi ha nostalgia del passato sta nel fatto che non afferra questo principio.
    Ma coloro che mostrano considerazione solo per la realtà attuale, ostentando disprezzo per il passato, appaiono molto superficiali


    Hagakure - Yamamoto Tsunemoto

    Io non ho alcuna intenzione di usare il fascismo, quasi fosse tesoro custodito da pochi iniziati. Non posso dichiararmi tale perchè ritengo impossibile riproporre l'immagine (e l'inevitabile ombra della reazione) divenuta celebre nella prima metà del '9oo.
    Senza voler toccare questioni di natura ideologica o filosofica, ti ricordo che Modena non è Roma. Io vivo in una realtà dove l'esperienza della Repubblica Sociale Italiana è stata cancellata da anni di furore partigiano-bolscevico. Dove non esistono Partiti d'Area, dove l'MSI non era proprio quel movimento auspicato da Beppe Niccolai...
    Qui non esistono adolescenti esaltati dall'immagine del fascio littorio, ma solo consumatori di merci. Per cui presentarsi fascisti in tale contesto non è eroismo o tener alto il vessillo di Roma, ma autoghettizzarsi e spegnersi lentamente.
    Sostituite Modena con Cuneo e quanto affermato da ennerre vale pure per me, parola per parola.

 

 
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