A PROPOSITO DEL SIG. PISANU....![]()
L'editoriale di Giorgio Melis
Quel ministro sardo
contro i sardi e Soru
Beppe Pisanu è fra i pochi ministri di Berlusconi
stimati dall'opposizione. Ne siamo
felici come sardi. Ci rende infelici che un
così prestigioso ministro di un dicastero fra
i più importanti conti meno del due di
coppe a briscola quando si tratta dei diritti della terra in
cui viene eletto. Quando ministri e presidente siciliano
hanno intimato di trovare subito, prima delle elezioni, un
miliardo e mezzo di euro, Berlusconi e Tremonti li hanno
fatti saltar fuori. Quando la Regione sarda (non Soru: la
Regione con voto unanime del Consiglio, dunque la Sardegna)
ha rivendicato i soldi che da anni le vengono
scippati, Pisanu ministro eccellente ha ottenuto solo
chiacchiere. I siciliani, quattro volte più numerosi dei
sardi, fanno la differenza politica. Ma è inaccettabile
come Pisanu interpreta il ruolo di parlamentare sardo e
di ministro-contro. Non si è mai accorto che le nostre
entrate venivano falciate, penalizzandoci clamorosamente.
Guarda in cagnesco Soru. Che non vuole «tassare i
turisti» (come titola il quotidiano cagliaritano portavoce
del Polo) ma i non residenti che non pagano un euro di
Irpef per il valore e sulle transazioni (affitti e/o vendite)
delle loro ville: benché il costo dei servizi di cui fruiscono
ricada sulle finanze sarde. Pisanu non ha mai detto una
parola sull'enorme indebitamento provocato dalle Giunte
di destra (specie Pili e Masala). Ma ora spara a zero a
giorni alterni su Soru che prova a tamponare la voragine.
Le tasse proposte dalla Giunta non sono incostituzionali
e aberranti: lo dicono esperti semmai poco persuasi da
alcune norme. Oltre le quali, va affermato un principio.
Sui legittimi profitti (per proprietà immobiliari di lusso,
ipermercati che drenano capitali, gruppi alberghieri, tour
operator, imprese nazionali e straniere) realizzati in Sardegna
da persone e aziende che hanno il domicilio fiscale
fuori dell'Isola, la Regione deve riscuotere la sua quota
parte: o sarebbe ancora una colonia interna. Su questa
battaglia cruciale, non abbiamo mai sentito una parola
da Pisanu. E da tempo, neanche sulle entrate scippate.
Caro ministro, non puoi danneggiare i sardi per fare la
guerra politico-elettorale a Soru: ci andiamo di mezzo
tutti. Pazienza se non riesci a far contare la Sardegna nel
governo. Ma che debba anche metterti contro la tua terra
e i tuoi elettori, è inaccettabile. E autolesionistico.
A cantu parit, si nd'esti acatendi calincun'antru pura...




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