Fiat, lo sciopero blocca tutte le fabbriche![]()
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03/02/2010 16:11 | LAVORO - ITALIA | Fonte: rassegna
In tutta Italia oggi (mercoledì 3 febbraio) si sono fermati per 4 ore gli stabilimenti del gruppo Fiat. E’ pienamente riuscito lo sciopero nazionale, proclamato unitariamente da Fim, Fiom, Uilm e Fismic contro la chiusura di Termini Imerese ma anche per il futuro degli altri impianti. Lo dimostrano i dati di adesione alla mobilitazione, mentre la Cgil esprime grande soddisfazione per l’iniziativa. Braccia incrociate dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22 per i lavoratori delle fabbriche principali: produzione ferma da Termini a Mirafiori passando per Pomigliano.
A Termini Imerese, l’impianto che chiuderà entro fine 2011 - nelle intenzioni del Lingotto -, gli addetti si sono fermati alle 10: davanti ai cancelli è partito un sit-in, alla presenza dei dirigenti sindacali e del leader della Fiom, Gianni Rinaldini. “Lo stabilimento non può chiudere – ha dichiarato proprio Rinaldini -, in Italia non esiste una sovracapacità, anzi il nostro paese, in Europa, è l'unico tra quelli industrializzati, ad importare auto perchè se ne producono poche rispetto alla richiesta di mercato. Fino a qualche mese fa - a suo avviso - Marchionne prevedeva investimenti e nuova occupazione a Termini Imerese poi, dopo l'accordo con Chrysler, ha deciso che la fabbrica deve chiudere, ma non esiste un motivo reale se non quello che l'azienda sta spostando il suo business agli Stati Uniti”.
Un corteo di qualche centinaia di lavoratori è partito dallo stabilimento di Mirafiori. L’adesione media, secondo le tute blu, è stata pari al 50 % con punte del 70% tra gli operai. “I lavoratori non sono convinti del piano presentato – secondo il segretario provinciale della Fiom, Giorgio Airaudo -. C'è preoccupazione non solo per Termini ma anche per il futuro di Mirafiori, dove se non arrivano nuovi prodotti c'è il rischio che le 180mila vetture prodotte lo scorso anno diventino 95mila tra due anni”.
Una data certa per discutere del futuro di Pomigliano d’Arco. Lo hanno chiesto i rappresentanti regionali dei sindacati di categoria, che hanno incontrato la stampa nella sede del Comune. Anche il sindaco della città, Andrea Della Ratta, ha ribadito la necessità di fare chiarezza in tempi brevi sul sito napoletano. Il Municipio è ancora presidiato da 36 lavoratori dello stabilimento, con contratto scaduto il 31 dicembre e non ancora rinnovato.
Epifani, lo sciopero va benissimo
“Sta andando benissimo”. Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha commentato la mobilitazione a sciopero ancora in corso. Ora, ha aggiunto, “bisogna accelerare la verifica delle ipotesi in campo per Termini Imerese”, dove si attende una proposta che consenta di continuare la produzione di auto, e anche “risolvere il problema dei precari sul tetto a Pomigliano d’Arco”. Il sindacato chiede inoltre di presentare al più presto il piano complessivo “perché il problema è anche in altre parti del gruppo”.
Scajola, c’è spazio per salvare Termini
Nel piano industriale Fiat per l’Italia “per il governo c’è spazio anche per Termini Imerese”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Se l’azienda dovesse invece confermare la chiusura, allora verrà aperto “un tavolo per lavorare a una diversa indicazione industriale che eviti la chiusura di questo polo importante”. In ogni caso, a suo giudizio, “l’obiettivo deve essere quello di un aumento della produzione in Italia”.
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