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Punto 9
Concordo sul no alla guerra (imperialista), ma per il resto :
a) La criminalizzazione delle armi mi pare una cretinata assoluta...solita cazzata
qualunquista...le armi non sono il male, ma come le si usa.
b) Non capisco come si possa supporre, da comunisti, che esista una impresa
che non sfrutta i popoli o che non lo farebbe avendone il potere...questo
genere di cazzate...il "boicottaggio etico" porta solo a stronzate tipo "Etica
Aziendale" e "Codice di Autoregolamentazione Televisiva"...è puro pattume!
Quanto a sostenere gli altri popoli...è basilarmente vero, ma prima dobbiamo rimetterci in piedi noi, mi pare, dato che siamo messi maluccio...
Skarm
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Punto 10
Questa manco la commento...puro fumo e qualche fuoco pirotecnico.
Skarm
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x Esmor
No, caro Esmor...non concordo affatto...
Vedi, io non credo che, anche se io stesso arrivassi al potere e avessi il consenso assoluto, riterrei che, nel contesto attuale, si possa pensare di venirsene fuori con "Ok...ora c'è il Comunismo"...anche concependo un programma di cambiamento, sarebbe comunque "di transizione" e legato al contesto attuale...ma ciò non toglie che un programma di questo tipo sia assolutamente carente.
Si tratta unicamente di qualche "scintilla" peraltro un pò stantia...nelle condizioni attuali della nostra economia non si può seriamente pensare di cambiare qualcosa senza un programma radicale di alternativa...
...e questo, molto semplicemente, non è radicale.
Per "radicale" intendo portatore di idee e soluzioni nuove, cosa che questo proclama assolutamente non ha...è solo un'accozzaglia di idee trite e ritrite, che si orecchiano da tempo, che non sono affatto originali e peraltro non cambiano un cazzo o possono solo peggiorare la situazione!
Permettimi, Esmor...non conosco stà nuova realtà, ma mi sembra un programma potenzialmente buono unicamente per far godere di un'aurea pensione a qualche nuovo capoccia sulle miserie e sulle sofferenze del popolo e a dare un "aiuto umanitario" ad un Paese alla canna del gas che presto avrà un bisogno cronico di simili aiuti...non a cambiare qualcosa.
Peraltro la mia personale idea è questa :
Non esistono programmi di governo e programmi di opposizione...in politica o si programma per governare o si programma di rubare al popolo!
Skarm
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Io continuo a trovarci ottimi spunti... se allora leggi il programma dell'Unione ti prende un infarto. :-01#44
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Citazione:
Originariamente Scritto da Esmor
Io continuo a trovarci ottimi spunti... se allora leggi il programma dell'Unione ti prende un infarto. :-01#44
No...no...niente infarti, perchè per quelli ho già in mente la soluzione definitiva... :D
http://www.rotten.com/library/bio/di...alin/gulag.jpg
Skarm
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x T.Muntzer
dove hai trovato qeusto programma ? Sul sito di No Euro non c'è niente del genere. :confused:
e rimanendo in tema di elezioni... di LD si sa niente ?
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T, Muntzer, un ragazzo di Fiamma Tricolore ha scritto che No Euro si candiderà con loro a Torino...
http://www.politicaonline.net/forum/...=1#post3099311
Confermi?
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Lettera per Altramoneta
Domenico de Simone
Cari amici,
dopo la mia lettera di fine dicembre ho ricevuto molte entusiastiche e incoraggianti adesioni al programma dei dieci punti ed al progetto di creare una lista per le prossime elezioni. Nonostante siano passati poco più di dieci giorni, a Roma si è costituito un gruppo di circa cinquanta persone e molte associazioni, e altri gruppi numerosi si sono formati e si stanno formando in tutta Italia.
Nella lettera e nel progetto indicavo che la decisione presa era di presentarsi da soli e di non perseguire nessun apparentamento con i poli, nonostante una legge elettorale che continuo a definire vigliacca privilegi gli apparentamenti allo scopo preciso di impedire la nascita sentita da tutti di progetti politici alternativi a quelli dei due poli. L’intesa con il gruppo dirigente del No Euro, peraltro conforme alla decisione presa dal loro congresso nazionale, era in questo senso. In ogni caso si sarebbe deciso durante la campagna elettorale cosa fare. D’altra parte, se l’obiettivo politico reale è quello di conquistare cento Comuni, la partecipazione alla campagna elettorale nazionale ha prevalentemente lo scopo di lanciare il progetto dei cento Comuni, più che quello di prendere deputati, che avrebbero solo il compito di utilizzare il Parlamento come una tribuna del progetto.
L’idea è che il paese si riforma dal basso e dai Comuni, e non dal centro del potere (finto) o dall’alto. Senza praticare una nuova moneta e un altro modo di intendere la società civile, quale quello che nasce dal progetto sinteticamente esposto nei dieci punti, senza un attacco al cuore del potere finanziario, che può venire solo dall’azione concreta di centinaia di migliaia o milioni di cittadini, il cambiamento resta un’illusione.
Per ragioni assolutamente legittime, i dieci punti sono stati assunti (peraltro con notevole ritardo) dal No Euro solo il 9 gennaio sera e solo come contributo al programma del movimento. D’altra parte è comprensibile che un movimento organizzato debba far decidere alle proprie strutture come integrare o modificare il proprio programma elettorale, e finora è evidentemente mancato il tempo di farlo.
Inoltre, c’è la possibilità concreta che il Movimento No Euro decida di apparentarsi comunque con uno dei Poli, anche se questo apparentamento è visto come un mero strumento tecnico per ridurre il quorum dal 4 al 2% alla Camera e dall’8 al 3% al Senato.
In un’assemblea tenuta a Roma il pomeriggio del 9 gennaio, senza alcuna formalità come d’uso nei movimenti, è stata affrontata la questione ed è stato esclusa la possibilità di apparentamento con i Poli, anche e questo dovesse costare l’impossibilità di presentarsi efficacemente alle elezioni nazionali. Il problema è dato dal numero delle firme e soprattutto dalla loro autenticazione che sarebbe garantita in caso di apparentamento.
La principale ragione di questa decisione è che con l’apparentamento il gruppo riunito intorno ai dieci punti perde la propria anima, la propria identità, la propria natura. Se l’obiettivo della partecipazione è rivelare la menzogna del sistema, apparentarsi ci fa immediatamente apparire come comunque connessi e collegati con i principi di questa menzogna. Soprattutto la possibilità di apparentarsi con il Polo di Berlusconi, che è il re della menzogna mediatica, inviso ormai alla grande maggioranza dei cittadini, deve essere esclusa in partenza. Ma certo è difficile andare anche con una “sinistra” che ha dimostrato nella vicenda Unipol tutto il suo servilismo nei confronti del sistema di potere finanziario e la sua subalternità alla menzogna. Con la legge elettorale si indica il Capo della coalizione come premier, e nessuno di noi se la sente di indicare né la padella di Berlusconi né la brace di Prodi come letto su cui giacere.
Se dobbiamo gridare “Il Re è Nudo!”, non possiamo stare nel corteo dei cortigiani che elogiano il vestito inesistente del re, ma tra la gente, con gli occhi puri di quel bambino che per primo lanciò il grido, rivelando a tutti la verità. Certo che ci farebbero comodo i rimborsi elettorali (con il 4% prenderemmo circa 9 milioni di euro con cui potremmo costruire mille iniziative), ma non è questa una ragione sufficiente per perdere l’anima. Che diamine, ci battiamo contro il sistema finanziario e questo euro e poi ci perdiamo per quattro soldi? I mezzi li troveremo nel sostegno di tutti quelli che vedono nei dieci punti una vera alternativa per costruire una nuova società, e poi c’è sempre internet per fare la nostra campagna elettorale.
L’assemblea, quindi, dopo una vivace discussione ha deciso di dare un nome al gruppo che si riconosce nei dieci punti e che vuole seguirne coerentemente il percorso programmatico. Dopo una serie di votazioni è stato scelto il nome “altramoneta” che sarà confezionato da un grafico in breve tempo e che caratterizzerà d’ora in poi questo gruppo.
Altramoneta ha la funzione di mantenere inalterato lo spirito che ha portato alla redazione dei dieci punti. Nelle elezioni locali saremo presenti con il simbolo e/o con gli apparentamenti con le forze politiche che accetteranno i punti essenziali del programma. Nelle elezioni nazionali, se il No Euro deciderà di correre da solo, saremo con loro, mentre in caso contrario decideremo cosa fare, sentendo sul sito che abbiamo deciso di costruire il parere di tutti quelli che stanno nel gruppo. Ma non posiamo correre il rischio di propagandare un logo elettorale che possa compiere scelte strumentali, comprensibili ma non condivisibili né condivise.
Abbiamo deciso di prendere il sito altramoneta.org affinché sia possibile avere le subdirectories dei gruppi regionali. Dovremo darci un minimo di struttura organizzativa ma per quanto concerne le decisioni deve valere il principio assembleare, come è stato a Roma l’altra sera. Con il sito, che sarà pienamente interattivo, potremo costruire assemblee virtuali da tutta Italia.
Tra meno di una settimana avremo il sito operativo, anche se ancora in costruzione e soprattutto il logo. Nel frattempo, il decalogo deve continuare a girare con la sola indicazione “altramoneta” e provvisoriamente con la mia email e telefono personali.
Dobbiamo continuare ad aggregare gruppi nei Comuni e nelle circoscrizioni delle grandi città, e soprattutto organizzarci per la raccolta delle firme e dei mezzi necessari per andare avanti e realizzare il nostro programma.
Grazie per l’attenzione
Domenico de Simone
- Se volete versare un contributo in denaro fate un versamento sul c/c n° 36 presso la Banca CR Firenze di Roma, filiale di Piazza Vescovio, CIN: G – ABI 06160 - CAB 03209 intestato a Comitato No Euro Roma – Domenico de Simone. Ricordatevi di mettere le Vostre generalità e indicare nella causale se volete mantenere l’anonimato. Pubblicheremo sul sito tutti i contributi ricevuti e la loro destinazione.
- Se volete collaborare ai banchetti e alla campagna elettorale, costituendo un comitato nella vostra zona, telefonatemi al n° 3288866873 o contattatemi all’indirizzo desimone_d@virgilio.it.
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pur rispettandole non condivido la decisione di De Simone, è una contraddizione essere anarchici, è partecipare alle elezioni, inoltre la via parlamentare non porta da nessuna parte, il compito dei piccoli partiti rivoluzionari, è sempre stato quello di recuperare consensi elettorali da una parte politica, e quello di usarli per invocare lo spauracchio del comunismo o del fascismo dalla parte opposta.
questo è un pezzo del documento risalente all'inizio degli anni novanta, astensionista del gruppo anarchico comidad di Napoli, che consisteva nelle risposte alle più frequenti obbiezioni contro la pratica astensionista, a mio parere descrive bene il ruolo del partito rivoluzionario
http://www.comidad.org/documenti.html
8) "La partecipazione alle elezioni non preclude la possibilità di una azione rivoluzionaria.
La preclude, eccome! Infatti votando si accetta preventivamente di sottomettersi al volere della maggioranza in caso di propria sconfitta elettorale, e quindi si accetta anche la corresponsabilità con il Potere fondato su quella maggioranza. Cercare di conquistare a propria volta la maggioranza significa inoltre essere costretti ad andare incontro alle sue abitudini mentali e quindi rinunciare al proprio programma rivoluzionario.
Il fatto poi di andare a votare con la "riserva mentale" di non sottomettersi al volere dei più, costituisce soltanto una illusione di furbizia, in quanto fornisce agli avversari un altro argomento polemico, e cioè il poterti rinfacciare continuamente la tua doppiezza, cioè il tuo non essere un "sincero democratico".
Nelle rare eventualità in cui i rivoluzionari riescono a conquistare la maggioranza, allora questa doppiezza diventa un ottimo pretesto fornito ai conservatori per invalidare il risultato delle elezioni con un colpo di Stato. In conclusione: la legge del numero è intrinsecamente conservatrice, nei rari casi in cui essa sembra dare ragione ai rivoluzionari e va a toccare gli interessi costituiti, allora essa viene messa a tacere dalla "legge del più forte"; e l'ironia sta nel fatto che questi cosiddetti "forti" non lo sono per virtù naturale, ma lo sono diventati grazie alle posizioni acquisite tramite l'uso che hanno saputo fare della legge del numero.
Ai rivoluzionari da parlamento si adatta quindi perfettamente l'appellativo di "zimbello", per il quale il dizionario della lingua italiana Devoto Oli fornisce i seguenti significati: "Uccello vivo da richiamo usato nell'uccellagione con le tese, che legato ad un piolo viene fatto svolazzare in modo da attirare negli appostamenti gli uccelli di passo. Figurativamente: ogni accorgimento usato per attirare altri nella sfera dei propri interessi.
Più comunemente: Persona che è fatta oggetto di considerazioni ironiche e spesso bersaglio di scherzi più o meno crudeli".
Infatti la borghesia usa i rivoluzionari da parlamento sia "per attirare altri nella sfera dei propri interessi", sia per farli "oggetto di considerazioni ironiche e di scherzi più o meno crudeli".