olocausto. UN RADUNO DI REVISIONISTI A TEHERAN
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IRAN: OLOCAUSTO, UN RADUNO DEI REVISIONISTI A TEHERAN / ANSA
(di Alberto Zanconato)
(ANSA) - TEHERAN, 4 GEN - Non sono state esternazioni
improvvise e poco meditate quelle del presidente iraniano Mahmud
Ahmadinejad quando ha definito una "leggenda" l'Olocausto e ha
proposto di trasferire Israele in Occidente. Il fatto che si
tratti di una linea politica ben meditata è testimoniato da
alcune reazioni positive nel mondo politico iraniano e dalla
proposta, fatta dall'Associazione dei giornalisti musulmani
dell'Iran, di una conferenza internazionale a Teheran su questo
tema, alla quale potrebbero essere invitati i maggiori storici
revisionisti occidentali.
Inviti che dovrebbero essere accolti senza indugi, visti i
messaggi di solidarietà e ammirazione inviati ad Ahmadinejad da
molti di questi revisionisti, di cui l'agenzia iraniana Irna ha
pubblicato tra ieri e oggi un elenco.
Tra i sostenitori del presidente iraniano vengono citati
il francese Robert Faurisson, ex docente dell'Università di
Lione, l'americano Arthur Butz, autore del libro 'La truffa del
Ventesimo secolo' (l'Olocausto, appunto), oltre al britannico
David Irving e il canadese di origine tedesca Ernst Zendel, in
prigione e in attesa di giudizio rispettivamente in Austria e in
Germania per avere negato lo sterminio degli ebrei da parte dei
nazisti. Ma anche "un importante intellettuale e giornalista
russo-israeliano", Israel Shamir, che l'Irna ricorda essere
stato licenziato dal quotidiano israeliano 'Haaretz' e che in
questa occasione, lodando i dirigenti iraniani, ha definito i
governanti di Tel Aviv "assassini assetati di sangue".
Un francese, Serge Thion, scrive che "gli studiosi
revisionisti francesi e di tutto il mondo sosterranno
completamente il presidente Ahmadinejad", aggiungendo che essi
hanno trovato "un grande sollievo nel comportamento coraggioso
delle più alte autorità iraniane". "I tedeschi devono
battersi contro questa storia inventata dell'Olocausto per
difendere il loro Paese", afferma, dalla Germania, l'avvocato
Horst Mehler. E dall'Australia Frederick Toben, editore di
origine tedesca della rivista revisionista 'Vere missioni', dice
di essere stato personalmente ad Auschwitz, di essersi
"introdotto sotto le macerie delle presunte camere a gas" ma
di "non aver trovato i quattro fori nel tetto che si dice
fossero usati per gettarvi dentro le pastiglie per il gas".
Mehdi Fazayeli, portavoce dell'Associazione dei giornalisti
musulmani, ha detto oggi dalle colonne del quotidiano
conservatore 'Siasat-e-Rouz' che nel seminario dovranno essere
presentati "documenti e prove per valutare se l'Olocausto è
avvenuto veramente o meno". "Si tratterà - ha aggiunto - di
una discussione storica e scientifica per illustrare le idee
(dei partecipanti) all'opinione pubblica mondiale".
Un deputato citato anch'egli dal giornale, Abbas Rajai, ha
invitato "gli intellettuali anti-sionisti nel mondo" che
mettono in discussione l'Olocausto a "non farsi intimorire da
possibili minacce" e a partecipare compatti alla conferenza.
Lo sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti, ha aggiunto
Rajai, è "una menzogna" dovuta all' "influenza delle grandi
potenze nei resoconti storici, che fa sì che la verità non sia
rispettata".
Siasat-e-Rouz riferisce anche di un sondaggio effettuato da
un sito Internet iraniano, 'Sharif news', secondo il quale il 93
per cento di 10.568 intervistati si è detto d'accordo
sull'opportunità di "trasferire gli ebrei" in Europa o negli
Stati Uniti e di dare loro un governo indipendente in quei
territori. Il Paese preferito dalla maggioranza per questa
bisogna è la Germania, con il 40 per cento delle risposte,
seguita dagli Usa con il 21,6 e dalla Gran Bretagna con il 7,4
per cento.




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