Maurizio Blondet
03/01/2006
Il missile anticarro sparato il 22 dicembre nella cittadina di Netanya era di fabbricazione israeliana. Ma i bersagli non erano, come al solito, i palestinesi.
L'obbiettivo era un notorio mafioso ebreo, Assi Abutbul.
Obbiettivo mancato, del resto: il missile ha distrutto una casa vicina e lasciato un cratere sulla strada antistante la villa di Assi.
Nessun morto né ferito.
Abutbul e alcune sue guardie del corpo sono state interrogate, ma poi rilasciate (1).
La polizia israeliana è comprensibilmente imbarazzata.
E' evidentemente in corso una guerra tra clan mafiosi, che ha lasciato scie di morti non solo in Israele, ma in Europa e in Sudafrica.
A quanto pare, in palio c'è il business del gioco d'azzardo.
Ma gli inquirenti, come suol dirsi, brancolano nel buio.
Altri spiegano il tutto con un altro luogo comune: la polizia «ha le mani legate».



Da una parte c'è il clan Abutbul e il suo alleato a Tel Aviv, Zeev Rosenstein, uniti contro la «famiglia» degli Abarjil, con sede a Lod, alleata con una fazione minore di Tel Aviv, gli Alperon.
Rosenstein, pellaccia dura, è sfuggito a sette attentati alla sua vita negli ultimi tre anni.
L'ultimo, un attacco dinamitardo nel dicembre 2003, che uccise tre passanti e distrusse un edificio (ben altra mano che Hamas), ma lasciò illeso il gangster.
Due fratelli della famiglia rivale Abarjil, Itzak e Meir, sono sfuggiti a quasi altrettante sparatorie. Anche Abutbul è scampato di misura a una bomba a mano che qualcuno aveva infilato nella sua jeep corazzata.
Era l'agosto 2004.
Il fatto è che l'attentato avvenne a Praga, dove Abutbul gestisce casinò, a due passi da piazza San Venceslao: i feriti furono 18.
Sono i benefici della globalizzazione.
La polizia israeliana - la «migliore» polizia del mondo, altamente reputata per le sue capacità repressive - non è riuscita mai a fare un arresto.
Dice che le hanno tagliato i fondi, perché tutto il denaro è destinato alla lotta al terrorismo islamico.



Ma proprio a dicembre la competente commissione ha aperto le udienze su funzionari di polizia accusati di aver coperto un loro collega coinvolto in un omicidio del '99, eseguito a quanto pare su commissione di un'altra famiglia mafiosa, i Parinyan.
L'attuale direttore e l'ex direttore del distretto Sud della polizia si accusano l'un l'altro di tenere bordone ai Parinyan.
Pare che i fratelli Parinyan avessero assoldato due ex poliziotti per far fuori un loro collega malfido, Pinchas Buhbut, nel '99.
Uno dei due agenti che aveva completato il «contratto», Tzahi Ben-Or, se la svignò in Messico per fuggire all'arresto; lì fu ammazzato a sua volta.
L'attuale capo del distretto Sud, il commissario di polizia Yoram Levy, è accusato dal suo predecessore di tenere rapporti di amicizia con i fratelli mafiosi; e alcuni agenti hanno testimoniato di avere visto i Parinyans in casa di Levy.
Per ritorsione, Levy ha accusato il suo accusatore, il commissario Amir Gur, di aver aiutato il sicario ed ex agente Ben-Or a fuggire in Messico.

Come ha commentato sarcastico Yediot Aharonot: «a quanto pare la sola forza capace di affrontare le nostre mafie è gli Stati Uniti, che hanno chiesto l'estradizione di Rosenstein».
Attualmente in carcere a Tel Aviv, il mafioso aspetta di essere spedito a Miami per rispondere dello spaccio di oltre un milione di pasticche di ecstasy (un modo con cui si finanzia il Mossad, per dirne una).
Lo Stato ceco intanto ha chiesto l'estradizione di Yakov Moshaylov, ebreo russo oggi in Israele, che la Cecoslovacchia ritiene colpevole del mancato assassinio di Abutbul a Praga.
Vecchia conoscenza praghese, la famiglia giudaica: il papà di Assi Abutbul, Felix, è stato falciato a raffiche da ignoti nell'agosto 2002 davanti al suo casinò praghese.
Assi (l'erede delle attività paterne) era con lui; scomparve per riapparire solo un anno dopo.
Nel frattempo un altro figlio di Felix, Charlie, e un nipote, François, sono stati arrestati per aver gestito una mezza dozzina di navi da crociera immobili: si fermavano al limite delle acque territoriali israeliane e accoglievano giocatori d'azzardo.
Il popolo eletto santifica così la «terra promessa», in cui è finalmente tornato - guidato da Jahvè - dopo il lungo «esilio» e l'orrido Olocausto (maiuscola, prego).
Evidentemente, ogni giorno è più vicino il regno del «messia».

Maurizio Blondet




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Note
1) «Police appears handcuffed as mob feud rages in Israel», Forward, 30 dicembre 2005.






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