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    Angry La Pappagonia contro Putin!

    Siamo tornati alla guerra fredda?
    Pelanda: Putin si è mangiato l’Europa, ormai dobbiamo scendere a patti con lui. Ma l’incubo è l’Impero cinese Paniccia: il vero disastro si avrebbe se si stabilisse un asse tra Pechino e Mosca, in funzione anti Occidentale

    Professor Pelanda, dobbiamo temere maggiormente l’aggressività russa o quella cinese?
    «Sono aggressività diverse che vanno regolate».
    Esaminiamo quella di Mosca.
    «Il progetto di Putin è: ricostruire l’impero russo, il potere centrale di Mosca, come reazione alla dissoluzione dell’era Eltsin. È un programma comprensibile, necessario e forse addirittura vantaggioso anche per noi. Il premier russo ha riconquistato - in modo certo criticabile sul piano formale - poteri che erano finiti appannaggio delle oligarchie; ha messo ordine in un’anarchia nella quale le varie Repubbliche della Federazione facevano ciò che volevano. Così si spiega anche l’atteggiamento verso l’Ucraina. Putin non può pensare di “lasciare libere” Bielorussia (un problema minore) e Ucraina, non può rischiare di confinare un domani con l’Unione Europea: la Federazione russa si sfascerebbe di nuovo».
    Lei dice: è un programma addirittura vantaggioso per noi...
    «Dobbiamo vedere questa operazione con pur preoccupato favore, perché a Est ci conviene avere una Russia forte, piuttosto che il caos. La notizia è: “Signori, la Russia c’è ancora”. Questo aumenta il “valore di mercato” di un Paese che vuole farsi riconoscere come potenza globale, in grado di dialogare alla pari con gli Usa e la Cina».
    È una manovra che sta riuscendo?
    «Sì, per le scelte europee. Siamo stati così idioti da aprire tutte le pipeline verso la Russia, abbiamo consegnato a Putin le chiavi del nostro approvvigionamento energetico, può ricattarci. Mosca ha petrolio e gas, in una situazione in cui affidarsi alle fonti energetiche che vengono dai Paesi islamici comporterebbe un rischio politico molto alto. “Scegliere” la Russia come partner poteva anche avere senso: ma lo si è fatto senza chiedere nulla in cambio».
    Come mai?
    «Diamo atto al governo Berlusconi di aver anticipato tutti nel cercare di costruire un buon rapporto con la Russia: di dipendenza, certo, ma “bilanciata”. Però la Ue è andata in ordine sparso, si è mossa in modo sparpagliato; così Putin ha detto: “Me la mangio”. Ora ha in mano i nostri destini».
    Ma qual è il suo scopo finale?
    «Avere una buona relazione bilaterale con gli Usa; Washington è diffidente, così intanto Putin la stabilisce con l’Ue, ma a modo suo».
    Con l’Europa sotto scacco.
    «Serve un accordo politico: incorporare la Federazione russa nell’Occidente all’interno di quella che nei miei articoli ho chiamato “l’aquila a tre teste”. Ossia un Occidente basato su Usa, Ue e Federazione russa. In questo modo riconosciamo il nuovo potere russo, ma lo inglobiamo».
    È un disegno fattibile?
    «È un’ipotesi molto lontana. Gli Usa sono diffidenti, vogliono condizionare Putin e lui mostra di non voler affatto farsi condizionare. L’Ue è stata così stupida da non elaborare una politica integrata per cercare di avere un rapporto alla pari; ormai siamo attaccati, letteralmente, alla canna del gas. L’unica consolazione è che Putin non ha ragioni per esserci ostile: ha sventato la possibilità che l’Europa si “mangiasse” la Russia, ora pretende il riconoscimento come potenza e di stabilire un confine chiaro, una frontiera nella quale la Ue sicuramente non comprenda l’Ucraina».
    C’è un altro confine “difficile” della Russia: quello con la Cina.
    «Il caso è diverso. I cinesi sanno di poter tranquillamente puntare alla primazia mondiale in qualsiasi campo, per ragioni... di scala. Hanno tempi orientali, vanno con calma, il loro obiettivo strategico è quello di cacciare gli Usa dal Pacifico per costruire una Great China che col tempo incorpori anche la Corea del Sud, il Giappone e l’India. La loro aggressività politica è regionale, non globale. Dicono: “Tanto, il mondo è già nostro, chi fa mercato deve comunque confrontarsi con i nostri prodotti, domani più di ieri”. Quanto a influenza diretta, invece, per ora si accontentano; senza contare che la loro “regione” in fondo significa metà pianeta. Ma a differenza degli islamici, non vogliono conquistare l’Occidente».
    Quanto ad aggressività economica però non scherzano.
    «Colpa nostra, di Clinton, che negli anni 90 ha aperto alla Cina il mercato globale, senza chiedere nulla in cambio, neanche la democratizzazione del sistema. L’Ue è andata in ordine sparso: con la differenza che Francia e Germania soffrono meno, perché non hanno come l’Italia una piccola e media impresa che subisce molto la concorrenza cinese».
    Quindi, che fare?
    «Essere comprensivi, negoziare con la Russia, incorporarla, perché ormai lo scenario è questo. Con la Cina bisogna essere più “pesanti”: se non le imponiamo regole adesso, chi mai potrà più frenare la sua forza imperiale?».
    Professor Paniccia, dobbiamo temere questa crescente aggressività russa, che si salda con quella - già ben sperimentata - della Cina?
    «Gli avvenimenti di questi giorni confermano una tesi ben precisa: il sogno di un maggior legame tra noi e la Russia è una pura chimera, né è nemmeno lontanamente nella strategia di Mosca, che piuttosto punta a accordi solo economici con alcuni Paesi della Ue. Per la Federazione russa noi siamo solo un partner commerciale come tutti gli altri, forse un gradino sotto. Dirò di più: sarà forse una mia interpretazione maliziosa, ma il “caso” ucraino esplode improvvisamente - e stranamente - mentre la Germania è governata da una Grosse Koalition (col perdente Schroeder che va a guidare la Gazprom europea...) e, dunque, funge da nuova guida solida all’interno dell’Ue. Subito Mosca manda un messaggio: “Attenzione, siamo neutrali ma potremmo non esserlo più».
    Qual è, allora, il disegno strategico russo?
    «Di base, non vogliono allearsi con nessuno. L’attuale classe dirigente di Mosca (ossia gli uomini che vengono del Kgb) ha scelto una posizione nell’assoluta continuità con la storia del Paese. Pensano a una posizione isolata che prevede intese di convenienza da stipulare di volta in volta; faranno commerci con tutti, ma senza schierarsi con nessuno, né con l’Europa, né con l’America. Forse neppure con la Cina, a meno che...».
    ...a meno che?
    «A meno che Mosca non decida un avvicinamento con Pechino, trovando interlocutori attenti perché la dirigenza cinese ha tanti problemi, ma uno davvero enorme, quello dell’approvvigionamento energetico. Le fonti si trovano in due posti, entrambi problematici: il Medio Oriente e la Russia. Dunque, la Cina potrebbe essere interessata a stringersi a Mosca per avere energia sicura e in ogni caso credo che gli uni e gli altri dovranno andare d’accordo per forza. Se davvero si stabilisse l’asse, si verificherebbe un pericoloso sbilanciamento all’interno delle Nazioni Unite e dei vari gruppi di lavoro, quello di Shangay, il G8, eccetera. Poi, ci potrebbe essere un’alleanza anche su ragioni geo-politiche, anti-statunitensi, ma questo dipende soprattutto dall’atteggiamento degli Usa nell’area del Pacifico, ad esempio dal ruolo di Taiwan. È l’ipotesi peggiore, perché si passerebbe da un “voler mostrare i muscoli” a una vera intesa militare da contrapporre alla Nato. Un incubo».
    Soprattutto per l’Europa?
    «Ancor di più per gli Usa».
    Lei ritiene però più probabile la non-scelta della Federazione russa in tema di alleanze. Come valuterebbe questa posizione strategica?
    «Viene in genere considerata molto aggressiva e intelligente. Non sono d’accordo: la non scelta sarà fonte di debolezza».
    Certo è che la rinascita russa si spiega anche con questa valorizzazione dell’interesse nazionale, per la “riscoperta dei confini”, per un crescente nazionalismo che Putin propaganda a piene mani.
    «Sì, sono valori radicati nell’anima russa, anche qui vedo una sostanziale continuità, un atteggiamento “imperial-isolazionista” che già Mosca ha sperimentato in passato. La scoperta di avere riserve energetiche in gran numero - in un pianeta che ne ha disperatamente bisogno - ha rafforzato la presidenza Putin; il fatto di aver messo sotto controllo questa immensa ricchezza, ponendovi a capo i propri uomini, ha regalato una strategia interna ben intelligibile e sensata. Nello stesso modo si può leggere il tentativo di ricondurre alla propria orbita gli Stati dell’ex Urss. Quel che manca, ripeto, è invece una chiara strategia esterna, qualcosa di nuovo rispetto al tradizionale atteggiamento russo: non c’è discontinuità, solo alleanze tattiche. Magari queste novità strategiche emergeranno a breve, ce ne accorgeremo presto».
    Quando?
    «Dal contrasto di questi giorni con Kiev non emerge alcun nuovo atteggiamento russo sullo scenario internazionale: l’Ucraina in qualche dovrà mettersi d’accordo con il potente vicino, è una “partita” facile. Bisognerà invece valutare l’atteggiamento di Mosca rispetto a un problema ben più complesso, quello costituito dal confinante Iran. Lo scacchiere Pacifico e quello del Medio Oriente potrebbero insomma riservare sorprese; lì si testerà se questa neutralità strategica di Putin nasconde una volontà di potenza. Teheran collaborerà coi russi? Svilupperà con la loro collaborazione il programma nucleare? Sarà la necessaria verifica».
    Un’intesa Mosca-Teheran “blinderebbe” le fonti energetiche: un rischio anche per la Cina.
    «Il futuro dei rapporti tra Pechino e Mosca si capirà proprio osservando questi due fattori. Primo, la reazione cinese se la Russia dovesse stabilire una partnership con l’Iran; secondo l’andamento degli accordi militari tra i due colossi».


    [Data pubblicazione: 04/01/2006]

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  2. #2
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    In tutta il paese è caccia ai vecchi simboli dell’era sovietica
    La Russia anima la grande nostalgia della cccp


    ALESSANDRO MONTANARI
    --------------------------------------------------------------------------------
    Il neonazionalismo di Vladimir Putin è la punta dell’iceberg. Non è solo l’uomo forte del Cremlino, infatti, a nutrire acute e da qualche tempo scoperte nostalgie per i fasti dell’impero sovietico, ma l’intera società russa, sempre più a caccia di falci, martelli e chincaglierie del passato che fu. Cosa sia accaduto dai tempi di Eltsin-il-privatizzatore è difficile a dirsi. Richiamandoci al materialismo storico potremmo azzardare un percorso emotivo di tipo marxista che dalla tesi, l’invadenza psicologica e sociale del comunismo, sviluppa un antitesi, la libertà individuale concessa dal neocapitalismo, per generare nella sintesi un misto ragionato di adesione al nuovo e di nostalgia e conservazione del passato. Ritirandosi, l’onda libertaria che spazzò via le statue dei padri del bolscevismo e che ribattezzò la vecchia Leningrado (già ex Pietrogrado) San Pietroburgo, ha lasciato nel paese un sottofondo melmoso di povertà, corruzione e problemi sociali da cui, come conchiglie, sono riaffiorati i simboli della gloria sovietica. Ed è raccogliendo questi strani fossili da terra o riportandoli alla luce da vecchi armadi e soffitte polverose che il popolo russo ha risollevato il capo fino a tornare, con la questione del gas, a ergersi ritto al cospetto di un mondo che gli era sfuggito di mano. In tutto il paese la gente affolla i mercati all’aperto facendo incetta di cimeli del Soviet da sitemare, in bella vista, nelle proprie case e nel proprio locale. La richiesta è tale da aver trasformato questa sorta di antiquariato recente in un business vero e proprio, regolato da prezzi legati alla rarità e all’originalità del pezzo. Popolarissimi ma abbastanza accessibili sono ad esempio i classici busti di Lenin e Stalin e le bandiere sovietiche, prodotti a migliaia nella lunga era del regime. Per questi articoli bastano poco rubli, nei casi limite 300. Di esemplari in giro ce ne sono ancora parecchi; non si vedevano più solo perchè erano stati sottratti allo sguardo all’altrui: conservati ma nascosti. Molto ricercati sono poi gli accessori in dotazione ai soldati della mitica Armata Rossa: dalle maschere anti gas agli accendini, dalle borracce alle cinture per finire naturalmente con le decorazioni militari. Che il popolo si sentisse orfano della retorica comunista l’aveva suggerito un bel film tedesco del 2002, Good bye Lenin, nel quale un bravo ragazzo di Berlino Est si dava un gran daffare per nascondere alla mamma, debole di cuore, i giorni del crollo del muro e la conseguente scomparsa delle sue rassicuranti effigie. Già provata dalla malattia, la povera donna non avrebbe sopportato la mancanza degli amati cetrioli in scatola forniti dallo stato, figuriamoci come avrebbe reagito all’apparizione, sul muro di fronte a casa, di un manifesto pubblicitario della Coca Cola, la bevanda del nemico. Per questo il figliolo aveva preso l’amorevole risoluzione di recluderla e di raccontarle, giorno dopo giorno, la storia fantastica di un mondo diverso, dove i comunisti continuano ad arrivare per primi sulla luna e a fare tutto meglio degli americani. Ebbene, oggi scopriamo che quella donna dell’ex ddr è un caso meno raro e romanzato di quanto si potesse pensare, nell’ex Unione Sovietica più che nell’ex Germania dell’Est.
    Anche se la spinta nostalgica arriva dal basso partendo un moto popolare e spontaneo, si nota la mano di una pervicace ed attenta regia. A guidare è proprio Zar Putin, l’uomo che ha definito il crollo dell’Urss un disastro epocale e che nel processo di rifondazione di un’entità nazionale affine a quella del passato ha cominciato dall’inorgoglimento di un esercito glorioso ma decaduto. Il presidente ha benedetto, se non proprio inaugurato, una campagna mediatica in pieno stile capitalista sui simboli del passato, trasformati d’un tratto in accessori a la page. Dagli oggetti allo stile di vita e di consumo, il passo è breve. Sui tavoli dei ristoranti, avvolti in cerate vecchio stile e sormontati da posate e bicchieri spartani, sono infatti tornati i menu tradizionali con uova, piselli, cetrioli, aringhe, insalate di patate, pane nero, caviale e naturalmente fiumi di vodka. Sui muri dei locali più “in” campeggiano manifesti con i vecchi slogan del Pcus, si possono trovare copie storiche della Pravda e vecchi telefoni a disco di colore nero. La strategia di marketing è evidente, basti pensare che esiste addirittura un canale televisivo tematico dedicato esclusivamente ai filmati dell’era sovietica: si chiama, manco a dirlo, Nostalghia. Tornano i colbacchi, torna la CCCP, tornano i busti di Lenin e Stalin: tornerà anche il comunismo? No. È il rigurgito d’orgoglio di un grande popolo cui manca l’identificazione in una grande nazione.


    [Data pubblicazione: 04/01/2006]

  3. #3
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    pelanda? ma voi lo sapete chi e' e cosa rappresenta pelanda ?

    quando bossi era vivo questi take-over non sarebbero stati permessi . Quel furbacchione di pappagone ci ammannisce il "nuovo catechismo per leghisti " grattuciandoci sopra ogni tanto qualche "edulcorato" contributo anticinese di blondet.... convinto di poterci fregare con il " cacio " ..

    comunque proprio ieri seri ho subito una avance " pelandista" da un leghista che stimavo ..Orami nella lega siamo al "si salvi chi puo' " e LORO hanno approntate anche due " scialuppe" per quelli che non voglion essere traghettati in Forza -mafia dal " trio-roberti"

    1) la scialuppa" italian- tricolor-missin-cristian-.....neocon...
    2) la scialuppa " masson-american-europeian- liberal-laicial- ...... neocon ...

    e "chi ha orecchi per intedere intenda" ..
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


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  4. #4
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    Il giornale è in condizioni drammatiche.
    Oggi l'ho comprato dopo qualche settimana che non lo leggevo...è ROBACCIA.
    Dobbiamo assolutamente cacciare via il direttore e quelli che ha portato dentro.
    Mi sorge un dubbio, questo:
    il giornale di chi é?? Chi è il proprietario o l'azionista di maggioranza??
    Per quanto riguarda il "direttore politico" concordo con larth che dice "quando Bossi era vivo...".

    DOBBIAMO bombardare la redazione di proteste e chiedere le dimissioni del direttore, cambiare anche il direttore politico, ci bastano anche tre pagine ma vere e indipendentiste.

    Bisogna assolutamente pensionare Umberto Bossi.

  5. #5
    Totila
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    Citazione Originariamente Scritto da larth
    pelanda? ma voi lo sapete chi e' e cosa rappresenta pelanda ?

    quando bossi era vivo questi take-over non sarebbero stati permessi . Quel furbacchione di pappagone ci ammannisce il "nuovo catechismo per leghisti " grattuciandoci sopra ogni tanto qualche "edulcorato" contributo anticinese di blondet.... convinto di poterci fregare con il " cacio " ..

    comunque proprio ieri seri ho subito una avance " pelandista" da un leghista che stimavo ..Orami nella lega siamo al "si salvi chi puo' " e LORO hanno approntate anche due " scialuppe" per quelli che non voglion essere traghettati in Forza -mafia dal " trio-roberti"

    1) la scialuppa" italian- tricolor-missin-cristian-.....neocon...
    2) la scialuppa " masson-american-europeian- liberal-laicial- ...... neocon ...

    e "chi ha orecchi per intedere intenda" ..
    Azz...siamo già alle scialuppe? Ma pre elettorali o post-elettorali?

  6. #6
    decolonizzare l'immaginario
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    In più, ma come cazzo si fa a dare incarichi e spazio giornalistico ad una super testa di cazzo come Stefani??
    Stefani fuori dai coglioni, lui e i suoi soldi, aria, andare, camminare, passi lunghi e ben distesi. Ha fatto il suo tempo, posto che ne abbia mai avuto uno...
    Calderoli, si occupi di Padania, che cazzo ce ne frega dei ciampi??, sono itagliani, raus.

  7. #7
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  8. #8
    decolonizzare l'immaginario
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    Citazione Originariamente Scritto da larth
    pelanda? ma voi lo sapete chi e' e cosa rappresenta pelanda ?

    quando bossi era vivo questi take-over non sarebbero stati permessi . Quel furbacchione di pappagone ci ammannisce il "nuovo catechismo per leghisti " grattuciandoci sopra ogni tanto qualche "edulcorato" contributo anticinese di blondet.... convinto di poterci fregare con il " cacio " ..

    comunque proprio ieri seri ho subito una avance " pelandista" da un leghista che stimavo ..Orami nella lega siamo al "si salvi chi puo' " e LORO hanno approntate anche due " scialuppe" per quelli che non voglion essere traghettati in Forza -mafia dal " trio-roberti"
    1) la scialuppa" italian- tricolor-missin-cristian-.....neocon...
    2) la scialuppa " masson-american-europeian- liberal-laicial- ...... neocon ...

    e "chi ha orecchi per intedere intenda" ..

    Però larth, dovresti chiarire l'ambito dal quale hai ricevuto quella proposta, dovresti essere più circostanziato e chiaro.
    E' evidente che la scelta dell'"alleanza" con la CDL, voluta da Bossi, si è rivelata un FALLIMENTO TOTALE, NULLA è stato realizzato, ciò che dicono i romani sono balle perchè nessuno ha il coraggio di dire che Bossi ha sbagliato.
    Sbagliare è umano, perseverare....in più, dagli errori bisogna imparare per non ripeterli e volgerli possibilmente a proprio vantaggio.

    E' evidente che senza una leadership il movimento sia in una situazione di sbandamento, tuttavia, non bisogna permettere che degeneri, quindi dobbiamo adoperarci per dare una svolta definitiva, pensione per Bossi, congresso federale, programmi chiari e definiti.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Totila
    Azz...siamo già alle scialuppe? Ma pre elettorali o post-elettorali?
    il " varo" e' previsto in conseguenza delle elezioni ma ovviamente sono state messe in cantiere prima ..

    siamo in una situazione stranissima .. dal punto di vista politico la lega e' morta non avendo piu dal 11-3-2004 uno straccio di idea nuova ..ne un minimo di guida politica che non sia eterodiretta dal sistema

    ma i " dividendi" della giustezza delle nostre vecchie idee stanno arrivando .TUTTI ormai cominciano a pensare che " la lega aveva ragione" .. Il risultato netto e' che se e' certo che QUESTA lega non ha futuro per abbrivio , nonostante lo scoramento dei militanti , ad aprile potrebbe " andare bene" prendendo un 5-6% che farebbe comunque la fortuna del " trio-roberti" e per il futuro CHISSENEFREGA, per i " nostri eroi " sono sempre 5 anni di cadegra

    il problema per il sitema ( six-thema ..) e' dissolvere i quadri intermedi onde impedire di elaborare e riorganizzare le vecchie idee . Ora sfortunatamente anche parecchi quadri intermedi si sono venduti per poco .. Ma e' comunque necessaria una divisione per ridurre comunque l' impatto e la presa della vecchia militanza irriducibile .. Per questo sono state gia' approntate due " scialuppe" x-x-x.... neocon ..
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  10. #10
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