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  1. #1
    Massimiliano71
    Ospite

    Se ci presentassimo alle elezioni......

    Fra meno di 6 mesi ci saranno le elezioni politiche in Italia.
    Poniamo il caso che, ritrovata una parvenza di unità tutti i gruppi del nostro piccolo e disastrato mondo, ci si presenti alle elezioni.
    A questo punto sarà necessario redigere un programma che non sia la solita raccolta di slogan, frasi fatte, luoghi comuni da volantini, ma un esame serio, approfondito, fortemente critico dell'attuale realtà della nostra disastrata Italia con proposte altrettanto serie, fattibili e motivate.
    Mi piacerebbe allora che i forumisti (tutti, appartenenti o non ai partiti)dicessero la propria su determinati argomenti che più avanti elencherò.
    Prima di iniziare l'elenco vi rivolgo 2 preghiere: prima di tutto rispetto per gli altri, ognuno esponga la propria posizione o quella del proprio partito senza criticare, prendere per il culo o infamare gli altri forumisti che daranno risposte in contrasto, in secondo luogo mi piacerebbe che venissero fornite proposte o idee realizzabili infatti, se venisse eletta, la pattuglia di deputati sarebbe ridottissima quindi è inutile vagheggiare un ritorno allo stato corporativo, l'espulsione immediata e totale di tutti gli allogeni presenti sul territorio italiano ecc. ecc., cerchiamo di essere realisti e pragmatici (che quando vogliamo sappiamo farlo meglio degli altri).
    I problemi da affrontare sarebbero i seguenti:
    1) Problema immigrazione: come affrontare il problema degli immigrati già presenti, come affrontare quelli che arriveranno sia legalmente che clandestinamente, il tutto però in un'ottica un pò più ampia, cioè tenendo conto che facciamo parte dell'UE, e soprattutto come affrontare i fenomeni ed i poteri che stanno alla base di questi flussi migratori?
    2) sviluppo economico: quali dovranno essere le direttrici per lo sviluppo economico dell'Italia? Quali settori dovranno essere privilegiati e con quali politiche?
    3) Legge sull'aborto: riformarla? E se sì come? Abrogarla? Lasciarla così com'è? Proporre strumenti alternativi all'aborto come, ad es. l'adozione prenatale?
    4) Riforma fiscale: quali devono essere le direttrici (non parlo delle soluzioni tecniche) che devono informare la riforma del sistema tributario italiano? Vi va bene così com'è? Puntereste di più sulla tassazione indiretta o su quella diretta? Altre proposte?
    5) Politica estera: quale impulso dareste allo sviluppo della UE? Continuereste sulla strada dell'integrazione economica nella convinzione che questa porterà anche a quella politica? Oppure propendereste per un'integrazione politica diretta? E in che modo? Oppure sono ben accette anche posizioni anti-europeiste motivate e con proposte alternative.
    6) Mondo del lavoro: vi va bene così? Come lo riformereste?
    Penso che per adesso di carne al fuoco ce ne sia già abbastanza.
    Attendo curioso i vostri interventi.

  2. #2
    Evoliano di sinistra
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    14 Jan 2005
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    Citazione Originariamente Scritto da Massimiliano71
    Fra meno di 6 mesi ci saranno le elezioni politiche in Italia.
    Poniamo il caso che, ritrovata una parvenza di unità tutti i gruppi del nostro piccolo e disastrato mondo, ci si presenti alle elezioni.
    A questo punto sarà necessario redigere un programma che non sia la solita raccolta di slogan, frasi fatte, luoghi comuni da volantini, ma un esame serio, approfondito, fortemente critico dell'attuale realtà della nostra disastrata Italia con proposte altrettanto serie, fattibili e motivate.
    Mi piacerebbe allora che i forumisti (tutti, appartenenti o non ai partiti)dicessero la propria su determinati argomenti che più avanti elencherò.
    Prima di iniziare l'elenco vi rivolgo 2 preghiere: prima di tutto rispetto per gli altri, ognuno esponga la propria posizione o quella del proprio partito senza criticare, prendere per il culo o infamare gli altri forumisti che daranno risposte in contrasto, in secondo luogo mi piacerebbe che venissero fornite proposte o idee realizzabili infatti, se venisse eletta, la pattuglia di deputati sarebbe ridottissima quindi è inutile vagheggiare un ritorno allo stato corporativo, l'espulsione immediata e totale di tutti gli allogeni presenti sul territorio italiano ecc. ecc., cerchiamo di essere realisti e pragmatici (che quando vogliamo sappiamo farlo meglio degli altri).
    I problemi da affrontare sarebbero i seguenti:
    1) Problema immigrazione: come affrontare il problema degli immigrati già presenti, come affrontare quelli che arriveranno sia legalmente che clandestinamente, il tutto però in un'ottica un pò più ampia, cioè tenendo conto che facciamo parte dell'UE, e soprattutto come affrontare i fenomeni ed i poteri che stanno alla base di questi flussi migratori?
    2) sviluppo economico: quali dovranno essere le direttrici per lo sviluppo economico dell'Italia? Quali settori dovranno essere privilegiati e con quali politiche?
    3) Legge sull'aborto: riformarla? E se sì come? Abrogarla? Lasciarla così com'è? Proporre strumenti alternativi all'aborto come, ad es. l'adozione prenatale?
    4) Riforma fiscale: quali devono essere le direttrici (non parlo delle soluzioni tecniche) che devono informare la riforma del sistema tributario italiano? Vi va bene così com'è? Puntereste di più sulla tassazione indiretta o su quella diretta? Altre proposte?
    5) Politica estera: quale impulso dareste allo sviluppo della UE? Continuereste sulla strada dell'integrazione economica nella convinzione che questa porterà anche a quella politica? Oppure propendereste per un'integrazione politica diretta? E in che modo? Oppure sono ben accette anche posizioni anti-europeiste motivate e con proposte alternative.
    6) Mondo del lavoro: vi va bene così? Come lo riformereste?
    Penso che per adesso di carne al fuoco ce ne sia già abbastanza.
    Attendo curioso i vostri interventi.
    Il programma dovrebbe essere anti-sistema, fortemente ideologizzatoe di rottura....velocemente ed in liberta':
    1) Blocco totale immigrazione, aiuti nel 3° mondo scuole e corsi (da loro e da noi)di valorizzazione e per l'utilizzo delle loro risorse economiche, rimpatrio immediato per i clandestini, progressivo rimpatrio per gli altri, nuova legge sulla cittadinanza basata solo sullo jus sanguinis
    2) Dazi su prodotti cinesi, indiani ecc. ecc., attuazione art. 46 costituzione, legge nazionale sul mutuo sociale e sulla partecipaz. sociale a bilancio, sgravi per la piccola e media industria, blocco dell'apertura centri commerciali, denuncia di attivita' usurai di banche ed assicurazioni
    3) lotta all'evasione, abolizione irap ripristino solo imposta sul servizio sanitario nazionale, controllo serrato sulle fabbriche dei cinesi, stretta suul'iva e calmiere dei prezzi
    4) aborto: niente
    5)Fuori le basi nato dall'Italia, denuncia dell'europa delle Banche, maggiore partecipazione enti locali e popolare in Europa..
    6) mondo del lavoro:lotta al precariato, abolizione biagi, riforma lavoro interinale, sgravi sulle nuove assunzioni

  3. #3
    fedalmor
    Ospite

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    1) Il problema dell'immigrazione può essere affrontato in diversi modi, e - purtroppo - l'espulsione di clandestini/regolari è solo l'ultimo punto di un processo elaborato. Direi che questo argomento coinvolge anche tutti gli altri: fermo restando che siamo contro la globalizzazione, è indubbio che - così come vanno le cose - non possiamo pretendere di mantenere un'economia di questo tipo e sperare che l'immigrazione si risolva ad ogni livello. Quindi, l'intero sistema economico deve cambiare, ma c'è in ballo l'UE, e più di tanto non si può fare. Quindi, anzitutto si deve provvedere all'introduzione della Tobin% sulle alte transazioni finaziarie, per aiutare in primo luogo le economie deboli dell'Europa (anche in prospettiva Turchia nell'UE, sebbene noi si sia contro, meglio utilizzare quei fondi, piuttosto che quelli del FSE che ha de-finanziato l'Italia in favore delle nazioni del "secondo/terzo mondo" dell'allargamento), quindi intrattenere ottimi rapporti con le nazioni islamiche al fine di produrre sinergie che permettano la co-operazione in loco, migliorando le condizioni di vita dei popoli nei rispettivi Paesi di provenienza (garantendoci così anche energia a basso costo). Sul fronte immigrazionale, ovviamente, occorre controbilanciare gli aiuti con la tolleranza zero verso i barconi: come arrivano, vengono re-inseriti nel Paese di provenienza o, al più, in un Paese islamico (se si tratta di musulmani) che abbia carenza di manodopera. Insomma, l'importante è che l'immigrato sia inserito in un contesto socialmente compatibile con la propria cultura. Che, ovviamente, non è l'Europa (di fatti se l'immigrato è uno Svizzero non è proprio la stessa cosa che avere un Albanese... non so se rendo l'idea... anche se uno Svizzero non verrebbe mai in Italia). Occorre però introdurre un sistema di forza lavoro diverso, ma ne parlerò al punto speficifico, per non doversi sentir dire che gli industriali hanno bisogno di manodopera.

    2) E qui veniamo al punto. Lo sviluppo industriale non può prescindere dall'indipendenza energetica, che passa necessariamente dalla re-introduzione del nucleare per fronteggiare sia quel 70% di energia che compriamo all'estero, sia quel 70% in più d'inquinamento che produciamo con le centrali a petrolio e carbon fossile (perché mica vanno a idrogeno le centrali attuali...). Nelle realtà locali occorre stimolare l'edilizia d'architettura biologica (come da legge dei Verdi): se il nuovo stadio da 10.000 posti del Varese può andare a pannelli fotovoltaici, allora anche le infrastrutture pubbliche e gli enti locali possono farlo, e Varese non è Messina come copertura solare... occorre puntare sull'innovazione tecnologica perché secondo le leggi di Moore e soci i costi s'ammortizzano con la diffusione, quindi il tutto può essere assorbito nel giro di pochi anni e avere costi umani (come i computer sono scesi vertiginosamente di prezzo negli anni). Stimolare l'utilizzo di internet seguendo l'esempio di Chavez e riformare la scuola per avere dei lavoratori sempre più specializzati e pronti al mercato del presente, come del futuro. Le PMI in Italia sono la maggioranza: occorre anche cambiare il sistema degli appalti, per evitare di creare dei trust. Ovviamente, si deve ri-statalizzare Trenitalia Spa (che è semi-privatizzata) e magari la FIAT e tutti i trasporti degli enti locali, per transire le comunicazioni sul TAV anziché sulle autostrade. Ovviamente bisogna seguire l'esempio dell'Inghilterra e disinvestire sull'Europa, trovando un compromesso sulle quote latte/pomidoro/agrumi che finanziano (ad oggi) i latifondisti per non coltivare. Autarchia significa anche questo.

    3) Sicuramente l'introduzione dell'adozione prenatale può essere un buon compromesso all'abrogazione della legge sull'aborto, ma la cifra richiesta da FN non è sufficiente per sopperire alle gravi carenze finanziarie che una famiglia può dover sostenere con un figlio. Occorre creare un'educazione di Stato, che sovvenzioni non soltanto le scuole, ma anche l'intrattenimento mediante tariffe speciali nei negozi, nei bar, come nei cinema e nei teatri: seguire l'esempio inglese sui musei (gratis, tranne le mostre private) non è redditizio, occorre seguire l'esempio francese di valorizzazione del patrimonio culturale, alzando i prezzi e ampliando l'offerta, ma creando al tempo stesso strutture accessibili ai diversamente abili (in ogni ambito) e gratuità studentesca. La cultura dev'essere fruibile per tutti, ad ogni livello.

    4) Non sono un economista e m'intendo poco di questi dettagli (anche se mi tocca studiare economia aziendale tra un po'... azz...), ma se per tassazione indiretta s'intende pagare per ciò che si fruisce, allora sono d'accordo, a patto d'annullare completamente la tassazione diretta. Consumi, paghi. Non consumi, non paghi (perdonate l'eccessiva approssimazione, ma se parliamo di letteratura o, di tecnologia al massimo, son più ferrato... ).

    5) Il discorso di Massimo Fini sul federalismo italiano può valere, in chiave politica, anche per l'Europa, macro-regionalismo di un micro-regionalismo nazionale. Tanto nella fiscalità, quanto nella politica comunitaria: anziché predisporre un quarto grado di giudizio e un quinto corpo di polizia "federale" italiana proporrei - piuttosto - l'abolizione della NATO (non c'è più l'URSS... a che serve!?) e la costituzione di un esercito europeo sull'esempio dei caschi blu dell'ONU, per evitare un eccessiva burocratizzazione: in sostanza, l'EI contribuisce in quota parte all'esercito europeo come tutti gli altri, senza creare reparti specifici.

    6) La flessibilità va benissimo, come il continuo aggiornamento, è la precarietà con la mobilità a non c'entrare un c*zzo con la flessibilità, che è stata concepita in maniera idiota da questo governo (e dall'altro). Bisogna accompagnare la società italiana alla transizione verso il puro terziario, ma - al contempo - stimolare l'impiego dei disoccupati nel secondario, che con l'ingegnerizzazione (si scrive così!?) può/deve ospitare anche laureati, e non soltanto "manovali". È un dato di fatto che l'artigianato sia un settore di lusso, almeno come il fatto che gli Italiani il lusso non lo possono sostenere, quindi si deve concepire come un settore di nicchia.

    Ho scritto troppo?

  4. #4
    Massimiliano71
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da fedalmor
    Ho scritto troppo?
    Assolutamente no. Vorrei che questa discussione fosse un tavolo di confronto anche per attingere nuovi motivi di dibattito, idee, spunti ed elaborazioni pratiche dei nostri principi.
    Quindi ben accetti anche i papiri!

  5. #5
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    1) Reimpatrio immediato di tutti i clandestini che arrivano sulle nostre coste...entro 24 ore dal loro sbarco, ovviamente, come diceva fedalmor, in un paese islamico!
    Esplusione immediata di tutti i clandestini che affollano le nostre città (secondo me questa è la cosa più stupida da fare...manca solo la volontà politica), e impiego di una politica che favorisca prima l'Italiano (assunzioni, pensioni, benefici economici) e poi l'immigrato (caritas incipit a se).
    Tasse straordinare per chi vuole aprire una qualche attività commerciale in Italia, che può avvenire, solo dopo un certo numero di anni.
    Problema di manodopera: attuare una politica che favorisca l'immediato rientro degli italiani all'estero (in primis quelli esiliati in Argentina e Brasile), le cui pratiche burocratiche impediscono loro di ritornare in Patria.

    2) Dazi su prodotti cinesi, re-introduzione del nucleare (per il quale FN si batte), politica che favorisca la rinascita dell'agricolutura, vera fonte di ricchezza dello Stato Italiano, una politica in favore delle imprese medio-piccole, Mutuo Sociale, blocco dei centri commerciali e politica che combatta l'usura delle banche.

    3) Abolizione immediata della legge sull'aborto e carcere per chi lo pratica (si vede che sono vicino a FN?....)

    4) Attuazione di un vero stato sociale, che parta innanzitutto dall'abolizione dell'ICI per la prima casa, nella riduzione dei tassi di interesse e nei sistemi di retribuzione che, per come sono adesso, non fanno altro che favorire il lavoro nero.

    5) Ritiro immediato di tutti i contigenti di "pace", chiusura delle basi nato, politica che favorisca un Europa di Nazioni, che faccia forza sulle proprie radici cristiane e non europa liberale a servizio dei massoni e dei banchieri.

    6) Elimininazione della mobilità del lavoro, stipendio sociale per i 18enni disoccupati, politica che diminuisca l'età media di inserimento nel mondo del lavoro (attualmente a 28-30 anni)
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  6. #6
    Il Gran Camposanto
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    Immigrazione.
    La posizione di fabriosko è alquanto condivisibile. Aggiungerei, però la necessità di non cadere in rozzi rigurgiti che finiscono col costituire il trampolino di lancio in favore di misure repressive stile Mancino.

    Sviluppo economico.
    Non ho avversioni verso il libero mercato. Il proliferare dei negozi cinesi verrà combattuto attraverso la suddetta politica in tema d'immigrazione.
    Nel frattempo, però, che l'immigrazione è presente e ben radicata sul territorio nazionale, incentivare le innovazioni tecnologiche del prodotto italiano, affinchè quello estere venga battuto sul campo della qualità.
    Non è certo per fare un favore all'Italia che acquisterei una cacca di auto italiana pur di qualità inferiore alle produzioni straniere.
    Potenziamento infrastrutturale affidato nelle mani di chi sarà capace di conciliare l'interesse nazionale con le caratteristiche territoriali del contesto in cui si opera.

    Aborto.
    Contrario all'aborto, ancor più contrario alle soluzioni gratuitamente abortiste: quelle, cioè, prive dei dovuti accorgimenti.
    Per quest'ultimi intendo la deroga concessa alla donna rimasta incinta in seguito ad uno stupro.
    Per il resto, abortire significa uccidere una vita sul nascere, nonchè uccidere il proprio senso di responsabilità.
    Oggi non è più come una volta, ed i mezi di contraccezione si trovano in qualsiasi ora del giorno e della notte anche nei distributori automatici, cosicchè tutti possano procurarseli.
    E per rimediare al problema dei "figli di nessuno" lasciati crescere senza genitori, introduzione dell'obbligo di riconoscimento.

    Politica fiscale.
    Non possiamo permetterci l'assetto economico da paradiso fiscale, ragion per cui le tasse ci ocorre pagarle.
    Purchè sui contributi dei cittadini vengano potenziati i mezzi di vigilanza volti ad individuare dove ed in quali quantità i nostri soldi servono davvero all'efficenza nazionale, perchè non si spiega come le tasse aumentino senza che a questo aumento non corrisponda l'elevazione del livello qualitativo.

    Politica estera.
    Alla larga da posizioni gratuitamente guerrafondaie, e da termini che andrebbero bene solo nell'800 o nel 1915, ma mai accostamenti ed accomodamenti verso il mondo islamico e quello sionista.
    All'occorrenza, nel caso di eccessivo tiro della corda, rottura delle relazioni diplomatiche con Israele e paesi integralisti islamici.

    Lavoro.
    Sono vicino alla posizione di fedalmor.
    Il vero nemico dell'ocupazione italiana è il precariato.
    Esso serve ad uso e consumo del Governo Berlusconi per di inuire il valore del tasso di disoccupazione, vatando una falsa e meramente apparente diminuzione del fenomeno.
    Oggi, infatti, lavori un mese, quanto basta per non risultare disoccupato...
    Occorre, a mio avviso, che sul campo di lavoro vengano stabilite le possibilità di carriera, affinchè quel primo mese di lavoro non lasci fermi o avviati il primo che capita, bensì chi si è distinto per dedizione ed efficenza sul posto.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da fabiosko
    Il programma dovrebbe essere anti-sistema, fortemente ideologizzatoe di rottura....velocemente ed in liberta':
    1) Blocco totale immigrazione, aiuti nel 3° mondo scuole e corsi (da loro e da noi)di valorizzazione e per l'utilizzo delle loro risorse economiche, rimpatrio immediato per i clandestini, progressivo rimpatrio per gli altri, nuova legge sulla cittadinanza basata solo sullo jus sanguinis
    2) Dazi su prodotti cinesi, indiani ecc. ecc., attuazione art. 46 costituzione, legge nazionale sul mutuo sociale e sulla partecipaz. sociale a bilancio, sgravi per la piccola e media industria, blocco dell'apertura centri commerciali, denuncia di attivita' usurai di banche ed assicurazioni
    3) lotta all'evasione, abolizione irap ripristino solo imposta sul servizio sanitario nazionale, controllo serrato sulle fabbriche dei cinesi, stretta suul'iva e calmiere dei prezzi
    4) aborto: niente
    5)Fuori le basi nato dall'Italia, denuncia dell'europa delle Banche, maggiore partecipazione enti locali e popolare in Europa..
    6) mondo del lavoro:lotta al precariato, abolizione biagi, riforma lavoro interinale, sgravi sulle nuove assunzioni
    Aggiungo Piano di salvaguardia ambientale come battaglia prioritaria, bonificare, salvaguardare, rilanciare, valorizzare e conservare il nostro patrimonio ambientale

  8. #8
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    Si, una politica in favore dell'ambiente (che non sfoci nell'eccesso ambientalista), penso che sia necessaria!
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  9. #9
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    Tutto bene quello che dice ITALIANO, approfondirei solo un punto se fossi in te.
    L'economia di un paese si basa sulle attività industriali dello stesso, e fin qui non ho scoperto l'acqua calda, occorre quindi dare un programma preciso di gestione delle industrie o delle imprese in generale, soprattutto delle micro imprese, quelle con meno di 15 dipendenti, in quanto la micro economia in Italia è la paradossalmente la fonte dinguadagno o di perdita maggiore.

    Molto rapidamente:

    In Italia 60 anni di liberal-socialismo altro non hanno fatto che alimentare il divario intercorrente tra datore di lavoro e dipendente, dando modo a quella grande castroneria che è il comunismo di predominare e veicolare per vari scopi le masse.
    Nascono i sindacati quindi, enti che vivono per fregare i soldi allo stato più che per fare gli interessi dei propri iscritti, viene legalizzato lo sciopero, al lavoratore vien fatto credere che è giusto disobbedire in nome dei propri diritti violati e fin qui sarebbe anche giusto, qualora però queste azioni risolvano il problema, ma non sarà mai così.

    Modello di azienda socializzata:

    Azienda in cui si dividano equamente, IN BASE all'impegno sostenuto gli utili della stessa, ovvero l'imprenditore che investe dei capitali, in caso di divisione degli utili deve prendere almeno il 40-50% degli stessi, per rientrare nelle proprie spese e per sostenere ulteriori investimenti, ai lavoratori che sono il motore dell'azienda, coloro che permettono l'attivo o il passivo della stessa sarà diviso il restante 60-40 % dell'utile, quale incentivo, oltre allo stipendio minimo garantito ovviamente, in tal modo ognuno guadagnerà ciò che produce, l'imprenditore investirà di più, il lavoratore sarà motivato a lavorare meglio.

    Fallimento opera dei Sindacati:

    il sindacato non avrebbe quindi ragione di essere contemplato così come è oggi, sarebbe più opportuno un sistema di assemblee miste composte da datori di lavoro e dipendenti con pari potere decisionale che sopperirebbero al lavoro dei vecchi sindacati.

    Questo modello statale costituì una importante forza, oltre che per l'Impero Romano (fino al III secolo), anche per la società medievale del XII secolo e venne ripreso con successo, pur modificato per i tempi dal Fascismo negli anni '30.

    Per ritornare ad un sistema corporativo occorreranno un pò di anni e aspre lotte, poichè in questo modo il cittadino diviene autonomo e questo lede gli interessi del Sistema liberal-socialista.

    Ultimo aspetto, che rimane un pò a se stante, è quello dell'agricoltura, occorre che in Italia venga difesa l'agricoltura, così come la pesca, occorre tornare alla terra, la terra non ti tradisce, ti da ciò di cui hai bisogno in base ai meriti, in base a quanto hai lavorato, purtroppo è notizia oramai quotidiana di come vengono sotto considerati i nostri agricoltori, è recente l'episodio qui in Puglia della protesta a causa dei prezzi dell'uva, dei pomodori e degli agrumi, il piccolo o medio contadino non riesce talvolta, nemmeno a recuperare le spese sostenute per l'attività di raccolto, in più deve lottare con l'invasione turca e cinese in questo campo, per questo occorrerebbe incentivare i CONSORZI, ovvero l'unione (NON in cooperative che sò n'altra cosa) di più produttori di una stessa materia prima, in modo che possano andare sul mercato con una stessa etichetta, avere i capitali per poter magari pure trasformare la materia prima in prodotto finito senza doverlo svendere, dividendo i guadagni equamente, in base alla percentuale di prodotto fornito al consorzio, a tutto questo aggiungerei un obbligo minimo di investimento annuo in una cassa di consorzio per poter effettuare nuovi investimenti atti alla crescita dello stesso.

    Queste sono in breve le mie puntualizzazioni.

    Che ne dite???

  10. #10
    Massimiliano71
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    Solo 5 interventi? Mi sembrano pochini per una forza politica che voglia addirittura prospettarsi come forza di governo....forza! Dite la vostra nel pieno rispetto degli altri camerati!

 

 
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