Sapienza addio
Oltre tredici secoli fa subivamo una delle perdite più dolorose della storia
Il 22 dicembre del 642 Alessandria in Egitto venne conquistata dai musulmani del generale Amr. In seguito all’espugnazione della città venne bruciata la famosa Biblioteca che era stata avviata da Tolomeo Sotèr, sovrano d’Egitto. Suo figlio, Tolomeo Filadelfo, alla sua morte l’aveva lasciata dotata di 100.000 volumi; i principi che gli susseguirono ne aumentarono la dotazione tanto che, al momento della resa di fronte ai musulmani, la Biblioteca era dotata di oltre 700.000 opere che andarono irrimediabilmente perdute così come molte conoscenze del passato, in particolare nei campi dell’astronomia e dell’astrologia.
(da No Reporter)
Commento del Prof. Claudio Mutti:
Questa rievocazione (da "No reporter") rispolvera una vecchia leggenda cara ai sostenitori dello "scontro di civiltà": quella secondo cui il generale Amr ibn As, conquistatore di Alessandria al tempo del Califfo Omar ibn al-Khattab, avrebbe bruciato i libri della famosa Biblioteca, in quanto "o c'è scritto quello che è già nel Corano, e allora sono inutili; o ci sono scritte cose incompatibili col Corano, e allora sono dannosi". Alcune versioni della leggenda attribuiscono la frase allo stesso Omar, il quale però... ad Alessandria non mise mai piede.
In realtà, la Biblioteca di Alessandria era stata distrutta sette secoli prima, durante il bellum Alexandrinum, quando il rogo della flotta egizia determinò un vasto incendio nella città. Cesare, scrive Plutarco (Caes., xlix, 6), fu costretto a respingere il pericolo per mezzo del fuoco (dià puròs) e il fuoco distrusse la grande biblioteca (tèn megàlen bibliothéken ... diéftheire).
CM




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