
Originariamente Scritto da
thematrix
FRANCIA DOPO LA RIVOLTA DELLE BANLIEUE UN’ALTRA EMERGENZA
Il Far-West nel Midi
Gli stupri sul treno
uno choc per Parigi
L’assalto al Nizza-Lione svela una realtà
di truce violenza e diventa un caso nazionale
corrispondente da PARIGI
Si dice fare la «halal», dall’arabo dialettale: fare la festa, innescare il finimondo. Così in un giorno di Capodanno un treno di gente ancora insonnolita dai veglioni è diventato un incubo che sferragliava tra Nizza e Lione, scivolando tra cittadine di una Costa Azzurra che aveva spento a malincuore gli ultimi fuochi della baldoria. Conquistato e piagato da un centinaio di ragazzi, una schiuma ribalda uscita dalle banlieues di quel sud della Francia che è rimasto ai margini della grande rivolta di autunno, occultato dietro lo choc del «Parigi brucia!». Ma che fornisce cifre robuste alla delinquenza giovanile, negli ultimi anni, alla frontiera sottile tra teppismo e criminalità, inturgidita in dieci anni del settanta per cento.
Adesso Chirac assicura: li prenderemo e li puniremo come si deve. Sarkozy, quello che li chiamava canaglie, «voyous», e «racaille», il pattume sociale, va già buccinando di una nuova polizia, stavolta dei trasporti; e attacca le ferrovie che hanno concesso, che beffa!, ai giovani teppisti il biglietto scontato a un euro e venti per il loro raid in Costa Azzurra. Le ferrovie accusano la polizia che nell’emergenza ha saputo gettare in campo solo tre timidi agenti di paese. Il leader socialista François Hollande, l’opposizione, esige spiegazioni in parlamento; quello dell’estrema destra Jean-Marie Le Pen borbotta come al solito sulla decadenza del paese. I giornali titolano, ma con tre giorni di ritardo e nelle pagine interne, sull’«arancia meccanica» ferroviaria nel Var.
Che figuraccia l'assalto indisturbato al treno Nizza Lione con i passeggeri derubati picchiati violentati! Soprattutto quante bugie e censurette prima di ammettere la verità: per esempio che sono stati gli stessi agenti a caricare sul treno i cento giovani ubriachi, cacciati come si usava nelle città della Frontiera, senza preoccuparsi dei 600 inermi passeggeri. «Erano scatenati, letteralmente, avevamo paura di morire, non si sapeva che cosa sarebbe successo» racconta un dirigente d’azienda ancora tramortito dalla paura. La Francia che con lo stato di assedio ha appena cercato di dimenticare gli incappucciati che incendiavano le notti delle periferie, deve già fare i conti con un altro incubo giovanile, scopre un altro capitolo del franamento del proprio mito. Perché il proletariato criminale del treno ci appartiene, seppure un poco di sbieco.
«Benvenuti in Costa Azzurra, chiudete bene le portiere delle vostre auto». Questi pannelli destinati ai turisti e scritti metodicamente in più lingue impreziosiscono l’autostrada che porta a Nizza. Il quartiere di Arianne a est e la «cité de Moulins» a ovest da dodici anni sono il regno dei ladri come si dice «a la portiére». Giovanissimi che in motoretta abbordano gli automobilisti, li aggrediscono spesso con brutalità e poi spariscono nel traffico. Benvenuti allora nel dipartimento più criminale di Francia, dopo Parigi si intende, perchè la capitale non molla nessuna classifica. I gentiluomini dello scasso, i «cambrioleurs anguilles» che violavano gli appartamenti senza mettere fuori posto nulla, salvo i gioielli e il denaro, sono un ricordo della Belle Epoque. Adesso c’è una criminalità giovane, bande addocchiate nelle «cités» dai loro «caïd».
Un ambiente dove se non sei il primo a mordere ti sbranano e se non fai piangere, piangi. La malavita assedia una regione dove ogni anno si affollano nove milioni di turisti da coccolare. E che invece spesso bisogna soccorrere, confortare, curare perchè sono loro metà dei bersagli dei giovani banditi. E qualche volta non basta: come è accaduto a un turista napoletano di 76 anni morto vicino a Villeneuve-Loubet per una crisi cardiaca. Era al volante quando sua moglie è stata aggredita da un ladro. È un «flagello» ammette il prefetto Pierre Breuil, che si affanna a corregere, a moderare. «I furti sono diminuiti, nei primi cinque mesi dell’anno ne sono stati commessi 856 contro i 943 dello steso periodo dello scorso anno. In compenso - annunciano trionfanti in prefettura - gli arresti sono aumentati del venticinque per cento». Sarà ma in realtà i delinquenti si spostano in altre zone della costa e in altri quartieri. Magari prendono il treno.
A un ex poliziotto di Los Angeles che consuma le sue giornate di pensionato al sole della «Promenade» queste atmosfere ricordano la giovinezza: «I miei colleghi di Nizza si danno da fare ma i mezzi della polizia francese non sono davvero all’altezza». Non ha torto: nel 1950 per arginare quindicimila atti di delinquenza si affannavano mille agenti, adesso sono novecento ma i reati sono cresciuti di sei volte. C’è forse da stupirsi se tre gendarmi sono rimasti ad osservare i teppisti in azione sul Nizza-Lione per un’ora in attesa di rinforzi? Nizza, il sud e la violenza sono una storia vecchia di almeno trentanni, da quando le «citè» hanno cominciato a allargarsi, e la città di tutti i piaceri è diventata quella di tutti i pericoli. Qui uno sceneggiatore avrebbe di che riempire lo zaino di storie. Un giovane arrestato ricoverato all’ospedale di Saint-Roch dopo aver finto un malore ha tentato la fuga rubando la pistola a un poliziotto: sparatoria, terrore nelle corsie, un agente moribondo, medici e infermieri feriti nella sparatoria.
Un autista di autobus bruciato da due ragazzi di periferia con una molotov a una fermata. E ancora: le notti dei quartieri di Arianne, Saint-Augustin e Bon-Voyage con la normale intifada contro le auto dela polizia, dei pompieri, i taxi; isole di rivolta su cui i sociologi non si sono mai piegati. Peccato, avrebbero colto molte delle verità esplose poi con tanto fragore nelle banlieues parigine. E pensare che proprio qui la tolleranza zero di Sarkozy ha mosso i primi passi con grande annunci e strepito, qui le telecamere sono state installate quattro anni fa, si è esibita la polizia-spettacolo nei quartieri sensibili, la linea dura, la glorietta dell’esibizione di muscoli, il karcher risolutore. Forse qualcosa non ha funzionato.
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