Tradizione e superstizione
C’è anche l’ombra di una maledizione, l'ombra della «Pulsa Denura» sull’emorragia che ha colpito il premier israeliano: il riferimento è all’antico rituale ebraico utilizzato per maledire qualcuno colpevole di aver agito contro la religione e di non aver osservato gli obblighi spirituali, una invocazione di morte invocata di recente contro Sharon. La cerimonia - il termine significa, in aramaico, «lingue di fuoco» - è citata per la prima volta nel Talmud babilonese (testo sacro dell'ebraismo) come misura disciplinare contro l'angelo Metatron. Viene menzionata anche nello Zohar - il più importante testo della Kabala ebraica, un commentario della Torah scritto in aramaico ed ebraico medievale - come la terribile punizione che viene inflitta ai peccatori. In tempi più recenti, la notte del 6 ottobre 1995, Avigdor Eskin (estremista del Gush Emunim, il blocco della fede) recitò la maledizione contro l'allora premier Yitzhak Rabin a causa della svolta politica epocale che quest'ultimo aveva compiuto stringendo la mano al leader palestinese Yasser Arafat. Meno di un mese dopo, il 4 novembre del 1995, Rabin fu ucciso da dall’estremista di destra Yigal Amir.
Fonte: www.corriere.it
6.01.06
SHARON LA "PULSA DENURA" HA FUNZIONATO ANCORA
Ariel Sharon giace in queste ore in fin di vita.
Se anche sopravviverà, l'emorragia cerebrale che lo ha colpito lo ha escluso per sempre dalla scena politica.
Solo cinque mesi fa, a fine luglio, diversi rabbini avevano lanciato contro Sharon la fattura di morte, celebrando il rito «nero» della «pulsa denura»: hanno invocato l'angelo della morte sul premier israeliano, in quanto colpevole di avere sloggiato i fanatici coloni ebrei da Gaza.
A parte il contesto basso e ridicolo (i rabbini avevano celebrato la maledizione a pagamento: ad assicurarsi i diritti era stata una TV locale, Channel 2) l'efficacia della fattura non va sottovalutata.
Nella «pulsa denura» (che in aramaico significa qualcosa come «frullatura del fuoco») vengono pronunciate maledizioni tratte dalla Sacra Scrittura, che poggiano sul potere magico-kabbalistico della parola «sacra».
In più, i rabbini impegnano, distorcendolo satanicamente, il residuale potere sacerdotale della comunità ebraica: il potere di «benedire» efficacemente viene rovesciato nel suo contrario.
Un simile potere esiste anche nei sacerdoti cattolici - viene evocata alla fine della Messa: «vi benedica Dio onnipotente…» - ed è questo il motivo per cui le messe nere (che sono fatture di morte) richiedono la celebrazione di un sacerdote ordinato.
Chi abusa così del potere di consacrazione e benedizione si gioca, ovviamente, la vita eterna.
E' in qualche modo la forma più estrema di simonia spirituale.
Sulla sua efficacia i dubbi sono legittimi.
Ma bisogna ricordare qui la sentenza di Junger: «gli altari abbandonati dagli dei vengono occupati da demoni», il residuo del sacro profanato è una forza oscura «utilizzabile» per il male.
Nel '95 anche contro il premier Ytzak Rabin fu lanciata una «pulsa denura».
Funzionò di lì a poco, anche se con «l'aiutino» delle revolverate di un fanatico ebreo.
Il motivo era lo stesso.
Sia Rabin sia Sharon hanno ceduto a non-ebrei parti della «terra santa».
Il processo di pace di Rabin era più giusto e generoso di quello, unilaterale e incondizionato, di Sharon.
Ma per il rabbinato fondamentalista non fa differenza.
La terra che, secondo loro, Dio ha donato agli ebrei non va ceduta, nemmeno di un pollice.
Sui confini di questa «terra santa» i rabbini discordano.
Per i Lubavitcher e parecchi altri - che citano in appoggio gli opportuni passi biblici - essa si estende dal Nilo all'Eufrate, comprendendo l'Egitto e l'Iraq (dopotutto, in Egitto, abitò e governò Giuseppe, figura del futuro «Masiach ben Joseph», con un compito politico, distinto dal «Masiach ben David», lo spirituale discendente da Davide): è l'«Eretz Israel» (la «grande Israele») che suggerisce ovviamente progetti politici di imperialismo aggressivo.
Altri rabbini, i moderati, mostrano passi biblici dove re Davide, per amor di pace, ha fatto cessioni territoriali: in ogni caso è il testo biblico, non una laica razionale opportunità politica, a dirimere la questione.
E la veduta prevalente non è la seconda.
La veduta prevalente è che gli ebrei sono entrati nell'era messianica, e questa era è di «espansione e di conquista», non di «arretramento e spartizione» (1).
L'era messianica infatti coincide - e si riduce - al ritorno in possesso della terra biblica.
Come proclama il «Gush Emunim» («Blocco dei Fedeli») un movimento che viene descritto come «laico» e persino «moderato» ed è visto con favore dal 50% degli israeliani: «il popolo ebreo detiene un diritto sacro sulla terra d'Israele, ed è dunque suo dovere, sacro, prendere possessodel Paese. L'integralità della terra per l'integralità dell'ebraismo».
Come la scomparsa di Rabin distrusse il processo di pace concordato e negoziato coi palestinesi, così la scomparsa di Sharon distrugge un progetto brutale, ma razionale, di stabilizzazione: Israele sicura dietro il suo enorme muro e i palestinesi ridotti a un pulviscolo feroce senza Stato (2).
La sparizione di Sharon lascia ogni spazio politico alla veduta della «integralità della terra». Implica, a media scadenza, il ritorno a Gaza, con la forza, dei coloni, e nuovi dolori per i palestinesi.
Maurizio Blondet
Fonte: www.effedieffe.com
5.01.05
Note
1) Così David Banon ne «Il Messianismo», Giuntina, 2000, pagina 106.
2) Il disordine che infuria tra i palestinesi è in parte provocato da Hamas (una creazione di Israele, disse Arafat, che interviene sempre puntualmente per impedire la stabilizzazione) e in gran parte dal non risolto problema della «smobilitazione della guerriglia». Quando avviene una «pace» qualunque, bisogna smobilitare gli irregolari. Trovare un posto e un impiego a giovani che sono cresciuti con le armi in mano a complottare attentati, e che non sanno fare altro mestiere. Questo problema lo ebbe l'Italia coi suoi garibaldini, irregolari che non poterono essere integrati nell'esercito sabaudo ma furono impiegati come piccoli dipendenti pubblici, maestri elementari, postini e guardie campestri. L'ha avuto anche l'Irlanda: l'Ira ha abbandonato le armi solo adesso perché lo sviluppo economico travolgente dell'Irlanda consente ai guerriglieri di trovar lavoro.




Rispondi Citando