(regioni.it) “Un atto gravissimo, una provocazione” così il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, commenta il blitz compiuto in sede di Consiglio dei Ministri con l’inserimento in un Decreto di modifiche normative relative alla nominate delle autorità portuali, la cui designazione è ora attribuita esclusivamente al Ministro delle infrastrutture che si limita a “sentire” i Presidenti delle Regioni interessate. L’abbandono della prevista Intesa Stato-Regione è – per Errani – “un fatto grave e immotivato ”. “Il Governo appare – nonostante i recenti richiami del Presidente della Repubblica - incapace di promuovere la cooperazione con le regioni. Quello di ieri è un atto unilaterale. Con questo Decreto il Governo decide da sé, in contrasto con diverse pronunce della Corte Costituzionale che, in più occasioni, ha affermato che l’intesa tra lo Stato e la Regione per la nomina del Presidente dell’Autorità portuale è lo strumento per contemperare le competenze statali e regionali in materia di porti.

“Siamo di fronte – commenta Errani – all’ennesima dimostrazione della non volontà di cooperare. Non è possibile, nel momento in cui si propaganda la devoluzione e il federalismo, andare avanti con colpi di mano.

Le regioni reagiranno in tutti i modi possibili e in tutte le sedi. Bisogna recuperare le coordinate di un corretto rapporto istituzionale: non si può comandare, bisogna invece adoperarsi per governare cercando sul serio la leale collaborazione, in particolare – ha concluso Errani - su una materia come quella dei porti che investe l’insieme dei sistemi territoriali e la rete infrastrutturale del Paese”.

Le Regioni avevano peraltro invitato il Governo – con un documento approvato il 24 novembre 2005 - ad “astenersi dall’adottare misure che, vulnerando le prerogative regionali in materia di nomina dei presidenti delle Autorità portuali, si pongano in contrasto con i fondamentali principi costituzionali esistenti e recentemente affermati dalla Corte Costituzionale” ed avevano altresì suggerito al Parlamento di “ non approvare, in via diretta o in sede di conversione di misure urgenti, norme che, in materia di nomina dei presidenti delle Autorità portuali, si pongano in contrasto con i fondamentali principi costituzionali esistenti e recentemente affermati dalla Corte Costituzionale”.
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Io non ricordo un governo così centralista, così accanito nei confronti degli enti e delle autonomie locali, così scarsamente "leghista" nella prassi.