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  1. #1
    Alessandra
    Ospite

    Predefinito Ho portato il mio Rass a Messa

    E' stata una messa davvero sui generis, questa mattina, la messa dedicata alla benedizione degli animali e per questo svoltasi nella piazza del paese...il mio Rass (pastore tedesco) ha 4 anni, ma è la prima volta che vi partecipa perchè non sapevo neanche dell'esistenza di una messa simile, conosciuta per caso...è dedicata a S. Antonio Abate, *festeggiato* (si dice così?) il 17 gennaio...chi di voi ha portato il proprio animale?




    L’immagine del buon frate dalla fluente barba bianca, che ancor oggi trovate nelle stalle messa lì a protezione degli animali, rende l’idea della devozione a Sant'Antonio Abate che, soprattutto in campagna, resiste alla usura del tempo che passa.

    Anzi, a ben vedere, per anni, alcuni contadini, confondendo il santo di Padova che si festeggia in giugno con il protettore delle bestie, per maggior sicurezza tenevano esposte in stalla ambedue le effigi dei santi.

    Le origini popolari di questo attaccamento risalgono al Medioevo quando immenso era il disprezzo nutrito nei confronti del diavolo, di cui il buon eremita era il nemico più acerrimo. Il Male era rappresentato spaventoso e feroce d’aspetto, in mezzo a grandi fiammate e le capacità fantastiche degli antichi narratori lo definivano trasandato con capelli lunghi e arruffati dagli occhi di brace e dal corpo deforme. Ma, nonostante il suo aspetto orrido, il diavolo usciva sempre sconfitto dalla singolar tenzone col patrono degli animali, in una grande vittoria finale del Bene.

    Il vecchio detto popolare recitava: “ da pericule, male e lambe, Sant'Antonio ce ne scampe”.

  2. #2
    Alessandra
    Ospite

    Predefinito

    Il periodo che dal solstizio d'inverno porta all'equinozio di primavera, dall'antichità ai nostri giorni è all'insegna di feste di tipo opposto. Ai nostri giorni abbiamo il Carnevale e la Mezzaquaresima, di tipo allegrotto, la Candelora, la Quaresima e le Ceneri per ricordarci che non siamo fatti di sola carne.
    Feste e penitenze sono un retaggio dell'antica cultura religiosa, sia romana sia celtica, quest'ultima diffusa in particolare nella pianura padana. Un esempio è la festa di s. Antonio abate, che cade il 17 gennaio. Nell'antica Roma la fine di gennaio era contrassegnata da ricorrenze e cerimonie atte a purificare gli uomini e gli animali, i campi, per propiziarsi gli dei affinché permettessero il regolare rinnovamento delle stagioni.
    Alle fine di gennaio si tenevano le Ferie sementine, durante le quali si procedeva alla lustrazione, cerimonia di espiazione e purificazione, dei campi e degli abitati rurali offrendo alle dee Terra e Cerere, la prima colei che accoglie i semi in seno e la seconda colei che li fa germinare, un intruglio di latte e mosto cotto, il farro che costituiva un dono usuale e sacrificando una scrofa gravida. Le giovenche che durante la bella stagione avrebbero dovuto lavorare, ora erano a riposo e inghirlandate con corone di fiori. Come ci racconta Ovidio nei Fasti, l'aratore doveva sospendere il suo lavoro, poiché la terra quando è fredda soffre per il solco, le giovenche riposare perché verrà poi il tempo del lavoro, le due dee siano placate con il sangue della scrofa, si pongano ogni anno i doni per loro sui rustici altari. All'inizio della evangelizzazione, all'interno della nuova fede si sono innestate le usanze della religione precedente, vuoi per far proseliti o vuoi per non perdere completamente la propria identità, resta il fatto che i riti pagani della benedizione dei campi sono trasmigrati nel cristianesimo ed ecco gli animali domestici benedetti sui sagrati delle chiese dedicate al santo. Perché la scelta di s. Antonio abate? Nella vita del santo non c'è niente che possa accomunarlo ai campi e alla vita rurale, tutt'altro. Antonio abate è il patriarca del monachesimo ed è una figura realmente esistita. Nato a Coma nell'Alto Egitto, tra il 251 e il 356 d.C., da ricchi genitori cristiani, rimasto orfano all'età di vent'anni, divise l'eredità con la sorella e diede ai poveri la su parte. Si ritirò in una tomba scavata sul fianco di una montagna vicino al luogo natale e visse da eremita. Attorno al 305 fondò una comunità nel Fayum e poco dopo un'altra nel Pispir. Fu lui a dare inizio alla vita monastica, pur non dotandola di regole precise. Divenuto famoso in tutto l'Egitto, la gente correva da ogni dove per chiedergli consiglio. Di lui abbiamo una lettera autentica indirizzata all'abate Teodoro e ai suoi monaci. Fu amico di sant'Atanasio, che appoggiò contro l'eresia ariana, tenendo a novant'anni un infervorato sermone nella città di Alessandria. Antonio morì più che centenario nel suo eremo sul monte Colztum, vicino al Mar Rosso. Fu sant'Atanasio a scrivere la sua biografia attorno al 357, mentre secondo altri questa Vita è stata scritta tredici-quindici anni dopo. Sant'Agostino, nelle Confessioni, ricorda come la figura di Antonio fosse ancora viva nella memoria trent'anni dopo la sua morte e come suscitasse ancora vocazioni. Poiché sembra che il santo sia morto veramente il 17 gennaio e, si sa, la data che si sceglie per ricordarli è il giorno della morte che equivale alla nascita al cielo, sant'Antonio, anacoreta e direttore d'anime si è trovato nelle vicinanze delle antiche feste pagane e, senza nesso reale, eccolo santo rurale. A lui, è associato il bastone a T, tau, e un maiale. Cosa c'entra il maiale, che per i cristiani era simbolo del male? Secondo gli studiosi, all'inizio si trattava di un cinghiale, attributo del dio celtico Lug, venerato in Gallia ma che compare anche nelle saghe irlandesi, ritratto come un giovane che tiene tra le braccia questo animale. Lug era il dio del gioco e della divinazione, era colui che risorgeva con la primavera, figlio della Grande Madre celtica cui erano consacrati i cinghiali e i maiali come alla romana Cerere. I celti lo tenevano in gran conto, tanto è vero che portavano l'emblema di un cinghiale sugli stendardi e il simbolo sugli elmi. Non solo, sui corti capelli stendevano una poltiglia di gesso perché, irrigidendosi, rassomigliassero alla cotenna dell'animale. I sacerdoti celtici, i druidi, erano chiamati Grandi Cinghiali Bianchi, nelle leggende si racconta della caccia al cinghiale immortale per togliergli un pettine e una forbice che si trovavano fra le sue orecchie. Poiché le reliquie del santo erano giunte in Francia, i primi cristiani celti trasferirono nel santo gli attributi del dio pagano e nelle leggende di sant'Antonio abate ecco che s'inserisce il cinghiale, diventato poi maiale per estirpare il ricordo precristiano, e nascono due leggende per cristianizzare gli emblemi, la prima racconta che il cinghiale-maiale fosse il diavolo sconfitto da Antonio resistendo alle tentazioni, la seconda dice che un giorno il santo guarì un maialino e da quel momento questi lo seguì fedele come un cane. E il maiale diventò un privilegio dei Fratelli Ospedalieri di sant'Antonio, fondati nel 1600, che potevano allevarlo per nutrire gli ammalati che accorrevano alla chiesa di Saint-Antoine-de-Viennoi a alla Motte-Saint-Didier, dopo che si era sparsa la voce che attribuiva al santo la facoltà di guarire l'herpes zoster, grazie al suo dominio sul fuoco, poiché si racconta che sant'Antonio abbia rubato, con l'aiuto del suo maialino, il fuoco all'inferno.
    Una vivace testimonianza di un festeggiamento romano di sant'Antonio ce l'ha lasciato Goethe, che nel suo diario parla del 17 gennaio del 1787, giorno sereno e tiepido dopo una notte in cui aveva gelato, nel quale poté assistere alla benedizione degli animali domestici, con cavalli e muli infiocchettati e benedetti con copiose aspersioni d'acqua.
    In molte località italiane, al mattino si benedicono gli animali e si preparano cataste di legna che al tramonto si accendono, sempre in ricordo del famoso fuoco trafugato dal santo al demonio. E la gente cerca di portarsi a casa un po' di cenere o qualche resto di tizzone per preservare stalle e animali da eventuali sciagure.



    di Almalinda Giacummo

    Link: http://www.arcobaleno.net/costume/sa...AbateFesta.htm

  3. #3
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    Io vado adesso.

  4. #4
    Alessandra
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik
    Io vado adesso.

    poi raccontaci

  5. #5
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    Io vivo in una zona agricola e il Santo viene ricordato nella Messa serale di martedì 17.

    E visto l'Inverno rigido non credo verranno portati animali.

  6. #6
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    Qui da me, la benedizione degli animali viene fatta il pomeriggio della vigilia. Quindi domani

  7. #7
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Che senso ha questo andazzo odierno !?
    "Cuccioli viziati e bambini affamati".



    Per Fido anche alberghi a 140 euro a notte e cure sanitarie di lusso.

    LONDRA, sabato, 7 gennaio 2006 (ZENIT.org).- Le spese per gli animali domestici stanno andando alle stelle. I proprietari di animali nel Regno Unito spendono circa 85 milioni di sterline (70 milioni di euro) in regali di Natale per i propri cuccioli, secondo il quotidiano Scotsman del 19 novembre. La cifra risulta da un sondaggio svolto dalla Churchill Insurance. La società assicurativa ha stimato che circa il 70% dei proprietari compra qualche regalo per i propri animali.
    Per i proprietari che vanno fuori per il periodo delle feste c’è sempre la possibilità di mettere i propri cuccioli in appositi alberghi. In Giappone è stato inaugurato di recente un hotel a cinque stelle, secondo il quotidiano britannico Guardian del 1° dicembre.
    Sito presso l’aeroporto Narita di Tokyo, il Pet Inn Royal dispone di 170 camere, oltre ad altre gabbie per chi vuole spendere meno. Sono disponibili servizi veterinari e di acconciatura, oltre ad un campo sportivo e al personale che si prende cura degli animali 24 ore al giorno.

    La tariffa per una gabbia standard parte da circa 4.000 yen (28,5 euro) a notte, per arrivare fino a 20.000 yen (143 euro) per una deluxe suite – circa il doppio del prezzo di una stanza d’albergo di medio livello per gli esseri umani, osserva il Guardian. Tutte le stanza hanno i condizionatori e purificatori d’aria. Secondo l’articolo, in Giappone vi sono circa 19 milioni di animali domestici – più di tutti i bambini sotto i 15 anni – e l’industria che ruota intorno ad essi muove un giro d’affari di circa 8.8 miliardi di dollari (7,3 miliardi di euro) l’anno.
    Anche negli Stati Univi esistono hotel per cuccioli. PetSmart ha messo su una rete di 20 di questi alberghi presso i propri negozi, secondo un servizio apparso sul Financial Times britannico del 3 agosto.
    In effetti, negli Stati Uniti è in atto un vero e proprio boom dell’industria degli animali domestici secondo il New York Times del 16 novembre. Questo settore altamente redditizio sta attraendo grandi distributori come Wal-Mart e Target, oltre ad aziende più piccole e specializzate come Petco e PetSmart.
    Petco possiede circa 765 negozi e 17.000 dipendenti, e secondo le stime dovrebbe aver aperto altri 90 punti vendita per fine del 2005, secondo Kevin Wayland, portavoce della società. PetSmart ha più di 750 negozi e ne sta aprendo quasi altri 20 ogni tre mesi.
    Secondo il New York Times, l’industria al servizio degli animali vale oggi circa 37 miliardi di dollari (30,5 miliardi di euro). Le vendite negli Stati Uniti di prodotti per animali, escluso i mangimi e i servizi, risultano essere stato di 8,5 miliardi di dollari (7 miliardi di euro) nel 2004, rispetto ai 6,2 miliardi (5,1 miliardo di euro) spesi per prodotti per la cura dei bambini. Le vendite di prodotti per animali stanno aumentando del 7% l’anno, mentre le vendite di prodotti per bambini stanno diminuendo. E l’Associazione americana dei produttori di beni per animali – una società con sede nel Connecticut – conta oggi quasi 900 membri, rispetto ai poco più di 500 di tre anni fa.

    Il Times ha poi osservato che quando l’uragano Katrina ha imposto l’evacuazione di New Orleans, molte persone si rifiutavano di andare via senza i propri animali domestici. Da allora diversi parlamentari si sono fatti promotori di progetti di legge che impongano di considerare anche gli animali nei futuri programmi di evacuazione.

    Servizi sanitari

    Molti soldi vengono spesi anche nella cura sanitaria degli animali. In Australia alcuni proprietari dispongono oggi della prima macchina di risonanza magnetica per gli animali, secondo il quotidiano di Melbourne, Herald-Sun, del 20 ottobre.
    Dall’arrivo dell’apparecchiatura, nel mese di luglio, fino alla metà di ottobre, più di 60 tra cani e gatti sono stati sottoposti a risonanza magnetica, al costo di più di 1.200 dollari australiani (742 euro) a volta. Uno dei clienti, Steve Kastelic, ha utilizzato le immagini della risonanza per curare il proprio pastore tedesco da un tumore. Kastelic stima di dover pagare circa 12.000 dollari australiani (7.400 euro) per la risonanza, la chirurgia e la chemioterapia.

    “Noi spendiamo per i nostri cuccioli come se non esistesse il domani”, ha commentato Rachel Johnson nell’edizione dell’8 ottobre del settimanale britannico Spectator “e riserviamo loro tanta cura e confort da fare invidia ai nostri anziani che si trovano negli ospizi”. In effetti, osserva la Johnson, è in atto un livellamento degli status tra i padroni e i loro cuccioli, o, come vengono ora anche chiamati “animali da compagnia”.
    In alcuni casi gli animali stanno anche meglio degli uomini, poiché l’assicurazione sanitaria copre loro quasi tutto. La copertura assicurativa per gli esseri umani invece continua a diminuire. L’assistenza medica poi è destinata ad estendersi anche alla cura dei problemi comportamentali. E quando è tutto finito esistono anche i servizi di cremazione e i cimiteri per gli animali.

    Ma anche con l’assicurazione i proprietari degli animali pagano conti assai salati. Le parcelle dei veterinari stanno aumentando ad un ritmo medio del 12% l’anno e i costi assicurativi stanno aumentando, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Telegraph il 27 aprile. I premi per i cani variano dalle 50 alle 500 sterline (da 73 a 726 euro) l’anno, a seconda della razza, dell’età dell’animale e del livello di copertura.
    Anche i gatti sono costosi. Il Telegraph riporta uno studio della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals che dimostra che nel corso di tutta la vita di un gatto vengono spese circa 9.500 sterline (13.800 euro), per tutti i prodotti e servizi, compresi quelli sanitari.
    E le spese sono destinate a salire per la sempre maggiore specializzazione delle cure che vengono elaborate. Darrell e Nina Hallett dello Stato di Washington, ad esempio, hanno speso 45.000 dollari (37.200 euro) per un trapianto di cellule staminali sul loro golden retriever, secondo l’Associated Press del 7 aprile. La cura riguardava un tumore. La coppia ha dedicato mesi per trovare donatori di sangue compatibile con il sangue del loro cane.
    Per chi invece non ha soldi da spendere per curare i propri cuccioli, ci si può avvalere di strutture di accoglienza che hanno recentemente ricevuto una cospicua donazione. L’edizione del 9 giugno del Chronicle of Philanthropy ha riferito che Dave Duffield, fondatore della società informatica PeopleSoft, insieme a sua moglie Cheryl, hanno donato 93 milioni di dollari (76,8 milioni di euro) ad una fondazione da essi istituita nel 1999 per promuovere il benessere degli animali domestici.
    Essi avevano precedentemente donato 200 milioni di dollari (165 milioni di euro) alla fondazione. I fondi saranno utilizzati per espandere le elargizioni della fondazione – Maddie's Fund – il cui compito principale è di scoraggiare i ricoveri per animali di sopprimere cani e gatti in salute. Fino all’agosto del 2004, la fondazione californiana Alameda aveva già concesso 33 milioni (27,2 milioni di euro) in 5 anni.



    Bambini bisognosi

    Al contrario, moti bambini non ricevono cure così attente. Il 14 dicembre l’UNICEF * ha pubblicato un rapporto intitolato “The State of the World's Children 2006: Excluded and Invisible”. In una conferenza stampa a Londra, il direttore esecutivo dell’UNICEF, Ann Veneman, ha osservato che “non può esservi un progresso duraturo se continuiamo a trascurare i bambini più bisognosi, i più poveri e più vulnerabili, quelli sfruttati e abusati”.
    Il rapporto spiega che i bambini sono rappresentati in modo sproporzionato nell’ambito della popolazione povera, in quanto i Paesi meno sviluppati normalmente sono quelli che hanno la popolazione più giovane. I bambini poveri sono inoltre più a rischio di non ricevere un’istruzione e, di conseguenza, di non poter produrre un reddito decente che gli consenta, in prospettiva, di uscire dallo stato di povertà. Secondo il rapporto, più un miliardo di bambini soffre di qualche forma estrema di mancanza di un’adeguata alimentazione, di acqua potabile, di servizi fognari decenti, di servizi sanitari, di un’abitazione, di istruzione e di informazione.

    Il Catechismo della Chiesa cattolica riporta qualche utile principio riguardo la questione di quanta attenzione e quante risorse possano essere dedicate agli animali domestici e agli esseri umani. Al n. 2416 afferma che dobbiamo essere benevoli verso gli animali, in quanto sono creature di Dio. Ma al n. 2418 avverte che è “indegno dell'uomo spendere per gli animali somme che andrebbero destinate, prioritariamente, a sollevare la miseria degli uomini”. Inoltre, il testo spiega che se da un parte è possibile amare gli animali, dall’altra “non si devono far oggetto di quell'affetto che è dovuto soltanto alle persone”. Viziare gli animali, va bene, ma prima è necessario salvare i bambini.
    ZIA06010702


    ******************

    il mio commento:

    Non sono contro gli animali.....ho avuto un gatto per 19 anni che ho amato profondamente....per il quale gli ultimi 5 mesi ho speso anche dei soldi perchè aveva un tumore e abbiamo tentato di curarla........

    Abbiamo avuto un cane salvato DALL'AUTOSTRADA......aveva circa 3 mesi ed è stato con noi per nove anni meravigliosi.....gli ultimi 4 mesi a causa di una malattia grave abbiamo iniziato costose cure e non lo volli sopprimere come non soppressi la gatta...ci sono morti entrambi in casa fra i pianti dei figli e nostri consci di aver perduto (un anno di distanza l'uno dall'altro) di aver perso due grandi AMICI.....abbiamo avuto uccelletti, criceti ed ora due tartarughe......ma c'è un limite a tutto........non si possono sostituire gli animali con i bambini......nè equiparare le necessità di entrambi, se si deve fare una scelta essa deve prediligere I BAMBINI.....

    Dio per salvarci non esitò a dare per NOI il Suo Figlio........noi assistiamo a famiglie fin anche che rifiutano di avere un figlio perchè c'è un cane da crescere.....le adozioni a distanza costano molto meno delle spese per un animale....se non si può provvedere ad entrambi, non si scelga l'animale sostituendolo ad un bambino....non rende onore al cane....e disprezza l'UOMO.......


    Credo che lo stesso sant'Antonio si rivolti da lassù nel sapere di questa contraddizione.......e naturalmente visto che si ha piacere ad equivocare.....sottolineo che non ho messo questo articolo contro chi ha aperto il 3D nè contro chi, con sincerità e serenità ha portato i propri amici a quattro zampe a prendere una benedizione e a LODARE DIO PER LA LORO PRESENZA FRA DI NOI........
    L'ho messo per far emergere il problema GRAVE DEL RISVOLTO DI QUESTA MEDAGLIA........

    Fraternamente Caterina LD
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  8. #8
    Alessandra
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    Citazione Originariamente Scritto da Dottor Zoidberg
    Qui da me, la benedizione degli animali viene fatta il pomeriggio della vigilia. Quindi domani
    Ho saputo che tempo fa da me la messa veniva fatta proprio il giorno del santo, ma che è stata anticipata alla domenica perchè finiva per non andarci nessuno se cadeva in un giorno lavorativo.

  9. #9
    Alessandra
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Caterina63
    [B][COLOR="Red"][SIZE="4"]sottolineo che non ho messo questo articolo contro chi ha aperto il 3D nè contro chi, con sincerità e serenità ha portato i propri amici a quattro zampe a prendere una benedizione e a LODARE DIO PER LA LORO PRESENZA FRA DI NOI........
    L'ho messo per far emergere il problema GRAVE DEL RISVOLTO DI QUESTA MEDAGLIA........

    Fraternamente Caterina LD
    Non c'era certo bisogno di questa precisazione...si parla, si discute, si commenta...ci mancherebbe che uno si dovesse giustificare di non argomentare contro...mi spiego...anche se una persona scrivesse contro, personalmente non me ne può fregare di meno e non deve certo giustificarsi di niente...quello che conta è che nel rispetto io possa dire la mia e tu la tua e così via facendo e dicendo, tutti quanti.

    Premesso questo, devo dire che mettere a confronto le spese per gli animali con le poche spese per gli aiuti ai bambini, non ha secondo me molta attinenza...il fatto che ci siano bambini affamati non è certo collegabile al motivo per cui si spende troppo per gli animali domestici...se tutti quelli che non hanno animali spendessero per la fame nel mondo, sono sicura che bambini affamati non ci sarebbero. Mi sembra assurdo, poi, che si possa credere a chi dice di non volere figli perchè deve occuparsi del cane...è ovvio che non sia questa la vera motivazione e crederci significa fermarsi al lato solo esteriore delle cose.

  10. #10
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    C'è sempre bisogno di fare chiarezza come la tua stessa risposta dimostra.......
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

 

 
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