E' stata una messa davvero sui generis, questa mattina, la messa dedicata alla benedizione degli animali e per questo svoltasi nella piazza del paese...il mio Rass (pastore tedesco) ha 4 anni, ma è la prima volta che vi partecipa perchè non sapevo neanche dell'esistenza di una messa simile, conosciuta per caso...è dedicata a S. Antonio Abate, *festeggiato* (si dice così?) il 17 gennaio...chi di voi ha portato il proprio animale?
L’immagine del buon frate dalla fluente barba bianca, che ancor oggi trovate nelle stalle messa lì a protezione degli animali, rende l’idea della devozione a Sant'Antonio Abate che, soprattutto in campagna, resiste alla usura del tempo che passa.
Anzi, a ben vedere, per anni, alcuni contadini, confondendo il santo di Padova che si festeggia in giugno con il protettore delle bestie, per maggior sicurezza tenevano esposte in stalla ambedue le effigi dei santi.
Le origini popolari di questo attaccamento risalgono al Medioevo quando immenso era il disprezzo nutrito nei confronti del diavolo, di cui il buon eremita era il nemico più acerrimo. Il Male era rappresentato spaventoso e feroce d’aspetto, in mezzo a grandi fiammate e le capacità fantastiche degli antichi narratori lo definivano trasandato con capelli lunghi e arruffati dagli occhi di brace e dal corpo deforme. Ma, nonostante il suo aspetto orrido, il diavolo usciva sempre sconfitto dalla singolar tenzone col patrono degli animali, in una grande vittoria finale del Bene.
Il vecchio detto popolare recitava: “ da pericule, male e lambe, Sant'Antonio ce ne scampe”.



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