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    Predefinito Scontro Alitalia-Air One per Volare

    Air One ha presentato ieri un ricorso d’urgenza al tribunale di Busto Arsizio sulla liceità della partecipazione di Alitalia alla gara per Volare, a seguito di indiscrezioni sindacali che davano per vincente l’offerta della compagnia pubblica. La tesi di Air One, risultata seconda nella gara per Volare, è che la ristrutturazione in corso di Alitalia, tra presunti aiuti di Stato e ricapitalizzazione partecipata anche dal Tesoro, falserebbe la concorrenza. Sempre per lo stesso motivo la compagnia guidata da Carlo Toto aveva presentato un esposto a Bruxelles in precedenza.
    Dubbi anche da parte del ministro del Welfare, Roberto Maroni, che si è detto preoccupato “per l’offerta di Alitalia che è alle prese con il sindacato per la riduzione degli organici su Roma, mentre dovrebbe garantire i livelli occupazionali. Non vorrei, ha aggiunto, che sotto sotto ci fosse solo il tentativo di prendersi gli slot di Fiumicino, Linate e Parigi” per non lasciarli ai concorrenti.
    Preoccupato per il ricorso il commissario straordinario, Carlo Rinaldini, che teme ulteriori slittamenti rispetto al 15 gennaio, giorno dell’aggiudicazione della gara, che metterebbero in seria difficoltà le casse di Volare ed a rischio la sopravvivenza della compagnia.

    Guidaviaggi

  2. #2
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    Predefinito

    Il pasticcio Volare.
    Volare: chiusa la presentazione delle offerte, ma la possibile soluzione complica la vita al Governo. Due le favorite, tre le soluzioni.

    La fase della valutazione delle offerte è ormai iniziata e la politica commenta le eventuali e diverse conseguenze che i diversi possibili aggiudicanti provocheranno come ricaduta sul settore del trasporto aereo nazionale.

    L'inizio della bagarre imputato a Maroni che, stante le indiscrezioni che danno per favorita all'aggiudicazione della gara Alitalia, ha immediatamente sollevato la questione di affidabilità del vettore di bandiera.

    Il progetto Alitalia, che non naviga certo in acque serene, ma che sembra essere la maggiore indiziata per l’acquisto della compagnia con sede a Gallarate è piaciuto ai vertici di Volare, in particolare per quanto riguarda le garanzie per lo sviluppo e quelle finanziarie, ma il bando per l’acquisto prevede impegni precisi da parte dell’acquirente riguardo l’occupazione ed è singolare che mentre Alitalia parla di riduzione del suo personale si faccia avanti per impossessarsi di Volare che a fronte dei circa 300 attualmente impiegati ne ha ulteriori 400 in cassa integrazione o impiegati temporaneamente in altre società con l'aspettativa di reintegro imminente e forse solo illusorio.

    D’altra parte Alitalia aggiudicandosi i 24 slot di Volare su Linate arriverebbe al 70% della quota di traffico su questo scalo, consolidando notevolmente la propria quota di mercato interno, essenziale per la sua crescita e forse la sua stessa sopravvivenza .

    L'offerta della cordata Radici, della quale fanno parte anche Antonello Isabella (uno dei fondatori di Air Europe), e Andrea Molinari (che è stato amministratore delegato di Lauda Air e della stessa Volare) si è invece focalizzata sugli investimenti (33 milioni in 12-18 mesi), mentre per l'acquisto avrebbe proposto solo un «gettone» di 100mila euro, di fatto così estromettendosi dalla gara.

    Le possibilità di Air One, (a fare il tifo per la compagnia aerea guidata da Carlo Toto, riferiscono le fonti, ci sarebbe la Lega), acquistano quindi maggior consistenza.

    Air One però è fonte di preoccupazione per altri partiti "romani", infatti ha alle spalle il colosso Lufthansa, il vettore che nel nome dell'Europa unita e del libero mercato potrebbe stroncare ogni possibilità di sopravvivenza di Alitalia rafforzando la propria concorrenza alla compagnia di bandiera sul piano nazionale ed anzi aprendosi la strada su quello internazionale dall'Italia grazie alle linee consolidate e redditizie di Air Europe (Gruppo Volare) da Milano e Roma su Mauritius e Havana.

    Insomma il Governo, fiero di aver fatto sopravvivere Volare, pronta al suo rilancio definitivo a mo' di Parmalat, potrebbe, per mano di Rinaldini, diventare carnefice di Alitalia.

    Nessuna offerta infine è in grado di garantire il reimpiego immediato di tutto il personale Volare, ma il posto è garantito solo per un biennio agli attuali occupati; l'impiego dei rimanenti graduale in un periodo variabile spesso non definito.

    Alcune offerte di acquisizione prevedono specificatamente la continuazione della cassa integrazione, in un caso anche per i prossimi 18 mesi, ignorando totalmente che la legge istitutiva di questo istituto per il settore del trasporto aereo ne prevede la massima durata a 24 mesi e che questi scadono il 31 dicembre 2006, salvo che il Parlamento non approvi nel frattempo la solita leggina ad hoc, che puntualmente arriverà in ritardo seppur prevedibile come in questo caso.

    Insomma i dipendenti di Volare rischiano di passare da una cassa integrazione ad un'altra e forse neanche quella.

    Non rimarrebbe che una terza soluzione, una scappatoia prevista dal dettato legislativo e resa chiara nel bando di vendita, cioè non procedere alla vendita medesima considerando inadeguate le offerte, se non per il valore degli investimenti, certo per la mancanza di affidabili garanzie sull'occupazione.

    Anche questa soluzione però non è di semplice attuazione: per il sostentamento e rilancio di Volare sono assolutamente necessari fondi, perché anche oggi la società di Gallarate, non al massimo della sua possibile efficienza, rischia altrimenti di non riuscire a bilanciare le spese con gli introiti.

    I fondi potrebbero giungere solo da investitori privati e l'unica possibilità in tal senso è quella di un patto industriale serio con un partner che investendo in un socio anziché in un "acquisito", garantirebbe quell'equilibrio di mercato in bilico ed offrirebbe anche prospettive più serie di riassorbimento dell'occupazione in carico alla stessa Volare.

    Alitalia e Governo sono avvisati, una scappatoia c'è.

    Intanto per il giorno 5 Rinaldini ha convocato i sindacati per annunciare che comunque vada i perdenti saranno loro, i dipendenti, e che in ogni caso a Gallarate nei prossimi mesi, vedremo ancora girare....Maroni.

 

 

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