Quello che è avvenuto venerdì 6 gennaio allo stadio "Dall'Ara" è l'ennesimo capitolo di una storia fatta di soprusi e di prepotenze da parte di chi dovrebbe garantire l'ordine, ma in realtà si comporta da sceriffo che deve eliminare chi non la pensa come lui.
In occasione della partita Bologna-Triestina è stato esposto uno striscione che recitava "noi non dimentichiamo...onore ai martiri delle foibe".
Anche il più ignorante degli ispettori di p.s. avrebbe capito che lo striscione non era offensivo, non era politico, ma semplicemente un modo per ricordare dei nostri compatrioti barbaramente sterminati.
Ebbene, dopo pochi minuti un agente della digos ci obbligava a consegnargli lo striscione, minacciando di diffidare tutti quelli che sostenevano la tela.
Come spiegazione c'è stato detto che il contenuto dello striscione era di carattere troppo politico.
Avete letto bene, troppo politico.
Se avessimo esposto bandiere di Che Guevara, dell'Unione Sovietica o una gigantografia di Stalin, come avviene in altri stadi, probabilmente non sarebbe successo niente.
Le conclusioni le lasciamo a voi...
Boia chi molla
Felsinei A.C.A.B. 88