"DER SPIEGEL": IL PESO DELLA 'CASTA',
SOLO PRODI SI SALVA
Il settimanale cita il libro di Stella-Rizzo, soffia aria da 1992
18-06-2007 14:08
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Roma, 18 giu. (Apcom) - "Il peso della casta" è il titolo di un ampio articolo che il settimanale tedesco "Der Spiegel" dedica alla classe politica italiana, con un chiaro riferimento al libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo "La casta". Per gli italiani, recita il sottotitolo, i politici sono soprattutto costosi, spudoratamente viziati e non servono a niente.
Eccetto il bravo premier Romano Prodi, gli altri cominciano a nauseare.
L'articolo di Alexander Smoltczyk ripercorre un anno di governo e di vita politica italiana, dal ddl sulle liberalizzazioni all'indulto, dal Family Day alla formazione del Partito democratico. E se Giorgio Forattini ritrae Prodi come un parroco di campagna con falce e martello al posto del crofisso, il settimanale di Amburgo commenta: "
E' facile prendere in giro la bonarietà di quest'uomo. Ma per qualcuno, che dopo lo stringatissimo risultato elettorale non aveva altre chance, Romano Prodi l'anno scorso ha riportato parecchi successi".
Oggi l'Italia
viene nuovamente presa sul serio a Bruxelles. Il ministro dell'Interno Giuliano Amato è il collega preferito di Wolfgang Schaeuble in Europa, rincara il corrispondente dello Spiegel in Italia. "Grazie Italia", ha dichiarato George W.Bush nella sua visita a Roma, tra le varie cose, per l'impegno italiano in Libano.
"La Casta" è un libro scomodo. Dalla sua pubblicazione non si parla altro che dei costi della politica, dal presidente Giorgio Napolitano fino nei angoli dei talk-show. Il presidente della regione Campania spende in impegni di rappresentanza dodici volte tanto il presidente tedesco Horst Koehler. Al Senato ci sono otto barbieri, si offrono lezioni gratuite di tennis, case per trascorrere le vacanze e limousine. Sotto Silvio Berlusconi erano a disposizione anche gli aerei, che, secondo i calcoli delle spese, ogni giorno volavano per circa 37 ore. Da quando queste cose sono di dominio pubblico, nel Paese torna a soffiare un'aria da 1992.